Supposte alla glicerina : usi ed abusi del prodotto

Le innovazioni raggiunte nel campo medico non hanno ridotto la diffusione delle supposte. In particolar modo le supposte contenenti glicerina hanno rivelato una capacità risolutiva in numerose situazioni, soprattutto nei soggetti con difficoltà nell’evacuare.

Supposte alla glicerina: fanno bene o fanno male?
Supposte: fanno più paura ai bambini o agli adulti?
Come mettere una supposta
Stipsi: rimedi casalinghi

Durante i primi mesi della gravidanza, come anche nella fase dell’allattamento, uno dei problemi più comuni con cui si trovano confrontate le neo mamme è la stitichezza, un disturbo della defecazione che consiste nella difficoltà di svuotare in parte, o del tutto, l’intestino tramite l’espulsione delle feci.

Tuttavia, se soffrono già di questa patologia (per esempio nel caso in cui siamo affette dalla sindrome del colon irritabile), hanno maggiori possibilità che la stessa diventi cronica, pertanto è fondamentale curarla per tempo, in quanto se si sforzano in modo eccessivo, possono andare anche incontro a perdite di sangue dal retto.

Tra i rimedi più utilizzati per trattare la costipazione durante la gravidanza troviamo la supposta, che sebbene sia meno efficace rispetto al clistere o ad altre cure, è preferibile nei mesi in cui si è in dolce attesa, in quanto è meno invasiva e non causa disturbi al feto.

Supposte alla glicerina: fanno bene o fanno male?

Le supposte alla glicerina vengono prescritte dai medici per combattere gli episodi occasionali di stitichezza (che, per alcuni pazienti, può rivelarsi molto fastidiosa, soprattutto quando avvertono il senso di andare in bagno anche quando non ne hanno bisogno, oppure quando sentono un leggero dolore durante l’evacuazione, che non è naturale), tuttavia, come riportato anche sul foglietto illustrativo, è fondamentale seguire la posologia indicata e di non superare il quantitativo massimo di supposte previsto al giorno.

Un uso non corretto può causare numerosi effetti collaterali, come l’irritazione anale, il gonfiore, la nausea, il meteorismo, la diarrea e i crampi allo stomaco, come riportato sul bugiardino.

Il paziente deve inoltre contattare subito il medico nel caso in cui, dopo l’assunzione, si verifichino episodi di orticaria, difficoltà respiratorie, dolore al petto, emorragie rettali e gonfiore della bocca o di altre parti del viso.

Salvo prescrizioni diverse fornite dal medico, non si dovrebbe superare il limite quotidiano di una supposta. La supposta, una volta somministrata, fa effetto dopo circa 10-20 minuti.

Alcuni pazienti, dopo averle assunte, hanno lamentato che non funzionano perché le hanno trovate integre nelle feci, ma si tratta di casi molto rari e che, di solito, riguardano le persone affette da stipsi cronica.

Supposte: si possono usare con le emorroidi?

L’uso delle supposte alla glicerina è sconsigliato con le emorroidi e le ragadi anali, tuttavia in commercio esistono anche supposte pensate appositamente per trattare queste condizioni.

Un esempio sono le supposte Proctolyn, che vengono usate per la cura delle emorroidi interne.

Supposte: cosa succede se non si sciolgono?

Se non si sciolgono, le supposte, oltre a non fare effetto sul paziente, vengono espulse con le feci al momento dell’evacuazione. Può accadere, ma come già scritto, di solito succede in casi molto rari e, più di frequente, nei pazienti con stipsi cronica.

C’è anche da aggiungere che, se le supposte non risolvono il problema, è fondamentale trovare un’altra soluzione farmaceutica, o un rimedio naturale oppure omeopatico, per combattere la costipazione, in quanto non solo trattenere le feci fa male, ma può causare problemi come mal di pancia, meteorismo e gonfiori addominali.

Supposte: fanno più paura ai bambini o agli adulti?

Le supposte, come tutte le medicine d’altronde, fanno più paura ai bambini.

Supposte: quanto è grande il loro spessore?

Le supposte che vengono vendute oggi sono meno grandi rispetto a quelle che si trovavano in farmacia negli anni Ottanta e Novanta e, in genere, non superano i cinque millimetri di diametro.

Può però capitare che in ospedale, per alcune condizioni, gli infermieri somministrino al paziente delle supposte di diametro superiore, ma anche in questo caso non bisogna preoccuparsi, in quanto, per consentire un’assunzione più agevole, spesso viene utilizzata una pomata.

Non sono dolorose da mettere, anche se alcuni pazienti le reputano tali e, per quanto riguarda la modalità di somministrazione, alcune persone arrivano a farsele mettere in ospedale, perché altrimenti da sole non ce la farebbero, mentre altre, in particolare quello che arrivano a provare fastidio se qualcun altro gliele mette, preferiscono fare da sole.

Come mettere una supposta?

Per prima cosa, lavati le mani o indossa un guanto monouso, poi leggi le istruzioni.

Se la supposta ti sembra troppo morbida, falla indurire, altrimenti l’inserimento potrebbe provocarti un po’ di dolore. Prima di inserirla, rilassati (se tieni strette le maniche, l’operazione si rivelerà più difficoltosa del previsto).

Sdraiati su un fianco, poi inserisci la parte superiore della supposta nel retto e, subito dopo l’inserimento, stringi i glutei. Attendi che faccia effetto, poi togliti il guanto e lavati le mani.

Se devi mettere la supposta ad un neonato o ad un bambino, fallo sdraiare a pancia in su, poi sollevagli le gambe e inseriscigli la supposta tra le natiche. Tienila dentro con un dito per evitare che fuoriesca, poi attendi che la medicina faccia effetto e rimuovi il dito.

uomo disteso mette supposta

Supposte: per quanto devono essere usate e che prezzo hanno?

Le supposte alla glicerina, come pure le altre, devono essere usate per una settimana.

Se dopo sette giorni non ci sono stati miglioramenti evidenti, il paziente deve prendere di nuovo contatto con il medico per farsi prescrivere un’altra terapia.

Per quanto riguarda il costo, di solito le supposte al glicerolo costano tra i 4 e i 7 euro.

Il principio del glicerolo e della gelatina

Il glicerolo, o glicerina, è un composto chimico che ha come formula HOH2C–CHOH–CH2OH. Allo stato puro si presenta come un liquido incolore, viscoso e inodore, dal gusto zuccherato.

Viene utilizzata per la composizione di numerosi farmaci, in particolare nelle supposte per renderle più facili da inserire e negli sciroppi per la tosse, nei dentifrici, nei colluttori, nelle creme idratanti e nei saponi e anche come additivo alimentare per dolci, bibite gassate, biscotti, torte, panini, wraps e prodotti surgelati.

In ambito medico la glicerina, oltre che per far diventare più unta la superficie di certe medicine o per rendere il loro gusto più gradevole, viene utilizzata anche per i suoi effetti lassativi e anche per la sua capacità di irritare il rivestimento interno dell’intestino e di aumentare la quantità di liquidi, in modo da semplificare l’espulsione delle feci.

Microclismi di glicerina: cosa sono?

I microclismi con la glicerina sono fiale rettali, vendute in farmacia in confezioni da sei, usate per trattare la stitichezza e stimolare una corretta evacuazione.

Supposte alla glicerina: si possono prendere senza ricetta?

No, le supposte alla glicerina, proprio per via dei loro effetti lassativi e anche perché, in alcuni casi, possono presentare controindicazioni, possono essere prese soltanto con la presentazione di una ricetta medica in farmacia.

Non si comprano alla Coop, anche se è facile procurarsele, e non sono omeopatiche, in quanto la glicerina è un composto chimico e non un prodotto naturale.

Meglio le supposte o lo sciroppo?

In alcuni casi, ad esempio quelli in cui si rischia di irritare lo stomaco o di provocare il vomito, le supposte rappresentano il modo migliore per assumere un farmaco.

Lo sciroppo Stellax, per esempio, anche se è stato pensato per regolarizzare l’intestino, potrebbe non fare effetto se, oltre alla costipazione, sono presenti altri sintomi come nausea e conati di vomito.

Anche lo Zetalax, questo nel caso in cui la medicina rischi di essere rigetta, è utile per combattere la stipsi, in quanto si tratta di una supposta rettale a base di glicerolo e, oltre ad essere emolliente, provoca un effetto lassativo già 10 minuti dopo l’assunzione.


Stipsi: rimedi casalinghi

Se si preferisce contrastare la costipazione, anche quella occasionale, con i rimedi naturali, in alternativa alle supposte è possibile mangiare mele, oppure pere, e prugne cotte per facilitare l’evacuazione.

Un altro rimedio casalingo molto efficace è quello di mangiare, a stomaco vuoto e prima di fare colazione, due kiwi la mattina. Il kiwi infatti, come lo yogurt ricco di probiotici, è noto per far parte degli alimenti capaci di combattere la stitichezza.

Un rimedio antico, anche se di quest’ultimo non è stata mai comprovata l’efficacia, è quello di mettersi uno stelo di prezzemolo nell’ano. Un altro che invece, ancora oggi, viene usato dalle modelle, è quello di bere la mattina, a stomaco vuoto, un bicchiere di acqua calda con olio e limone.

L’olio infatti, secondo quanto credevano le nostre nonne e bisnonne, consente di far scivolare le feci verso il colon e di facilitarne così l’espulsione. Per questa ragione, in alcuni clisteri fatti in casa, viene aggiunto l’olio di semi di girasole.

Altri lassativi naturali fai da te molto utilizzati sono il bicarbonato e l’acqua calda, che se bevuti insieme fanno effetto dopo pochi minuti, il caffè nero bollente, ottimo per contrastare la stitichezza perché stimola la motilità dell’intestino grazie alla caffeina, i cereali integrali e il succo di mela o di pera (quest’ultimo ha un effetto più blando).

Supposte di glicerina: consigli per una corretta conservazione

Le supposte di glicerina, per impedire che perdano i loro effetti terapeutici, devono essere conservati in un luogo fresco e chiuso.

Non devono essere esposte alla luce diretta del sole, né tanto meno subire bruschi sbalzi di temperatura e, da ultimo ma non meno importante, è fondamentale controllare la loro data di scadenza e, se scadute, devono essere consegnate in farmacia per lo smaltimento.

candida e funghi intestinali

Come si prendono i funghi intestinali ?

I funghi intestinali sono problematiche che solitamente colpiscono gli uomini nel momento in cui hanno le difese immunitarie abbassate, predisponendo in questo modo un terreno fertile per i batteri. Teniamo presente che essendo un luogo dove i batteri si trovano per natura, quando l’organismo non li riesce a contenere è possibile che si manifestino appunto i funghi intestinali, dei quali la candida è il principale esempio.

Sintomi e cura
Come si prende la candida
Cibi da evitare con la candida
Batteri e flora commensale

Le situazioni più a rischio sono le seguenti:

Soggetti che sono interessati da un indebolimento del sistema immunitario. Tale fenomeno può essere dovuto a vari fattori come l’assunzione di alcune tipologie di farmaco come i corticosteroidi, immunosoppressori e farmaci chemioterapici.
Soggetti che sono trattati con terapie antibiotiche per lunghi periodi (è caratteristica dei farmaci antibiotici quella di alterare la normale flora batterica intestinale, ciò porta allo sviluppo di infezioni fungine).
Sono a rischio anche le persone che soffrono di forte stress, oppure soggette ad alcolismo, tabagismo e la presenza di patologie come anemia o diabete.

candida e funghi intestinali

Funghi intestinali: sintomi e cura

Quali sono i sintomi che si avvertono quando si è colpiti da un fungo intestinale? Ecco qui indicati i principali

  • Meteorismo, colon irritabile, gas e flatulenza.
  • Crampi, dolori e gonfiori addominali.
  • Difficoltà di digestione.
  • Senso di malessere generalizzato, diarrea e spesso anche febbre.
  • In alcuni casi cefalea e giramenti di testa.

Per trattare i problemi di funghi intestinali i medici somministrano ai pazienti dei farmaci antifungini, i quali hanno il compito di liberare il tratto gastro-intestinale dalla colonizzazione del fungo.

 

Come avviene, nello specifico, l’infezione micotica che interessa l’intestino?

A causare la parassitosi intestinale è il proliferare incontrollato di un fungo saprofita, che sebbene sia presente normalmente all’interno, può manifestare una crescita fuori controllo dovuta a situazione di salute generale del paziente. In particolar modo questo può accadere quando è compromesso il sistema immunitario, e quindi questo non è più in grado di arginare la crescita del fungo.

Funghi intestinali: la candida

La candida (o candidosi) intestinale è uno dei funghi più comuni che interessano questa zona dell’organismo umano. Diagnosticare con esattezza la candida non è una cosa facile per due principali motivi: il primo è che la sintomatologia può essere confusa con altre infezioni intestinali, il secondo è che esami semplici e di routine non sono in grado di individuarla. Per avere un dato certo si dovrebbe procedere infatti con una colonscopia oppure con una biopsia a livello intestinale.

Essendo però due tipi di indagine che sono piuttosto invasive, si cerca di evitare e di seguire una via alternativa che però risulta complessa e incerta nei risultati. Si esegue una coprocoltura per rilevare se c’è del lievito, ma essendo che la presenza della candida non sempre è patologica, risulta ostico individuarla con assoluta certezza. L’esame è comunque utile per confermare una diagnosi fatta in precedenza e che si basa sulla sintomatologia riportata dal paziente.

Il trattamento per la candida è più o meno lo stesso impiegato per combattere altri tipi di fungo, e prevede la somministrazione di farmaci antifungini. Nello specifico il Fluconazolo, l’Itraconazolo, il Voriconazolo, il Caspofungin, l’Anidulafungina e l’Amfotericina B. Esistono diversie tipologie di candida, ognuna delle quali si distingue per colpire una zona diversa dell’organismo. Si precisa inoltre come esistano alcune forme in grado di colpire la zona dell’ano e quella genitale.

Quando si parla invece di candida spp, ci si riferisce ad un gruppo di funghi che si trovano normalmente all’interno del tratto digestivo delle persone che non sono affette dalla patologia. Tali funghi possono trovarsi, in condizione normale, nell’orofaringe, nella vagina, nel tratto respiratorio inferiore ed infine anche in quello urinario, convivendo tranquillamente nell’organismo senza per questo arrecare alcun problema.

La candida non è l’unico problema che può sopraggiungere in caso di presenza di batteri nel tratto intestinale (ad esempio i miceti), considerato che può rappresentare un campanello d’allarme da non sottovalutare anche la presenza dell’’Escherichia coli (E. coli). Generalmente siamo di fronte a batteri che risultano innocui, ma ve ne sono alcuni che causano forti disturbi e possono essere molto pericolosi. Tra i sintomi più frequenti vi sono: crampi addominali, vomito e in alcuni casi anche diarrea con sangue.

Candida: alimenti da evitare per ridurre il rischio

Ci sono diversi tipi di alimenti da evitare, come vedremo è lo zucchero sono uno degli elementi che esporrebbero il corpo umano a rischi maggiori. In questa lista di cibi cattivi, potenzialmente pericolosi per i funghi dell’intestino, citiamo:

  • Zuccheri di ogni genere, inclusi quei cibi che contengono lievito ( pane, pizza, funghi e birra) e naturalmente i dolci.
  • Formaggi.
  • Cibi che contengono amido come riso, e patate.
  • Cereali, perchè ricchi di glutine.
  • Frutta zuccherina come le arance, l’uva, le albicocche e così via.
  • Alcolici, Olio extravergine di oliva a crudo e infine il tè e il caffè perché molto irritanti a livello intestinale. Sono invece ammessi nella dieta alimentare i semi di ogni tipo che non presentano alcun fattore di rischio.

Batteri patogeni e flora commensale

Un aspetto da tenere presente per evitare di generalizzare, come spesso capita se non si hanno le giuste conoscenze in fatto di batteri, è che ci sono batteri che vivono tranquillamente in simbiosi con il nostro organismo (detti fisiologici) e quelli invece che sono definiti patogeni. Questi ultimi sono decisamente diversi da quelli precedenti, in quanto sono quelli che hanno la proprietà di provocare malattie.

Quando si parla di batteri non si può non citare l’importanza che riveste in questo determinato campo la flora commensale. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, la flora commensale è quel tipo elemento che svolge un ruolo protettivo, ovvero fa da barriera.

Tale flora commensale ha il compito di regolare il flusso di microrganismi tra lo spazio aereo e il terreno epiteliale. Non solo, essa fa anche un’altra cosa, ovvero permette di ridurre la crescita massimale di una qualsiasi specie batterica e contemporaneamente impedisce anche che avvenga l’impianto di nuove specie di batteri, che essi siano saprofiti o patogeni.

Un altro aspetto che riveste un’importanza vitale è quello legato alla funzione del microbiota intestinale. Siamo di fronte ad una scoperta medica molto interessante, la quale ci dice che la composizione diversificata ed equilibrata del microbiota è importantissima per il nostro organismo, in quanto controlla e educa (se così i può dire) il sistema immunitario, dando al nostro corpo la possibilità di metabolizzare e assorbire tutte le sostanze nutrienti che andiamo a ingerire attraverso il cibo che mangiamo.
Il microbiota protegge anche il nostro organismo dall’invasione di qualche agente patogeno e che, come abbiamo visto in precedenza, potrebbe scatenare le malattie.

I batteri patogeni che possono aggredire l’uomo possono essere causa di malattie anche negli animali, ma quali sono i batteri patogeni che possono essere pericolosi?

funghi dell'intestino

Vi sono diverse situazioni in cui si rischia di entrare in contatto con agenti patogeni, ma le principali restano quelle che riguardano i funghi tossici (micotossine negli alimenti), parassiti patogeni (nel cibo o nell’acqua), e i virus che si possono nascondere all’interno del cibo che mangiamo. Di fronte a questi batteri non resterebbero immuni neanche gli animali che si esporrebbero a svariate malattie, la cui più famosa è certamente l’influenza aviaria.

La classificazione dei batteri (o microrganismi), può essere fatta sulla base di diversi criteri e utilizzando vari strumenti di analisi:

  • La forma: in questo caso si parla di cocchi se la forma è a sfera, bacilli se è bastoncellare, spirilli se è a spirale e infine i vibrioni se la loro forma ricorda una virgola.
  • La temperatura: in questo caso ci sono i batteri criofili che si sviluppano a temperature che oscillano fra i 15 e i 20 °C, i mesofili tra 30 e 40 gradi e infine i termofili che si sviluppano a temperature sopra i 40 gradi.
  • La colorazione di Gram: attraverso un’analisi di laboratorio con reazione ai colori, gli scienziati determinano i tipi di batteri suddividendoli in batteri gram-positivi e gram-negativi.
  • La respirazione: in questo caso si parla di batteri aerobi obbligati stretti, anaerobi obbligati stretti, anaerobi facoltativi e infine i microaerofili.

C’è da sottolineare, prima di passare a scoprire altri aspetti sui batteri, che non tutti sono nocivi per la salute, anzi, ve ne sono diversi che sono invece molto utili all’organismo.

Quando però un microorganismo presente nel corpo diventa infettivo?

Questo accade nel momento in cui c’è interazione tra il microrganismo patogeno e i sistemi di difesa specifici (in questo caso ci si riferisce ovviamente a quella che è la risposta immunitaria) ed aspecifici ( come nel caso di infiammazione) dell’ospite.

Differenza tra virus, batteri, germi e microbi

Per rispondere alla domanda su quali siano le differenze tra virus, batteri, germi e microbi, si deve cominciare dal termine che abbiamo abbondantemente visto nel nostro articolo, ovvero il “microrganismo.” Questo sta ad indicare un gruppo di esseri che possiedono dimensioni molto ridotte, si parla di milionesimi di metro e che generalmente sono unicellulari (come dice il nome formati da una sola cellula). Tali microorganismi li possiamo dividere in quattro gruppi:

  • Batteri.
  • Virus.
  • Funghi e muffe.
  • Lieviti.

Quindi virus e batteri sono semplicemente un tipo di microrganismo. Le parole “microbo” e “germe” sono sinonimi di “microrganismo, quindi indicano la stessa cosa.

Una importante differenza tra questi microrganismi riguarda la loro dimensione, che a seconda della grandezza, vengono definiti in maniera diversa:

Batteri: da 0,2 a 10 µm.
Spore di muffe: da 2,5 a 20 µm.
Spore di lieviti: da 4 a 12 µm.
virus: da 0,015 a 0,25 µ.

Perché si dice “commensali” e cos’è il batterio opportunista?

Il termine commensali deriva dal latino, precisamente dalla combinazione dei termini cum che significa con e mensa che significa tavola, in poche parole il termine commensale sta per condividere la tavola. Nello specifico si intende di qualcuno che partecipa ad un pasto, definendo quindi in questo modo il tipo di lavoro che un microorganismo svolge all’interno dell’organismo.

Si parla invece di batterio opportunista quando il microrganismo vive come saprofita o commensale. In linea di massima è poco o per niente virulento, ma in caso di abbassamento delle difese immunitarie dell’organismo ospite può approfittarne per trasformarsi e diventare patogeno. In questo caso può arrivare fino a provocare sepsi gravissime.

Un cenno va fatto anche a quei batteri che sono denominati simbionti. Sono così definiti quei batteri che hanno il compito di colonizzare un determinato organismo, non per creargli dei danni ma bensì per apportargli un certo vantaggio.

Quando si parla di microbiota, ci si riferisce invece all’insieme dei microrganismi che “convivono” all’interno dell’organismo umano senza provocargli alcun danno, almeno nel caso in cui il sistema immunitario dell’ospite sia perfettamente funzionante. Nel caso esso manchi o non sia regolarmente funzionante, il rischio è che ne vada a soffrire il sistema immunitario stesso, con le conseguenze che conosciamo bene nel caso di presenza di agenti patogeni.

campi elettrici in casa

Effetti biologici e conseguenze dei campi elettromagnetici in casa

Siamo circondati da campi elettromagnetici a causa della moltitudine di elettrodomestici accesi che utilizziamo in casa. Anche se non sappiamo ancora di preciso quali siano gli effetti di questa continua esposizione passiva a cui sottoponiamo il nostro corpo, è bene prendere consapevolezza e imparare a difenderci dai danni provocati dalla corrente elettrica e in maniera ancora più importante, dagli elettrodomestici.

Noi siamo elettricità vivente

E’ giusto ricordare come nell’uomo, a livello naturale, avvengano costantemente degli scambi elettrici, legati alle reazioni fisiche che coinvolgono gli atomi e in particolar modo gli elettroni. Il sistema nervoso va considerato alla stregua di una centrale elettrica, ma anche in tutte le altre aree del corpo umano si segnalano scambi di impulsi elettrici, come accade ad esempio per le funzioni cerebrali e quelle che regolano la corretta digestione dei cibi di cui ci nutriamo.

campi elettrici in casa

L’esempio più concreto e visibile di quanta corrente transita nell’organismo è riscontrabile mediante elettrocardiogramma che di fatto rappresenta una scansione degli impulsi elettrici generati dal cuore.
Possiamo ben comprendere come i campi elettrici prodotti dall’esterno, interagiscano costantemente con gli uomini, così come su qualunque altro corpo con cariche attive. Se poi questi corpi sono “conduttori di corrente” trasmetteranno questa energia verso la Terra.
Contrariamente a quello che si pensa, i campi sono attivi anche quando gli apparecchi elettrici sono spenti, perchè è ugualmente presente una tensione elettrica.

Gli scienziati, così come l’organizzazione mondiale della Sanità concordano nell’affermare che i campi elettrici a bassa frequenza, come ad esempio i microonde che abbiamo in casa o i nostri router, favoriscono l’attivazione di correnti nel nostro corpo. Se questi imput elettrici sono alti, potrebbero verificarsi anche degli effetti sui nervi e di tipo muscolare.

Si precisa però che le l’intensità di questi campi di elettricità sono generalmente bassi e che le radiofrequenze generate dai prodotti che abbiamo in casa non deve provocare apprensione eccessiva.
La conseguenza più immediata dei campi elettrici a bassa frequenza è un aumento delle temperature, ma comunque si tratta di piccole variazioni, assolutamente tollerabili dall’uomo perchè ne venga minacciata regolare quotidianità.

Anche se le ricerche su questo fenomeno non hanno mai considerato la possibilità di danni permanenti sulla salute dell’uomo, è giusto sapere come difendersi dagli effetti potenzialmente negativi della tecnologia domestica e allo stress che possono generare.
La normativa europea impone dei vincoli piuttosto stretti, obbligando le aziende che producono cellulari, così come altri prodotti di elettronica, a rispettare dei parametri di massima emissione, in modo tale da salvaguardare chi li utilizza. Allo stesso tempo, anche chi assume lavoratori è tenuta al rispetto del DL 81/2008, che riguarda appunto l’esposizione e i rischi di esposizione a campi elettromagnetici.

pericoli sulla salute delle frequenze elettromagnetiche

Effetti biologici, ma non sanitari

Per completezza di informazione si ricorda come le conseguenze di questa esposizione hi-tech abbiamo un risvolto più biologico che sanitario sulla qualità della vita di chi abita l’appartamento. Per spiegare meglio la differenza, si può affermare che anche la visione di un film può generare effetti biologici sulle persone, ma per difenderci è sufficiente cambiare canale, nella consapevolezza però che le immagini che abbiamo visto non possano essere mai la causa di una febbre e quindi produrre un effetto sanitario.

Allo stesso tempo però se gli effetti biologici sono continui nel tempo, come possono essere quelli delle antenne wifi che abbiamo in casa, accese 24 h su 24, non opponendo alcun tipo di contrasto, si potrebbe ipotizzare che questi possano divenire una minaccia per l’organismo, modificandone il funzionamento in maniera graduale, ma inarrestabile.

Questo potrebbe significare che i campi elettrici di bassa frequenza possano mutare le biofrequenze nell’uomo, influenzando in parte il suo grado di benessere. I principali indiziati quando si parla di inquinamento elettrico all’interno delle case sono naturalmente i nostri smartphone, che lasciamo sempre accesi, anche quando dormiamo, lasciando attive, in molti casi, anche le funzioni GPS e di collegamento internet.

I sintomi più diffusi

Le ricerche del CEM sui campi elettromagnetici hanno raccolto una moltitudine di dati interessanti su quelli che sono stati raggruppati come i segnali più evidenti riscontrati dai soggetti sottoposti per lunghi periodi a basse frequenze.
Tra i disturbi più frequenti legati all’elettrosmog si segnala:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • inappetenza;
  • carenza di libido;
  • minore vitalità;
  • peggioramento nell’umore;

Si sottolinea come questi studi non attribuiscano agli elettrodomestici e agli altri prodotti hi-tech che adoperiamo ogni giorno la responsabilità unica di questi effetti, ma affermano essere la probabile concausa di cause ambientali o stress di altra natura.

Sfatiamo invece un mito, diventato attraverso il web una vera e propria fake news, ovvero quella secondo cui le radiofrequenze elettromagnetiche possano essere la ragione di aborti spontanei o di gravidanze a rischio.
Per quanto riguarda il male del secolo invece la situazione è in parte differente. Non si allude tanto all’incidenza del cancro in generale, quanto ad un percepibile aumento dei casi di leucemia nei bambini particolarmente esposti a basse elettrofrequenze.

sbalzi di freddo in Aprile

Intestino ad Aprile, dolce dormire

Intestino è la radice di tanti mali. E’ una realtà ormai conclamata come tanti disturbi derivino dal cattivo funzionamento dell’intestino di un essere umano. Prendersi cura del colon rappresenta una medicina per l’intero organismo.

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tampone vaginale

Tampone vaginale : dove va fatto e a chi rivolgersi

Il tampone vaginale è un esame ginecologico che viene fatto presso gli studi specializzati per diagnosticare la presenza nella donna di infezioni a livello della cervice uterina o della vagina o di malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea.

Questa diagnosi, molto semplice da eseguire, viene effettuata dal ginecologo tramite l’inserimento di un bastoncino, simile per aspetto ad un cotton fioc, all’interno della vagina.

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domande su solarium

12 domande sulle docce solari e i solarium

A cosa serve l’abbronzatura?

L’abbronzatura è una reazione alla luce solare, che è una protezione naturale dalla luce del sole e inoltre non cancella l’azione dell’acqua o del sudore. Più scuro è il tono della pelle, più pigmento contiene, maggiore è la protezione e allo stesso tempo sono minori sono i rischi di insolazione e di disturbi cutanei.

L’uso di un solarium può influire sulla salute e la qualità della vita di un uomo?

Il trattamento solare è particolarmente indicato per combattere la psoriasi, la decalcificazione delle ossa, la depressione, dolori muscolari e reumatismi. In generale, sottoporsi ad una doccia solare è un’esperienza molto rilassante, perchè permette di prendere il sole e abbronzarsi, mentre si ascolta della musica, in uno stato molto vicino a quello del sonno. Tutti questi fattori aiutano l’organismo a ritrovare benessere, contribuendo in maniera significativa a migliorare la qualità della vita del soggetto.

Quali tipo di lampare utilizzano nei solarium ?

I centri che offrono questo tipo di servizi utilizzano principalmente 2 tipi di lampade: quelle a vapore di mercurio e i tubi fluorescenti. Ciascuna di queste contiene all’interno alcuni gas e metalli che, combinati tra loro, producono raggi di luce ultravioletta.

domande su solarium

Quale manutenzione necessita un solarium ?

Mantenere un solarium in piena efficienza è semplice. Solo principalmente 2 le operazioni base da effettuare con una certa regolarità: pulire il metacrilato con prodotti specifici e sostituire le lampade ogni 500-1000 ore di utilizzo, ma anche il metacrilato stesso e i primers.

Quanto dura una seduta ?

Il tempo medio di durata di una doccia solare dipenderà dalla tipologia di impianto utilizzato. In linea generale si tratterà di 15-30 minuti in caso di solarium orizzontale e di 6-10 minuti in caso di solarium verticale.

Quanti incontri bisognerà realizzare per ottenere un’abbronzatura perfetta ?

Per diventare neri occorreranno circa 10-12 sedute, anche se si tratta di un dato approssimativo, visto che molto dipenderà dalla potenza delle lampade impiegate e dalla tipologia del solarium.

Quali prodotti si usano in un solarium ?

Esistono 3 gruppi ben distinti: gli attivatori di abbronzatura, gli acceleratori di abbronzatura e gli idratanti. I primi favoriscono il processo di produzione di melanina, i secondi velocizzano questo processo, mentre i terzi sono composti da vitamine e migliorano l’idratazione della pelle, dopo ogni seduta.

Quali effetti positivi sono collegati con i trattamenti solari ?

Fotosintesi della vitamina D3, con effetti benevoli sul metabolismo –Link

Aumento della capacità di assimilazione del calcio

Previene il rachitismo

Aiuto al sistema immunitario, riducendo la possibilità di ammalarsi

Attenua alcuni problemi cutanei

Cura della psoriasi, grazie alla potenza della fototerapia, disciplina sui cui effetti positivi si sono espressi numerosi dermatologi. Si segnala come la stragrande maggioranza dei casi di cancro alla mammella e al colon si verificano in zone molto poco soleggiate o con un inquinamento atmosferico tale da non riuscire ad immagazzinare sufficienti quantità di vitamina D.

Quali vantaggi presenta il solarium rispetto all’esposizione diretta al sole ?

Risulta ideale come preparazione all’esposizione diretta ai raggi solari e molto indicato per tutti coloro i quali soffrono di piccole allergie, quando restano per lunghi periodi sotto la luce solare.

Altro vantaggio è rappresentato dalla possibilità di effettuare una doccia solare, indipendentemente dalla stagione e in ultima analisi di abbronzarsi anche quando è inverno.

L’abbronzatura in un solarium si può conciliare benissimo con altre attività legate al tempo libero e allo sport, come ad esempio la sauna e la palestra.

Utile per recuperare l’energia e trovare un momento di relax nell’arco della giornata.

Permette di abbronzarsi in maniera sicura, naturale e in maniera duratura.

Consente di prolungare la tintarella anche dopo le vacanze estive.

Ottimo risultato estetico.

Le docce solari sono pericolose ?

Assolutamente no. La presenza di timer consentirà di interrompere il trattamento prima che le l’irradiazione possa causare degli effetti nocivi sulla pelle. Prima di entrare nella doccia a raggi solari si imposterà il timer tenendo presente del tipo di pelle del soggetto. Ad ogni modo è giusto sapere che a parità di tempo d’esposizione, la potenza dei raggi del sole è decisamente maggiore di quella sprigionata da una lampada.

Questo discorso è ancor più vero se si tratta di soggetti anziani, visto e considerato che il solarium consente un maggiore rinforzamento osseo, senza conseguenze negative, rispetto a quello che è in grado di generare il sole.

Infine, a tranquillizzare ulteriormente il pubblico, dovrebbero essere sufficienti tutte le garanzie e le certificazioni che oggi un solarium moderno può esibire, grazie al lavoro di studio e di messa in sicurezza portato avanti da scienziati ed esperti di fitobiologia.

Quali altri prodotti si consiglia di usare quando si accede ad un solarium ?

Qualora si volesse velocizzare e rendere più omogenea la tinta si potrebbe impiegare un attivatore di abbronzatura di forza compresa tra 6 e 10. Allo stesso tempo, per lenire una eventuale sensazione di pelle secca o di accaloramento, una volta ultimata la seduta solare, si potrebbe usare una creama idratante.

Esiste un periodo dell’anno in cui è preferibile sottoporsi a docce solari ?

Il consiglio è sempre quello di effettuare un trattamento solare, nel mese precedente a quello che sarà il primo giorno di mare vero e proprio. A seconda del fatto che vi troviate al Sud o a Nord Italia, il periodo più indicato per sottoporsi a doccia solare sarebbe Aprile, oppure Maggio-Giugno.

Nelle regioni come la Puglia, Calabria o Sicilia è facile godere di splendide giornate di sole già dai mesi di Maggio e non di rado di approfittare di quel periodo per farsi il primo bagno.

mamma e figlia che fanno yoga

Yoga per bambini a Statte, a 2 soffi dall’ILVA di Taranto

Il Centro Heliantus di Bari è orgoglioso di aderire a questa bellissima iniziativa, volta a restituire un sorriso e benessere alle future generazioni di uno dei luoghi simbolo della malvagità dell’uomo industrializzato.

In un territorio dove l’incidenza dei tumori nei bambini è elevatissima, l’associazione “IL NOME E'” svolge un ruolo essenziale nell’aiuto ai più piccoli attraverso lo YOGA e le ARTI MARZIALI.

 

Vi aspettiamo tutti martedì 19 Marzo, presso la sede dell’associazione, sita in Via delle Sorgenti snc, a Statte, per un evento ludico e informativo che avrà come protagonisti famiglie e bambini ed una bellissima mongolfiera .

Per maggiori informazioni si prega di contattare il numero 3283713303.

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formica molto stanca

Recuperare l’energia con l’idroterapia del colon

Sono tante le giornate in cui ci sentiamo stanchi e non sappiamo perchè. Eppure la nostra dieta e quello che mangiamo possono darci un’idea di come possa essere un metabolismo lento a farci sentire sempre più pigri e poco concentrati. Scopriamo i giusti metodi per disintossicare l’organismo e sentirci nuovamente forti e pieni di energie.

Cosa è la stanchezza cronica
Cosa c’è di cattivo nel cibo che mangiamo
Le conseguenze della fiacca

Esistono numerose giustificazioni che diamo quando accusiamo sonnolenza o affaticamento muscolare. Tra le scuse più gettonate, che usiamo per spiegare razionalmente la nostra fiacchezza, ricordiamo:

  • la palestra. Ci convinciamo che un eccesso di attività fisica nel periodo abbia delle ripercussioni negative sul nostro organismo, facendoci sentire deboli durante le altre operazioni quotidiane;
  • lo stress sul lavoro. Abbiamo la presunzione di attribuire lo sfinimento allo sforzo che sosteniamo quando lavoriamo in ufficio;
  • la preoccupazione verso i figli. Pensiamo che le difficoltà a scuola che coinvolgono i figli adolescenti e gli attriti sempre più forti con i genitori ci stiano distruggendo emotivamente, ma anche fisicamente.

Siamo così bravi a girare attorno al problema. Sottovalutiamo, più o meno consapevolmente, come la causa della nostra debolezza sia più banale di quello che pensiamo, visto che si tratta del cibo.

Forse non abbiamo voglia di mettere in discussione le nostre preferenze in cucina o di mutare il nostro punto di vista sulla società occidentale o sui paradigmi della medicina ufficiale, eppure le soluzioni al nostro problema non possono riassumersi in bevande energizzanti o integratori a base di zinco e magnesio.

formica molto stanca

Cosa è la stanchezza cronica

La stanchezza cronica affligge un gran numero di persone e secondo la naturopatia può essere collegata alle condizioni dell’intestino.

Ci sono moltissime persone convinte di avere un intestino regolare perchè riescono ad evacuare una o due volte alla settimana, sempre alla stessa ora, prima di andare a lavoro.

Eppure tutti coloro i quali hanno difficoltà a defecare in un bagno differente da quello di casa propria dovrebbero comprendere di essere in una condizione deficitaria, in grado di influenzare negativamente la quotidianità.

Un soggetto che afferma di avere l’intestino spesso regolare vuol dire che sta sottovalutando un problema, visto che non vuole ammettere a sé stesso di avere una certa difficoltà. Va subito precisato un concetto:

“un intestino sano è quello che si libera quotidianamente”

Considerato il fatto che mangiamo circa 2 o 3 volte al giorno, sarebbe plausibile che espellessimo gli scarti alimentari almeno 1 volta, oppure dovremmo arrenderci all’idea di conservare cibo putrefatto all’interno del nostro colon.

Il metabolismo produce dei rifiuti di cui è importantissimo liberarsi, oppure si andrà incontro al rischio di intossicarsi.

In verità anche le persone che vanno normalmente in bagno e non mostrano alcun problema nel fare la cacca trattengono nell’intestino grandi accumuli di tossine. La ragione principale che spiegherebbe questa condizione è che la nostra alimentazione è di tipo industriale e risulta carente di fibre. Quando noi assumiamo questi cibi, i succhi gastrici li trasformano in una materia appiccicosa difficilissima da smaltire. Questo materiale di scarto, proveniente dal cibo ristagna tra le pareti intestinali e nel tempo di secca, generando delle tenaci incrostazioni che sedimentano nel nostro organismo.

Cosa c’è di così cattivo nel cibo che non espelliamo

Tra gli elementi più pericolosi, ospiti indesiderati del nostro colon, si ricorda:

  • cadaverina,
  • putrescina,
  • fenolo,
  • scatolo,
  • acido butirrico.

Quando tali sostanze non vengono espulse, ritornano costantemente nell’intestino, cronicizzando alcuni tra i disturbi più frequenti che riscontriamo nella popolazione italiana.

Molte di quelle persone che accusano di avere problemi comuni come addome sporgente, gonfiori di pancia, dolori all’altezza del colon, non capiscono come, nella maggior parte dei casi, si tratta di ripercussioni legate a problemi metabolici e quindi a principi di stitichezza o di soggetti che hanno paura di fare la cacca sin da piccoli.

A loro insaputa, l’alterazione della flora batterica, sta decretando progressivamente il loro indebolimento e il depauperamento della loro salute.

Nati stanchi: le conseguenze della nostra fiacca

Anche pelle e muscoli possono risentire di questo sovraccarico tossinico che, possiamo ben immaginare, costringe il corpo umano a dei lavori extra nel tentativo di arginarlo. Il nostro organismo è così impegnato ad un’attività continua finalizzata unicamente al ritorno all’equilibrio iniziale, generando uno sforzo imponente che priva il soggetto delle forze necessarie allo svolgimento delle attività quotidiane.

E’ questa la ragione per cui molti ragazzini risultano così stanchi nel pomeriggio, al punto da non riuscire a svolgere i compiti assegnati a scuola. E’ questo il meccanismo poco virtuoso che giustificherebbe la sensazione di un adulto di non rendere sufficiententemente quando è in ufficio, esponendolo a pericolose critiche da parte dei superiori. Sprechiamo energie a vuoto, a nostra insaputa e questo spiegherebbe perchè ci sentiamo stanchi già al momento del risveglio. Quando crediamo che la giornata stia per incominciare, in realtà è cominciata da un pezzo per il nostro intestino, costantemente impegnato a combattere i fenomeni di acidificazione innescati dalle tossine.

Tutte quelle volte che ci invitano ad uscire, ma rinunciamo o tutte quelle occasioni in cui andiamo fuori casa nella speranza di divertirci, ma in realtà viviamo questo momento più come un dovere che come altro, perchè il nostro fisico ci chiede soltanto di restare steso su di un letto, la stiamo dando vinta alle tossine. Remare contro la nostra salute fisica e mentale è davvero umiliante, soprattutto se a farne le spese è la nostra figura professionale a lavoro o l’immagine che offriamo ai nostri cari, che ci giudicano ormai dei “pigroni” o persone senza entusiasmo e di poca compagnia.

Per spezzare questa catena che obbliga l’organismo alla schiavitù della stanchezza si dovrebbe puntare sulla pulizia dell’intestino, mediante idroterapia del colon. Si tratta di un sistema concreto per togliere tutte le tossine depositate all’interno e recuperare le energie perdute, perchè risparmiamo al nostro colon un bel po’ di fatica. Lo scopo ultimo dell’idrocolonterapia è infatti quello di riequilibrare la flora batterica e regolarizzare il metabolismo, con conseguenze positive su tutto l’organismo.

bambino che ha paura

Sottoporre bambini all’idrocolonterapia è possibile?

Anche se associamo la pulizia del colon ad una pratica indirizzata solo agli adulti, sempre più genitori sottopongono i propri figli a trattamenti di idrocolonterapia. Fanno bene? Quali precauzioni è giusto prendere in considerazione?

I pazienti più piccoli che l’hanno provata riferiscono di non aver percepito nessun tipo di fastidio o di dolore, eccetto all’inizio, quando lo si fa per la prima volta e si avverte un iniziale, ma assolutamente momentaneo disagio. Si precisa però che l’introduzione del sondino nel retto non generi nulla di più doloroso di quello che consegue l’inserimento di una supposta, a conferma di come l’idrocolonterapia non venga percepita dai bambini come dolorosa o invasiva.

I benefici più immediati del lavaggio intestinale in un bambino di età inferiore ai 13 anni sono due:

  1. Effetti positivi sulla mente, creando una sensazione di rilassamento generalizzato, in grado di calmare i pensieri;
  2. Benefici fisici, considerato come il lavaggio del colon venga percepito come un’esperienza piacevole e per nulla traumatica.

bambino che ha paura

Generalmente i bambini che si sottopongono ad idrocolon sono figli di madri o di padri che hanno già provato su di sè questo tipo di lavaggio e che essendo rimasti particolarmente entusiasti, vogliono che anche i loro piccini possano trovarne giovamento.

In particolar modo, sembrerebbe che una delle ragioni principali per cui dei bambini in età preadolescenziale vengano portati in un centro d’idrocolonterapia sia legato alla volontà di arginare problemi che derivano dalle intolleranze alimentari. Di solito disturbi come le allergie da cibo o le candidosi intestinali si tramandano ai figli ed è per questo motivo che si cercano rimedi efficaci di cui i genitori ne hanno già sperimentano la validità. In effetti, sottoporre dei bimbi ad un trattamento di cui non si conoscessero le conseguenze, sarebbe un po’ scriteriato da parte di una coppia di genitori. Al contrario, un papà che ha curato la psoriasi, dopo essersi sottoposto a cicli di idrocolonterapia, avrà le motivazioni giuste per spingere il suo pargoletto a intraprendere il medesimo percorso di guarigione.

Altri effetti positivi che può avere questa pulizia se applicata a dei ragazzini sono:

  • Aiutare a superare la stanchezza, condizione assai diffusa tra i più giovani che sembrerebbero non avere le giuste energie per affrontare gli impegni scolastici e la concentrazione sufficiente per assimilare i contenuti;
  • riequilibrare i flussi ormonali e sanare eventuali manifestazioni di aggressività o comunque sui generis che inducono spesso i ragazzini di quell’età a polemizzare e a scontrarsi con gli altri, a dispetto della loro ingenuità;
  • progressi nella sindrome dell’adhd, ovvero un rimedio per l’iperattività, non solo nella fase dei giochi,e nella gestione delle emozioni.

E’ assurdo come molti cosiddetti specialisti continuino a consigliare ai papà e alle mamme con figli che manifestano sintomi dell’ADHD di rivolgersi a psichiatri, nella convinzione che si tratti di un male che è possibile arginare soltanto nel lungo periodo. L’ignoranza della popolazione di fronte agli effetti benevoli dell’idrocolonterapia è il maggior ostacolo che impedisce a molte persone di stare meglio, senza perdere tempo in trattamenti stressanti e spesso anche costosi.

La reticenza iniziale che può bloccare un genitore dal reputare questa pratica controproducente se indirizzata ad un fisico così giovane, in piena fase di crescita, porta in sè molte ataviche paure, spesso collegate con l’etica cattollica e con la devozione assoluta nei confronti di una medicina ufficiale che in Occidente ha dimostrato in vari occasioni l’eccessiva rigidità. Si tratta della stessa paura insensata che coinvolge spesso gli adulti, come nel caso di tutti quei signori che hanno il terrore di farsi il clistere, che invece è una delle cose più naturali del Mondo.

Se è pulito l’intestino, tutto funziona meglio e questa è una realtà indiscutibile, che non può essere contraddetta, al di là dell’opinione che i medici più influenti degli ospedali italiani possono avere nei confronti dell’idrocolonterapia, soprattutto se applicata ai bambini.

Il linea di massima è possibile sottoporre un bimbo ai lavaggi del colon, al compimento almeno dell’ottavo anno e quindi già quando frequenta la scuola primaria. Da 8 anni in su, salvo specifiche condizioni di salute, si può praticare idrocolonterapia su di un bambino o bambina, a patto di rivolgersi a professionisti esperti.

I bambini, così come gli adulti o gli anziani, reagiscono positivamente a questo trattamento e pertanto non ci sarebbe nulla da temere per loro.

Nonostante la giovane età infatti, hanno già avuto tempo a sufficienza per accumulare scorie e tossine nell’organismo e da qui la necessità di trovare uno strumento per espellerle.

Effetti positivi sull’autismo

Ci sono numerosi studi ed esperienze dirette riscontrate anche nel Centro Heliantus, che testimoniano gli ottimi risultati ottenuti nei confronti dei bambini autistici. Dopotutto, il collegamento tra salute intestinale e celebrale è così diretto da rendere queste teorie facilmente spiegabili e da indurre a considerare i detrattori di questo assunto quanto meno delle persone eccessivamente chiuse nelle proprie posizioni. Anche se le origini dello sviluppo autistico non sono ancora chiare, esistono alcune buone pratiche che possono rallentare l’autismo degenerativo.

Quante sedute dovrebbe affrontare un bambino?

Andrebbero svolti almeno 3 incontri nell’arco di 10 giorni. E’ stato riscontrato come una pulizia progressiva sia risultata molto più efficacie di una più drastica. Ad ogni modo, a livello di prevenzione e per mantenere il corpo pulito per tutto l’anno, si consiglia di sottoporre il bimbo all’azione di un macchinario per idrocolonterapia ad ogni cambio di stagione.

salute intestinale grazie all'idrocolonterapia

L’idrocolonterapia per riequilibrare la flora batterica intestinale alterata

La moderna idrocolonterapia è l’evoluzione moderna di un sistema di cura molto antico.

Questa pratica veniva realizzata oltre 3500 anni fa dai medici dell’antico Egitto. Il protagonista di questa azione di lavaggio è il colon, a torto considerato un semplice contenitore di rifiuti organici che prima o poi dovranno essere espulsi. In verità questo organo ha molti altri compiti. Tra le principali funzioni del colon si ricorda:

  • il riassorbimento di acqua e elettroliti;
  • la produzione e l’assorbimento di vitamine;
  • la funzione immunitaria.

salute intestinale grazie all'idrocolonterapia

Si stima che oltre il 60% della popolazione presenta una flora batterica intestinale alterata. In questi casi si parla di disbiosi, la quale a sua volta può dipendere dalle seguenti cause:

  • dieta ricca di alimenti trattati;
  • inquinamento ambientale;
  • uso di lassativi;
  • abuso di farmaci come antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici;
  • stress lavorativo o legato all’eccessivo accumulo di impegni giornalieri;

L’alimentazione risulta determinante sullo stato di forma delle mucose intestinali e rinunciare a prodotti di origine animale, come formaggi, uova, ma anche carne e pesce, non possono che aiutare il colon a vivere meglio e a sforzarsi meno durante la fase di digestione. La differenza a livello di leggerezza intestinale è tale da risultare evidente anche se una dieta vegana, incentrata su frutta e verdura, venisse sperimentata per soli 10 giorni. La dieta è ancora più importante in città in cui è difficile reperire alimenti di qualità presso i mercati rionali e i coltivatori diretti, visto che in certi contesti bisogna per forza di cose fare la spesa presso grandi catene di distribuzione, dove la qualità dei cibi comprati è mediocre.

I fattori sopra elencati, soprattutto quando sono presenti contemporaneamente, possono mandare in panne il nostro intestino. E’ ormai stabilito che tensioni, emozioni forti e preoccupazioni influenzano il normale funzionamento intestinale, creando le premesse per il manifestarsi di fenomeni come stipsi e colite e rendendo l’organismo più vulnerabile di fronte ad altre patologie. I disturbi più frequenti creati dalle alterazioni della flora batterica sono:

  • problemi di digestione;
  • perdita di vitalità;
  • stanchezza fisica;
  • stato depressivo;
  • malattie dermatologiche;
  • candida;
  • infiammazioni di vario tipo.

Mantenere un intestino sano significa ambire ad avere un corpo sano. Non è un caso se il sistema immunitario è localizzato per l’80% sulle pareti dell’intestino tenue e crasso, luogo dove si formano le immunoglobuline. Esiste di fatto una stretta correlazione tra processi metabolici e sistema immunitario e quando l’organismo è più fragile sotto questo profilo, si evidenzia la proliferazione di cellule degenerative nell’intestino.

L’idrocolonterapia è un trattamento medico che ha dimostrato negli anni ampie possibilità di applicazioni perchè consente una corretta pulizia delle pareti intestinali e quindi realizzare un ripristino della salute in maniera del tutto naturale.
Si tratta di una terapia ben tollerata dai pazienti, che non presenta effetti collaterali e che permette alla flora batterica nell’intestino di rigenerarsi e mantenersi in uno stato di equilibrio.

Ad ogni modo una visita prima di iniziare il ciclo di sedute d’idrocolonterapia potrà fugare ogni dubbio sulla possibilità di sottoporsi a questo lavaggio del colon, escludendo ogni eventuale ripercussione negativa.
Le apparecchiature usate per effettuare l’idrocolonterapia sono sicure e valide e regolarmente sterilizzate prima di ogni utilizzo. La qualità di tali macchinari garantisce elevati standard di sicurezza per il paziente e il suo ritorno alla salute.

Come si svolge una seduta?

Il paziente indossa indumenti monouso si mette in posizione supina, quindi viene messa per via rettale una canula, collegata mediante un tubo di mandata dell’acqua di dimensioni ridotte ed un tubo di misura maggiore per lo scarico del materiale fecale rimosso.
La presenza di appositi filtri garantisce l’ottima qualità dell’acqua introdotta nei tubi, rendendo ancora più sicura l’operazione.
Un lavaggio completo ha la durata di 45 minuti circa, in cui si alterneranno fasi più lunghe di immissione di acqua calda a fasi di immissione di acqua più fredda, di durata molto limitata. Questa alternanza caldo / freddo è finalizzata allo stimolo della corretta funzionalità delle pareti intestinali.
Al termine di una seduta ogni paziente può svolgere qualunque tipo di operazione, senza nessuna difficoltà e quindi riprendere le attività quotidiane o gli impegni lavorativi.

Da chi può essere svolta l’idrocolonterapia?

Da chiunque senta la necessità di disintossicarsi, con particolare attenzione a :

  • soggetti allergici;
  • persone con intolleranze alimentari;
  • donne con infezioni ricorrenti da candida;
  • soggetti con stitichezza;
  • individui afflitti da colon irritabile;

Allo stesso modo questa pulizia interna e profonda è utilissima in caso di:

Da oltre 10 anni il Centro Heliantus si impegna nella ricerca di nuove strategie terapeutiche, che possono combattere in maniera non invasiva il problema della disbiosi intestinale.

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