Cosa mangiare con il colon infiammato

oheioQuando si parla di problemi al colon è facile che l’attenzione si sposti verso la nostra alimentazione. Il primo indiziato è quindi il cibo e di conseguenza le principali discusssioni su come risolvere il problema vertono sulla qualità di quello che mangiamo e sulla presenza nella dieta di pietanze che possono irritare le pareti intestinali.

La domanda “cosa si mangia con il colon infiammato?” è tra le più gettonate tra i pazienti afflitti da questa patologia, anche se a voler essere un po’ più lungimiranti ci dovremmo preoccupare di quello che ingeriamo anche in periodi in cui ci sentiamo apparentemente bene.
I piatti che prepariamo con tanto gusto e che amiamo fotografare e condividere sui social network dovrebbero smettere di assecondare un approccio narcisistico della vita ed iniziare ad essere visti con uno sguardo più scientifico, riconoscendo in loro il ruolo essenziale di nutrire le nostre cellule.

cosa mangiare con colon irritato

“Noi siamo quello che mangiamo”

non deve essere solo un aforisma da sciovinare per stupire il nostro interlocutore sovrappeso, ma dovrebbe diventare un principio fondamentale attorno al quale disegnare la nostra quotidianità.
Parlare di cibo solo quando discordiamo con quanto espresso dalla bilancia o quando ci vantiamo a tavola con i nostri commensali è riduttivo oltre che sbagliato.

 

Cosa si mangia per non far gonfiare la pancia

Il corpo sa bene quello che ci fa bene o male e lo comunica a noi in 2 modi abbastanza evidenti: l’aumento volumetrico dell’addome [dicasi pangia rigonfia] e la frequenza di evacuazione.
La prima distinzione importante per definire la giusta dieta da seguire dipenderà dal sapere se il soggetto soffra principalmente di stitichezza o sia più preoccupato dal numero elevato di episodi diarroici nella settimana.

Se il paziente rileva difficoltà nell’andare in bagno:

  • dovrà preferire cibi contenenti fibre, come ad esempio la frutta o i prodotti di panificazione integrale. Un organismo in cui si introduce almeno 35 grammi di fibra sarà meno esposto a dissenteria.
  • Dovrà avere la premura di scartare però i semi che si trovano spesso all’interno dei frutti.
  • Dovrà assumere buoni quantitativi di acqua, allo scopo di ammorbidire le feci.

Se il paziente soffre di diarrea:

  • Dovrà essere più accorto nell’integrare le fibre nel menù settimanale. Tra i frutti tollerati meglio si ricorda il melone e l’albicocca. Meglio puntare su cereali come il farro, orzo e avena, invece di fossilizzarsi sul grano.
  • Dovrà continuare sì a bere buoni quantitativi d’acqua, ma dovrà ridurre quelli di succhi, agevolando il recupero delle pareti intestinali.
  • Dovrà evitare di mangiare cibi salati, come ad esempio il brodo, anche nel caso si trattasse di quello di tipo vegetale.
  • Dovrà puntare sulle banane, perchè creano un effetto tappo naturale e non si segnalano delle conseguenze molto negative. Sono il frutto astringente che può aiutare di più in queste situazioni.

Consigli alimentari validi per tutti

Se tenete alla vostra salute, continuate quindi la lettura. Seguiranno suggerimenti pratici per una buona dieta per colon irritato che voglia scongiurare uno dei segni tipici di questo malessere, ovvero la pancia gonfia, particolarmente temuto dal pubblico femminile, più attento ai risvolti estetici di un disturbo.

Bisognerà dire di no a:

  • carciofi; nemico numero uno e broccoli; nemico numero due.
  • latte intero; eccessivamente pesante nelle fasi più acute di infiammazione. Per compensare il mancato assorbimento di calcio si potrebbe invece puntare su fermenti lattici, come nel caso del yovis.
  • bevande alcoliche, con particolare attenzione ai cocktail, in grado di procurare ingenti danni alle cellule nel lungo periodo. Per la serie long drink, long problem.
  • carne rossa, soprattutto se cucinata sul barbecue, ovvero a temperature maggiori di 180°, dove la produzione di composti N-nitrosi, a seguito della tanto gradita bruciatura, può favorire il propagarsi di agenti cancerogeni e radicali liberi.
  • carne di pollo, se non siamo certi della sua provenienza. Perchè al di là della falsa convinzione che trattandosi di carni bianche si tratti di alimenti più leggeri, l’alta percentuale di ormoni contenuta di solito nelle sue carni, a causa dei mangimi utilizzati nelle batterie d’allevament, può rivelarsi dannosa per il colon, soprattutto se già irritato.
  • Il fumo fa male, ancora più se si consumano spesso bevande alcoliche e se si ha un intestino infiammato.
  • Gli insaccati, se possibile, fanno anche peggio. Rinunciare quindi a prosciutto, ma ancor più a salame e mortadella può ridurre l’alterazione delle pareti gastriche e dare una tregua all’intero apparato digestivo, sempre molto impegnato quando deve metabolizzare questo tipo di cibo.
  • Soffritti. L’olio EVO fa bene e può essere usato nelle ricette, ma a patto di essere utilizzato crudo e senza esagerare.
  • Gomme da masticare; perchè produrre tutti quei succhi gastrici inutilmente, se tutto quello che chiede un colon stressato è un po’ di tregua da cibo spazzatura?

carciofi fanno male

L’apporto proteico

Una delle conseguenze dirette di rinunciare a questi cibi se si ha l’intestino irritato è legata alla difficoltà nel reperire il giusto apporto proteico. Per ovviare al problema, si potrà integrare nella dieta di questi soggetti:

  1. pesce azzurro
  2. uova biologiche
  3. seitan

Attenzione alla cena: cosa mangiare ?

In virtù di quello suggerito sopra, meglio rimanere leggeri e scegliere uno sgombro lesso, con un leggero filo d’olio e degli spinaci di contorno, rigorosamente bolliti. Altra ricetta per cenare sarebbero uova sode e rape, accompagnati da grissini integrali.
Un menù per la sera potrebbe integrare delle bistecche di seitan e mangiare un paio di prugne, a patto di non soffrire di diarrea.
Seguire regimi alimentari settimanali di questo tipo limiterebbe il rischio di attacchi più intensi, di quelli debilitanti, molto duri da affrontare anche sul piano emotivo, riconducibili più ad una colite che al colon irritato, perchè legati più ad un’infiammazione vera e propria.

Un consiglio spassionato per i pazienti con gli intestini infiammati è quello di cercare di variare il più possibile gli argomenti, all’interno della cerchia dei cibi di cui si è certi che non facciano male. Fossilizzarsi su di un solo piatto, per questioni di gusto, perchè è veloce da cucinare o perchè non ha recato effetti negativi sino a quel momento, è il modo più rapido per andare incontro a pancia gonfia e spasmi intestinali.

Altro suggerimento da tenere presente è quello di mantenere basso il livello di stress, onde non rischiare ripercussioni fastidiose, che a partire dalla diarrea psicosomatica possono manifestarsi anche con fitte all’ano e febbre. Il nostro corpo umano ha delle campanelle d’allarme molto sensibili, siamo noi troppe volte sordi di fronte ai segni che ci invia quotidianamente. Sarebbe auspicabile migliorare l’educazione al corpo e prendere in tempi rapidi delle contromisure e cambiare un atteggiamento di sufficienza che troppe volte pone una coperta sui nostri problemi, che nel tempo si rivela quasi sempre corta.