La dieta anticancro di Veronesi e il digiuno

 

 

Se il prestigioso oncologo Umberto Veronesi, all’età di 90 anni, continua ad avere una lucidità tale da continuare a portare avanti i suoi studi sul digiuno e sull’alimentazione, quale migliore conferma dovremmo avere per spiegare gli effetti positivi legati all’astinenza da cibo?
Il dottor Veronesi infatti, ex ministro della Sanità, durante il secondo Governo Amato, è un fermo sostenitore di come una giusta dieta sia la soluzione per mantenersi giovani e in perfetta forma fisica, anche quando la società ci considera anziani. Nel centro tumori, Veronesi continua un lavoro di ricerca e di sperimentazione di diete anticancro, ottenendo fantastici risultati, attraverso la pratica di digiuno terapeutico.

Veronesi e il digiuno

Era stato proprio lui una delle prime illustri personalità a rispondere positivamente all’invito di digiunare, lanciato da Papa Francesco, per protestare contro la guerra in Siria e la conseguente fame che avrebbe afflitto milioni di bambini siriani, a seguito di questo conflitto, voluto dall’Occidente. Un monito importante, un gesto anche più che simbolico, che era stato in poco tempo “imitato” da personaggi dello spettacolo e altri leader politici come i presidenti dell’america latina Maduro e Morales. L’astinenza alimentare come gesto estremo di pace a sottolineare ancora una volta il legame tra quello che mangiamo e sopravvivenza.
Il dottor Umberto Veronesi ha un amore sconfinato per la vita. Lo dimostra il fatto di avere 7 figli e di avere dedicato una vita a scrivere libri e tenere conferenze in tutto il Mondo per promuovere il vegetarianesimo e i benefici di una dieta intermittente, caratterizzata da terapia del digiuno.

Il segreto della giovinezza

Secondo l’oncologo milanese, direttore scientifico dell’istituto europeo di oncologia, oltre a comprendere come l’apporto calorico e la scelta dei piatti sulla nostra tavola possa influire sulla qualità della nostra salute, un aspetto ancora più importante è la volontà di sentirsi giovani.
Non si tratta di una questione anagrafica, né tanto meno, di un modo di vestire, quello a cui allude Umberto Veronesi è che mantenere un cervello attivo, un approccio curioso alla vita può essere altrettanto utile di non mangiare carne, come modo effettivo per rallentare l’invecchiamento cellulare e “mantenersi giovani”. Non si tratta quindi di una mera questione di perdere peso e dimagrire e la distanza con cui il dottore tratta ogni dieta super fast o i trattamenti alimentari non supportati dalla giusta conoscenza sul piano nutrizionale di quello che si assume e quello a cui si rinuncia, lascia ben comprendere come la dieta Veronesi sia qualcosa di molto più profondo. Continuare a farsi delle domande, cercare di risolvere problemi pratici, stimolare la fantasia e la creatività attraverso la lettura di libri, sono alcuni dei metodi più pratici per continuare ad avere un celebro giovane e un fisico attivo, ben ossigenato. Diventare anziani, non vuol dire essere arrivati alla fine, ma solo essere il un punto del percoso. E se lo sostiene un’eccellenza in campo medico, che continua ad arricchire il mondo della Sanità con importantissime scoperte e preziosi contributi, c’è da fidarsi. Stando poi alle tappe professionali che hanno segnato l’esistenza di questo dottore italiano si capisce bene, come il fattore età, sia un elemento del tutto trascurabile. Egli sostiene che occorra “digiunare dagli stereotipi” e sperimentare sempre nuove vie. Solo questa strada diventa percorribile se si intende ottenere scoperte significative. Veronesi ha fondato il Centro Europeo di Oncologia a 65 anni e la fondazione per il progresso scientifico all’età di 78 anni ed ora, ad oltre 90 anni d’età, non sembra ancora aver appagato la sua “fame di conoscenza”.
Digiuno per dimagrire dall’apatia
Il prof Veronesi insegna che non è lo stress in sé ad indebolire l’organismo, ma il continuare a svolgere mansioni senza interesse personale. Dare amore e riceverlo è fondamentale per mantenersi attivi e propositivi e continuare ad essere d’aiuto agli altri, anche quando si è considerati dei “vecchi”. L’anziano non può essere considerato un peso se partecipa al bene comune e per fare questo, dovrà in primis impegnarsi in attività che si ha il piacere di svolgere. Per questa ragione le persone che hanno eseguito lavori noiosi, più che duri, per tutta la vita e non vedono l’ora di andare in pensione e “rilassarsi”, se non riescono a riempire quel tempo delle giornate, con una passione che mantenga loro vivi e la loro testa “giovane”, andranno necessariamente incontro all’invecchiamento inarrestabile delle cellule e probabili malanni fisici.

La dieta anticancro parte da un’alimentazione vegetariana

Super convinto di come digiunare un giorno a settimana faccia bene e che l’astinenza da cibi solidi per 24 ore possa essere svolta praticamente da tutti, senza particolari attenzioni mediche, il dottore considera il digiuno terapico come un esercizio di meditazione. La ferrea convinzione degli effetti negativi della carne sulla nostra salute è in realtà legata all’affetto e alla stima che ha verso questi esseri viventi. Sin da piccino ha avuto la fortuna di vivere una condizione in cui conigli, galline, vitelli e pecore, oltre che gatti e cani, erano parte della famiglia. L’amore verso queste creature ha alimentato in lui una formazione vegetariana, sin dai primissimi anni di vita. Con il tempo poi, l’approfondimento di certi studi, gli hanno permesso di scoprire come le proteine alimentari, soprattutto in alcuni individui, caratterizzati da gruppi sanguigni del ceppo AB, possono rivelarsi dei fattori di rischio, in grado di accelerare processi tumorali. Sono proprio le carni rosse e l’alcool gli elementi che influirebbero maggiormente sulle patologie tumurali, soprattutto quando si parla di cancro al colon, come del resto è emerso nella puntata di Report intitolata “Il genoma vien mangiando”. L’emerito professore parla di percentuali sconcertanti che dovrebbero far riflettere tutti gli amanti della “fiorentina” e degli hot dog. Secondo i suoi studi, i soggetti che assumono carne, hanno in media il 30% di possibilità in più di contrarre angiomi ai polmoni, alla prostata e quelli alla mammella.

Una disinformazione che arricchisce le multinazionali

La schiettezza con cui Veronesi offre delle spiegazioni sul perchè i medici non parlino diffusamente dei rischi legati al consumo di carni animali è una conferma della bellezza di questo professionista, anche dal punto di vista umano, fatto che spiegherebbe la stima che ha la dottoressa Racanelli nei confronti dell’oncologo Veronesi. Il dottore parla del legame strettissimo tra industrie alimentari e aziende farmaceutiche, sostenendo che i loro guadagni risultino di gran lunga superiori a quelli generati dall’estrazione e commercializzazione del petrolio. Ancora una volta emerge con prepotenza il dubbio su chi può curare la medicina, risolvendo una volta per tutte il dilemma tra verità scientifica e bugia ufficiale..

Facile capire come nessun medico si senta libero di esprimere un giudizio negativo sul mangiare carne e dichiarare ufficialmente i benefici del digiuno per dimagrire, se questo potrebbe comportare la perdita del posto di lavoro. Troppe riviste scientifiche sono direttamente finanziate dai colossi del cibo e le fusioni come Byern e Monsanto dovrebbero essere viste sempre più con occhio critico dall’opinione pubblica che chiede verità e salute sul tavole e intestino. L’omertà medica è peggiore nemica per i nostri cervelli e per il nostro benessere.