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come proteggersi dal sole

Come prepararsi al sole e come farlo ad un solarium

Esiste una condotta da seguire quando ci si espone ai raggi solari nel primo periodo. Una pelle, non ancora abituata alla potenza irradiata del sole, potrebbe subire delle conseguenze spiacevoli quando non viene protetta adeguatamente ed “educata” a quell’intensità.

Le raccomandazioni provenienti dalla Commissione per la Protezione dalle radiazioni e confermate dal Ministero della salute sono:

  • Abituarsi al sole in maniera graduale.
    Evitare, per quanto sia possibile farlo, di esporsi al sole quando è Mezzogiorno. Non dimenticare di cospargere il corpo di crema solare anche quando siamo sotto l’ombrellone o indossiamo dei vestiti.
  • Utilizzare all’inizio una protezione solare molto alta.
    Qualora si appartenesse al fototipo I o II, andrebbe impiegato un prodotto con protezione compresa tra 10 e 15; se si rientrasse nel fototipo III o IV si potrebbe ridurre il grado di protezione tra il 6 e il 10.

Il fatto di adoperare una crema protettiva in grado di bloccare i raggi del sole e stemperarne la potenza non significa in nessun modo che possiamo esporci senza rischi ai raggi solari. Perchè ogni crema per il sole produca i suoi effetti è importante applicare il prodotto sulla pelle almeno 30 minuti prima di esporsi al sole.

Ad ogni modo effettuare questa operazione con calma, accertandosi di non essere soggetti ad alcun tipo di allergia. Un’esposizione troppo diretta o prolungata alla stella nana potrebbe provocare reazioni indesiderate sulla cute.
Sono tanti i soggetti allergici ad alcuni prodotti per la protezione solare, al punto da ricevere dei danni anche in caso di assenza di luce solare.

come proteggersi dal sole

Il fattore di protezione dal sole, convenzionalmente definito con l’acronimo SPF, rappresenta l’indice di protezione solare capace di inibire l’azione del sole. Per calcolare efficacemente questo parametro bisognerà eseguire questo calcolo:

SPF = Dose che rappresenta la soglia di una pelle protetta / Dose che rappresenta la soglia di una pelle non protetta.

Altra raccomandazione particolarmente rilevante è:

Buona regola è evitare profumi, coloranti e cosmetici quando ci si vuole abbronzare ai raggi solari. Trucchi e phard, quando entrano in contatto con i raggi provenienti dal sole, possono provocare delle macchie chiare o scure, irritazioni cutanee e anomalie nella pigmentazione e perdurare a lungo nel tempo. Quando si verificano questi tipi di problemi sarebbe sempre auspicabile consultare un medico.

Bisognerebbe limitare il numero delle volte durante le quali ci si espone deliberatamente al sole, sino ad un massimo di 50 volte l’anno. Ogni volta che prendiamo il sole a mare, sul balcone di casa o al parco sottoponiamo il corpo ad una qualche forma di bruciatura. Non pensiamo alla tintarella come ad un passatempo piacevole, perchè la forza del sole è ben maggiore di quella che immaginiamo.

Sottoporsi ad un trattamento previo di fonti di radiazioni UV-A non aumenta in maniera significativa la difesa della pelle alla luce. Perchè questo possa accadere è indispensabile che vi sia una certa quantità di raggi UV-B.

Quale sarebbe la giusta condotta da tenere all’interno di un solarium ?

  • Non è necessario utilizzare alcuna crema di protezione.
  • Bisognerà rimuovere ogni tipo di cosmetico usato sul corpo almeno 3 ore prima della doccia solare
  • Attenzione ad alcuni medicinali. E’ bene leggere i foglietti illustrativi di alcune medicine, soprattutto nel caso di antibiotici, psicofarmaci e diuretici, perchè potrebbero provocare gravi reazioni allergiche o risultare tossiche per la pelle, al punto da indurre ad ustioni. Verificare, mediante bugiardino, come interagiscono questi farmaci a forti radiazioni UV-A.
  • Utilizzare gli occhiali protettivi. E’ obbligatorio indossare sempre, durante ogni seduta, degli occhiali da sole, appositamente studiati per contrastare la forza delle lampade solari, come sancito dalla legge UNE-60335-2-27
  • Rispettare sempre il tempo massimo di esposizione, a seconda del proprio tipo di pelle.
  • Consultare velocemente un dermatologo in caso di reazioni cutanee legate all’esposizione ai raggi del solarium.
  • Reazioni fotosensibili. Possono riscontrarsi in ogni paziente e sono classificabili come piccole o medie scottature.

Dal confronto si evince come le docce solari siano a ragione da preferire all’esposizione diretta ai raggi del sole, come siamo soliti fare in estate. Se a questo poi si aggiunge la capacità di questi trattamenti di far assorbire meglio la vitamina D, si spiegherà il successo di questo tipo di prodotto, presso i centri di benessere e di armonia.

Come le docce solari facilitano la sintesi della vitamina D

Si sente parlare molto spesso di vitamina D, soprattutto quando si parla di salute delle ossa, visto che la maggiore qualità di cui si parla quando si fa riferimento a questa vitamina è quella di ottimo ricostituente osseo. Anche se di solito si consiglia di assumere molti cibi contenenti vitamina D quando ci si frattura, non bisogna dimenticare come questo elemento sia essenziale anche per difendere il sistema immunitario e quello cardiovascolatorio.

La quantità minima di vitamina D nell’organismo
I benefici di una doccia solare
La strumentazione del Centro Heliantus
La differenza tra solarium e sole
I rischi legati al trattamento solare

Ci sono studi che evidenziano come nelle popolazioni in cui è più carente questo tipo di vitamine sono più diffuse alcune patologie autoimmuni, come la sclerosi multipla.

Gli alimenti che contengono la vitamina D non sono molti:

  • pesci grassi,
  • uova
  • interiora animali

Questo può far nascere un problema in sé in caso di soggetto vegano, perchè non mangiando prodotti di origine animale avrebbe grandi difficoltà nel reperire questa sostanza.

sole e docce solari

Ad ogni modo è proprio l’esposizione solare la principale modalità di sintesi della vitamina D, consentendo di raggiungere questo obiettivo ogni qual volta ci si mette sotto al sole. La comune abitudine di utilizzare creme solari di origine commerciale però inibisce questa capacità di sintesi e durante i mesi più freddi, restiamo talmente coperti da impedire ai raggi solari di raggiungere la nostra pelle e quindi permettere la sintesi della vitamina D. Alcuni specialiti hanno ideato delle creme solari in grado di ovviare a questo problema, proteggendo dai “raggi cattivi”, ma garantendo una tinta invidiabile.

Scopri quali sono

Uno studio portato avanti dall’Università di Valencia ha fatto emergere come, per una corretta sintesi della suddetta vitamina, sia necessario esporre in inverno almeno il 10% del corpo “nudo” ad una media di 130 minuti giornalieri, mentre nei mesi più temperati di primavera ed estate, sia sufficiente restare esposti al sole per appena 10 minuti, durante le ore più calde, e soli 20 minuti, se si prende il sole nel pomeriggio, mantenendo scoperto almeno il 25% della pelle.

Ovviamente questi dati possono variare in funzione del fototipo della pelle e della latitudine a cui si vive, ma restano ugualmente importanti per farne comprendere la misura.

Questo fa comprendere ancora di più quanto sia necessario assumere e sintetizzare correttamente la vitamina D, soprattutto nei mesi invernali, quando le occasioni per far vedere il sole alla pelle sono molto risicate. Non è detto che l’accumulo di sole che riusciamo a fare in estate sia sufficiente per compensare le carenze dell’inverno ed è per questo che seguire un trattamento in solarium potrebbe essere ancora più opportuno.

Quale è il quantitativo minimo di vitamina D?

Si consiglia di mantenere concentrazioni sieriche di 25 (OH) vitamina D tra 30 e 50 ng / ml (75-125 nmol / l). In caso di deficit sarà necessario compensare, sino al raggiungimento di questa soglia o potremmo andare incontro a rischi per la nostra salute. E’ noto che i vegani avranno più difficoltà di altri a raggiungere questo limite, ad ogni modo le docce solari potrebbero rappresentare una soluzione anche per chi rientra in questa categoria e crede nella filosofia vegan.

Anche la dottoressa Racanelli è una grande sostenitrice del solarium, parlandone in termini più che favorevoli, anche all’interno del suo libro “E la vita continua…impressa nei nostri occhi” , sottolineando l’efficacia che ne ha potuto constatare nei confronti di anche, dermatiti varie e anche psoriasi.

Tutti i benefici dei solarium verticali

Vantaggi più evidenti, derivanti dall’utilizzo di questo macchinario, che non ha nulla a che vedere con le docce abbronzanti, tanto di moda negli anni’90.

Consumi energetici: costa molto meno una seduta in un solarium verticale che una in cui si utilizza una doccia ad alta pressione.

Ingombro: si utilizza davvero poco spazio, integrandolo perfettamente in una stanza, senza che dia fastidio. A conti fatti, il macchinario non occupa più di un metro quadrato.

Velocità. A parità di effetti, il tempo di una seduta in una doccia solare verticale è di soli 10-15 minuti. In alcuni casi può durare anche meno. Di conseguenza, un altro vantaggio è legato al fatto che non serve prenotare un mese prima. Vista la velocità di rotazione dei clienti è possibile fissare un appuntamento anche il giorno prima rispetto quello della seduta.

Pulizia. Il grado d’igiene è massimo, visto che non si è a contatto diretto con il metacrilato, riducendo al massimo il rischio di contaminazioni batteriche, invece molto alto nel caso di solarium a pressione di 1,2 kilowatt.

Risultato estetico eccellente. I feedback da parte di chi l’ha provato sono molto positivi, perchè riferiscono di un’abbronzatura omogenea che scongiura eventuali inestetismi associati ad una pelle a chiazze, in cui la tintarella non ha raggiunto tutte le zone del corpo.

Sicurezza nell’uso. Il rivestimento in metacrilato evita qualunque tipo di contatto con le lampade e pertanto evita ogni tipo di bruciarsi, a causa delle lampade surriscaldate. A conferma delle ottime caratteristiche tecniche della macchina per abbronzare e del fatto che sia assolutamente sicura per la pelle vi è la documentazione che certifica il rispetto delle normative CE: EN 60335-1, EN 60335-2-27, EN 55015, EN 55022, EN 50082-1, EN 61000-4.

Alta qualità dell’abbronzatura, raggiungibile in poche sedute.

La strumentazione del Centro di Armonia e Benessere

Il centro Heliantus ha in dotazione la Sun.cab Sevilla della Enco, una doccia solare con proprietà abbronzanti notevoli, grazie alla forza di 48 lampade reflex power da 160 watt ciascuna.

All’interno della cabina solare non si percepisce in alcun modo il caldo; merito del sistema di ventilazione interna, perfetta per mantenere fresco il soggetto che si sottopone al trattamento. La presenza di 9 ventilatori offriranno il giusto refrigerio anche a coloro i quali utilizzeranno il solarium in estate, durante le giornate più calde.

Si può confrontare la luce del sole con quella di un solarium?

La composizione dello spettro e l’irradianza solare sono influenzati da svariati fattori, come ad esempio l’anno, l’ora de giorno, la latitudine, la qualità dell’aria -se a mare o in una zona indrustriale è ben diversa..-, l’altezza dal livello del mare e tanti altri ancora. Per esempio, quando si confronta una fonte di radiazione artificiale, con quella della luce solare, è necessario considerare altri parametri che ne definiscono la radiazione globale. La radiazione solare ha una diffusione costante, senza alcuna interruzione. Ad esempio nel nord Europa, la proporzione di raggi UV.B a mezzogiorno è circa del 3-5% del totale di quelli UV, anche se si precisa che sulle vette più alte delle montagne la proporzione è più elevata. I valori biologici reali sono più importanti di quelli meramente fisici che classificano i raggi come ultravioletti, visibili e infrarossi. Se prendiamo in considerazione i solarium l’aspetto più importante da considerare riguarda l’irradiazione eritematosa complessiva e di conseguenza non possiamo confrontare con gli stessi parametri i raggi solari con le radiazioni di un solarium.

Le differenze principali tra le due fonti di calore sono:

  • il sole non necessita di temporizzatori, il solarium sì;
  • la composizione dello spettro solare varia in funzione di tantissimi parametri come latitudine, ora del giorno ecc.. quella del solarium no;
  • la doccia solare emette esclusivamente radiazioni ultraviolette di tipo A e B.

In quanto tempo ci si abbronza?

Sono molti i lettori che contattano il centro per porre domande di questo tipo:

“Davvero ci si abbronza così facilmente?”

“E’ possibile abbronzarsi in maniera così veloce?”

“Si può rimanere sempre neri?”

Si tratta di interrogativi curiosi e anche molto pratici, a cui cercheremo di dare risposta. Sui tempi di abbronzatura, legati all’utilizzo di un solarium bisogna essere molto chiari. Non esistono sistemi di abbronzatura immediata e ultra rapida senza creare dei rischi per la propria pelle. E’ altamente sconsigliato sottoporsi a sedute intensive di solarium quando non lo si usa da un po’ di tempo o non si è andati a mare almeno qualche volta. Gli shock termici per la cute potrebbero risultare eccessivi e dannosi per la salute epidermica.

Il funzionamento fotobiologico necessita di tempo e quando si somministra troppi raggi UV alla pelle è facile che venga prodotto un eritema o un’irritazione cutanea con conseguente dolore. Altri problemi tipici di chi passa troppo tempo al sole sono: congiuntivite, cataratta, invecchiamento accelerato della pelle e tumori cutanei.

La pigmentazione indiretta prodotta da una doccia di raggi solari necessita di almeno 2-3 giorni per mostrare dei risultati visibili, salvo alcuni soggetti con pelli particolari, che perdono in altrettanto poco tempo l’effetto di abbronzatura.

Volendo stabilire una regola di base, valida per un po’ tutte le tipologie di pelle, sono necessarie dalle 12 alle 15 sessioni complete di esposizione ai raggi per ottenere risultati evidenti. Superata questa fase l’abbronzatura sarà duratura, mantenendo la stessa tonalità raggiunta nell’ultima seduta.

Ad ogni modo è corretto segnalare l’importanza del rapporto tra raggi UV.A e UV.B., visto che la percentuale di UV.B -che rappresentano la percentuale totale di radiazione ultravioletta- si somma a quella delle radiazioni UV.A, e influisce in maniera chiara sull’esposizione generale del corpo.

I rischi legati all’esposizione a radiazioni

Sarebbe falso sostenere che abbronzarsi mediante questo strumento, senza le adeguate precauzioni, non esponga il soggetto a situazioni potenzialmente pericolose. Così come accade quando restiamo troppo tempo al sole in estate, potrebbero aumentare le probabilità di andare incontro a malattie della pelle, eritemi, infiammazioni agli occhi, qualora superassimo i tempi di durata consigliati di permanenza nel solarium. Delle piccole irritazioni potrebbero degenerare nel tempo in bolle e quindi a scottature di grande intensità.

Ad ogni modo, se si seguono i suggerimenti generali, stando attenti a non restare più ore del dovuto nella cabina, non dovrebbe verificarsi alcun tipo di disturbo. Quel lieve eritema che molti pazienti segnalano a fine seduta, definito in gergo tecnico “eritema infrarosso”, è solo l’effetto del calore a cui si è stati appena sottoposti, ma tende a scomparire pochi minuti dopo la fine del trattamento solarium.

E’ utile segnalare inoltre che, quando ci si abbronza al sole, la gente dovrà ricordare che sottoporsi precedentemente solo a raggi UV.A potrebbe non essere sufficiente. I raggi solari infatti contengono in parte raggi UV.B, in misura diversa, ma comunque superiore al 5%, ragion per cui si raccomanda una protezione adeguata che faccia da schermo contro questo preciso tipo di ustioni, sotto forma di creme abbronzanti con filtri.

Il grado di pericolosità dell’esposizione permanente ai raggi solari dipende da alcuni fattori:

  • sensibilità personale del soggetto alla luce del sole;
  • durata dell’esposizione;
  • intensità dei raggi solari.
boccette di oli essenziali

Come riconoscere oli essenziali di qualità

Tutti hanno sentito almeno una volta parlare di oli essenziali definiti anche oli eterici. Si tratta di prodotti oggi molto utilizzati, derivanti da una accurata estrazione a partire da piante o materiale vegetale aromatico, così definito in quanto molto ricco di essenze.Prezioso bagaglio della fitioterapia moderna sono le piante officinali. La fitioterapia è quella pratica medica volta alla cura di malattie o sintomatologie psicofisiche che deriva da una antica tradizione e che prevede l’uso di specifiche piante o di alcuni loro estratti.

Origine e storia degli oli essenziali
Le loro proprietà
A cosa servono questi oli essenziali?
Dove si comprano
Tutti i tipi di oli essenziali

Molti oli essenziali derivano quindi proprio dalle piante officinali, organismi vegetali molto sfruttati nelle grandi aziende farmaceutiche. Capita spesso che nell’uso comune si sovrappongano le espressioni piante medicinali e piante officinali. Il termine officinale è in realtà da ricondursi solo ad un elemento di tipo procedurale, cioè al fatto che queste piante siano inserite all’interno di elenchi ufficiali come specie utilizzabili dalle officine farmaceutiche, a prescindere dalle loro effettive proprietà medicinali.

boccette di oli essenziali

Storia

Quando si parla di farmacopea si fa riferimento ad uno specifico codice farmaceutico di cui l`erborista si serve al fine di controllare la qualità dei prodotti medici. La farmacopea, utilizzata ancora oggi, risale in realtà a molto tempo fa. Si pensi, ad esempio, alla farmacopea aborigena basata proprio su antiche e minuziose tecniche mediche. Un collegamento tra il mondo naturale e quello spirituale permetteva a determinati soggetti, che avessero acquisito nozioni dai grandi sciamani, di diventare donne o uomini di medicina, esperti nella preparazione di quei farmaci che erano per lo più creati con l’uso delle piante.

Parlare di oli essenziali significa anche chiedersi cosa sono e come si applicano. Uno dei modi migliori per l’assunzione di oli è vaporizzarli tramite l’uso di un diffusore. Possono però anche essere assunti per via orale, tramite inalazione ponendone precedentemente qualche goccia in acqua calda oppure possono essere direttamente applicati sulla pelle.

Le proprietà

E’ bene anche conoscere quale sia la potenza degli oli essenziali. Il concetto di potenza è da ricondursi tanto all’efficacia quanto alle proprietà intrinseche di un olio essenziale. Tra le tante proprietà, ad esempio, vi è la loro capacità di giungere direttamente al sistema nervoso tramite la stimolazione dei neuroni olfattivi. La potenza di questi oli è quindi alla base dell’aromaterapia da intendersi come quell’arte di mescolare e combinare tra loro le distinte essenze aromatiche.

Più nello specifico l’aromaterapia è una tecnica estremamente utilizzata al fine di rilassare il corpo, calmando o potenziando anche il carattere. Il suo effetto benefico può essere ottenuto tanto per via aerea attraverso l’utilizzo di diffusori quanto per via cutanea, con locali applicazioni delle essenze attraverso i massaggi.

Quando si decide di concedersi un massaggio è possibile scegliere quale olio essenziale abbinare focalizzandosi tanto sul profumo quanto sulle specifiche funzioni che ciascuno ha. Se si sceglie, ad esempio, di fare un massaggio rilassante l’olio essenziale da preferire è quello che abbia capacità distensive.

Tra i tanti oli presenti sul mercato vi sono anche oli essenziali per uso interno. Si tratta di una serie di oli che sono ritenuti sicuri da ingerire e che vengono utilizzati come rimedio naturale per il miglioramento di alcune condizioni di salute. Gli oli essenziali usati per via orale devono naturalmente essere di grado alimentare, ovvero utilizzabili anche in cucina.

A cosa servono gli oli

Molti si chiedono a cosa servano gli oli essenziali. La loro funzione principale è quella di potenziare le normali funzioni vitali, agendo anche sulla psiche, aiutando nel rilassamento e influenzando positivamente le performance intellettive. Sono da ritenersi un’ottima maniera per ritrovare tranquillità, senso di sicurezza, equilibrio ed energie per pulire la casa, operazione che si può fare grazie a diverse linee di detersivi.
L’uso di oli essenziali rientra nel condurre uno stile di vita sano. Prodotti come dentifrici o saponette sono gli alleati ideali per uno stile di vita che sia anche basato sulla pulizia del proprio corpo e su un’ottima detergenza quotidiana.

Anche idratazione e nutrimento della propria pelle sono da considerarsi importantissimi. Usando prodotti di qualità sarà possibile conferire alla propria pelle un aspetto molto più sano. Sono presenti in commercio anche oli essenziali che possono essere utilizzati per avere dei capelli più sani, accanto a trucchi arricchiti con oli essenziali. Esistono, inoltre, oli essenziali con capacità tonificanti, utili per donare vigore ed estrema elasticità alla pelle.

La conduzione di uno stile di vita sano è resa possibile anche dall’assunzione di integratori alimentari utilizzati tanto per esigenze nutrizionali quanto per raggiungere e mantenere un buono stato di salute. Questi ultimi, realizzati anche per uso culinario, sono presenti sul mercato anche sotto forma di capsule. Ve ne sono alcuni da ritenersi perfetti per colazione come la granola con semi di chia o il porridge in vasetto.

Un aspetto positivo di alcuni oli essenziali è che possono essere facilmente miscelati ottenendo miscele di oli essenziali, utilizzabili per diversi scopi come la cura e la prevenzione della cellulite.
Per contrastare il problema pelle a buccia d’arancia è possibile utilizzare creme anticellulite realizzate con oli essenziali, i quali potrebbero anche entrare direttamente in gioco attraverso bagni e massaggi.

oli essenziali per bellezza della donna

Prevenire la cellulite piuttosto che curarla, però, è sicuramente meglio. In questo caso molto utili sono i drenanti, integratori che agiscono all’interno dell’organismo depurandolo e favorendo la diuresi e quindi aiutando a smaltire i liquidi in eccesso.

Quali sono i migliori drenanti per combattere la cellulite?

Sul mercato ne sono presenti in grande quantità ma tra i migliori si annoverano la carnitina o il Drenax forte. Oltre a prevenire e combattere la cellulite questi drenanti risultano anche essere rassodanti.
Tra oli essenziali ed essenze, è bene ricordare, intercorre una grande differenza. Gli oli essenziali sono ottenuti per spremitura o distillazione mentre le essenze consistono in piccole quantità di olio essenziale diluito in acqua o sono realizzate come sostanze sintetiche.

E’ bene ricordare, inoltre, che differentemente dagli oli essenziali le essenze non vanno mai usate direttamente sul corpo poiché potrebbero portare a problemi a livello cutaneo. Quando si parla di essenze si pensa molto spesso al conosciutissimo nebulizzatore meglio noto come brucia essenze. Si tratta di un apparecchio la cui funzione consiste nel trasformare un liquido in vapore tramite l’uso di acqua e gocce molto fini dell’essenza scelta. Tra i tanti diffusori alcuni sono consigliati dai dentisti poiché si ritengono utili per una corretta igiene orale.

Dove si comprano

Quando ci chiediamo dove comprare un diffusore aromi dobbiamo innanzitutto sapere che ultimamente vi è stato un grande aumento del numero di modelli presenti sul mercato fisico ed online, accendo a diversi siti tra cui Amazon.
I clienti che decidono di acquistarne uno sono coloro che desiderano diffondere nell’ambiente in cui vivono delle ottime fragranze derivanti dagli oli essenziali, con la consapevolezza essi siano molto positivi per la salute.

I Prezzi

Per trovare quelli certificati e godere di un ottimo rapporto qualità-prezzo è inoltre opportuno conoscere al meglio le caratteristiche del diffusore che si sta comprando recandosi, ad esempio, in un’erboristeria e chiedendo il parere ad un esperto. Molto importante, inoltre, è non fidarsi di quei prodotti che costano troppo poco con prezzi sotto gli 8 euro a boccetta. Si tratta in questo caso di prodotti di origine sintetica, privi di buone caratteristiche ed efficienti proprietà benefiche.

All’estero, ad esempio in paesi come la Francia, è possibile trovare prezzi più ragionevoli giustificati dal diverso tipo di cultura. Elemento importante da associarsi all’acquisto di un nebulizzatore, quindi, deve essere una boccetta di un buon olio essenziale. Un olio essenziale, spiegano gli esperti, può essere tanto deterpinato quanto trirettificato.

Che cosa significa?

La deterpenazione consiste in un’accurata separazione degli idrocarburi monoterpenici che sono poco solubili ed irritanti per la pelle, dai composti ossigenati. Ciò che si vuole ottenere attraverso l’utilizzo di tale tecnica specifica è un olio essenziale deterpenato, più stabile, più solubile in acqua ed alcool e privo di potere irritante per le vie respiratorie, per gli occhi e più in generale per le mucose.

Un olio essenziale si dice invece trirettificato quando per la sua preparazione viene impiegata la menta trirettificata. Gli oli essenziali possono anche essere realizzati in casa. Le tecniche da utilizzarsi, naturalmente, sono molto differenti dalle tipiche tecniche di laboratorio quali distillazione in corrente di vapore e spremitura.

Utilizzando erbe o fiori del giardino e disponendo di un olio vegetale è possibile realizzare ottimi oli essenziali fai da te. Perché realizzarli? Gli elementi passione e risparmio, tra loro grandissimi alleati, sono in vetta alla classifica dei tanti buoni motivi per i quali realizzare un olio essenziale in casa.

Uno dei metodi migliori è il metodo a freddo per il quale sono necessari dell’olio vegetale, anche extravergine di oliva, e delle piante o fiori freschi. Un passaggio fondamentale per la produzione di un olio essenziale è la distillazione attraverso distillatori, ampiamente disponibili online. Si tratta di una tecnica utilizzata per separare due o più sostanze presenti in una miscela che si realizza attraverso lo sfruttamento dei diversi punti di ebollizione di tali sostanze.

Riconoscere un olio essenziale puro cioè naturale al 100 per cento e privo di additivi chimici non è sempre facile. Prima di acquistare un prodotto bisogna sempre focalizzarsi sulla qualità, fidandosi di quegli oli che sono stati realizzati attraverso un percorso di conoscenza adeguato.
E’ questo il motivo per il quale è sempre preferibile affidarsi al parere, ad esempio, di un biologo esperto e non di un amico che, privo di conoscenze, decide di realizzare un olio essenziale fai da te.

Gli oli essenziali, è bene ricordare, devono sempre essere certificati. Bisogna fare attenzione al colore della boccetta contenente l’essenza e all’etichetta, sulla quale devono essere riportate quante più informazioni utili alla qualificazione di un olio essenziale certificato.
Naturalmente non tutti gli oli essenziali hanno la stessa qualità. Tale fattore dipende molto da elementi naturali come il clima o dai distinti metodi di conservazione.

Non bisogna, però, eccessivamente temere quando si decide di affidarsi a grandi aziende affidabili come Young Living, dove vengono svolti numerosissimi test per assicurarsi che il prodotto abbia tutte le proprietà necessarie. Questa stessa azienda propone un programma noto come Seed to seal, un insieme di standard di garanzia ed efficacia.

Alcuni oli essenziali, inoltre, sono da evitare in quanto composti da una eccessiva quantità di sostanze alcaline ovvero sostanze chimiche con un pH molto elevato e capaci di provocare effetti lesivi ai tessuti.
Essendo gli oli essenziali delle miscele complesse di molecole organiche, è bene sapere che tali molecole possono con il tempo ossidarsi e che quindi l’olio essenziale ha una scadenza che in base ai diversi prodotti utilizzati può essere più o meno lunga.

Un diffusore di oli essenziali va pulito eliminando ogni tipo di calcare e residuo. Oltre ad una questione di efficienza, l’apparecchio potrebbe anche essere danneggiato in maniera irrimediabile nel caso in cui non venga accuratamente pulito dopo ogni utilizzo.

I tipi più diffusi di oli essenziali

Molti oli sono realizzati anche a base di miele, da considerarsi un vero e proprio integratore alimentare naturale. Partendo dal presupposto che non tutti hanno le stesse proprietà, gli oli essenziali devono naturalmente essere scelti in base alle distinte necessità.

Ce ne sono di diversi tipi come quello alla lavanda con proprietà antinfiammatorie, detergenti, analgesiche ed antibatteriche o la camomilla romana o valeriana. Apprezzatissimo da molti è l’olio di melissa con proprietà sedative e digestive. E’ inoltre un ottimo regolatore di pressione. L’olio di abete nero, considerato un prodotto più sofisticato, è considerato uno tra i migliori oli essenziali così come il legno di sandalo che svolge un’azione afrodisiaca e antisettica fungendo anche da ottimo alleato contro la diarrea.

Conosciuto e molto presente sul mercato è l’olio essenziale Blue Cypress che gode di ottime proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antibatteriche ed è inoltre ritenuto eccezionale per la pelle.
Utilizzati da molte persone sono anche il farro monococco, meglio conosciuto come farro piccolo e l’olio essenziale di franchincenso che gode di un’altissima qualità terapeutica ed al contempo di un’alta potenza.

Alcuni di questi prodotti a causa delle materie con cui sono realizzati hanno un odore poco gradevole. E’ bene, però, ricordare che maggiore è la puzza di un olio maggiore è il suo livello di qualità. E’ proprio questa la ragione per la quale dovremmo rieducare l’olfatto agli odori naturali, lasciando da parte quelli tipici di un prodotto sintetico.

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Rimedi alla secchezza del viso

Quante volte ci saremo guardati allo specchio e osservato impotenti l’avanzamento delle rughette al bordo degli occhi. L’incubo ricorrente, delle meglio note “zampe di gallina”, rappresenta un segnale evidente che il nostro corpo stia invecchiando. Se osserviamo però il problema un po’ più in profondità, senza soffermarci allo strato più superficiale dell’epidermide..si può comprendere come la reale responsabile sia ben altro. Ne è una prova il fatto che tante ragazza di neanche 30 anni mostrino una pelle rugosa o a tratti squamata, sintomo non tanto dell’avanzare dell’età, ma di nutrimenti sbagliati che diamo alla nostra pelle. Inutile quindi prendersela con le stelle e iniziare a rimboccarsi le maniche per cercare delle soluzioni alla secchezza della cute della faccia.
La nostra amica per la pelle dobbiamo essere noi stesse e comprendere l’importanza di idratare la pelle adeguatamente, onde evitare spaccature e rugosità tra i pori.
Mantenere una concentrazione di sebo sul nostro viso assicura una maggiore protezione agli agenti atmosferici e conseguentemente una difesa naturale anti invecchiamento precoce.

Problemi di pelli secche

La parte del corpo che associamo più facilmente a questo tipo di malessere sono le mani. Così presenti nella nostra vita ci permettono di svolgere le quotidiane operazioni di vita e rappresentano il nostro biglietto da visita quando ci presentiamo agli altri. Avere la pelle delle mani secca o al contrario molto grassa (pensiamo a tutti coloro i quali si lamentano a causa di un’eccessiva sudorazione sul palmo), sono problemini fastidiosi, in grado di alterare la nostra autostima e quindi la qualità di sicurezza quando ci interfacciamo agli altri. Esistono casi specifici di soggetti che presentano secchezza soltanto in alcune zone precise. Pensiamo alle signore impegnate a curare la pelle secca sulle gambe o in cerca di fondotinta di origine naturale e quindi privi di additivi chimici, perchè impegnati a contrastare una cute eccessivamente sensibile, che può manifestare intolleranze ai cosmetici anche attraverso delle dermatiti acute. Senza contare alla reazione che possono avere i pori della pelle quando si trovano alle prese con cosmetici sintetici estremamente aggressivi, responsabili della mancata traspirazione cutanea e di reazioni termiche anomale ed una percezione della temperatura ambientale errata.

La chimera della pelle perfetta

Come le attrici di hollywod impegnate a reclamizzare l’ultima maschera per la pelle in televisione, quasi tutte le donne del Mondo ambiscono a prendersi cura del proprio viso, al punto da rimediare a cuti screpolate o con uno strato sebaceo deficitario.
E’ proprio il caso di dire però: “Il bel viso al cattivo tempo”, considerato che quasi tutti i prodotti di make up, non contengono certo quelle vitamine o quelle sostanze emollienti di origine naturale in grado di nutrire la pelle nel lungo periodo. Quello che tante volte spacciano come anti-age sono solo palliativi per vendere un marchio di bellezza, senza quasi mai soffermarsi sulle proprietà elastiche contenute nei componenti o sulla durata degli effetti positivi di questi trattamenti di cosmesi nel lungo periodo. La ricerca di una pelle splendida, come dicevano gli Afterhours, dovrebbe partire dalla conoscenza delle condizioni capaci di accelerare i processi di invecchiamento cutaneo. Non è sufficiente mettere una crema idratante sulle mani prima di andare a letto se ci ostiniamo ad andare in giro senza guanti, perchè li consideriamo un indumento demodè o poco abbinabile con il resto dei nostri vestiti. Basta lamentarsi della pelle molto secca sulle cosce se pur di indossare una minigonna, preferiamo combattere il vento e il freddo con delle calze sottili e un po’ di buona volontà…

Le soluzioni alla pelle secca

Più semplici di quello che possiamo pensare, esistono delle buone abitudini che se seguite con attenzione possono dare risultati sorprendentemente positivi. Anche se il fattore genetico sembrerebbe a volte il principale fattore della secchezza della cute, delle piccole azioni quotidiane possono aiutare a migliorare la qualità della pelle del viso e trattare la secchezza in maniera migliore di quanto possano fare prodotti a base di vasellina.

Clima cattivo
Si segnalano molti episodi di pelle decisamente secca, generati da una grave esposizione dei soggetti a intemperie o agenti atmosferici eccezionali come: sol leone, perturbazioni ventose o gelate invernali. Avere il fisico continuamente sollecitato dai raggi solari, come quello degli operai che lavorano sui cantieri edili o il corpo costretto a convivere con raffiche di vento e sferzate improvvise a bordo di un gozzo, come nel caso dei romantici marinai, può essere deleterio in termini di perdita di tonicità della pelle facciale. Eppure non bisogna pensare che le uniche categorie di persone che necessitano di cosmetici viso personalizzati per risolvere problematiche dermatologie siano quelle sopra indicate.
Tutti gli uomini del Mondo, specie quelli che vivono nei centri urbani più inquinati, sono potenziali vittime da invecchiamento precoce dell’epidermide e avrebbero il dovere morale di proteggere la loro estetica, ma ancora più, la loro salute, dagli agenti esterni.

Idratatarsi prima del make up. Quando si ricorre a fondotinta e rossetti per apparire più belle e seducenti, un po’ per la fretta, un po’ perchè inconsapevoli dei vantaggi che ne possono derivare, si stende della crema per il volto senza provvedere quasi mai a dargli il giusto apporto idrico. Specialmente quando si parla di ragazze in fase adolescenziale, alle prese con i primi trucchi e cosmetici si allude a ragazze frettolose e un po’ irresponsabili, che spesso vanno a dormire senza essersi struccate a dovere. Il fatto poi di non acquistare prodotti di bio cosmesi, nella convinzione che abbiano un prezzo eccessivo per le loro tasche, non può far altro che aggravare la loro condizione dermatologica. L’educazione alle operazioni più indicate quando ci si prende cura del corpo dovrebbe essere un incarico di i genitori, ma anche i professori dovrebbero farsi carico. La buona abitudine di idratare il volto, prima di impiegare soluzioni cosmetiche o la sana regola di eliminare ogni traccia di fard, cipria o mascara, prima del riposo notturno, consentiranno alla pelle di rimanere più giovane e meglio conservata.

Gli oli solari per pelli sensibili. La dottoressa Racanelli ha messo a frutto i tanti anni di conoscenza nel settore dermatologico per realizzare delle creme protettive per l’irradiamento solare, specificatamente ideate per la protezione dei bambini. Le ha create per difendere i propri figli e possiamo immaginare quanto amore e passione abbia messo per dare forma a un prodotto che difendesse una pelle così sensibile e delicata, come può essere quella di un infante. Le creme solari per bebè, in vendita presso il Centro Heliantus sono il risultato di anni di ricerca in laboratorio sui raggi UV e quelli UVB. Questi studi hanno consentito la formulazione di 2 articoli distinti che garantissero sia una schermatura delle irradiazioni pericolose, ma anche un unguento terapico, capace di abbronzare il corpo e restituirgli quello strato bronzato così apprezzabile dal punto di vista esteriore.

Utilizzare deflettori d’aria per il condizionamento. Anche se d’estate fa caldo e l’unica ancora di salvataggio è data dalla presenza di quel getto di aria nell’ambiente, dobbiamo essere attenti anche alle ripercussioni che l’utilizzo errato di un inverter può avere sulla nostra salute. Sottoporsi a prolungate “sedute di fresco artificiale”, come può avvenire in ufficio, quando siamo impegnati a lavoro durante i mesi di Luglio e Agosto, per difendere la pelle dal sudore eccessivo e dall’afa imperante, può risultare dannoso. Ancor prima di comprare una crema oliosa per sopperire alla mancanza di una cute adeguatamente nutrita e morbida, bisognerebbe risolvere alla fonte la causa di tanta secchezza. Piuttosto che rinunciare al sollievo rigenerante della frescura di un condizionatore, si potrebbe invece posizionare qualcosa che eviti che il getto gelato venga indirizzato verso un unico punto e creare disagi fisici a chi, sottoposto nel tempo a tale “trattamento forzoso”, lamenta una pelle a squame e raffreddori in piena estate. I negozi di termoidraulica online possono esserci di aiuto e quindi permetterci di acquistare il deflettore per aria condizionata che tanti benefici darà alla nostra cute e condizione fisica, più in generale.

In nemico vien dall’angolo. Anche se è opinione comune che sia il freddo a spaccare la pelle sul nostro viso e renderci più simili a vecchietti che a uomini o donne adulte, in realtà il rischio peggiore per la nostra epidermide è l’umido. Combattere efficacemente l’umidità vuol dire ridurre drasticamente le percentuali che la pelle della faccia si secchi, tanto vale allora mettersi alla ricerca di un valido condizionatore portatile, prima di disperarsi per i segni di una vecchiaia che avanza imperturbabile. Anzichè un costoso split inverter, puntiamo semmai su condizionatori con rotelle con funzione deumidificante: elettrodomestici piccoli, ma molto potenti, che non necessitano complicate installazioni a muro.

Asciugarsi con la seta. Sembra un esagerazione e vuole essere chiaramente una provocazione, però il senso della frase è abbastanza chiaro: smettetela di seccare il viso con teli ruvidi o di materiali eccessivamente sintetici. Analizzando la cartella clinica di molti pazienti con problemi di dermatite atopica, ad esempio, si è notato un miglioramento della condizione della loro cute, nel momento in cui hanno cambiato asciugamani. Poter contare su di un telo morbido quando ci si asciuga il viso è fondamentale per non sollecitare un epidermide sensibile e debole per sopportare senza traumi le setole di un asciuga mani con bassissima percentuale di cotone naturale.

Bere acqua e borragine. Per avere una cute in forma e un aspetto del viso rilassato e piacevole, non si dovrebbe mai dimenticare di assumere liquidi durante l’intero arco della giornata. Meglio bere acqua lontano dai pasti e non dare seguito alla cattiva pratica di sorseggiare un bicchier d’acqua tra un boccone e un altro. Non possiamo permetterci di trattare l’elemento essenziale per la vita umana come un qualcosa di accessorio e dobbiamo assumerci la responsabilità quotidiana di restituirgli la centralità che merita. Bere 2 litri d’acqua con l’aggiunta della borragine, ricchissima di vitamine E e F, potrà donare brillantezza alla pelle e garantire una pulizia invidiabile a livello intestinale.

Frutta secca anti secchezza. Soprattutto a colazione, quando abbiamo più energie per cominciare la nostra giornata. Mangiare mandorle al mattino, in virtù della buona presenza di sali minerali, può apportare ottimi benefici sullo stato di salute dei soggetti afflitti da pelle rinsecchita e stanza.

Chi fa da sé, fa per 0,03

Non è vero che lo spirito d’iniziativa paghi sempre e in ogni contesto. Esistono casi, soprattutto quando parliamo di cosmetici, in affidarsi a chi ha conoscenza diretta del settore beauty o dermatologico conviene molto più che cercare di idratare il viso scambiandolo per un’insalata mista farcendolo con cetriolini, carote o kiwi…
I rimedi al viso secco devono sì avere ingredienti 100% naturali, ma dovrebbero rappresentare l’esito di uno studio dettagliato, fatto da mani esperte, come quelle di una dermatologa.
Lasciamo quindi le maschere per il viso a base di verdura ai film cult anni’80 come 7 kili in 7 giorni e affidiamoci a chi può realizzare delle creme per la pelle secca su misura del tuo viso.
I bizzarri scrub fatti di zuccherro e olio di lavanda o gli unguenti stampalati autoprodotti, composti da miele e caffè lasciamo ai chiassosi personaggi dei canali youtube, creati più per scandalizzare che per informare correttamente il pubblico. Cerchiamo invece di no creare le premesse per peggiorare l’aspetto della cute a causa di strane combinazioni fai da te, rivelatesi successivamente delle bufale in piena regola.
L’unico componente che si può utilizzare con successo, non a caso molte volte base di lozioni di bellezza, è l’olio d’oliva. Questo elemento migliora la qualità dei tessuti della pelle, in termini di elasticità e si rivela una valida soluzione per combattere le cuti più secche.