Tampone vaginale : dove va fatto e a chi rivolgersi

Il tampone vaginale è un esame ginecologico che viene fatto presso gli studi specializzati per diagnosticare la presenza nella donna di infezioni a livello della cervice uterina o della vagina o di malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea.

Questa diagnosi, molto semplice da eseguire, viene effettuata dal ginecologo tramite l’inserimento di un bastoncino, simile per aspetto ad un cotton fioc, all’interno della vagina.

Tampone vaginale: quando si fa e dove?
Tampone vaginale: si può fare da sole?
Tampone vaginale: fa male?
Tampone vaginale: quanto costa?

La paziente che vi si sottopone deve seguire una preparazione meticolosa e che comprende la sospensione di eventuali cure come ovuli e di lavande vaginali per almeno ventiquattro ore. Inoltre, per far sì che l’esame abbia successo, deve anche astenersi dai rapporti sessuali ed evitare di fare il bagno nelle ore precedenti all’esecuzione del tampone.
Se non si esegue bene, non solo i valori potrebbero risultare alterati, ma in più il ginecologo potrebbe non essere in grado di prescrivere la cura più adatta per il disturbo della paziente né tanto meno riuscire ad identificare agenti patogeni potenzialmente pericolosi per la sua salute, come il papilloma virus umano.

tampone vaginale

Tampone vaginale: quando si fa e dove?

Il primo tampone vaginale, come anche il pap test, dovrebbe essere fatto intorno ai 25 anni come diagnosi preventiva della salute della donna e, soprattutto se è già sessualmente attiva, per accertare l’assenza di malattie veneree e di fattori che potrebbero condurre allo sviluppo di un tumore al collo dell’utero.

In seguito il tampone vaginale, non trattandosi di un esame ginecologico di routine, andrebbe ripetuto in caso di prurito, di perdite vaginali sospette o di rapporti sessuali non protetti. Il tampone, come gli altri test ginecologici, dev’essere effettuato esclusivamente presso lo studio di un ginecologo riconosciuto, presso un consultorio famigliare o, in caso di urgenza, presso una struttura ospedaliera attrezzata per lo svolgimento dell’esame.

Tampone vaginale: servono condizioni particolari? Bisogna lavarsi per farlo?

No, anzi, come abbiamo visto in precedenza, se si ha in programma di effettuare un tampone vaginale, è fondamentale astenersi dal fare il bagno nelle ore precedenti all’esame (la maggior parte dei ginecologi consiglia di non lavarsi le parti intime per almeno ventiquattro ore).
Oltre alle precauzioni che abbiamo già elencato, come la sospensione di cure a base di ovuli (e anche di candelette), di lavande vaginali e di rapporti sessuali, la paziente dovrebbe interrompere, ovviamente se possibile, anche l’assunzione di antibiotici almeno quattro giorni prima del tampone vaginale.

Tampone vaginale: a chi bisogna rivolgersi per farlo?

Il tampone vaginale in genere viene prescritto dal ginecologo e può essere fatto presso il suo studio e, se ciò non fosse possibile, presso un ospedale o un consultorio famigliare o, in caso di urgenze, presso un centro diagnostico.

Tampone vaginale: si può fare da sole?

Sì, il tampone vaginale si può fare anche da sole a casa.

In tal caso è necessario recarsi al centro diagnostico e richiedere il materiale, dopodiché, una volta arrivate a casa, ci si dovrà recare in bagno o in un altro posto in cui ci si sente tranquille e protette. Per eseguire il tampone, il cotton fioc dovrà essere inserito nella vagina, per un massimo di cinque centimetri, senza toccare le pareti esterne per evitare il rischio di contaminazioni, dopodiché lo si dovrà passare con delicatezza sulle pareti interne e ritirare con attenzione.

Una volta concluso l’esame, si dovrà portare il cotton fioc, debitamente sigillato, presso il centro diagnostico e consegnarlo al personale competente per le analisi.

Tampone vaginale: dove si compra?

Il tampone vaginale non si compra, ma viene rilasciato in modo gratuito dal ginecologo, dall’ostetrica o dal centro diagnostico, questo nel caso la paziente scelga di effettuare il test a casa.

Tampone vaginale: quali sono i limiti se si sceglie di non farlo eseguire ad un esperto?

Di per sé non ci sono limiti se si sceglie di eseguire il test a casa e non nello studio di un ginecologo, ma se per la donna è la prima volta, è probabile che all’inizio si senta agitata o un imbarazzo.

Per questo motivo, se non ci si sente sicure e se ne ha la possibilità, è consigliabile eseguire il tampone presso lo studio di un ginecologo, di un’ostetrica o presso una struttura ospedaliera.

Tampone vaginale: si può fare in gravidanza?

Non solo il tampone vaginale si può fare in gravidanza, ma è anche uno degli ultimi test che probabilmente saranno eseguiti, o prescritti, dal ginecologo o da un’ostetrica prima del parto. L’esame, che in genere viene prescritto tra l’ottavo e il nono mese, spesso viene effettuato insieme ad un tampone rettale per rilevare la presenza dello streptococco di tipo B, un batterio che, in caso di parto naturale, può creare problemi non solo alla mamma, ma anche al nascituro.

Il bebé infatti, se viene in contatto con questo batterio, può sviluppare malattie gravi come la polmonite e la meningite (che nei bambini molto piccoli può avere esiti fatali), mentre la partoriente potrebbe rischiare di andare incontro ad un parto prematuro o ad una rottura improvvisa della membrana che protegge il feto.

Ecco perché è fondamentale che, prima della nascita del bambino e per assicurarsi di non essere portatrice dello streptococco (questo batterio, al contrario di molti altri, non dà sintomi), è necessario sottoporsi ad un tampone vaginale preventivo.

Tampone vaginale: può accadere qualcosa di grave e compromettere il parto?

No, il tampone vaginale non compromette il parto, in quanto non va a toccare l’utero, ma soltanto le pareti interne del canale vaginale.

Tampone vaginale: fa male?

No, il tampone vaginale non fa male ed è anche meno invasivo del pap test.

Tampone vaginale: può farlo chi è vergine?

Sì, il tampone vaginale può essere fatto anche dalle ragazze vergini, perché non c’è penetrazione, ma solo un contatto minimo con le pareti interne della vagina. Anche se non è rilevante, in questo caso è importante comunicare la propria condizione al ginecologo, di modo che non utilizzi divaricatori o oggetti simili.

Tampone vaginale: perché lo si usa?

Il tampone vaginale, oltre che per rilevare lo streptococco di tipo B, viene utilizzato per individuare la presenza di escherichia coli e dell’enterococcus faecalis, un batterio presente nell’apparato gastrointestinale e che, se entra in contatto con l’apparato urogenitale, può causare infezioni come endocardite sub-acuta, meningite, cistite e altre patologie delle vie urinarie.

Inoltre questo test è utile per localizzare anche la presenza dei lattobacilli, dei batteri lattici positivi che, nella donna, si occupano di contrastare le infezioni intime e che, se presenti in quantità ridotte o addirittura assenti, possono indicare la presenza di una patologia a livello della vagina o la contaminazione da funghi.

Tampone vaginale: serve per curare la candida?

Il tampone vaginale non serve a curare in modo diretto la candida, come gli ovuli e le candelette, ma viene però utilizzato dai ginecologi come esame diagnostico per rivelare la presenza del fungo che ne è responsabile o altre infezioni del canale vaginale.

Quali accortezze si possono adottare per lenire il bruciore intimo?

Per lenire il bruciore intimo, oltre ai farmaci prescritti dai ginecologi e a creme come il Vagisil, si possono adottare alcuni rimedi naturali. Uno dei più efficaci, sia per prevenirlo sia per curarlo, è quello di lavare in modo accurato la zona con un detergente intimo dotato di un PH (l’ideale sarebbe un PH neutro) tale da non irritare la cute né tanto meno le pareti interne. Controllare il PH di un sapone intimo è molto importante, perché se non lo si fa si può anche andare incontro ad arrossamenti o a fastidiosi pruriti.

Un’altra accortezza da adottare, soprattutto se si ha ancora il ciclo, è quello di utilizzare la coppetta mestruale, che oltre ad essere fabbricata con materiali atossici e ad essere più ecologica, non irrita la pelle come i tradizionali assorbenti interni ed esterni. Attenzione anche alla biancheria intima: se possibile, sia d’estate sia d’inverno, anche se è meno bella e meno interessante per il partner, è meglio prediligere capi in cotone non colorati, che oltre ad essere meno irritanti per la zona, favoriscono la traspirazione della pelle e impediscono l’emanazione di cattivi odori.

Da ultimo, ma non meno importante, se il bruciore intimo è così ricorrente da pregiudicare anche la qualità della vita sessuale, potrebbe essere utile usare un lubrificante a base di acido ialuronico prima di ogni rapporto, che oltre ad essere ottimo per contrastare la secchezza vaginale, impedisce anche ai batteri di attecchire alle mucose vaginali e di causare cistiti molto dolorose.

Tampone vaginale: come si fa a vedere se è positivo?

Se il tampone vaginale è positivo, non è mai una bella notizia per la paziente, in quanto significa che è stata rilevata la presenza di uno o più germi diversi all’interno del canale vaginale, come lo stafilococco e l’escherichia coli. Per vedere se è positivo, subito dopo aver prelevato il muco dalla paziente con una specie di cotton fioc, il ginecologo lo striscia subito su un vetrino, poi lo invia al laboratorio per le analisi.

Giunto in laboratorio, dopo aver determinato se il PH della vagina sia acido oppure basico, gli specialisti effettuano dapprima una colorazione del vetrino per vedere quante cellule, quanti lattobacilli e quanti globuli bianchi siano presenti, se la flora batterica è alterata oppure no e se sono presenti agenti patogeni, come i funghi e il Trycomonas. Fatta quest’operazione, il vetrino viene posto in coltura per vedere se l’infezione riguarda principalmente la vagina o la cervice.

tampone femminile

Se invece è negativo?

Se il tampone dà esito negativo, la paziente può tirare un sospiro di sollievo, perché significa che il bruciore intimo non è collegato con la presenza di agenti patogeni né di malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea. In questo caso la causa del bruciore intimo dovrà essere ricercata in altre cause, come quelle che abbiamo elencato in precedenza (scarsa igiene intima, uso di assorbenti interni o esterni o utilizzo di biancheria non di cotone), o in una possibile allergia al lattice.

Questa allergia, conosciuta anche come allergia al preservativo, è in costante aumento, sia tra le donne sia tra gli uomini, e in genere si manifesta con arrossamenti nella zona intima, prurito, bruciore, eruzioni cutanee e, nei casi più gravi, shock anafilattici. Se non desidera, o non può, ricorrere alla pillola o ad altri metodi anticoncezionali più fastidiosi, in questo caso la donna dovrà recarsi il prima possibile da un dottore, o da un ginecologo, per effettuare tutti i test necessari.

Se gli esami risultano positivi, in questo caso non si potrà fare molto, se non ricorrere ai preservativi anallergici in poliuretano, che si possono acquistare in tutte le farmacie.

Come leggere i risultati del tampone?

I risultati del tampone possono essere letti e analizzati soltanto dagli esperti all’interno di laboratori specializzati. Come abbiamo visto infatti, in caso di esito positivo, occorre fare esami approfonditi all’interno di un ambiente sterile, questo per evitare contaminazioni che possano falsare l’esito degli esami.

Tampone vaginale: si deve aspettare molto per i risultati?

No, a dipendenza della struttura, in genere arrivano dopo 4-massimo 10 giorni.

Tampone vaginale: si può continuare ad avere rapporti sessuali se positivo?

Se il tampone vaginale dà esito positivo, quindi rileva la presenza di agenti patogeni o di funghi, prima di riprendere con una vita sessuale attiva suggeriamo di chiedere consiglio al proprio ginecologo per essere sicure al cento per cento che non ci siano controindicazioni. Soltanto il ginecologo, a seconda dei vari casi, potrà affermare con certezza se è possibile riprendere i rapporti sessuali, se è necessario eseguire altri esami o se è meglio astenersi fino alla conclusione del percorso terapeutico per evitare il rischio di trasmettere la patologia al partner (la gonorrea e la candida, giusto per fare un esempio, possono essere trasmesse con i rapporti sessuali non protetti).

Rapporti sessuali: si possono avere prima di eseguire un campione?

No, se si ha in programma un tampone vaginale, è necessario astenersi dai rapporti sessuali per almeno 24 ore prima del prelievo del campione.

Tampone: qual è la differenza tra il tampone vaginale e il tampone rettale?

Il tampone rettale, come quello vaginale, viene eseguito utilizzando un bastoncino simile ad un cotton fioc.

L’unica differenza rispetto a quello vaginale è che il bastoncino viene inserito all’interno dell’ano, ad una profondità di 2-4 centimetri, e mosso per circa 30 secondi di modo da prelevare sufficiente materia fecale, che in seguito viene messa subito in una provetta contenente un terreno per il trasporto.

Si tratta di un esame che, in gravidanza, viene prescritto insieme a quello vaginale e che serve per rilevare la presenza degli streptococchi di tipo B.

Può anche essere utilizzato, sia dalle donne sia dagli uomini, per individuare gli agenti patogeni che provocano alcune malattie intestinali, come la salmonella e il colera, anche se in questo caso, per avere un quadro clinico completo ed esaustivo, sarebbe più consigliabile un esame delle feci.

Tampone vagino rettale: quale crea meno disagio?

Entrambi gli esami, soprattutto nelle pazienti più sensibili, possono creare un po’ di disagio, ma tra i due quello meno sgradevole è sicuramente il tampone vaginale, visto che dura meno dei 30 secondi richiesti per il tampone rettale.

Tampone vaginale: possono permetterselo tutti?

Sì, il tampone vaginale possono permetterselo tutte.

Tampone vaginale: quanto costa?

In alcune regioni italiane, come ad esempio il Piemonte, il tampone vaginale è gratuito, in quanto fa parte dei programmi di prevenzione organizzati per rilevare tempestivamente, o per prevenire e curare, agenti patogeni come il papilloma virus umano o malattie come la candida e la gonorrea.

In altre regioni, se si rientra nelle categorie che beneficiano dall’esenzione del ticket per motivi economici o presenza di handicap invalidanti, questo esame è gratuito. Il tampone vaginale è gratuito anche per i casi di gravidanza a rischio.Se non si rientra in queste categorie, di solito si paga il ticket ospedaliero e la quota fissa per la ricetta. Il costo però è molto contenuto e, a seconda della regione, in genere va dai 10 fino ad un massimo di 27 euro.

Cosa sono le cellule di sfaldamento?

Le cellule di sfaldamento, che possono essere riscontrate nei risultati del tampone vaginale, sono delle cellule provenienti dall’epitelio, un tessuto che riveste naturalmente le vie urinarie e l’interno della vescica.