I grandi progressi dell’immunoterapia oncologica

A Copenhagen, durante il prestigioso congresso della Società Europea di oncologia medica, tenutesi dal 7 all’11 Ottobre, si è discusso ampiamente dei trattamenti più efficaci, in grado di aumentare la percentuale di sopravvivenza alla malattia tumorale.
immunologia-oncologicaGli scienziati di tutto il Mondo sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla validità dell’immunologia nel combattere le cellule tumorali e in particolar modo nella lotta contro i tumori alle vie respiratorie. In più di un intervento si è usata l’espressione di punto epocale nella terapia anti cancro ai polmoni, considerati gli ottimi risultati, in termini di arresto dello sviluppo di nuovi focolai, conseguiti attraverso i trattamenti immunoterapici.
A giudicare i dati legati all’immunoterapia oncologica, ci sarebbe da fare un grosso plauso a questi medici e alle loro sperimentazioni, considerato che si è constatata una diminuzione della mortalità da melanoma in oltre il 38% dei casi analizzati.
Le riviste scientifiche e mediche di tutto il Mondo hanno dato eco alla notizia parlando di immunoterapia dei tumori come uno strumento in grado di migliorare del 50% le possibilità di continuare a vivere, dimostrandosi decisamente più efficacie della tradizionale chemioterapia, tanto decantata nel linguaggio dei dottori più conservatori.

La potenza del Pembrolizumab

Si è rivelata una molecola importantissima per validare questi studi, visto che negli oltre 300 casi di pazienti studiati, afflitti da grave neoplasia nell’area polmonare, ha mostrato una sopravvivenza libera da prograssione, superiore ai 10 mesi. Giusto per dare un termine della potenza di questo programma d’immunoterapia, con il metodo della chemioterapia, l’indice di sopravvivenza della stessa molecola risultava il 30% più limitato. Questi nuovi farmaci immunoterapici sono capaci di garantire maggiori possibilità di vita e aprono a nuove strade della sperimentazione di cure oncologiche.

Le differenze tra immunoterapia e chemio

A partire dall’approccio utilizzato dall’immunoterapia, i medici che hanno presentato questo studio durante l’incontro della Società Europea di oncologia medica hanno rivelato numerosi vantaggi per preferire questo approccio ai trattamenti chemioterapici. In primis quello di offrire al corpo una terapia più leggera, decisamente più semplice da sopportare. I pazienti che soffrono di melanomi ai polmoni appaiono a dir poco distrutti, a seguito di un ciclo così devastante e debilitante sotto il profilo fisico ed emotivo. Gli effetti negativi dell’immunologia sono largamente inferiori, visto che è differente il punto di partenza da cui parte questo tipo di cura. Nel caso dell’immunologia oncologica infatti il focus non è puntato sulla distruzione diretta delle cellule tumorali, ma sull’insegnare allo stesso corpo come distinguerle e quindi annientarle. Quello che è uno degli aspetti più discussi di ogni chemio, ovvero l’usura di un sistema immunitario incapace di sopportare quelle bombe farmaceutiche, con questo metodo curativo viene meno. Dare meno stress all’organismo significa anche trovare una modalità più consona al trattamento di organismi più delicati, come nel caso di pazienti anziani o soprattutto nella cura di tumori infantili.
Anche se la strada la percorrere è ancora molto lunga, va sottolineato come l’immunoterapia dei tumori può rappresentare un sistema alternativo efficacie nelle terapie indirizzate ai bambini. Esporre i corpicini di bimbi ancora non completamente formati dal punto della struttura del corpo significa aumentare le possibilità che patiscano gli effetti collaterali principali della chemioterapia, come la stanchezza e difficoltà intestinali.
Il Centro Heliantus si dichiara estremamente felice per i risultati di questo incontro di Copenhagen e si augura che sempre più fondi vengano stanziati per studiare a fondo l’immunoterapia e finanziare i centri tumori che sostengono questa metodologia. Dello stesso avviso sarà certamente l’ideatore della la dieta del digiuno Veronesi, fondatore del Centro Europeo di Oncologia, che continua a dedicare la vita, ad oltre 90 anni d’età, per dimostrare l’incidenza della qualità del cibo sulla formazione del cancro.
Indipendentemente da quello che è il nostro parere personale però, reputiamo la base di ogni società sviluppata, la possibilità di approcciarsi a punti di vista differenti, nella speranza di allargare gli orizzonti verso malattie spesso considerate incurabili. Riuscire a sentire una voce diversa può concretamente allargare le possibilità di conoscenza di quella materia e pertanto si rivela un diritto a cui, noi cittadini europei, non possiamo “silenziosamente” rinunciare.
E’ a partire da questa considerazione che ci auguriamo che si dibatta sempre più spesso di  diagnostica molecolare oncologica e d’immunologia, con la volontà che la chemioterapia non venga più considerata come l’unica soluzione contro i tumori.
Liberarci dal cancro si può, mettiamoci solo nelle condizioni di capire come fare.

Per chiunque voglia approfondire questo argomento, ricordiamo che a Siena ha sede il più grande centro di attività d’immunoterapia oncologica in Italia.