Chi può curare la medicina?

Una domanda volutamente provocatoria che intende far riflettere sulla modalità con cui avvengono le ricerche (pseudo) scientifiche. Una delle prime obiezioni che si rivolge a qualunque filone della medicina alternativa (..forse volevano dire complementare?) è legata alla difficoltà con cui è possibile fornire delle prove tangibili ogni qual volta si parla di trattamenti di idrocolonterapia o trattamenti di benmer terapia. La ricerca “innatuarale” con cui la medicina cosiddetta ufficiale cerca di mettere il bastone tra le ruote a discipline diffuse in tutto il Mondo, come l’iridologia o la fitoterapia, richiedendo costantemente delle “prove scientifiche” che ne dimotrino l’efficacia, sfocia quasi nel ridicolo.
Questo articolo ha lo scopo di far aprire gli occhi su quello che è un vero boicottaggio della scienza medica tradizionale nei confronti dei dottori e professionisti, con tanto di titoli ed esperienza a seguito, che credono in altri punti di vista.
In fondo, la possibilità di poter contare su un altro sguardo sulla realtà, dovrebbe avvantagiare la soluzione di un problema, anziché ostacolarla. Allora è meglio fare chiarezza e comprendere forse le cause reali che si celano dietro la brutta reputazione dell’olistica e delle terapie mediche alternative.

Aggrapparsi alle certezze della scienza

L’atteggiamento tipico del paziente medio è quello di credere a tutto quello che si trova sotto il mantello protettivo della “prova scientifica inconfutabile”, ripetendo in maniera meccanica assiomi come: “gli scienziati hanno detto che…” …”sulla Repubblica la dottoressa Saggetti ha smentito che…”.
Come reagirebbero queste stesse persone se scoprissero che la maggior parte degli esperimenti legati alla medicina ufficiale non fossero ripetibili?
Che cosa accadremme se il più grande assioma della scienza medica, si gretolasse come un castello di sabbia esposto ai venti di maestrale?
Se è proprio la paura di cambiare prospettiva a bloccare gli entusiasmi verso gli studi di iridologia e la ricerca verso dei rimedi naturali, senza neanche chiedersi a cosa servono i fiori di bach, cosa succederebbe se scoprissimo che la medicina scientifica si basasse se non proprio su una bugia, ma su una verità soltanto parziale.
The Economist sostiene che…

A questo punto la utilizziamo noi questa espressione, visto che a svolgere questo interessantissimo studio sulla veridicità della medicina sono stati i blasonati giornalisti inglesi de “the Economist”. Stando a quanto emerge dal loro studio, tenetevi forti alla sedia,
oltre la metà degli esperimenti nel campo della biotecnologia è impossibile da ripetere
Il giornale “Nature” conferma questa tesi, affermando come i ricercatori di Amgen abbiano confessato di riuscire a replicare solo 6 di oltre 50 studi oncologici.

Verità scientifiche o bugie ufficiali?

bugie-medicinaImmaginate la portata di un’affermazione di questo tipo? Cosa accadrebbe a livello dell’immaginario collettivo se si usasse la stessa insistenza con cui vengono richieste delle riconferme scientifiche post trattamento idrocolon, per informare il Mondo di come degli studi sui tumori, definiti, di importanza scientifica, non potessero essere ripetuti?

Possiamo immaginare quali conseguenze potrebbe avere, sul pubblico dei consumatori, sapere come importantantissime case farmaceutiche, leader della vendita di medicine a livello planetario, non riuscissero a garantire l’affidabilità dei loro studi?
Sappiamo con certezza, come negli ultimi 15 anni, quasi 100000 pazienti abbiano dovuto “ripetere” dei test campione, perchè avevano dati dei risultati assolutamente sballati.
Senza cambiare troppo l’angolo di vista, valutiamo quante morti inutili di ranocchie e di topolini caratterizzano ricerche cosmetiche di dubbia autenticità, i cui risultati si rivelano in gran parte frutto della casualità.

Problema qualitativo
Appellarsi all’effetto placebo, quando si parla di Bemer terapia o di idrocolonterapia intestinale non ha senso quando i dottori che predicano tanto bene, dimostrano di razzolare molto male e di essere accecati da una sete di potere e forse da una trave nell’occhio che non permette loro di essere giudici imparziali. Le lobby della medicina uffiale sono molto potenti e il prestigio che ne può derivare fa gola a tantissimi soggetti.
E’ per questo che sempre più studenti si inscrivono alle facoltà di Medicina ed è per questa ragione che molti di loro tendono ad avere una certa sudditanza psicologica nei confronti degli informatori scientifici, per un ritorno professionale ed economico.
Accade così che i risultati straordinari che può dare una ricerca scientifica sono il trampolino di lancio maggiore per chi vuole far carriera in campo medico. Spiegava molto bene questo processo anche la trasmissione “Presa Diretta”, nella puntata dedicata al divieto di coltivare OGM in Italia. In questo modo, di fronte ad un numero di dottori sempre maggiore, è più difficile farsi notare e la via più facile da percorrere resta quella della “pubblicazione forzosa”.
In sostanza, anche se la maggior parte degli studi della medicina ufficiale non possono essere ripetuti e quindi considerati “validi” in termini oggettivi, medici di ogni parte del mondo, partecipano a questo gioco deplorevole, pur di guadagnare popolarità in ambito medico.
Tutto questo a scapito dei pazienti che cercano la verità e delle cure naturali con le quali curarsi.
Un processo che merita di essere interrotto, prima di causare ulteriore disinformazione tra le persone. La speranza è che la medicina “alternativa” (..a cosa..alle bugie?) recuperi terreno rispetto quella tradizionale e possa dimostrare i benefici dei trattamenti della pulizia del colon o legati al miglioramento della microcircolazione, senza essere più vittima di pregiudizi.