I Fiori australiani funzionano ?

La fitoterapia è una scienza antica, il suo nome deriva dal greco ed è composto da due parti: phytón (pianta) e therapéia (cura), quindi si tratta di una tecnica che prevede la cura con l’uso di piante officinali da cui è possibile ricavare preziosi metaboliti come i fenoli, polifenoli, tannini, flavonoidi, saponine, oli essenziali.

 

 

Anche se si è soliti collegare il lavoro del fitoterapista alla somministrazione di fiori di bach, molti tra questi specialisti, hanno potuto constatare la maggiore “energia” dei fiori australiani, soprattutto nella cura di determinate problematiche.

Fitoterapia e fiori australiani

La continua ricerca nel campo della natura, ha spinto molti fitoterapisti italiani, tra cui la dottoressa Rosa Angela Racanelli, a sperimentare anche le potenzialità delle florescenze provenienti dall’Australia.
L’oceania infatti è tutto quanto più di maestoso e potente possiamo immaginare. Chi restringe la conoscenza di questo vastissimo territorio al mero simbolo del canguro, non ha la minima idea di che cosa possa rappresentare l’Australia.
La ricca vegetazione australiana caratterizzata dalla presenza di numerose specie floreali, conservate grazie anche all’isolamento dal resto del mondo, ha permesso, tra l’altro, l’affermarsi di due repertori di fiori. Il primo è rappresentato dagli Australian Bush Flowers di White, il secondo rappresentato dalle Living Essences dei coniugi Barnao.
La storia di questi fiori è decisamente molto antica.
Entrambi i repertori hanno origini aborigene. Gli aborigeni, infatti, erano soliti mangiare i fiori commestibili al fine di trarne beneficio assorbendo tutti i i principi essenziali dei fiori,  mentre per quelli non commestibili celebravano dei veri e propri riti, la cui finalità era quella di assorbire le vibrazioni terapeutiche dei fiori.

Australian Bush Flowers

Il primo repertorio è Australian Bush Flowers si contraddistingue per la presenza di varietà appartenenti alla boscaglia selvaggia ed è caratterizzato dall’uso di essenze aromatiche spontanee come l’eucalipto. Pioniere di questa tradizione è stato Ian White che sostiene la funzione determinante dei fiori nella crescita emotiva e spirituale.
White è un naturopata che sostiene che le patologie siano il sintomo di uno squilibrio emotivo dovuto al mancato contatto tra la persona e il suo spirito.
Ingerendo le essenze dei fiori sarà possibile immettere nel sistema circolatorio l’essenza, questa si muove verso i meridiani per arrivare fino ai chakra dove le energie vengono riequilibrate.
Molto importante è anche il rito con cui si preparano le essenze secondo la teoria di Ian White, infatti, sarà necessario raccogliere i fiori necessariamente nel loro stesso habitat naturale: i boschi. Successivamente saranno immessi in una bacinella di vetro piena d’acqua, affinchè possano rilasciare le loro essenze. Una volta trascorse 2-3 ore, l’acqua raccolta sarà nuovamente filtrata e pronta per essere utilizzata.

Fitoterapia con fiori australiani e Living Essences

I coniugi Barnao hanno condotto la loro ricerca di essenze floreali che potessero avere effetto terapeutico partendo dalla floriterapia di Bach, che è probabilmente la più conosciuta al mondo. Alle teorie dei fiori di Bach hanno quindi aggiunto le tradizioni degli aborigeni, in particolare del popolo Nyoongah, che era solito impiegare rimedi floreali per curare fastidi di varia entità.
La novità introdotta dalla scuola dei coniugi Barnao consiste nell’utilizzare contemporaneamente i fiori australiani e l’agopuntura. A loro si deve l’elaborazione delle Floral Acu Maps, cioè delle corrispondenze tra essenze floreali e punti utilizzati per l’agopuntura. Le essenze vengono quindi applicate in punti corrispondenti ai vari disturbi come la sindrome pre-mestruale, lo stress, disturbi digestivi, risultando straordinariamente efficaci per guarire da questi specifici malesseri.
Tra le importanti applicazioni della floriterapia con fiori australiani vi è anche la terapia del dolore, che riuscirebbe a raggiungere gli stessi effetti della morfina, senza però manifestare i suoi effetti collaterali, alquanto “impegnativi”, sul piano fisico e psicologico.

I fiori australiani servono o no ?

I fiori australiani utilizzati per la fitoterapia sono circa 70 ed hanno tutti diverse funzioni. Deve essere sottolineato che in commercio presso le erboristerie si trovano le gocce di fiori australiani, ma soltanto uno studio approfondito del paziente e l’individuazione di una “soluzione su misura”, può consentire di ottenere effetti benefici ancora più importanti.
I fitoterapisti che lavorano specificatamente con i fiori d’Australia possono offrire un contributo notevole a coloro i quali con le medicine tradizionali non sono riusciti ad ottenere i risultati sperati.
Molti sostengono che i fiori australiani funzionano se le miscele utilizzate non contengono oltre sette fiori, anche se, alcuni dottori, sostengono che sarebbe preferibile fermarsi a cinque.
Essenziale è comunque conoscere il paziente, studiare la sua iride e tratte le proprie deduzioni in relazione all’analisi del gruppo sanguigno.

Quali le florescenze più di moda?

Tra i fiori australiani più usati vi è la Yellow Cowslip Orchid, o semplicemente Caladenia flava, un’orchidea di colore giallo che aiuta ad avere una maggiore apertura mentale, favorisce la socializzazione, l’interesse verso il prossimo, dona acutezza mentale.
L’Alpine Mint Bush, invece, è un fiore consigliato a chi per lavoro o per motivi personali si occupa molto degli altri, ad esempio si occupa di assistenza a persone anziane, malate. Questo rimedio proveniente dalla natura aiuterebbe a rivitalizzare e a dare nuova energia.
In linea di massima, per chi soffre di ansia e/o attacchi di panico il fiore australiano che funziona è Grey Spider Flower, o Grevillea buxifolia , che viene usato anche per le donne che hanno il terrore del parto.
Ad ogni modo solo uno studio personalizzato potrà suggerire le giuste proporzioni e la miscela ideale per raggiungere il proprio scopo.

Continuando la rassegna di che cosa possono curare questi fiori, cerchiamo di offrire altri consigli a coloro i quali si sentono un po’ fiacchi e scarichi a lavoro.
In caso di stanchezza fisica il rimedio giusto con i fiori australiani è la Macrocarpa: una specie di eucalipto che rinvigorisce e aumenta la resistenza fisica.
Se invece si vive un momento di confusione e non si riescono a prendere decisioni importanti il fiore adatto il Paw Paw, un piccolo fiore che dona la capacità di focalizzare il problema, dare lucidità e quindi capacità di sbrogliare la matassa.
Il Flanner  Flower è un fiore che aiuta a ritrovare equilibrio tra corpo e mente e in particolare aiuta chi non è a proprio agio con la propria sfera intima e vive dei blocchi nei rapporti fisici con gli altri.
Permette di ritrovare sensibilità al contatto fisico, una mancanza di cui soffrono molte più persone di quelle che possiamo pensare, soprattutto in una società che tende all’alienazione sociale.

Altro problema dei nostri tempi è invece l’emarginazione dai gruppi sociali e la sensazione di sentirsi soli. Anche in questo caso la soluzione potrebbe venire direttamente dal continente australiano. Coloro i quali sono psicologicamente più fragili e vivono momenti difficili, potrebbero invece migliorare la propria condizione emotiva, attraverso il fiore  Sidney Rose.
Questi sono solo alcuni di fiori australiani che funzionano se usati nel modo giusto, ma se avrete piacere di approfondire l’argomento, potrete contattare in ogni momento la dottoressa Racanelli.

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Il ruolo del fitoterapista

Per avere delle composizioni ideali a risolvere i propri problemi è bene affidarsi ad un fitoterapeuta che, dopo aver esaminato le problematiche della persona, troverà la giusta alchimia tra i vari elementi fitoterapici per dare un aiuto concreto.
Questo professionista non vive di conoscenze studiate on line, ma puà vantare lauree importanti, come quella in Farmacia, in Chimica, Tecnologie Farmaceutiche o Scienze Biologiche.
Compito del fitoterapeuta è realizzare le preparazioni galeniche e officinali tenendo in considerazione le caratteristiche e le esigenze del paziente, facendo riferimento al Formulario nazionale della farmacopea ufficiale (FU), che indica metodologia di corretta conservazione dei principi ed essenze, dosi, scadenza.
Questa metodologia permette ad ogni paziente di sentirsi più sicuro della terapia a cui si sottoporrà.
Per questa stessa ragione è buona regola chiedere quali riconoscimenti possegga il fitoterapista a cui ci rivolgeremo, prima di prenotare un incontro e farci indicare i fiori australiani più adatti.

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