usi del bicarbonato di sodio

L’uso del bicarbonato come disinfettante

Tutte le persone hanno sofferto di gas almeno una volta nella vita. Questa sensazione è molto spiacevole perchè si manifesta attraverso sintomi molto fastidiosi come anomali movimenti intestinali e gonfiore. Per nostra fortuna esiste un rimedio casalingo semplice, che viene spesso sottovalutato e risulta eccezionale per far passare la pesantezza e l’accumulo interno di gas: il bicarbonato.

usi del bicarbonato di sodio

Uso con acqua calda
Utilizzo con limone
Combinato con aceto di mele
Miscelato con la camomilla

Le nonne lo sanno bene e chi sa quante volte lo avranno detto, ma noi testardi, pensando che si tratti dell’ennesimo rimedio casalingo che non funziona, non lo abbiamo mai collaudato direttamente. In realtà, sino agli anni’50 si provava una certa venerazione verso questo composto, usandolo di frequente anche per fare risciacqui, al fine di pulire i denti e disinfettare l’apparato orale.

Oggi invece, con la diffusione dei farmaci da bar, viene un po’ sottovalutato a livello domestico, essendo impiegato esclusivamente come sbiancante, in aggiunta ai nostri lavaggi in lavatrice.

Eppure il bicarbonato di sodio può essere usato per risolvere numerosi problemi, anche molto diversi tra loro, a secondo del componente con cui viene associato e presenta il vantaggio evidente di non presentare quasi effetti collaterali.

Come usare il bicarbonato?

In linea di massima la proprietà a cui siamo maggiormente interessati è quella di efficacie soluzione per il mal di stomaco.

Questo è uno dei segreti meglio custoditi delle nostre nonne. Bene, il bicarbonato di sodio è usato come soluzione per diversi problemi di salute. Soprattutto quando è coinvolto il mal di stomaco. Ma funzionerà davvero?

E’ importante specificare però che se è vero che il bicarbonato fa bene per combattere i gas intestinali, i suoi effetti sono temporanei. Per ottenere un risultato più duraturo è essenziale migliorare la qualità della nostra dieta e quindi scegliere accuratamente quello che introdurremo nel nostro corpo.

Il carbonato decaidrato di sodio è un componente naturale che si presenta come una polvere bianca e cristallina in grado di sciogliersi in acqua.

I grandi vantaggi legati all’uso di carbonato di sodio ne giustificano l’impiego in numerosi campi del benessere, a cominciare dalla medicina, sino ad arrivare alla cucina e alla cosmesi.

L’aspetto più interessante dal nostro punto di vista è che il bicarbonato di sodio è in grado di neutralizzare le componenti acide presenti nello stomaco, sollecitate durante i processi di digestione. In realtà, la sua qualità è ancora maggiore, in quanto permette di regolarizzare il PH in tutto il corpo umano e non è un caso se si consiglia il suo uso per guarire la candida in soggetti con problemi di igiene intimo.

Del resto, questa caratteristica disinfettante è la ragione del perchè si reputa possa aiutare ad eliminare i gas interni, consentendo un’assimilazione più rapida dei nutrimenti. Il bicarbonato è infatti ricco di elementi alcalini, reagendo in maniera rapida quando entra in contatto con gli acidi presenti nello stomaco.

Durante questo processo vengono prodotte particelle di anidride carbonica che permettono la facile eliminazione dei gas depositati nell’area addominale.

Non dobbiamo stupirci se numerosi testi del passato descrivono come i romani, così come i greci utilizzassero il bicarbonato di sodio per realizzare infusi, combinandolo con il o in aggiunta a un semplice bicchiere di acqua calda.

Gli effetti positivi e i benefici associati al NaHCO3 sono concreti a patto che questa bevanda salutare venga bevuta subito o il rischio che perda le sue proprietà aumenta.

Vediamo in rassegna alcuni degli usi più comuni del bicarbonato, sottolineandone lo scopo e le modalità di assunzione e dosaggio consigliato.

Bicarbonato di sodio con acqua

Si tratta della modalità più semplice per utilizzarlo, ma non per questo risulterà meno efficacie, essendo tra l’altro uno degli usi preferenziali del bicarbonato.

Miscelare il carbonato acido di sodio con l’acqua è ideale per idratare l’organismo, ma risulta estremamente valida anche per regolarizzare la digestione e arginare episodi di stitichezza. Questa miscela salutare viene impiegata con successo anche in caso di indigestione, per “ripulire” il nostro intestino, dopo lo stress di una cena a dir poco impegnativa..

Come si prepara questa bibita pro-intestino?

Miscelare un cucchiaino di bicarbonato in mezzo bicchiere d’acqua. E’ importante miscelarli prima di ingerirli e si consiglia di non superare mai questo dosaggio, altrimenti potrebbero verificarsi degli effetti collaterali, negativi per il nostro organismo.

Bicarbonato e limone

Si tratta di una formula molto conosciuta per assumere il bicarbonato di sodio. La qualità della miscela è accentuata dalla presenza di un alimento ricco di vitamine, come è appunto l’agrume, la cui qualità italiana più famosa è senza dubbio quella di Sorrento.

Il composto è ottimo per far passare i tipici bruciori dell’intestino e proteggere la mucosa al suo interno.

Assumere regolarmente bicarbonato + limone significa aiutare a risolvere problemi di flatulenza, disintossicare il corpo e di conseguenza dimagrire, riuscendo a bruciare i grassi in eccesso.

La dose corretta prevede la miscela di 3 cucchiaini di succo di limone con un cucchiaio pieno di bicarbonato di sodio. Per rendere il composto più facile da bere, bisognerà aggiungerlo in un bicchiere di acqua naturale. Per avere degli effetti positivi, la nostra opinione è di consumare questo “elisir di salute” 2 volte a settimana, prima dei pasti e preferibilmente a stomaco vuoto. I benefici di una limonata al bicarbonato non tarderanno ad arrivare nel tempo, soprattutto per quel che riguarda la necessità di evacuare con regolarità.

Bicarbonato e aceto di mele

Altra combinazione molto valida è quella con l’aceto di mele. Tra i principali benefici di questo cibo medicina si ricorda:

  • La capacità di pulire lo stomaco ed eliminare batteri nocivi
  • Facilita l’assorbimento dei nutrienti
  • Garantisce un equilibrio nel PH dell’intestino
  • Presenta proprietà antivirali e attenua disagi come gas intestinali, gonfiori e nausea

Bicarbonato e camomilla

L’unione con questo fiore da vita a una soluzione lenitiva per l’intestino. Va sorseggiato dopo i pasti e consente di placarne i tululti e i borbottii, tipici di quando abbiamo mangiato molto e il nostro stomaco è affaticato. Utilizzare la combo tra bicarbonato e camomilla nel dosaggio di un cucchiaio di bicarbonato di sodio e 2 cucchiaini di fiori di camomilla, da aggiungere a un bicchiere di acqua a 30°C, temperatura già di per sè favorevole in funzione digestiva.

fiori di camomilla

Il bicarbonato aiuta davvero contro i gas prodotti dall’intestino?

Le nonne ne erano convinte, al punto da utilizzarlo come rimedio naturale per ovviare a stemperare le scoregge dei figli, sia per numero, che per intensità.

Ancora una volta si sottolinea come una cura a base di bicarbonato di sodio aiuta nell’immediato, ma in realtà per ottenere dei risultati duraturi e far passare i gas intestinali per archi temporali maggiori, bisognerà cambiare radicalmente la propria alimentazione. E’ quello di nocivo che mangiamo a determinare l’accumulo di tossine lungo il tratto intestinale e quindi a generare puzzette maleodoranti.

pulirsi le mani sporche

Come si puliscono le mani senza sporcare il pianeta ?

I gel igienizzanti per le mani sono comodi, soprattutto in quelle situazioni come camping o uscite, non ci consentono di utilizzare l’acqua o non disponiamo di una tradizionale saponetta rettangolare.

Fa male lavarsi con il gel?
Come ci si lava correttamente le mani
Meglio una pulizia con acqua calda o fredda?
Caratteristiche per scegliere il sapone migliore
Meglio liquido o saponetta?

L’uso continuativo di gel per l’igiene intima può far male?

Gli igienizzanti per mano contengono ingredienti come alcool, in quantità alcune volte maggiori del 70%. La maggiore concentrazione di alcool etilico è funzionale all’uccisione immediata e drastica dei microbi. Si ma a quale costo?

Se si lascia agire un gel a base di alcool per un arco di tempo superiore ai 30 secondi può in effetti sterminare il 99% della popolazione dei germi e anche alcuni di virus come l’influenza A, in quanto riesce a rompere le membrane di questi batteri o gli involucri dei virus.
Restano invece in parte inefficaci nei confronti di batteri e virus privi di rivestimento.

pulirsi le mani sporche

Esistono altri saponi igienizzanti con una base differente dall’alcool?

Si. In commercio sono venduti dei gel con piccolissime percentuali di triclosan, benzalkonium chloride e clorexidina che risultano solo batteriostatici, ovvero inibiscono la proliferazione dei batteri, ma senza ucciderli.

Da evitare se si hanno le mani eccessivamente sporche.

Quando si hanno le mani completamente sporche non converrà utilizzare gel sanificanti perchè si rischierebbe di distribuire i microbi su tutte le superfici. In caso di mani nere sarà meglio ricorrere ad acqua e sapone, strofinando con minuzia.

I saponi a gel è meglio utilizzarli solo in assenza di sporco evidente, perchè lavarsi troppe volte le mani al giorno con questi prodotti potrebbe seccare la pelle e rendere le nostre difese più deboli. Chi lavora con fonti di contaminazioni batteriche primarie, come ad esempio chi maneggia numerosissime monete tutto il giorno, come gli addetti di cassa, dovrebbero consultare un dermatologo e testare delle soluzioni che nel lungo periodo non favoriscano l’emergere di allergie.

Ad ogni modo, i saponi con gel vengono impiegati diffusamente negli USA, persino negli ospedali, luogo dove i dottori sono soliti pulirsi le mani prima di indossare i guanti di servizio e visitare i pazienti. Si precisa come gli Stati Uniti d’America non debbano però essere presi necessariamente come metro di giudizio, considerata la loro propensione al business, prima ancora della salute pubblica.

La predilezione dei medici verso questo prodotto disinfettante potrebbe essere legata ad esempio ad una direttiva ben precisa, finalizzata ad aumentare la fiducia dei consumatori verso i gel, in funzione commerciale. E’ un dato di fatto che l’americano medio è pigro e segue la massa e nonostante i tanti bagni dei ristoranti abbia la consuetudine di pulirsi le mani a tavola con una salvietta umida o l’amuchina, anzichè alzarsi e dirigersi verso la toilette. A dirla tutta le salviettine multisuperfici igienizzanti sono molto comode, soprattutto in viaggio o da tenere sempre a portata nel cruscotto della nostra auto.

salviette igienizzanti

 

Il metodo migliore per lavarsi le mani

Se si vuole avere la certezza di rimuovere i germi dalle nostre mani sarà preferibile utilizzare semplicemente un getto d’acqua e del semplice sapone, avendo cura, dopo almeno 40 secondi di lavaggio, di asciugare l’area con dei fazzolettini di carta che butteremo nel cestino dell’immondizia.
Anche l’utilizzo di gel per l’igiene personale permette di inibire la crescita e lo sviluppo di germi, ma non sempre è in grado di rimuoverli del tutto da palmi e dorso di mani.
In caso invece si decida di non lavare le mani e di lasciarle sporche, è molto facile che cresca il rischio di contrarre malattie, anche in virtù della facilità con cui germi e virus si annidino sotto le unghie.

In caso di bimbi poi le probabilità sono ancora maggiori, visto che hanno la cattiva abitudine di mettersi le mani in bocca o le dita nel naso, spalancando così ad agenti esterni i portoni del nostro corpo umano.
Occorre essere premurosi e agire d’anticipo prima che i germi raggiungano l’intestino e rendendo la loro eliminazione più difficile.

La temperatura dell’acqua può influire sulla pulizia e l’igiene del corpo ?

E’ importante capire se utilizzare acqua calda o acqua fredda possa influire sul grado di pulizia generale del corpo, quando ci laviamo le mani o ci facciamo una doccia. Se è vero che l’acqua calda uccide i batteri e i germi, questo accade solo quando ha una temperatura di 99,9 C°. Il problema è che nessuno può farsi una doccia o pulire le mani a temperature così elevate, altrimenti il rischio di procurarsi ustioni sarebbe troppo alto. Oltre al fatto che utilizzare ogni giorno quantitativi così ingenti di acqua bollente può contribuire ad aumentare i costi in bolletta.
Di conseguenza, meglio utilizzare acqua fredda per lavarsi palmi e polsi e rimuovere lo sporco sulle superfici e i batteri annidati nelle unghie, per mezzo di un buon sapone antibatterico.

Come si fa a stabilire che un sapone antibatterico sia buono o no ?

Per capire se abbiamo comprato un sapone realmente anti germi alcune persone tendono ad analizzare la quantità di triclosan al suo interno, concludendo che se la percentuale di triclosano è inferiore all’1% allora non reputano il prodotto non valido. In realtà numerosi saponi privi di triclosan sono altrettanto efficaci per rimuovere lo sporco, risultando molto più sostenibili sul piano ambientale.
In effetti numerosi studi hanno dimostrato come questo clorofenolo faccia male all’ambiente, non essendo biodegradabile e sia responsabile della morte di numerose specie di animali che vivono nei laghi e nei fiumi, ma anche nei mari [link a esterno].

Inoltre è stato studiato come i batteri diventano nel corso del tempo sempre più resistenti al triclosan, evolvendosi di fronte anche ad altri antibiotici e di fatto inibendo l’azione igienizzante che ricerchiamo in un sapone. La caratteristica persistenza della sostanza la rende pericolosissima per gli equilibri nei sistemi viventi. Il consiglio è quello di dare sempre uno sguardo all’INCI, prima di acquistare un prodotto nocivo per noi e le creature che ci circondano.

L’igienizzante per mani può favorire la resistenza batterica?

Questo non dovrebbe accadere, visto che presentano di solito elementi attivi come l’alcool, ma se invece contengono il triclosano, i rischi potrebbero aumentare. Meglio quindi preferire l’uso combinato di acqua fredda e sapone, quando si ha a disposizione una fonte d’acqua e di igienizzanti in gel, quando non si ha in prossimità una fonte idrica, come quando si è in viaggio ed evitare ad ogni modo disinfettanti contenenti sostanze che favoriscano la resistenza crociata.

Meglio il sapone liquido o la saponetta ?

Anche se dal punto di vista della composizione risultano del tutto simili, in realtà la saponetta potrebbe a lungo andare riempirsi di germi. Pertanto sarebbe da preferire il sapone liquido, quello contenuto nei dispenser, per intenderci, perchè considerato dal popolo della scienza più “pulito”. Strofinando lo strato superficiale della pelle si riuscirà a grattare la pelle morta, restituendo una cute più morbida e pulita. In estate e quando la temperatura ambientale è più elevata sarebbe meglio non esagerare con lo strofinare, in quanto le probabilità di ritrovarsi con fastidiose mani secche è alta.

Allergie e saponi

Molti soggetti sono risultati allergici ad alcuni componenti contenuti nei saponi in commercio. Tra le sostanze più temibili vi è il methilchloroisothiazolinone. Assicuratevi di non manifestare intolleranze a questo composto o le conseguenze fisiche, in termini di rossori e irritazioni cutanee potrebbero essere molto spiacevoli.

vermi ascaris

Rimediare a una contaminazione da ascaridi

Rientrano nella famiglia dei vermi tondi ed hanno un aspetto ben riconoscibile. Si presentano come dei vermia lunghi e sottili, visivamente molto simili a degli spaghetti.

Il modo più facile per essere contagiati dagli ascaridi è quello di mangiarne le uova, spesso contenute negli alimenti. La difficoltà maggiore nell’individuare una contaminazione dai bianchi vermi di ascaridi è legata al fatto che può essere asintomatica.

Quando accade, un soggetto non ha la minima idea di stare male, non ricevendo alcun tipo di segnale da parte dell’organismo. Altre volte è più semplice capire che qualcosa non funziona, visto che il paziente malato potrebbe patire sofferenza, accompagnata da stati febbrili.

I sintomi più diffusi sono:

  • respiro sibilante,
  • mal di pancia,
  • sensazione di nausea e vomito

Nei casi più gravi, soprattutto se le vittime hanno meno di 15 anni, le conseguenze di un attacco massiccio di ascaridi potrebbero causare il blocco della crescita o un occlusione intestinale completa, provocata dall’ostruzione dei canali evacuativi, a causa della presenza imponenete di vermi sino all’ano.

vermi ascaris

Diagnosi

I dottori riconoscono la presenza delle uova da un’analisi delle feci del soggetto, prelevandone un campione e studiandolo in laboratorio. Altro sistema per riconoscere un malfunzionamento intestinale, derivato da colonie batteriche e vermi tondi bianchi, è possibile anche leggere l’iride. Se i vermi sono già maturi è possibile osservarli anche tramite ecografia.

In casi più rari, quando ormai ha raggiunto una diffusione tale da risultare evidente, si potrà accorgersi dei vermi quando i si soffia il naso, vista la loro capacità di risalire sino agli alveoli polmonari.

I farmaci più utilizzati per contrastare la proliferazione di ascaridi sono definiti antiparassitari. Tra i medicinali più noti ed efficaci per eliminare i vermi dall’intestino vi è il vermox in compresse. Trattandosi di medicine aggressive l’uso è consigliato solo nei casi più gravi, visto che l’idrocolonterapia risulta un trattamento altrettanto valido, ma che presenta meno controindicazioni.

Diffusione della malattia

Gli ascaridi si riproducono più facilmente in presenza di poco igiene e in zone più calde. Non è un caso se grandi epidemie di ascaridi si segnalano in aree tropicali o comunque vicine a questa fascia climatica. La trasmissione della ascaradiasi si genera quando si assumono alimenti contaminati da uova di ascaridi.

Una lattuga coltivata in un terreno fertilizzato con fogna o in cui sono presenti feci umane o animali, se non viene pulita con attenzione, prima di essere ingerita, potrebbe rappresentare il veicolo attraverso cui le uova di ascaridi si insinuano in un organismo sano. Le uova di ascaris sono infatti molto resistenti e vivono a lungo nel terreno, aumentando i rischi di contaminazione in tutti quei campi che in inverno non subiscono gelate.

Se per qualche ragione introduciamo nel nostro corpo le uova di ascaridi, dopo un po’ di tempo, queste si schiuderanno. Dalle uova infatti escono delle larve bianche potenzialmente pericolose, in grado di indebolire il nostro apparato intestinale.

Le larve di ascaridi hanno una capacità motoria autonoma e riescono così a spostarsi dall’intestino tenue sino ai polmoni, sfruttando il torrente ematico e i vasi linfatici. Una passa raggiunto il plesso polmonare, si dirigono verso gli alveoli, risalgono il tratto respiratorio, entrano in gola e vengono nuovamente ingeriti. Il verme cresce nell’intestino tenue dove matura sino a raggiungere le dimensioni di 50 centimetri di lunghezza e ben mezzo centimetro di diametro!!

La grandezza media di questi vermini intestinali si attesta sui 20 centimetri. Un verme completa il suo ciclo di maturità nell’arco di 90 giorni, durante i quali debilita il soggetto, avvilendolo anche sul piano psicologico.

Si rischia di avere dei veri e propri mostri, tra le pareti intestinali ed anche di convivere con loro per molto tempo, se non decidessimo di curarli. I vermi di ascaridis possono sopravvivere in un corpo, alimentati da cibi di cui vanno ghiotti, sino a 24 mesi, adattandosi perfettamente agli orari di pranzo, cena e colazione.

Se non combattiamo prontamente questi vermi dell’uomo rischiamo di generare dei continui focolai e di sviluppare questa specie all’infinito, visto che una volta nel corpo, sono in grado di depositare ulteriori uova, che verranno successivamente trasportate mediante le feci e quindi rilasciate nel terreno, dando vita ad un nuovo ciclo infettivo, se assunte da un altro soggetto.

Come prevenire la diffusione dei vermi

Per scongiurare i rischi di far entrare ascaridi nel corpo sarà bene sbucciare tutte le verdure e la frutta che metteremo in tavola, soprattutto se non conosciamo l’origine della coltivazione o abbiamo il sentore che vengano impiegate come fertilizzanti naturali le feci umane.

mela con buccia fa male

Quali sono gli alimenti senza fibre ?

Le fibre sono sostanze che si trovano naturalmente nelle piante e quindi nella frutta, ma anche verdura e grano. Seguire un regime alimentare con un limitato apporto di fibre dietetiche significa nutrirsi con cibi con poche fibre, allo scopo di rallentare i movimenti peristaltici.

Le persone che hanno bisogno di una dieta senza fibre sono soggetti che di solito hanno difficoltàdi digestione, associata a qualche problema intestinale. Ad esempio, dovrebbero assolutamente evitare di mangiare pasti ricchi di fibre dietetiche tutti coloro i quali soffrono di intestino irritabile e Morbo di Crohn, ma anche diverticolite. Si tratta di malattie insidiose e debilitante che, nel caso in cui il paziente non dovesse seguire con attenzione la lista dei cibi proibiti, potrebbe andare in contro a situazioni molto pericolose.

Nel caso specifico di persone afflitte da Crohn o da forme di colite ulcerosa molto acuta, mangiare un elevato quantitativo di fibre significherà, molto probabilmente, andare in contro ad un intervento chirurgico di colostomia.

In caso non si tratta di disturbi così gravi, potrà essere sufficiente seguire menù con poche fibre per periodi di tempo più limitati e quindi evitare di mangiare alimenti iperfibrosi per qualche settimana, giusto il tempo sufficiente per regalare al proprio intestino un po’ di tregua, aiutandolo a recuperare energie utili per i processi digestivi. Nelle situazioni più gravi sarà invece doveroso intraprendere una dieta senza scorie.

mela con buccia fa male

Le difficoltà per chi segue una dieta senza fibre

L’ostacolo maggiore per chi è costretto a questo tipo di rinunce a pranzo e a cena è quella di abituarsi a sentirsi sazio. L’assoluto divieto di lieviti e farinacei mette in crisi un paziente che, abituato ad un regime alimentare che facilmente riempiva lo stomaco, potrebbe convincersi di avere sempre fame.
Il rischio è che perda la pazienza e trasgredisca inserendo nel menù del giorno quello che non potrebbe o che mangi troppo e fuori pasto. In entrambi i casi sarebbe dannoso per l’intestino e le conseguenze psicologiche, legate ad un soggetto frustrato perchè insoddisfatto, non tarderebbero a farsi sentire.

Altro problema potrebbe essere quello di accentuare una stitichezza di fondo, perchè la mancanza di fibre nella cacca rischierebbe di indurirle e di rendere più complicata la fuoriuscita dal retto. Per ovviare a questo, il primo passo da fare è quello di aumentare contemporaneamente l’apporto di liquidi, anche per scongiurare il rischio di emorroidi.

Alcuni problemi in più li hanno i vegani a cui, quando si devono sottoporre a colonscopia, viene consigliato loro di seguire una specifica dieta senza fibre e quindi di fatto senza verdure. Non mangiando proteine animali, la prima cosa con cui potrebbero sostituire questa mancanza è il seitan, ma i dottori non hanno quasi mai animo vegan e difficilmente lo consigliano.
Di conseguenza, rimediano quasi sempre su patate bollite e lenticchie rosse decorticate, accompagnando il tutto con del riso brillato e nei casi dei palati più raffinati, centrifugando dei germogli di soia.

Evitare le fibre

Scongiurare che il corpo assimili grandi quantità di fibre non è molto facile, visto che un po’ tutti i piatti italiani contengono questi elementi. Basta leggere questo breve elenco per avere un quadro generale su cosa non si potrà mangiare quando si dovrà seguire una dieta povera di fibre.

Sarà il caso di dire addio a :

fritture , causa di irritazione dell’intestino
legumi, a causa dell’impossibilità di rimuoverne la buccia
cereali integrali
verdure filamentose e frutta con buccia
noci, semi e frutta secca
parti nervose della carne

Quello di cui avrà bisogno il corpo saranno :

  • proteine
  • liquidi
  • sali minerali
  • vitamine

Ogni dottore o nutrizionista bravo suggerirà, a seconda della persona e dello stato di salute dell’intestino, il quantitativo esatto di grammi di fibra che potrà assumere giornarlente, indicando quali sono i cibi senza fibra da comprare al supermercato.

Segue una lista più generale di cibi che si possono mangiare, al netto delle eventuali allergie che ognuno di noi può avere:

Prodotti a base di latte:

Consumo giornaliero massimo: 2 tazze. Nella lista rientrano, oltre al latte, di qualunque tipo, anche lo yogurt, i formaggi morbidi, creme e budini. In caso di formaggio stagionato, la quantità massima diaria è di massimo 45 grammi. Vanno necessariamente evitati i latticini che contengono all’interno noci, semi, frutta o verdura, perchè potrebbero interferire negativamente con l’intestino.

Pane e cereali privi di fibre

A tavola sarà consentito nutrirsi con pane bianco raffinato e fare una colazione con riso soffiato, fiocchi di mais o corn flakes, fiocchi di riso, senza incorrere in effetti negativi.

Verdure amiche senza fibre

In questo elenco dei cibi con piccole dosi di fibre, assolutamente digeribili anche da parte di un apparato intestinale danneggiato, rientrano:

Cetrioli e zucchine. Abbiate sempre la premura di consumare cetriolini e zucchine solo dopo averli ben puliti e privati dei semi. L’insalata andrebbe evitata, ma in piccole quantità e saltuariamente potrebbe non creare pericoli alle mucose gastriche e sforzare troppo l’intestino.

Occhio invece a vegetali come melanzane, fagioli, asparagi e carote, a meno che non decidiate deliberatamente di stare male ed accettare l’idea di avere dolorosissimi crampi allo stomaco.

In casi eccezionali potremmo bollire anche carote e patate, assicurandoci di spolparli e mangiare solo la parte liquida.

cetriolo senza fibre

Frutta senza fibre

Sarà consentito consumare succhi di frutta, a patto di assicurarsi che non contengano la buccia. Nel caso decidessimo di preparare da soli una bibita alla frutta, si preferisca il centrifugato al frullato, perche polpa, filamenti e semi non devono mai entrare nella nostra bocca.

Un frutto particolarmente utile per ottimizzare il metabolismo è la mela, a patto di pelarla con cura, sarà molto utile alla causa.
Altri fruttini che possono essere mangiati senza temere difficoltà intestinali sono le albicocche, le banane, il melone giallo, l’anguria, le mele cotogne e susine. Il linea di massima sarà meglio mangiare frutta matura e non acerba se non vogliamo sforzare il nostro stomaco e rendergli più difficile la digestione.

Dolci

Durante l’arco della giornata, anche quando siamo al ristorante e vogliamo concederci qualcosa di buono e sfizioso, dovremo fare un bel sospiro, prima di realizzare che non possiamo assolutamente ordinare ne soprattutto mangiare dolci. Meglio pensare alla nostra idratazione e bere a fine pasto un po’ di acqua e limone, per non gravare sui processi digestivi.
E’ importante infatti ridurre il più possibile il livello di zuccheri nel sangue quando si segue una dieta anti-fibre.
Qualora infatti questo regime alimentare provochi degli effetti indesiderati come un’accentuata stanchezza e apatia, meglio consultare un nutrizionista, onde ricevere degli specifici apporti, come integratori naturali, onde ovviare a queste spiacevoli conseguenze.

Dottore o dietologo

La disputa è notevole, visto che da un lato c’è chi pensa che il dietologo si interessi soltanto del peso e della forma del nostro corpo, dall’altro c’è chi teme di affidarsi in dottori che, quando si parla di cibo, possano interpretare in maniera eccessivamente soggettiva il problema e trovare dei rimedi soltanto parziali.
Se volete ascoltare un parere autorevole, meglio affidarsi a qualcuno che è a metà strada e che senza pregiudizi pseudo scientifici possa avere una visione più globale sui cibi che fanno bene al nostro corpo, a seconda delle specificità di ognuno, come suggerisce la lettura delle iridi o come ci ha insegnato il bravissimo Veronesi.

bancomat atm

La salute prima del bancomat

Una delle priorità nelle vite di tutti noi è quella di preservare la nostra salute. Chi sostiene che nella vita i soldi vengono dopo il nostro benessere, in una scala di priorità, sostiene una sacrosanta verità. Dopotutto se si sta male non ha senso spendere tutte le nostre finanze, perchè ci mancherebbe il buon umore o un fisico in forma per godere di quello che ci possiamo permettere.

Per questa ragione, nonostante costino molto di più, sono tanti gli utenti che si rivolgono a studi privati, evitando di richiedere assistenza tramite ticket sanitario.

visita medica

Le principali ragioni che spiegherebbero la preferenza degli italiani verso gli studi medici privati è legata principalmente a 2 fattori:

la paura delle lunghe liste d’attesa in ospedale o presso le strutture convenzionate,
la percezione che i medici privati offrano un servizio migliore di quello delle strutture ospedaliere.

Soldi meritati ?

Spesso ci si interroga sul fatto che un dottore guadagni troppo o abbia una parcella proporzionata alla responsabilità della propria professione. Sapere se un dottore si è “guadagnato quei soldi” o abbia un po’ esagerato sul prezzo non è mai semplice. Dipenderà da caso per caso, in quanto esistono dottori qualificati che “sanno il fatto loro” e in una sola seduta risolvono i problemi fisici dei pazienti e altri che dopo 5 o 6 incontri non sono riusciti ancora ad ultimare una diagnosi chiara e credibile.

In linea di massima la bravura di un medico si potrà giudicare dall’opinione che hanno i suoi pazienti del suo operato e di quanto credono sia potuto essere stato utile il lavoro svolto dal dottore nel suo studio privato.

Esistono degli studi sul grado di soddisfazione dei pazienti in Italia che rivelano come l’area territoriale di appartenenza influenzi notevolmente questo parametro. Emerge così che i pazienti degli istituti ospedalieri presenti nel sud Italia, ad eccezione della Puglia, siano molto meno soddisfatti di quelli che vivono nella parte settentrionale della Penisola. Al nord sono molto più felici nel proprio medico e questo è un dato su cui il Ministro della Sanità Giulia Grillo dovrebbe riflettere.

La spiegazione di questo può dipendere sia dal fatto che le strutture sanitarie delle regioni del nord siano migliori di quelle del Sud, ma anche dal fatto che gli utenti del nord, avendo uno stipendio più alto, hanno meno problemi ad investire una buona percentuale del proprio guadagno mensile in cure private.

A giudicare i dati dello stesso studio di ricerca si osserva come al sud si spende circa il 14% dello stipendio rispetto a regioni come Lombardia e Trentino dove se ne spende circa la metà. Dopotutto nel Meridione le famiglie sono più povere e quando i trattamenti medici non si rivelano all’altezza delle aspettative è facile che ne derivi una forte delusione. Si tratta pur sempre di terrirori dove il reddito di cittadinanza è largamente diffuso e i casi di malasanità altrettanto…

E’ vero anche che in regioni come quelle insulari il costo medio delle visite specialistiche è più basso rispetto alla media italiana, ma regioni come Calabria e Basilicata si trovano in situazioni disastrose, ovvero con tariffari alti e servizi piuttosto scadenti.

Il prezzo medio delle prestazioni mediche è poco modico in Italia e varia a seconda della visita che si intende fare:

costo visita dermatologica: 100 euro, al nord anche 180 euro;

una colonscopia costa: 350 euro, ma sino a 700 euro, se ci si trova in Valle D’Aosta,

Ecocolordoppler: 100€

ecografia morfologica di una donna incinta: 150 euro;

costo visita ortopedica generica: 110 euro,

prezzo visita cardiologica: 125€

visita otorino: 125€

A giudicare queste spese si comprenderà come la salute sia “poco economica” in Italia e di come ci sarà poco da stupirsi se interventi di chirurgia come quello di mastoplastica additiva arrivi a costare oltre 6000 euro.

mappa intestinale iride destra

La risposta dei problemi intestinali sull’iride

L’iridologia è uno strumento assai rilevante per il riconoscimento del malessere che riguarda intestino e colon.

Dalle migliaia di iridi analizzati nel Centro Heliantus è apparso abbastanza evidente come qualunque disturbo dell’apparato intestinale si evidenziasse come una macchia più scura posizionata all’interno della mappa iridologica, nel settore corrispondente.

Per maggiore precisione, si sottolinea come i disturbi intestinali corrispondano nell’iride alla zona superiore, compresa tra le ore 10.00 e le 12.00.
Questa specifica sezione, utile agli iridologi per comprendere quali problemi all’intestino tenue o crasso ha un dato soggetto, è detta corona del sistema nervoso autonomo.

Le zone del colon viste sull’iride

La condizione del colon discendente si può valutare osservando l’area dell’iride compresa tra le ore 12.00 e le 05.00;
quella del sigmoide dalle 05.00 alle 07.00
quella del retto, in corrispondenza delle ore 07.00, un po’ più spostata verso le 08.00

Quando in queste zone, tra i normali segni iridei, la corona del sistema nervoso autonomo si interrompe visivamente, e si notano delle zone scure, si può definire che vi siano debolezze strutturali a livello di mucose intestinali o comunque un accumulo di scarti alimentari e conseguentemente di tossine.

Quando attraverso una dieta mirata, in funzione delle problematiche riscontrate nel paziente, la dottoressa Racanelli fa seguire una dieta specifica al paziente, volta a depurare l’intestino e facilitare la rimozione delle scorie alimentari, la conformazione dell’iride cambia nuovamente. In sostanza le iridi mutano la propria conformazione, facendo scomparire queste zone più nere, man mano che l’intestino del paziente guarisce.

Si è descritto questo aspetto “magico”, attraverso il confronto visivo tra le foto delle iridi di pazienti Heliantus prima e dopo essersi sottoposti al trattamento.

A livello puramente informativo, ecco un prospetto di come possono essere letti, dal punto di vista dell’iridologia, i principali disturbi intestinali sulla nostra iride destra:

A Lesioni chiuse, indice di un soggetto privo di forze e costantemente stanco
B Adesioni dell’intestino, cause di possibili stenosi intestinali
C Spasmo intestinale, prova visiva di un infiammazione
D Tasche intestinali, segno della presenza di scarti fecali non evacuati
E Anello associato a crampo neurovascolare
F Stenosi

mappa intestinale iride destra

Ecco invece quelli che sono i disturbi più diffusi, riconoscibili con l’analisi dell’iride sinistra:

A Lesioni chiuse
B Tasche intestinali, ricorrenti nei soggetti con diverticoli
C Lesioni aperte, segnale di fiacca generalizzata
D Rosario linfatico, aumento del tessuto linfatico
E Anello acido dell stomaco
F Prolasso del colon traverso
G Sistema nervoso autonomo
H Intestino dilatato

mappa intestinale iride sinistra

I progressi riscontrabili nelle iridi, quando i pazienti seguono la cura giusta, sono ben visibili in maniera anche rapida, ma non sono immediati. Per osservare dei cambiamenti rilevanti si attendono circa 90 giorni. Utilizzando delle radiografie, si può notare una reale corrispondenza tra quelle che sono “deduzioni iridologiche”, prive di fondamento scientifiche, a detta della scienza ufficiale, e quello che è il sistema di analisi intestinale più famoso al Mondo. Ben più di un dottore rimarrebbe stupito da quanto di corretto emerga dall’osservazione iridologica. Le iridi iniziano a “parlare” e lo fanno molto bene quando si crea un nuovo equilibrio chimico.

Quale alimentazione viene suggerita a chi ha problemi intestinali?

Dipende dalla tipologia di disturbo. Nel caso di costipazione, una dieta a base di sodio e potassio può aiutare a liberarsi e a velocizzare l’espulsione degli acidi. Nel caso di tensioni addominali e pancia gonfia si suggerisce a queste persone di assumere buone dosi di magnesio, come ad esempio i fagioli, ma anche i datteri.

costipazione femminile

Costipazione : non solo effetto dell’alimentazione

E’ uno tra i disturbi nel mondo in cui la gente investe più denaro per curarlo. Sembrerebbe quasi un’epidemia, vista la quantità di persone che ne soffrono a tutte le latitudini.

Nei casi più disperati della malattia, quando la costipazione diventa cronica, può rendersi necessaria anche la colostomia. Si tratta di un intervento chirurgico, reso indispensabile perchè un riflusso di materiale accumulato nel colon, rischia di rendere inattivo l’intestino, arrestando le sue funzionalità.

Immaginate quali potrebbero essere le conseguenze di questa invasiva operazione chirurgica ?

Niente di meno che vivere la propria esistenza, diventando dipendenti da una sacca di contenimento, necessaria per l’espulsione delle feci.
Si tratta di una delle esperienze dal risvolto psicologico più forte che una persona può affrontare, con ripercussioni enormi sulla socialità e la sfera delle amicizie interpersonali.

Eppure interventi di questo tipo sono in aumento nelle nostre società votate al drunk food, sino a raggiungere la terribile soglia di 100 mila interventi all’anno. In gran parte, questa porzione di popolazione, sembrerebbe essersi ritrovata in questa condizione a causa di una mancata risoluzione di problemi intestinali.
Non è un caso se invece, nei Paesi, considerati meno sviluppati, caratterizzati da una dieta più “selvaggia” e da cibi meno industriali, ma con un contenuto di fibre più elevato, i soggetti con difficoltà nel fare la cacca sono molti di meno. E’ sufficiente pensare che in Africa si vada in bagno ogni giorno circa il doppio delle volte di quanto non lo si faccia negli Stati Uniti.

costipazione femminile

La definizione di costipazione

Si tratta di un sinonimo di stitichezza, termine utilizzato in maniera più diffusa da un pubblico meno accademico.
L’etimologia della parola deriva dal latino è fa riferimento al termine constipatio, che significa accumulare in un unico punto.

In maniera più precisa è detta costipazione una ostruzione graduale della seconda parte dell’intestino umano, ovvero l’intestino crasso. Una delle ragioni più concrete di questo blocco è legato all’ispessimento delle mucose sulle pareti dell’intestino, tale da inibire il passaggio delle feci.
Esistono casi estremi, di soggetti costipati a tal punto da avere restringimenti paurosi all’interno del colon. In alcune situazioni drammatiche il diametro del colon è giunto a misurare solo 1,5 centimetri, a fronte dei 23 centimetri che misura, all’interno di un intestino di un soggetto non costipato.

Questo accade perchè si deposita così tanto cibo sui lati interni dell’intestino crasso al punto da rendere quasi impossibile il passaggio del cibo e il successivo raggiungimento nel retto.
Alcuni soggetti avevano depositato tra le anse del colon, così tanto scarto alimentare, da raggiungere la incredibile soglia di 20 chilogrammi di peso, del tutto inutile all’organismo. Possiamo ben immaginare che molte donne utilizzino l’idrocolonterapia per dimagrire.

rimozione di intestino enorme

Immaginate in queste condizioni quante colonie di batteri nocivi e parassiti potrebbero restare imprigionati nel corpo?

La possibilità che numerosi e pericolosi vermi intestinali scorrazzino tra i tessuti intestinali sono davvero elevatissime e per tutti coloro i quali non lo sapessero, ricordiamo che questi “animaletti” uccidono più persone ogni anno di quanto facciano i tumori.
E’ in questi casi che il lavaggio del colon potrebbe apportare grande giovamento, perchè andare al bagno con una certa regolarità può essere considerata una questione di vitale importanza, al punto da rendere gravosa e complicata la nostra esistenza.

Il processo degenerativo

Anche senza arrivare a casi di colostomia e di tumore, i disturbi che possono nascere e svilupparsi a causa di una costipazione sono svariati e temibili :

  • malfunzionamento alla cistifellea,
  • alterazioni cardio-vascolari e malattie coronarie, legate all’accumulo di colesterolo,
  • vene varicose,
  • ernia,
  • diverticoliti,
  • artriti e coaguli venosi

E’ probabile infatti che ad una costipazione dell’intestino possa seguire una costipazione delle cellule, moltiplicando gli sforzi di organi fondamentali come reni e fegato e facendo degenerare ulteriormente il quadro clinico del soggetto costipato.

Fattori di rischio e cause

Dall’analisi svolta sui pazienti che mostravano sintomi di costipazione si è cercato di trovare un minimo comune denominatore, definendo quello che rendeva più probabile l’emergere di fenomeni di stitichezza.
Tra questi si ricorda:

  • l’alimentazione sbagliata, per questo imparare cosa mangiare per non soffrire di stitichezza diventa essenziale,
  • l’incapacità di defecare quando sopraggiunge lo stimolo;
  • traumi emotivi, al punto da parlare di costipazione psicosomatica;
  • ridotta mobilità e attività sportiva, condizioni che impigriscono il fisico e rendono il colon meno “allenato” a sforzarsi per evacuare bene;
  • poco consumo idrico, fatto che impedisce alle feci di essere lubrificate adeguatamente;
  • abuso di medicinali, soprattutto psicofarmaci e lassativi, se assunti in maniera continuativa possono alterare le secrezioni gastriche e indebolire il sistema nervoso;
  • la presenza di un’infiammazione delle vie respiratorie e di raffreddori persistenti.

La frequenza dello stimolo

Valutare la salute intestinale di una persona dal numero delle volte con cui si reca nei servizi igienici per espletare i propri bisogni può essere fuorviante. Non è detto che persone che defecano con regolarità abbiamo un apparato intestinale in perfetta forma. La costipazione può rappresentare un sintomo, ma l’accumulo di tossine nel colon può avvenire anche in maniera più graduale, senza apparentemente grandi sconvolgimenti nella vita di una persona.

Anche alcuni specifici episodi o momenti della vita possono indurre ad una momentanea costipazione. Per questa ragione non occorre allarmarsi se non si va in bagno per qualche giorno con la stessa frequenza manifestata in altri periodi. Si faccia piuttosto caso se può essere collegata con le mestruazioni, ovvero con la fase di ovulazione mensile che contraddistingue il periodo di fertilità femminile.
Stiamo attenti ad aumenti repentini di peso, perchè possono segnalare la presenza di sostanze che bloccano il passaggio del chimo nell’intestino tenue e la necessità della loro rimozione per riprendere tonicità nel corpo.

Domandarsi da quanto dura e da quanti giorni non facciamo la cacca è comunque importante, a livello generale, perchè va visto come il sintomo di quella consapevolezza di cui abbiamo bisogno per prenderci cura di noi stessi e smetterla di vivere freneticamente questa realtà in maniera sostanzialmente passiva.

Disegno parti intestino e colon

Anatomia e funzionamento dell’intestino crasso

L’intestino è l’organo incaricato di finalizzare la digestione del cibo e l’eliminazione delle parti meno utili all’organismo.

Viene convenzionalmente suddiviso in più parti:

  • cieco,
  • ascendente,
  • traverso,
  • discendente,
  • sigmoide,
  • retto,

L’intestino crasso è detto anche colon ed è lungo circa 150 centimetri, per un diametro di 6 centimetri. L’intestino cieco è collegato al colon ascendente che risale sino ad una prima curva, detta flessura epatica. Sempre nel cieco è presente la valvola ileocecale, un muscolo dall’importanza essenziale, perchè in grado di controllare tutto quello che passa dal tenue verso il colon. Nella parte più bassa dell’intestino cieco vi è l’appendice, lunga circa 7 centimetri.

La principale differenza tra colon e intestino tenue è nell’aspetto dei tessuti che li compongono. Il colon infatti ha una coperta mucosa, liscia e del tutto priva di villi.
Anche nel colon però vi sono muscoli circolari interni ed altri longitudinali esterni. L’intestino grasso si caratterizza da sacchee bulbose, chiamate haustre, le quali a loro volta presentano muscoli in grado di contrarsi e quindi di stendere l’intestino. La parte finale del colon è i retto, mentre l’ano rappresenta in varco che consente alle sostanze di essere espulse dal corpo umano. Quello che mantiene chiuso l’orifizio anale è lo sfintere, che presenta un buon grado di estensione.

Di quello che accade all’interno dell’intestino crasso l’uomo non è quasi mai cosciente, ad eccezione di quello che accade in prossimità del retto, luogo in cui sono presenti più nervi, ragion per cui in caso di emorroidi o altri malesseri del retto, percepiamo dei dolori molto intensi.

Come funziona il colon?

Il chimo, passando per la valvola ileocecale, raggiunge il cieco; quando avviene questo, nella quasi totalità dei casi, presenta sostanze tossiche o secrezioni nocive che provengono dal fegato, dal pancreas e da acqua. E’ nel cieco che la maggior parte dell’acqua viene riassorbita, riducendo il chimo ad una sostanza semisolida, detta fece. Grazie alle mucose delle pareti che ricoprono l’intestino è reso più agevole il passaggio delle sostanze fecali lungo il colon.

Il movimento peristaltico, messo in atto dalle haustre, consente alle feci di essere espulse dall’organismo e quindi eliminate, mediante l’evacuazione. Solitamente, lo stimolo di espulsione fecale, è generato dalla presenza di altro cibo all’interno dello stomaco.

Il ruolo dei batteri intestinali

Se il colon sta bene, la proliferazione batterica nel tenue risulta minima, al contrario di quello che accade invece nel colon. A condizionare la presenza batterica nel colon vi è naturalmente l’alimentazione e il processo di digestione. Si tratta però di batteri “utili”, capaci di portare alla sintesi di importanti nutrimenti, producendo inoltre la preziosa vitamina K e parti del complesso B.
Le proteine che risultano da questa sintesi sono ulteriormente scomposte dai batteri in forme più semplici. I prodotti di questa attività batterica sono vari:

  • l’indolo,
  • lo scadolo,
  • il solfuro d’idrogeno,
  • gli acidi grassi,
  • il gas metano,
  • il biossido di carbonio.

Parte di quete sostanze sono tossiche e rappresentano il sintomo di una flora alterata e quindi allontanate dal corpo per mezzo delle feci. Il colore marrone della cacca è legato ai pigmenti di bile che provengono dal fegato. Quando le feci presentano invece una tonalità più chiara, tendente al bianco, sarà il sintomo di un disturbo alla secrezione biliare e un segnale di una difficoltà nella digestione.
La materia fecale che arriva sino al retto è costituita per il 70% da acqua e per la restante parte da batteri e residui di cibo, tossine e cellule morte, espulse dal corpo dell’uomo.

Il tempo impiegato dal chimo per diventare feci dipende dalla quantità di fibre presenti nel cibo e dall’apporto idrico. In linea di massima, se si mangia di più e si offrono le giuste sostanze ai muscoli dell’intestino, è più facile andare in bagno. E’ per questo che i dottori consigliano agli stitici di mangiare verdure con molte fibre e di bere molta acqua, lontano dai pasti. Quando questo non avviene, la cacca è più molle e si fa spazio verso il retto con maggiore sforzo. Allo stesso tempo, se il chimo impiega troppo tempo, verrà riassorbirà ingente quantità d’acqua, rendendo la pupù più dura e difficile da espellere.

Per questa ragione, non bisognerebbe mai rinunciare allo stimolo evacuativo o altrimenti si aumenterebbe il rischio di costipazione.
I lassativi, seppur aiutano a lubrificare e idratare la zona, facilitando il transito fecale, si rivela nel medio e lungo periodo una cura sbagliata, perchè tende a svilire la funzionalità intestinale, inducendo il soggetto stitico ad una dipendenza farmacologica estremamente negativa.

Che forma ha il colon ?

Un intestino senza problemi di salute ha una forma differente da uno che soffre. Un colon sano dovrebbe avere una forma simile a questa nella figura.

Disegno parti intestino e colon

Come si evince dalla foto, l’intestino passa l’addome al di sotto dello stomaco e raggiunge la seconda curva discendente, ovvero la flessura splenica. In questa zona il colon traverso è solo un organo all’interno del corpo, che consente un passaggio da destra verso sinistra. In un intestino privo di disturbi il colon traverso mostra una leggera risalita verso l’alto, sino a raggiungere la flessura splenica.

Arrivato a questo punto, ovvero alla seconda curva, l’intestino si dirige verso il basso, prendendo il nome di colon discendente e raggiunge il sigmoide appena sopra il retto. Nel tratto sigmoide infatti vengono depositate le feci prima dell’espulsione. Verso la fine la forma del colon cambia nuovamente, assumendo quella di una “s”, curvando verso l’ano e il muscolo sfintere anale.

disegno intestino tenue

Anatomia e fisiologia dell’intestino tenue

Per imparare a preservare il proprio intestino non occorre essere degli esperti. Allo stesso tempo però, una conoscenza delle parti che lo compongono può offrire una maggiore consapevolezza ai lettori e quindi rendere più semplice l’assimilazione di determinati concetti, in funzione di un migliore stile di vita e una salute maggiore.

Intestino tenue

Si tratta di un passaggio obbligatorio per il cibo che, ingerito dalla bocca e attraversato esofago e quindi lo stomaco, giunge in quest’area dell’organismo. Il tratto del tenue si presenta come un tubo caratterizzato da anse, all’interno del quale si determina quasi tutto l’assorbimento dei nutrimenti da parte del sangue. Quando il cibo mangiato giunge in questa zona, assume una forma liquida, definita chimo, frutto dell’azione di triturazione dei denti prima e dei succhi gastrici dopo.

disegno intestino tenue

Si può dire che il processo digestivo segua 2 fasi: la prima, che ha inizio grazie all’ausilio della saliva e la seconda, che avviene nello stomaco, dove le proteine vengono scisse in catene più piccole di amminoacidi, che rappresentano degli elementi necessari per la formazione proteica. Successivamente, nel momento in cui il mangiato arriverà nell’intestino tenue, si concretizzerà un’ulteriore frammentazione, che renderà possibile il perfetto assorbimento delle molecole. Solo quando il chimo sarà perfettamente miscelato e ridotto in poltiglia si potrà aprire la valvola sfintere pilorica, consentendo l’accesso del cibo verso la parte di sopra del tenue, detta duodeno.

Il movimenti di contrazione delle pareti del duodeno, che avverranno grazie ai muscoli longitudinali e circolari, ridurranno sempre di più il volume del chimo, spingendolo verso le zone più basse del tenue. Quando una parte si contrarrà, l’altra rimarrà ferma, a riposo. Questo tipo di azione è detta segmentazione ritmica e avviene 12-16 volte ogni minuto. Lo scopo finale di questo processo è miscelare del tutto il chimo ai succhi gastrici, sfruttando i movimenti che fanno in sequenza le 3 parti dell’intestino tenue:

  • il duodeno, quella superiore;
  • il digiuno, quella centrale;
  • l’ileo, quella inferiore

Quella che viene detta peristalsi è il movimento propulsivo associato alla coordinazione ritmica dei muscoli e consente al chino di avanzare nell’intestino tenue.
A dispetto di tutto quello che accade nel nostro intestino, si precisa come questa serie di reazioni non vengono mai avvertite in maniera consapevole dall’uomo, a meno che non sia in atto un intossicazione o un’infiammazione intestinale che dovrà essere riequilibrata. In questi casi, i crampi alla pancia o la diarrea non sono altro che le conseguenze di un processo che non avviene correttamente, come dovrebbe.

Come avviene la scomposizione del chimo?

Il chimo è molto acido e contiene una percentuale alta di acido cloridrico, oltre ad enzimi in grado di frammentare le grosse molecole e agevolare l’assorbimento. Le secrezioni del tenue posseggono bicarbonato, ovvero una sostanza alcalina in grado di compattare l’acidità dello stomaco. Delle cellule specifiche, presenti tra le pareti intestinali, hanno il compito di secernere queste sostanze che si aggiungono alle secrezioni derivanti dalla cistifellea, ovvero dalla bile, ma anche dal pancreas, per fluire poi, attraverso il canale pancreatico, direttamente nel duodeno.

I sali biliari vengono generati nel fegato e assunti dalla cistifellea e svolgono il ruolo di detergenti volti ad emulsionare gli acidi grassi e trigliceridi, frammentandoli in particelle così piccole che vengono assorbite dalle stesse pareti. E’ mediante le secrezioni degli ormoni che l’intestino tenue è capace di gestire al meglio i processi di digestione.

L’assorbimento dei nutrimenti

La forma dell’intestino umano, simile a quello di una fisarmonica, all’interno della quale vi sono tante piccole dita, dette villi, è studiata per assorbire i cibi in modo corretto. I villi sono delle dita prensili in grado di catturare benissimo ogni porzione di cibo che transita nel tenue, e quindi di ridurne la dimensione, mediante i piccolissimi capillari che le ricoprono. Grazie a questa loro peculiarità, le particelle possono ora penetrare nel sangue e giungere alla vena portale epatica prima e successivamente anche al fegato. Tali sostanze, ormai ridotte completamente, possono essere smistate verso altre cellule dell’organismo, permettendo il loro funzionamento e la loro vitalità.

Le sostanze più grasse non vengono messe direttamente nel sangue, come nel caso delle altre, ma vengono prelevate dall’intestino e quindi direzionate, mediante i chiliferi, che sono dei vasi, presenti nei villi. I vasi chiliferi sono connessi al sistema linfatico e mediante questo, le molecole di frasso raggiungono il dotto toracico e quindi la vena cava, che si trova nella zona del collo. Solo in questo modo i grassi entrano nel flusso sanguigno e attraversare il fegato, all’interno del quale può verificarsi la trasformazione metabolica.
Si sottolinea l’importanza dell’ileo, che conserva dei linfonodi molto utili, detti placche di Peyer, capaci di difendere l’intestino dall’attacco di batteri nocivi.

Se vuoi sapere che cosa accade al cibo a fine di una digestione che ultima circa 9-10 ore dopo il pasto, ti suggeriamo di leggere di più sull’anatomia dell’intestino crasso.

pancia gonfia come un palloncino

Cosa fare per sgonfiare pancia e addome

La steatosi epatica può essere la causa di un gonfiore addominale perchè conseguenza di un fegato grasso. Per capire di cosa si tratta potremmo fare riferimento all’immagine del patè del fegato d’oca, la cui preparazione prevede che l’animale venga continuamente rimpinguato di cibo, al punto da fargli diventare il fegato molto più grande, in maniera decisamente innaturale.

Un fenomeno del genere può accadere anche negli uomini che abusano di cucina grassa e sono soliti alimentarsi con grandi quantitativi di cibo spazzatura o junk food, come viene definito negli Stati Uniti.

Altra ragione che potrebbe spiegare l’insorgere di un rigonfiamento all’addome sono i calcoli alla colecisti, colpevoli di alterare completamente il metabolismo dei grassi nell’uomo.

donna con pancia gonfia

Gli inibitori di pompa protoica, ovvero quegli elementi che servono per ridurre l’acidità nello stomaco, in pazienti predisposti a gastriti e ulcera, quando vengono assunti in quantità eccessive, possono provocare una diminuzione dell’acidità, sino a favorire la risalita dei batteri dall’intestino crasso verso quello tenue, causando una sibo, ovvero una anomala proliferazione batterica a livello intestinale. Questo processo degenera in ultima analisi nella cosiddetta pancia gonfia.

Altra causa del gonfiore può essere associata ad un farmaco che stiamo assumendo. Il consiglio è sempre quello di limitare di prendere medicinali in eccesso e circoscrivere il consumo degli stessi a periodi circoscritti, perchè potrebbero scaturire un aumento innaturale del volume della nostra pancia.

Che cosa fare se i dolori intestinali durano da tempo ?

Se il disturbo intestinale persiste per lunghi periodi, quasi certamente è in corso un principio di irritazione. Per individuare con accuratezza la fonte del dolore e ricevere la giusta cura, bisognerà sottoporsi ad un controllo medico più approfondito.
Questo controllo ha inizio con una breve fase di anamnesi durante la quale il dottore indirizzerà domande al paziente di questo tipo

“Da quanto tempo ti sei accorto dell’addome più gonfio?”
“Vai in bagno con regolarità o soffri di stitichezza?”
“Ritieni di essere un po’ ansioso?”

Una visita approfondita necessità che i paziente scopra la pancia e consenta l’osservazione approfondita da parte del medico. La prima operazione di controllo viene eseguita tramite palpazione. Qualora il paziente percepisse dei fastidi a seguito della pressione addominale esercitata dal dottore, potrebbe essere il primo segnale preoccupante che indica che qualcosa non funziona bene a livello intestinale. Se il dolore più intenso è sentito in corrispondenza della parte sinistra, si tratterà inequivocabilmente di un problema del colon. La stessa diagnosi potrà essere fatta qualora facessero male anche le costole del lato sinistro del corpo,sintomo che l’intestino si sia talmente ingrossato da “toccare” e quindi far soffrire anche la zona del torace.
Un altro tipo di accertamento che può realizzare un dottore, alla ricerca delle cause del malessere del paziente, è quello della percussione. Il medico, dopo aver posizionato il palmo della mano lungo la zona degli addominali, lo colpirà con utilizzando l’altra mano. Questa operazione servirà per percepire eventuali rumori di risposta dell’intestino, a conferma della presenza di aria nello stomaco.

Analisi più dettagliate per rilevare le origini delle pance gonfie come un palloncino

Per essere più sicuri della diagnosi è possibile sottoporsi a controlli più puntuali, in grado di determinare con maggiore precisione di quale tipo di problema si tratta e se ha a che fare con il colon irritabile. Uno tra i controlli più importanti da fare è l’ecografia dell’addome, che potrebbe farci capire se il malessere è legato all’insorgenza di calcoli o ad altre patologie. Se ad esempio un paziente segnala la presenza in famiglia di soggetti con calcoli alla colecisti potrebbe costituire un dettaglio importante per comporre un quadro clinico più dettagliato. I soggetti sottoposti ad intervento per colecisti dovrebbero infatti essere molto attenti a quello che mangiano, per non sforzare l’organo epatico. Se questi individui si disinteressano di seguire una dieta più leggera e consumano spesso cibi a loro vietati, è probabile che si ritrovino, in tempi brevi, con un fegato intossicato e quindi ingrossato.

Curare la pancia gonfia con il cibo giusto

Capire che cosa mangiare per far sgonfiare la pancia è essenziale per la cura del problema e risolverlo in tempi ristretti.
La prima cosa da fare per contenere il problema è quella di eliminare dal nostro menù giornaliero i cibi difficili da digerire. All’apice della piramide degli alimenti più dannosi vi sono gli insaccati più grassi, come salame e salsiccia, ma anche i formaggi fermentati, che aggraveranno lo stato di infiammazione che investe quella zona. Uno stop assoluto anche al pane e alla pizza, a causa di una lievitazione che può acutizzare i dolori legati al gonfiore intestinale. Ottime alternative alimentari, per non rinunciare del tutto a questi pasti, potrebbero essere i salumi più leggeri come la fesa di tacchino e la bresaola, ma anche il pane azimo, perchè poco lievitato. Gli stessi problemi di lievito possono essere legati al consumo di birra, fatto che spiegherebbe il perchè molti uomini di mezza età, ottimi frequentatori di cantine ed enoteche, mostrino queste pance che non hanno nulla da invidiare per dimensioni a quelle delle donne gravide.

Nel caso del consumo dei legumi si consiglia vivamente di non frullarli, perchè l’aria sprigionata dalla macchina, associata alle proprietà stesse di questi cibi, possono rendere pericoloso il loro consumo. Se si vuole mangiare i legumi ed evitare che si gonfi l’addome si dovrà passarli, rimuovendone in questo modo la buccia.
Altra accortezza sarà quella di consumare la frutta lontana dai pasti, perchè se mangiata dopo aver già ingerito piatti di una certa importanza calorica provocherebbe degli effetti ancora più negativi, a seguito dei processi fermentativi che caratterizzano il suo consumo.

Quali atteggiamenti possono favorire l’accumulo di aria nella pancia e quindi avere una pancia più piatta?

  • Bere con la cannuccia;
  • non sminuzzare bene il cibo;
  • parlare troppo velocemente;
  • non fumare le sigarette;
Pagina 1 di 1012345...10...Ultima »