Chinesiologia e difficoltà alimentari


Uno tra i sistemi preferiti dalla dottoressa Racanelli resta quello dell’utilizzo dei principi chinesiologici per valutare il grado di tolleranza dell’intestino di fronte a determinati alimenti. Il principio su cui si basa questa tecnica è molto semplice, perchè punta a comprendere eventuali interferenze che si frappongono tra le frequenze sonore legate alla pronuncia di un cibo e la volontà dell’organismo del paziente di ricevere quella sostanza. Non esistono degli apparecchi complicati in grado di verificare se un cibo può essere intollerante o meno per un soggetto, ma solo la sensibilità da parte dell’operatore che effettua i test chinesiologico.

La durata di uno studio chinesiologico

Andare in un centro che si occupa di chinesiologia è un’esperienza estremamente interessante perchè ti relaziona in modo differente a quella che i dietologi definirebbero un’analisi alimentare, a tutti gli effetti. Verificare attraverso un test mucolare come il corpo risponde agli stimoli sonori è lavoro che va fatto con attenzione e solo da un professionista responsabile, possibilmente già inserita nell’albo dei chinesiologi e che pratica queste tecniche già da svariati anni. Il tempo che la dottoressa Racanelli dedica a questa operazione è di circa 45 minuti, analizzando con attenzione la condizione fisiologica rispetto a vari input alimentari.
Il chinesiologo può utilizzare questa tecnica per rendere ancora più precisa un’indagine iridologica, utilizzando oltre alle informazioni dedotte dalla condizione delle iridi, anche quei dati provenienti dal nostro inconscio. A differenza di un test d’intolleranza come il “vega”, prenotare una visita basata sul bio-feedback è molto più semplice, anche perchè consentirà di ottenere le stesse informazioni di una colonscopia o di una “impegnativa” gastroscopia, senza tutti quegli sforzi. A differenza dei test da ospedale, se desiderassi sottoporti a questa prova muscolare per conoscere che cosa tolleri a tavola, non sarà necessario arrivare nel Centro, rigorosamente di mattina e a stomaco vuoto. Se sei interessato, puoi richiedere un appuntamento al numero 0805019934

In che cosa consiste il test attraverso i muscoli?

Si tratta di una prova rivolta a tutti coloro i quali hanno a cura il proprio organismo e sono giunti alla consapevolezza non solo che non tutti i cibi sono uguali, ma che non esistono alimenti “universalmente” riconosciuti come sani. E’ una disciplina che deriva da diverse specialità mediche, tra cui: la gastroenterologia, la dermatologia e l’allergologia. Chi si interessa di kinesiologia sa bene come anche la verdura più genuina, come delle belle cime di rapa appena colte, o una lattuga biologica, possa risultare “fastidiosa” sotto il profilo digestivo, per determinati soggetti. Quando si parla di intolleranza a un alimento, se non proprio di allergia, si intende una difficoltà più o meno grave di assimilazione dei cibi, al punto da diventare pericolosa per l’organismo.
Il creatore di questa metodologia è George Goodeart che a metà degli anni ’60 si interessò alle reazioni che potevano avere i muscoli del corpo, in funzione a determinati stimoli, anche di origine biochimica o vocale. Attraverso una serie di esperimenti e altrettante conferme, il chiropratico è riuscito a tracciare un bio-feedback, utile a decifrare il corpo, interrogandolo su vari argomenti.
Il test effettuato sui muscoli, nel centro d’idrocolon terapia Heliantus, servirà a sapere quali alimenti sono considerati utili dalla nostra parte più istintiva, prima che l’intelletto contamini questo giudizio con false convinzioni o complicati processi logici che conoscono poco di quello che ci fa sentire realmente bene e in forma.
Le risposte fornite dai nostri muscoli ci aiuteranno a valutare se ad esempio il formaggio fa bene all’organismo o se fa male, ma  può essere impiegato per domandare qualunque cosa a noi stessi, con il vantaggio di ricevere una risposta “senza filtri” e più sincera. Quando la dottoressa fa sedere il paziente, chiedendogli di unire indice e pollice della mano destra, come a formare un anello (o la classica posizione dell’ok, per intenderci meglio), gli impulsi elettrici indeboliranno la presa del soggetto, ogni qual volta verrà pronunciato il nome di una verdura o di un pasto non apprezzato dal nostro “sè instintivo”. Al contrario, quando dopo aver esplicitato il nome di un vegetale, si cercherà di allargare la presa serrata tra l’indice e il pollice e si incontrerà una certa resistenza, si avrà la conferma di come quell’alimento non indebolisca il nostro organismo e possa di conseguenza far parte della nostra dieta.
Il principio su cui si basa il metodo chinesiologico è che quando la parte più inconscia non è d’accordo con quanto affermiamo, si genera un contrasto sotto il piano elettrico, tale da diminuire la potenza del muscolo.
Perchè questa prova risulti efficacie è fondamentale che colui che si sottopone ad una visita chiropratica eserciti sempre la stessa forza, durante ogni test.

Intollerante agli obesi

Si tratta di un titolo provocatorio, atto ad evidenziare come correggendo la propria dieta, senza per questo rinunciare a mangiare, ma semplicemente eliminando dal regime nutrizionale quei cibi a cui, attraverso un test chinesiologico, scopriamo di essere intolleranti, potremo perdere svariati chili, sena fatica. In questo caso, dimagrire diventa una necessità per l’organismo, perchè liberato di quelle tossine che, accumulate per anni tra le anse dell’intestino, potrebbero essere cacciate all’esterno solo attraverso una colon terapia. Immaginate il sollievo per il nostro apparato gastro-intestinale quando raggiungeremo questa consapevolezza, grazie al sistema chinesiologico applicato all’alimentazione. Il nostro colon ci ringrazierà, rendendo la nostra pelle più elastrica ed idratata e le nostre evacuazioni più regolari, perchè finalmente interromperemo questo programma di avvelenamento, legato all’assunzione di pietanze ostili, di cui non eravamo consapevoli.

Obiettivo della chinisielogia applicata alla dieta

Ascoltare quello che ci suggerisce la parte più profonda del corpo, indipendentemente da quelle che coso le nostre preferenza a tavola o le nostre convinzioni in cucina. Anche un soggetto che non ha  manifestato alcun sintomo di intolleranza da cibo per anni potrebbe, un dato giorno, non sopportare più la presenza di certe sostanze nel colon. L’abilità del dottore consiste nel vagliare i segnali provenienti dai muscoli e prescrivere una dieta equilibrata, eliminando tutti gli allergeni, potenzialmente pericolosi, senza privare l’individuo di elementi nutrizionali essenziali.
Per favorire un mantenimento del peso corporeo ed un tono muscolare adeguato, sarà utile integrare nella dieta anche adeguati oligoelementi.
Per ottenere risultati ancora più precisi sarà auspicabile incrociare questi dati, con informazioni su eventuali disturbi gastrointestinali avuti in passato, avuti in prima persona, o nel contesto della famiglia. Per valutare i vantaggi di questo nuovo regime alimentare, sarà importante iniziare una dieta di evitamento, cercando di isolare, per un certo arco di tempo, un cibo per volta ed ottenere un quadro più preciso sulla salute del paziente e su come aiutare la flora batterica del suo intestino.

Le conseguenze di un intolleranza in cucina

L’aumento di peso corporeo non è l’unico modo con cui si manifesta una reazione avversa nei confronti di un cibo. Esistono numerosi disturbi intestinali, come diarrea o un’irritazione sulla pelle che possono essere favorite dall’incapacità di tollerare uno specifico alimento. Sottoporsi periodicamente a questo tipo di controlli risulta essenziale per mantenere in salute il corpo ed evitare di accumulare nel tubo digestivo fonti d’infiammazione che possono costituire solo l’anticamera di una colite o di una dissenteria cronica.