formica molto stanca

Recuperare l’energia con l’idroterapia del colon

Sono tante le giornate in cui ci sentiamo stanchi e non sappiamo perchè. Eppure la nostra dieta e quello che mangiamo possono darci un’idea di come possa essere un metabolismo lento a farci sentire sempre più pigri e poco concentrati. Scopriamo i giusti metodi per disintossicare l’organismo e sentirci nuovamente forti e pieni di energie.

Cosa è la stanchezza cronica
Cosa c’è di cattivo nel cibo che mangiamo
Le conseguenze della fiacca

Esistono numerose giustificazioni che diamo quando accusiamo sonnolenza o affaticamento muscolare. Tra le scuse più gettonate, che usiamo per spiegare razionalmente la nostra fiacchezza, ricordiamo:

  • la palestra. Ci convinciamo che un eccesso di attività fisica nel periodo abbia delle ripercussioni negative sul nostro organismo, facendoci sentire deboli durante le altre operazioni quotidiane;
  • lo stress sul lavoro. Abbiamo la presunzione di attribuire lo sfinimento allo sforzo che sosteniamo quando lavoriamo in ufficio;
  • la preoccupazione verso i figli. Pensiamo che le difficoltà a scuola che coinvolgono i figli adolescenti e gli attriti sempre più forti con i genitori ci stiano distruggendo emotivamente, ma anche fisicamente.

Siamo così bravi a girare attorno al problema. Sottovalutiamo, più o meno consapevolmente, come la causa della nostra debolezza sia più banale di quello che pensiamo, visto che si tratta del cibo.

Forse non abbiamo voglia di mettere in discussione le nostre preferenze in cucina o di mutare il nostro punto di vista sulla società occidentale o sui paradigmi della medicina ufficiale, eppure le soluzioni al nostro problema non possono riassumersi in bevande energizzanti o integratori a base di zinco e magnesio.

formica molto stanca

Cosa è la stanchezza cronica

La stanchezza cronica affligge un gran numero di persone e secondo la naturopatia può essere collegata alle condizioni dell’intestino.

Ci sono moltissime persone convinte di avere un intestino regolare perchè riescono ad evacuare una o due volte alla settimana, sempre alla stessa ora, prima di andare a lavoro.

Eppure tutti coloro i quali hanno difficoltà a defecare in un bagno differente da quello di casa propria dovrebbero comprendere di essere in una condizione deficitaria, in grado di influenzare negativamente la quotidianità.

Un soggetto che afferma di avere l’intestino spesso regolare vuol dire che sta sottovalutando un problema, visto che non vuole ammettere a sé stesso di avere una certa difficoltà. Va subito precisato un concetto:

“un intestino sano è quello che si libera quotidianamente”

Considerato il fatto che mangiamo circa 2 o 3 volte al giorno, sarebbe plausibile che espellessimo gli scarti alimentari almeno 1 volta, oppure dovremmo arrenderci all’idea di conservare cibo putrefatto all’interno del nostro colon.

Il metabolismo produce dei rifiuti di cui è importantissimo liberarsi, oppure si andrà incontro al rischio di intossicarsi.

In verità anche le persone che vanno normalmente in bagno e non mostrano alcun problema nel fare la cacca trattengono nell’intestino grandi accumuli di tossine. La ragione principale che spiegherebbe questa condizione è che la nostra alimentazione è di tipo industriale e risulta carente di fibre. Quando noi assumiamo questi cibi, i succhi gastrici li trasformano in una materia appiccicosa difficilissima da smaltire. Questo materiale di scarto, proveniente dal cibo ristagna tra le pareti intestinali e nel tempo di secca, generando delle tenaci incrostazioni che sedimentano nel nostro organismo.

Cosa c’è di così cattivo nel cibo che non espelliamo

Tra gli elementi più pericolosi, ospiti indesiderati del nostro colon, si ricorda:

  • cadaverina,
  • putrescina,
  • fenolo,
  • scatolo,
  • acido butirrico.

Quando tali sostanze non vengono espulse, ritornano costantemente nell’intestino, cronicizzando alcuni tra i disturbi più frequenti che riscontriamo nella popolazione italiana.

Molte di quelle persone che accusano di avere problemi comuni come addome sporgente, gonfiori di pancia, dolori all’altezza del colon, non capiscono come, nella maggior parte dei casi, si tratta di ripercussioni legate a problemi metabolici e quindi a principi di stitichezza o di soggetti che hanno paura di fare la cacca sin da piccoli.

A loro insaputa, l’alterazione della flora batterica, sta decretando progressivamente il loro indebolimento e il depauperamento della loro salute.

Nati stanchi: le conseguenze della nostra fiacca

Anche pelle e muscoli possono risentire di questo sovraccarico tossinico che, possiamo ben immaginare, costringe il corpo umano a dei lavori extra nel tentativo di arginarlo. Il nostro organismo è così impegnato ad un’attività continua finalizzata unicamente al ritorno all’equilibrio iniziale, generando uno sforzo imponente che priva il soggetto delle forze necessarie allo svolgimento delle attività quotidiane.

E’ questa la ragione per cui molti ragazzini risultano così stanchi nel pomeriggio, al punto da non riuscire a svolgere i compiti assegnati a scuola. E’ questo il meccanismo poco virtuoso che giustificherebbe la sensazione di un adulto di non rendere sufficiententemente quando è in ufficio, esponendolo a pericolose critiche da parte dei superiori. Sprechiamo energie a vuoto, a nostra insaputa e questo spiegherebbe perchè ci sentiamo stanchi già al momento del risveglio. Quando crediamo che la giornata stia per incominciare, in realtà è cominciata da un pezzo per il nostro intestino, costantemente impegnato a combattere i fenomeni di acidificazione innescati dalle tossine.

Tutte quelle volte che ci invitano ad uscire, ma rinunciamo o tutte quelle occasioni in cui andiamo fuori casa nella speranza di divertirci, ma in realtà viviamo questo momento più come un dovere che come altro, perchè il nostro fisico ci chiede soltanto di restare steso su di un letto, la stiamo dando vinta alle tossine. Remare contro la nostra salute fisica e mentale è davvero umiliante, soprattutto se a farne le spese è la nostra figura professionale a lavoro o l’immagine che offriamo ai nostri cari, che ci giudicano ormai dei “pigroni” o persone senza entusiasmo e di poca compagnia.

Per spezzare questa catena che obbliga l’organismo alla schiavitù della stanchezza si dovrebbe puntare sulla pulizia dell’intestino, mediante idroterapia del colon. Si tratta di un sistema concreto per togliere tutte le tossine depositate all’interno e recuperare le energie perdute, perchè risparmiamo al nostro colon un bel po’ di fatica. Lo scopo ultimo dell’idrocolonterapia è infatti quello di riequilibrare la flora batterica e regolarizzare il metabolismo, con conseguenze positive su tutto l’organismo.

bambino che ha paura

Sottoporre bambini all’idrocolonterapia è possibile?

Anche se associamo la pulizia del colon ad una pratica indirizzata solo agli adulti, sempre più genitori sottopongono i propri figli a trattamenti di idrocolonterapia. Fanno bene? Quali precauzioni è giusto prendere in considerazione?

I pazienti più piccoli che l’hanno provata riferiscono di non aver percepito nessun tipo di fastidio o di dolore, eccetto all’inizio, quando lo si fa per la prima volta e si avverte un iniziale, ma assolutamente momentaneo disagio. Si precisa però che l’introduzione del sondino nel retto non generi nulla di più doloroso di quello che consegue l’inserimento di una supposta, a conferma di come l’idrocolonterapia non venga percepita dai bambini come dolorosa o invasiva.

I benefici più immediati del lavaggio intestinale in un bambino di età inferiore ai 13 anni sono due:

  1. Effetti positivi sulla mente, creando una sensazione di rilassamento generalizzato, in grado di calmare i pensieri;
  2. Benefici fisici, considerato come il lavaggio del colon venga percepito come un’esperienza piacevole e per nulla traumatica.

bambino che ha paura

Generalmente i bambini che si sottopongono ad idrocolon sono figli di madri o di padri che hanno già provato su di sè questo tipo di lavaggio e che essendo rimasti particolarmente entusiasti, vogliono che anche i loro piccini possano trovarne giovamento.

In particolar modo, sembrerebbe che una delle ragioni principali per cui dei bambini in età preadolescenziale vengano portati in un centro d’idrocolonterapia sia legato alla volontà di arginare problemi che derivano dalle intolleranze alimentari. Di solito disturbi come le allergie da cibo o le candidosi intestinali si tramandano ai figli ed è per questo motivo che si cercano rimedi efficaci di cui i genitori ne hanno già sperimentano la validità. In effetti, sottoporre dei bimbi ad un trattamento di cui non si conoscessero le conseguenze, sarebbe un po’ scriteriato da parte di una coppia di genitori. Al contrario, un papà che ha curato la psoriasi, dopo essersi sottoposto a cicli di idrocolonterapia, avrà le motivazioni giuste per spingere il suo pargoletto a intraprendere il medesimo percorso di guarigione.

Altri effetti positivi che può avere questa pulizia se applicata a dei ragazzini sono:

  • Aiutare a superare la stanchezza, condizione assai diffusa tra i più giovani che sembrerebbero non avere le giuste energie per affrontare gli impegni scolastici e la concentrazione sufficiente per assimilare i contenuti;
  • riequilibrare i flussi ormonali e sanare eventuali manifestazioni di aggressività o comunque sui generis che inducono spesso i ragazzini di quell’età a polemizzare e a scontrarsi con gli altri, a dispetto della loro ingenuità;
  • progressi nella sindrome dell’adhd, ovvero un rimedio per l’iperattività, non solo nella fase dei giochi,e nella gestione delle emozioni.

E’ assurdo come molti cosiddetti specialisti continuino a consigliare ai papà e alle mamme con figli che manifestano sintomi dell’ADHD di rivolgersi a psichiatri, nella convinzione che si tratti di un male che è possibile arginare soltanto nel lungo periodo. L’ignoranza della popolazione di fronte agli effetti benevoli dell’idrocolonterapia è il maggior ostacolo che impedisce a molte persone di stare meglio, senza perdere tempo in trattamenti stressanti e spesso anche costosi.

La reticenza iniziale che può bloccare un genitore dal reputare questa pratica controproducente se indirizzata ad un fisico così giovane, in piena fase di crescita, porta in sè molte ataviche paure, spesso collegate con l’etica cattollica e con la devozione assoluta nei confronti di una medicina ufficiale che in Occidente ha dimostrato in vari occasioni l’eccessiva rigidità. Si tratta della stessa paura insensata che coinvolge spesso gli adulti, come nel caso di tutti quei signori che hanno il terrore di farsi il clistere, che invece è una delle cose più naturali del Mondo.

Se è pulito l’intestino, tutto funziona meglio e questa è una realtà indiscutibile, che non può essere contraddetta, al di là dell’opinione che i medici più influenti degli ospedali italiani possono avere nei confronti dell’idrocolonterapia, soprattutto se applicata ai bambini.

Il linea di massima è possibile sottoporre un bimbo ai lavaggi del colon, al compimento almeno dell’ottavo anno e quindi già quando frequenta la scuola primaria. Da 8 anni in su, salvo specifiche condizioni di salute, si può praticare idrocolonterapia su di un bambino o bambina, a patto di rivolgersi a professionisti esperti.

I bambini, così come gli adulti o gli anziani, reagiscono positivamente a questo trattamento e pertanto non ci sarebbe nulla da temere per loro.

Nonostante la giovane età infatti, hanno già avuto tempo a sufficienza per accumulare scorie e tossine nell’organismo e da qui la necessità di trovare uno strumento per espellerle.

Effetti positivi sull’autismo

Ci sono numerosi studi ed esperienze dirette riscontrate anche nel Centro Heliantus, che testimoniano gli ottimi risultati ottenuti nei confronti dei bambini autistici. Dopotutto, il collegamento tra salute intestinale e celebrale è così diretto da rendere queste teorie facilmente spiegabili e da indurre a considerare i detrattori di questo assunto quanto meno delle persone eccessivamente chiuse nelle proprie posizioni. Anche se le origini dello sviluppo autistico non sono ancora chiare, esistono alcune buone pratiche che possono rallentare l’autismo degenerativo.

Quante sedute dovrebbe affrontare un bambino?

Andrebbero svolti almeno 3 incontri nell’arco di 10 giorni. E’ stato riscontrato come una pulizia progressiva sia risultata molto più efficacie di una più drastica. Ad ogni modo, a livello di prevenzione e per mantenere il corpo pulito per tutto l’anno, si consiglia di sottoporre il bimbo all’azione di un macchinario per idrocolonterapia ad ogni cambio di stagione.

salute intestinale grazie all'idrocolonterapia

L’idrocolonterapia per riequilibrare la flora batterica intestinale alterata

La moderna idrocolonterapia è l’evoluzione moderna di un sistema di cura molto antico.

Questa pratica veniva realizzata oltre 3500 anni fa dai medici dell’antico Egitto. Il protagonista di questa azione di lavaggio è il colon, a torto considerato un semplice contenitore di rifiuti organici che prima o poi dovranno essere espulsi. In verità questo organo ha molti altri compiti. Tra le principali funzioni del colon si ricorda:

  • il riassorbimento di acqua e elettroliti;
  • la produzione e l’assorbimento di vitamine;
  • la funzione immunitaria.

salute intestinale grazie all'idrocolonterapia

Si stima che oltre il 60% della popolazione presenta una flora batterica intestinale alterata. In questi casi si parla di disbiosi, la quale a sua volta può dipendere dalle seguenti cause:

  • dieta ricca di alimenti trattati;
  • inquinamento ambientale;
  • uso di lassativi;
  • abuso di farmaci come antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici;
  • stress lavorativo o legato all’eccessivo accumulo di impegni giornalieri;

L’alimentazione risulta determinante sullo stato di forma delle mucose intestinali e rinunciare a prodotti di origine animale, come formaggi, uova, ma anche carne e pesce, non possono che aiutare il colon a vivere meglio e a sforzarsi meno durante la fase di digestione. La differenza a livello di leggerezza intestinale è tale da risultare evidente anche se una dieta vegana, incentrata su frutta e verdura, venisse sperimentata per soli 10 giorni. La dieta è ancora più importante in città in cui è difficile reperire alimenti di qualità presso i mercati rionali e i coltivatori diretti, visto che in certi contesti bisogna per forza di cose fare la spesa presso grandi catene di distribuzione, dove la qualità dei cibi comprati è mediocre.

I fattori sopra elencati, soprattutto quando sono presenti contemporaneamente, possono mandare in panne il nostro intestino. E’ ormai stabilito che tensioni, emozioni forti e preoccupazioni influenzano il normale funzionamento intestinale, creando le premesse per il manifestarsi di fenomeni come stipsi e colite e rendendo l’organismo più vulnerabile di fronte ad altre patologie. I disturbi più frequenti creati dalle alterazioni della flora batterica sono:

  • problemi di digestione;
  • perdita di vitalità;
  • stanchezza fisica;
  • stato depressivo;
  • malattie dermatologiche;
  • candida;
  • infiammazioni di vario tipo.

Mantenere un intestino sano significa ambire ad avere un corpo sano. Non è un caso se il sistema immunitario è localizzato per l’80% sulle pareti dell’intestino tenue e crasso, luogo dove si formano le immunoglobuline. Esiste di fatto una stretta correlazione tra processi metabolici e sistema immunitario e quando l’organismo è più fragile sotto questo profilo, si evidenzia la proliferazione di cellule degenerative nell’intestino.

L’idrocolonterapia è un trattamento medico che ha dimostrato negli anni ampie possibilità di applicazioni perchè consente una corretta pulizia delle pareti intestinali e quindi realizzare un ripristino della salute in maniera del tutto naturale.
Si tratta di una terapia ben tollerata dai pazienti, che non presenta effetti collaterali e che permette alla flora batterica nell’intestino di rigenerarsi e mantenersi in uno stato di equilibrio.

Ad ogni modo una visita prima di iniziare il ciclo di sedute d’idrocolonterapia potrà fugare ogni dubbio sulla possibilità di sottoporsi a questo lavaggio del colon, escludendo ogni eventuale ripercussione negativa.
Le apparecchiature usate per effettuare l’idrocolonterapia sono sicure e valide e regolarmente sterilizzate prima di ogni utilizzo. La qualità di tali macchinari garantisce elevati standard di sicurezza per il paziente e il suo ritorno alla salute.

Come si svolge una seduta?

Il paziente indossa indumenti monouso si mette in posizione supina, quindi viene messa per via rettale una canula, collegata mediante un tubo di mandata dell’acqua di dimensioni ridotte ed un tubo di misura maggiore per lo scarico del materiale fecale rimosso.
La presenza di appositi filtri garantisce l’ottima qualità dell’acqua introdotta nei tubi, rendendo ancora più sicura l’operazione.
Un lavaggio completo ha la durata di 45 minuti circa, in cui si alterneranno fasi più lunghe di immissione di acqua calda a fasi di immissione di acqua più fredda, di durata molto limitata. Questa alternanza caldo / freddo è finalizzata allo stimolo della corretta funzionalità delle pareti intestinali.
Al termine di una seduta ogni paziente può svolgere qualunque tipo di operazione, senza nessuna difficoltà e quindi riprendere le attività quotidiane o gli impegni lavorativi.

Da chi può essere svolta l’idrocolonterapia?

Da chiunque senta la necessità di disintossicarsi, con particolare attenzione a :

  • soggetti allergici;
  • persone con intolleranze alimentari;
  • donne con infezioni ricorrenti da candida;
  • soggetti con stitichezza;
  • individui afflitti da colon irritabile;

Allo stesso modo questa pulizia interna e profonda è utilissima in caso di:

Da oltre 10 anni il Centro Heliantus si impegna nella ricerca di nuove strategie terapeutiche, che possono combattere in maniera non invasiva il problema della disbiosi intestinale.

flora saprofita intestinale

Perchè si sviluppa la flora saprofita ?

Il termine saprofita, ormai quasi del tutto superato ed inutilizzato, lo si trova molto spesso all’interno di testi scientifici per indicare quella classe di microrganismi che per vivere hanno bisogno di nutrimento di materia organica in decomposizione.

Origine e storia degli oli essenziali
E’ davvero contaminante?
Valori sballati di flora saprofita
Rapporti sessuali non protetti
Come si controllano i valori
Flora saprofita e gravidanza

Tutti i saprofiti sono organismi eterotrofi. Cosa significa?

Gli organismi eterotrofi sono organismi incapaci di produrre autonomamente, a partire da sostanze inorganiche, il nutrimento di cui hanno bisogno. La loro funzione principale è quella di microrganismi decompositori. Essi sono attivi nella decomposizione delle sostanze organiche morte. Svolgendo tale compito impediscono che le sostanze organiche si accumulino a livello del terreno.

In simbiosi con i funghi, i batteri saprofiti rappresentano la classe di microrganismi più attiva nella decomposizione della sostanza organica e per questa ragione possono essere considerati batteri buoni.

Sono germi comuni?

Quando si pensa a questa particolare classe di batteri è importante ricordare che non devono sempre essere considerati come dannosi. Nella loro funzione di batteri buoni si pensi, ad esempio, a quelli che vivono con la flora batterica intestinale.

La loro presenza, infatti, garantisce integrità intestinale e difesa dalle malattie. Il motivo risiede nel fatto che questi organismi assolvono all’importantissima funzione di garantire una corretta sintesi degli oligoelementi e delle vitamine fondamentali al benessere dell’intestino.
Molto importante, soprattutto per una donna, è sapere che nell’ambiente vaginale convivono numerosi microrganismi che costituiscono la flora vaginale. Il pH vaginale ha l’importantissima funzione di proteggere dalle infezioni impedendo la crescita dei saprofiti.

flora saprofita intestinale

Flora microbica saprofita è altro modo di dire o un’altra cosa?

Flora batterica e flora microbica saprofita, spiegano gli esperti, non sono altro che espressioni utilizzate per spiegare la medesima condizione.
Si sente molto spesso parlare anche di flora saprofita mista.

Per flora mista cosa si intende?

Tale dicitura significa solamente che vi è in atto un’infezione causata dalla presenza di batteri misti. La situazione non deve assolutamente creare eccessivi allarmismi ma necessita di essere tenuta sotto controllo.

E’ contaminante?

La risposta è affermativa in quanto tale condizione si verifica molto spesso a livello genitale. Proprio per questa ragione, se si è in presenza di una particolare sintomatologia, bisognerebbe evitare ogni tipo di rapporto sessuale.

La flora batterica abituale, conosciuta anche come flora batterica residente, è invece costituita dall’insieme di quegli organismi che sono necessari ad un corretto funzionamento delle funzioni vitali.

La flora batterica saprofita può anche essere flora batterica Gram positiva. Di cosa si tratta? I batteri Gram positivi, come dice il loro stesso nome, risultano essere positivi alla colorazione di Gram. Si tratta in sostanza di un metodo che viene utilizzato in laboratorio per poter classificare i batteri in base alle caratteristiche della loro parete cellulare.

Significa che sono patogeni perché il loro numero ha superato il valore limite?

Non tutti i batteri che risultano essere Gram positivi sono patogeni, capita talvolta che superando un limite stabilito lo diventino. La flora batterica saprofita può essere localizzata in distinte zone del nostro organismo.

Dove si trova?

Può essere ad esempio presente nel cavo orofaringeo e sviluppare, in particolari situazioni, una candidosi faringea. Può trovarsi allo stesso modo nell’intestino, nelle feci o nell’uretra ed in tal caso si parla di flora batterica saprofita uretrale.
Può essere, come già detto, presente anche a livello genitale e trovarsi nelle basse vie urinarie o può essere infine presente a livello della pelle.

Dove è più grave se i valori sono sballati?

La zona di maggiore gravità in presenza di valori sballati è sicuramente la zona intestinale in quanto potrebbero verificarsi tutta una serie di situazioni che andrebbero a compromettere il corretto funzionamento dell’apparato digerente.

Quando la flora batterica saprofita subisce uno scompenso diviene alterata. Ci si chiede allora quali sono i sintomi di questo scompenso. I sintomi sono naturalmente differenti in base a quale sia la zona colpita. Si possono avere particolari disfunzioni o si possono riscontrare infezioni.

Quali sono i sintomi di un sistema immunitario debole?

Un sistema immunitario debilitato presenta sintomi che sono il più delle volte ben evidenti. Trattandosi di un meccanismo che il nostro corpo utilizza per difendersi da malattie, virus e batteri è normale che, nel momento in cui non funziona correttamente, porti a specifiche situazioni.

I sintomi principali di un sistema immunitario debole sono infezioni molto frequenti, stanchezza perenne, diversi tipi di allergie, ferite che non si cicatrizzano con facilità, ricorrenti influenze, raffreddori o mal di gola.
I funghi saprofiti sono quei particolari funghi che traggono il proprio nutrimento da sostanze organiche non viventi, decomponendo quelle presenti in natura ed attuando un particolare processo di riciclo.

Le cause principali della presenza di batteri saprofiti sono cause positive. Si pensi, come già è stato detto, a quelli che sono presenti nel tratto intestinale. A volte capita però questi crescano in maniera esagerata e vi sono naturalmente delle specifiche ragioni.

Rapporti sessuali a rischio e non protetti?

Come è noto a tutti è molto importante che i rapporti sessuali avvengano in maniera protetta. Le ragioni risiedono nel fatto che le infezioni e le patologie trasmissibili sono numerosissime. I principali responsabili delle infezioni, infatti, possono essere i funghi, i batteri o dei particolari parassiti.

Come può essere riequilibrata correttamente la flora batterica? Molto importante è tenere controllate le abitudini alimentari. Bisognerebbe seguire una dieta sana ed equilibrata che sia molto ricca di fibre ed allo stesso tempo povera di alimenti raffinati. E’ bene ricordare, inoltre, che delle corrette abitudini alimentari devono essere affiancate ad un corretto stile di vita.

Vi sono naturalmente dei valori batterici normali, che costituiscono quel valore adatto allo svolgimento delle corrette funzioni vitali. Vi sono limiti entro i quali stare tranquilli. Molti si preoccupano quando leggono flora saprofita dopo aver fatto un tampone uretrale, senza sapere che entro dei limiti è normale. Dipende dal pH? Il valore del pH, come già detto in precedenza, assume un valore fondamentale in tale contesto.

Come si controllano i valori della flora?

E’ possibile svolgere una serie di esami tra cui tamponi, controllo delle feci o delle urine. Il tampone faringeo, ad esempio, è un esame diagnostico che si basa su principio molto semplice.

Si tratta semplicemente di un bastoncino cotonato, molto simile ad un comune cotton-fioc, che viene inserito e strofinato con delicatezza nella gola del paziente. Si effettuano movimenti orizzontali, circolari e verticali sulle tonsille e sulla mucosa che riveste la faringe posteriore.

Un tampone faringeo viene effettuato anche per capire quali sono gli antibiotici corretti da assumere.

Quanto tempo occorre per conoscere l’esito?

La procedura classica richiede almeno due o tre giorni in quanto il tampone faringeo deve essere inviato ad un laboratorio specializzato per poter essere sottoposto ad esame colturale. Un altro metodo è il tampone cervicale, test femminile da eseguire da un ginecologo, il cui scopo è ricercare i microrganismi responsabili di infezioni vaginali.

La flora saprofita può essere controllata anche attraverso la coprocoltura, ovvero attraverso un esame delle feci. Si esegue tramite un tampone rettale.

Meglio un esame espettorato?

L’esame colturale dell’espettorato va svolto per ricercare ed indentificare le cause di polmoniti batteriche o altre infezioni delle vie aeree. Viene richiesto un campione di espettorato ovvero di una secrezione delle profonde via aeree e lo si svolge in presenza di sintomi associati ad una grave infezione. Esistono anche dei tamponi colturali per miceti che vengono utilizzati anche per il controllo dell’HIV.

Alcune tra le cure consigliate per la risoluzione di alcuni problemi sono la pulizia del fegato o la pulizia del colon, ovvero un lavaggio epatico ed una corretta idrocolonterapia.

esami per controllo dei valori della flora saprofita

Diminuisce quando si ha il ciclo o in menopausa?

Ovviamente in queste particolari condizioni i cambiamenti ormonali determinano anche uno sconvolgimento della flora vaginale che, a causa di tali mutazioni, potrebbe essere predisposta ad un maggior numero di infezioni. E’ questa la ragione per cui la situazione deve essere perennemente tenuta sotto controllo.

Ogni uomo dispone di una propria carica batterica. La carica batterica nell’uomo è determinata dalla presenza di un certo numero di microrganismi che assolvono a diverse funzioni. Flora batterica saprofita o flora saprofitale vuol dire comunemente presenza di specifici germi normalmente presenti in una regione dell’organismo. Quando si sente parlare di flora saprofita con carica batterica, invece, vuol dire che si è in presenza di una particolare infezione.

Che cosa succede se si è in gravidanza?

Naturalmente quando si è in stato di gravidanza è importantissimo prestare ancora più attenzione ad eventuali condizioni patologiche e rivolgersi prontamente al proprio medico nel caso in cui si notino particolari disfunzioni.

In un test di gravidanza è importante prestare attenzione anche all’ipotesi di falso negativo. Si parla di falso negativo quando accade che il test urinario non rileva la gravidanza. Questo può succedere quando viene effettuato troppo presto oppure se il campione di urina è troppo diluito.

vermi bianchi sulla sabbia

Ossiuri: sono così contagiosi?

L’infiammazione da vermi ossiuri è una delle più diffuse in Italia, ne è la conferma il fatto che almeno un miliardo di persone siano infette dal verme. In particolar modo sembra che tale problema sia più diffuso tra i bambini, senza per questo poter affermare che gli adulti ne siano completamente estranei.

 

Cos’è l’ossiurasi?

L’ossiuriasi è causata da due parassiti che sono ospitati dal corpo umano, l’enterobius vermicularsi e l’enterobius gregori, ovvero due vermi che appartengono al gruppo dei Nematodi intestinali che hanno un ciclo di sviluppo diretto.
Il ciclo vitale del parassita avviene proprio all’interno dell’intestino umano, mentre l’infezione ha inizio con l’ingestione delle uova con embrione, che schiudendosi rilasciano le larve nell’intestino tenue e da qui iniziano a migrare verso l’intestino crasso, luogo in cui riescono a maturare in 2-6 settimane.
Le uova degli ossiuri divengono infettive nel giro di poche ore dopo essere state depositate e riescono a sopravvivere per 2 o 3 settimane anche sui capi d’abbigliamento. Si tratta di vermi molto tenaci, visto che possono vivere anche a basse temperature, anche se non tollerano completamente il calore.

Caratteristiche ossiuri

Gli ossiuri sono dei piccoli vermetti bianchi che si trovano all’interno dell’intestino, che si rivela ad ogni modo l’ambiente più adatto alla loro sopravvivenza.
La femmina di ossiuri è lunga circa 10 mm mentre il maschio raggiunge approssimativamente i 4mm.
Sono vermi che si muovono di continuo e durante le ore notturne abbandonano l’intestino per dirigersi in direzione dell’ano, per depositare le uova sulla pelle circostante. Una volta che le uova maturano contengono già i vermi e diventano molto pericolose, perchè in grado di re-infettare lo stesso soggetto o di altri.

Di cosa si nutrono questi vermi?

Gli ossiuri o altri parassiti come gli elmiti si nutrono dell’animale ospite cercando di assorbirne le sostanze nutritive.

Come sono gli ossiuri?

Dalle foto presenti sul web e sui libri di medicina, si può evincere come il verme ossiuri non sia particolarmente piacevole alla vista. A rendere ancora più traumatica la sua osservazione è il fatto che pur trattandosi di un piccolo verme, può essere visto anche ad occhio nudo, avendo un colore molto riconoscibile (il bianco) e una grandezza tale da non poter passare inosservato…
Si presenta come un piccolo verme dalla forma allungata che inizia con una capsula boccale e una vescicola, poi un bulbo, l’esofago, l’intestino, apertura della vagina, sistema riproduttivo e infine l’ano.

vermi ossiuri

Come si prendono?

Diverse sono le condizioni che favoriscono la proliferazione dell’infezione da ossiuri, soprattutto la giovane età, il sovraffollamento, le scarse abitudini igienico-sanitarie o il trascurare un paziente affetto da ossiuri, ritardando la sua cura.
L’infezione di tali parassiti dell’intestino è diffusa in tutto il mondo soprattutto nei Paesi occidentali, fatto che sembrerebbe abbastanza anomalo, visto che siamo abituati a pensare che siano i bimbi delle culture orientali a vivere in condizioni igienico-sanitarie più precarie. Il rischio di contagio aumenta nei nuclei familiari, ma soprattutto negli istituti di cura o nelle scuole, ovvero quando i bambini si trovano a stretto contatto tra loro.

Il contagio dal parassita avviene per ingestione e in maniera del tutto accidentale, dato che le stesse uova possono raggiungere oggetti di uso comune, vista la facilità con cui le uova si nascondano perfettamente sotto le unghie dei bambini. Di qui al contagio il passo è breve, a causa dell’intesa sensazione di prurito che spingerà loro a grattarsi e a toccare vari oggetti intorno a loro, aumentando le possibilità che altri ragazzini possano ammalarsi di ossiuri.
L’infezione si diffonde per via oro-fecale, ovvero tramite trasferimento indiretto dall’ano alla bocca, il più delle volte avvenuto tramite le mani, ma può accadere anche attraverso l’utilizzo di oggetti di uso comune.

Gli ossiuri sono contagiosi?

Il contagio da ossiuri è piuttosto alto soprattutto in ambito familiare, quando uno dei componenti ne è affetto, dato che le uova da ossiuri possono facilmente raggiungere oggetti di uso comune, come lenzuola, giocattoli e spazzolini da denti.
Oltre al contagio per ingestione, la trasmissione può avvenire anche per via aerea dato che è possibile ingerire le uova attraverso la respirazione. La contaminazione non avviene infatti per via fecale, dato che le uova non possono essere eliminate completamente tramite le feci.
I vermi ossiuri non possono infettare gatti e cani ma solo gli esseri umani, anche se esiste il rischio che le uova possano raggiungere indirettamente il pelo dell’animale.

Quando di si accorge di avere dei vermi intestinali?

Ci si infetta in maniera del tutto inconsapevole, inghiottendo le uova di questi vermi intestinali da soli, usando le proprie mani o toccando indumenti contagiati. A causa delle piccole dimensioni è possibile che le uova si disperdano nell’aria ed vengano ingerite semplicemente attraverso il respiro. I parassiti intestinali sono particolarmente infettivi, soprattutto all’interno di spogliatoi e di spazi di gioco “al chiuso”.
A seguito dell’ingestione delle uova si manifestano i primi sintomi almeno dopo 1-2 mesi di incubazione. Il caratteristico sintomo è il prurito intorno all’ano, specie durante le ore notturne causato, come abbiamo accennato, dalla migrazione dei vermi nella zona del retto dove vengono depositate le uova.
E’ quasi impossibile non accorgersi della presenza dei vermi nel bambino, dato che uno dei fastidi primari è rappresentato da un forte prurito. Il bambino colpito da questo verme tenderà a grattarsi spesso il sederino o nel caso si tratti di una bambina, sarà più probabile che si gratti anche la zona vulvare.

Alcuni individui non presentano alcuna sintomatologia, e nei casi più rari può comparire il bruxismo, ovvero il digrignare i denti in maniera inconsapevole durante il sonno.
Per scongiurare la presenza dei fastidiosi piccoli vermi bianchi è possibile ricorrere al test dello scotch che prevede l’utilizzo di un particolare nastro adesivo, necessario ad accertarsi della reale presenza dell’infezione ed effettuare una diagnosi corretta.
Il corretto uso di questo sistema prevede che al risveglio del bambino venga applicato sull’ano un pezzetto di scotch, lasciandolo in sede almeno per 5 minuti.  Successivamente lo scotch dovrà essere incollato su un vetrino da microscopio, per essere analizzato con attenzione. Tale procedimento dovrà essere ripetuto almeno tre volte, in giorni diversi, in modo tale da poter stimare una quantità effettiva dei vermi presenti nel colon e scegliere la terapia più corretta. Per avere un’analisi approfondita sullo stato di salute del paziente, i vetrini dovranno essere trasportati in un laboratorio, all’interno del quale avverrà lo studio vero e proprio.

Conseguenze di una mancata cura

Qualora l’infiammazione da ossiuri non venga curata è possibile che il prurito anale sia seguito a lesioni causate dalla sfregamento, a causa dell’insistenza con cui il soggetto cerca di grattarsi la zona in cui percepisce il fastidio. In alcune circostanze i parassiti riescono a raggiungere l’appendice o la vagina causando problemi genitali o granulomi. Tra le complicazioni più gravi vi è l’invasione addominale, che può verificarsi a seguito della penetrazione dei vermi attraverso la parete intestinale. Si tratta ad ogni modo di una possibilità assai remota, a scarsa incidenza statistica.

Terapie farmacologiche per debellare gli ossiuri

La terapia farmacologica per contrastare la comparsa o per debellare completamente gli ossiuri sono svariate, dal mebendazolo, al tiabendazolo, o anche i sali di pirenzepina, e il pirante pamoato. Tutti questi farmaci non agiscono sulle uova, ma sulle larve in via di sviluppo. Tale trattamento dovrà essere effettuato contemporaneamente a tutti i componenti della famiglia. Per essere certi di aver eliminato completamente i verme, sarà necessario ripetere il trattamento a distanza di 2-3 settimane.
Diventa indispensabile lavare frequentemente le mani, tenere le unghie molto corte e soprattutto eseguire una corretta pulizia della casa dalla polvere, soprattutto quella che si deposita sotto il letto, in corrispondenza delle finestre e sopra le porte.

Rimedi domestici per eliminare gli ossiuri

Secondo tradizione esistono efficaci rimedi naturali utilizzati per eliminare le infestazioni e rendere l’intestino del soggetto poco favorevole per lo sviluppo del parassita.
Una dieta anti ossiuri potrebbe fare al caso nostro. Dall’aglio, alle cipolle, consumati sia crudi che cotti, esistono anche altri cibi purificanti. Si ricordi ad esempio l’ananas che, abbinata alla carne è in grado di ridurre l’infestazione, ma anche i semi di zucca, la buccia di limone, l’anice, le spezie come la cannella, il curry e i chiodi di garofano (spesso presenti nella cucina nord-africana).
Le nonne utilizzavano spesso per il trattamento degli ossiuri aglio e cipolla frullati in piccole quantità, onde ottenere delle creme per uso topico, da impiegare a livello anale o vaginale, ma anche come “sterilizzanti naturali” con cui proteggere posate e stoviglie.

agli e cipolle rimedi contro ossiuri

Alimentazione per contrastare gli ossiuri

Alcuni alimenti. se integrati nella propria alimentazione facilitano il transito intestinale. I cibi più utili per eliminare le tossine e i parassiti sono principalmente frutti.
Le banane, i fichi, i cachi, il melone, l’uva, i fichi d’india, le albicocche, le prugne secche o fresche si dimostrano molto validi per proteggere il colon da queste invasioni indesiderate di vermi.
Sicuramente l’alimentazione è un ottimo alleato per contrastare il prolificare dei vermi intestinali. Lo yogurt stimolerebbe infatti la crescita della flora batterica “buona”, dimostrando di contrastare eventuali disequilibri presenti.
Al contrario invece, gli zuccheri o gli alimenti ricchi di amido dovranno necessariamente essere evitati, dato che gli ossiuri utilizzano proprio il glucosio come fonte di sostentamento e potrebbero pertanto rinvigorirsi.

Ossiuri in gravidanza

Durante il periodo della gravidanza l’infestazione di ossiuri potrebbe destare timore nella donna, ma la parassitosi nonostante sia fastidiosa non interferisce assolutamente con lo sviluppo del feto dato che si localizza a livello intestinale e non esiste il rischio che possa essere trasmesso per via ematica o trans-placentare.
In casi estremi tra i farmaci più utilizzati per debellare la presenza dei vermi elenchiamo il vermox, ovvero un antielmintico che è in grado di indurre alterazioni del verme con la sua successiva morte. Una sola dose riesce a espiantare almeno il 90% dei vermi, anche se si rivela inefficace per eliminare le uova. Ad ogni modo, questo farmaco è assolutamente sconsigliato nelle donne in stato di gravidanza e allattamento.

Guarito dall’ossiuriasi con l’idrocolonterapia

Essendo un’infezione che si diffonde tra i vari componenti della famiglia la profilassi risulta particolarmente ardua. Oltre alle terapie farmacologiche utilizzate diversi sono gli accorgimenti che si devono perseguire, soprattutto quelle atte a migliorare le condizioni igieniche e personali, lavando i bambini al mattino e gli indumenti utilizzati durante la notte e possibilmente sterilizzando i panni a 60°, dato che le uova si devitalizzano e vengono uccise dal calore del sole. La sterilizzazione resta una delle migliori precauzioni per ridurre i rischi di contagio e diffusione.
Sicuramente la prevenzione è l’opzione più efficace per contrastare l’infestazione da ossiuri, ma l’idrocolonterapia ovvero un ciclo di sedute di lavaggio intestinale potrebbe essere essenziale per ottenere risultati gratificanti, senza ricorrere a nessun tipo di farmaco.

Ecco la testimonianza di un paziente di Heliantus.

“ soffrivo di infestazione da ossiuri da diverso tempo, il fastidio era intenso soprattutto durante le ore notturne ed era veramente difficile da contrastare solo con l’alimentazione, e con alcuni accorgimenti, ma grazie all’idrocolonterapia già dalle prime sedute ho avvertito una sensazione di sollievo. Sono bastate poche sedute per riuscire a risolvere completamente l’infestazione da ossiuri, senza che provassi più quel terribile prurito nelle zone intime e osservassi pezzettini di vermicelli all’interno delle mie mutandine”.

chiedi maggiori informazioni su questo metodo di cura degli ossiuri

foto di una tenia

Come curare la taenia e altri parassiti intestinali

La presenza di parassiti nell’intestino è spesso sottovalutata, sebbene sia ancora frequente anche nel mondo occidentale. I vermi dell’intestino sono di numerose specie anche se nella maggior parte dei casi si tratta della taenia, o verme solitario. Ecco cosa è necessario sapere.

I parassiti intestinali

foto di una teniaLa taenia, ma questo in realtà vale per molte specie di vermi intestinali, può giungere nel corpo umano in diverse modalità. In particolare attraverso le carni bovine e suine. A loro volta questi animali possono infettarsi a seguito del cibo mangiato. Accade di fatto che le uova della taenia, che si trovano nelle feci degli animali, si diffondano prima nell’erba ed nell’acqua e quindi vengano nuovamente ingerite da questi stessi animali e arrivino nell’intestino dell’uomo, quando consumano queste carni.

Per questa ragione sarebbe preferibile, se proprio non potete rinunciare del tutto a questi alimenti, consumare carne sempre ben cotta e assumere una sufficiente quantità di fibra, ad esempio attraverso i cereali, in quanto aiuterebbero a pulire le pareti dell’intestino. I parassiti intestinali possono arrivare a destinazione anche attraverso acqua contaminata o in situazioni igieniche precarie.

Tra i vari modi attraverso cui è possibile che avvenga la trasmissione nell’uomo è bene ricordare come sia spesso il gatto il responsabile di tali infezioni.

I nostri mici sono infatti colpiti molto spesso da parassiti intestinali e tra questi alcuni possono essere diffusi all’uomo, come nel caso dell’Ancylostoma tubaeformi che si rivela particolarmemente pericoloso, perchè si
nutre di sangue e può creare lesioni alle pareti dell’intestino.

Molto noto è anche il toxoplasma, che sarebbe un protozoo molto diffuso e che potrebbe creare più di una complicazione durante una gravidanza.

Si sottolinea come questo parassita, che vive negli intestini, difficilmente arriva all’uomo tramite il gatto. Molto più frequentemente, il contagio arriva tramite il consumo di verdure crude.

I bambini risultano essere in statisticamente i più colpiti da questo batterio, in quanto possiedono un sistema immunitario più debole e hanno l’abitudine di introdurre nella bocca oggetti di vario tipo, soprattutto giocattoli, che hanno contatto con l’erba e con i prati e potrebbero divenire dei potenziali canali di trasmissione.

 

Quali danni provocano i parassiti intestinali

I danni provocati dai parassiti, tra cui la taenia, sono diversi. In primo luogo vi è una difficoltà nell’assorbimento delle sostanze nutritive. La persona interessata dal problema potrà avere problemi di anemia, e se si tratta di un soggetto adolescente o comunque in fase di sviluppo, potrebbe registrare delle difficoltà nella crescita.

Qualora non si agisse tempestivamente per contrastare il problema, le conseguenze della permanenza dei parassiti intestinali nell’intestino potrebbero essere ancora più gravi.

Le persone debilitate a causa di batteri che hanno intaccato la salute del sistema immunitario o in anziani, tendenzialmente più deboli, la presenza di parassiti intestinali non ancora diagnosticati e quindi non curati
potrebbe danneggiare irrimediabilmente l’organismo.

I parassiti intestinali possono provocare un’ alterazione della flora batterica intestinale che ricordiamo avere un ruolo importante nella produzione di vitamine, sali minerali e nella preparazione di proteine assimilabili dall’organismo. In base alla tipologia di parassita è possibile anche che questi “intrusi” possano risalire l’intestino e raggiungere la valvola di Oddi, creando un danno enorme, infestando di fatto le vie biliari e pancreatiche.

Nel caso della tenia, un ulteriore rischio è legato alla formazione di cisti all’interno di muscoli e o nell’encefalo, in questo caso si parla anche di cisticerchi e neurocisticercosi.

 

Sintomi

Quando vi è un parassita intestinale, come ad esempio la taenia, il soggetto accusa diarrea alternata a stitichezza, dolori addominali, nausea, vomito, prurito anale. Eseguendo le analisi del sangue sarà possibile
rilevare una carenza vitaminica, sebbene la persona, a causa della costante sensazione di fame, continui a mangiare molto. Nel caso più grave, ma raro, in cui ci sia una neurocisticercosi sarà possibile il manifestarsi di sintomi ben più gravi, come epilessia, cefalea, confusione, sino ad arrivare a problemi visivi.

Nel caso di presenza di una tenia ben sviluppata è possibile notare dei pezzettini bianchi nelle mutandine. E’ il segnale che il vermone abbia raggiunto dimensioni ragguardevoli e che sarebbe il momento di iniziare un
trattamento definitivo.

 

Diagnosi

Per avere una diagnosi che indichi con certezza la presenza di un parassita nell’intestino è necessario rivolgersi al medico. Il professionista medico, oltre a prescrivere esami del sangue, necessari per valutare la presenza di
carenze alimentari/anemia, prescriverà quasi certamente l’ esame colturale delle feci, teso a rilevare la presenza di larve e uova. Per diagnosticare la presenza di cisticerchi, invece, sarà possibile eseguire RX, visto che, considerate le dimensioni del parassita, sarà ben visibile anche in fotografia.

 

Quali cure scegliere per debellare i parassiti intestinali

La terapia più indicata prevede la somministrazione di farmaci, il cui obiettivo sarà quello di aiutare la persona afflitta dal parassita intestinale, in modo tale da eliminarlo attraverso le feci.

Solitamente per curare i malati di tenia si prescrive la niclosamide che serve per bloccare lo sviluppo e l’accrescimento del lungo verme. Per altre forme parassitarie si utilizzano inzece il praziquantel e l’albendazolo, che si dimostra un efficace antidoto nei confronti di numerosi tipi di parassiti intestinali.

 

All’interno di questo trattamento, a seconda della specificità del problema e degli effetti secondari evidenziati nel paziente, il medico può ritenere utile anche la somministrazione di lassativi, il cui obiettivo resta quello della pulizia dell’intestino.

Un’ulteriore misura che sta prendendo sempre più piede, anche in Italia, finalizzata a rimuovere i parassiti intestinali depositati lungo il tratto digestivo è l’idrocolon terapia.

brocca di latte frescoSi tratta di un vero e proprio lavaggio intestinale eseguito introducendo acqua dolce attraverso il retto e che permette di eliminare tutte le cellule morte, gas intestinali, rifiuti depositati sulle pareti dell’intestino. La nostra alimentazione sballata, spesso caratterizzata dall’abbondanza delle scorie alimentari potrebbe ostacolare la regolare peristalsi e interferire con la qualità della nostra flora batterica.

Agire in tempo, prima che un eccesso di fibre, depositato lungo il colon, e mai rimosso, possa formare un tappo naturale che impedisca alle tossine di essere allontanate dal corpo, risulta fondamentale per vivere meglio.

Per chi vuole eliminare i parassiti intestinali con rimedi omeopatici una soluzione è rappresentata dall’olio di rosmarino, venduto anche in pratici opercoli. Questa spezia, infatti, ha proprietà antimicrobiche, in grado di debellare i parassiti intestinali, incluso la tenia.

Sul mercato esistono anche integratori alimentari a base di manganese,rame, zinco, selenio, magnesio, ideali per raggiungere lo stesso scopo.
Sempre in funzione antifungina, sarebbe intelligente introdurre nelle nostre diete anche lo zenzero, il prezzemolo e il pompelmo.

E’ consigliato periodicamente di dedicare delle giornate alla pulizia del colon, evitando cibi a base di prodotti di origine animale e assumendo acqua e limone, in grande quantità.
Un ultima curiosità, in passato, quando queste tecniche di depurazione non erano così sviluppate, per far uscire la tenia dal colon si poneva una ciotola contenente del latte caldo durante la notte, in corrispondenza dell’ano, cercando di rimanere accovacciati.

Si tratta di un rimedio della nonna molto truce che oggi che esistono farmaci per spezzettare il vermone nell’intestino e solo successivamente espellerlo, appare a dir poco “folkloristico”.

disegno di vermi nell'intestino

I pericolosi vermi intestinali

Quando si parla di vermi dell’intestino non è mai corretto generalizzare. Esistono così tanti parassiti intestinali, ognuno dei quali con delle caratteristiche specifiche, che sarebbe opportuno capire prima da quali vermi o larve è infestato il nostro colon, prima di sbilanciarci in qualche diagnosi.
Non sarebbe professionale consigliare una terapia antiparassitaria generica quando le cure a base di farmaci impiegate per eliminare alcuni vermi intestinali, possono essere completamente differenti da quelle usate contro altri virus.

 


Impariamo a riconoscere quindi di quale tipo di vermi del colon stiamo parlando, sia analizzandone l’aspetto fisico al microscopio e sia illustrando quelle che sono le sue peculiarità (sintomi, cause e cure).

I Nomi dei vermi intestinali

Vermi intestinali ascaridi: rappresentano la causa principale di una malattia detta ascaridiasi. Tra i sintomi principali del disturbo che interessa le pareti intestinali sono:

  • forti dolori addominali,
  • coliche,
  • cacca sciolta (soprattutto nei bambini)

Sono vermi lunghi, alcuni tra quelli di maggiori dimensioni che possono colpire le pareti intestinali. Il colore dominante di queste forme parassitarie è il giallo, anche se non manca la presenza di striature biancastre sul loro corpo.
Sono estremamente diffusi tra le fasce di popolazioni più povere, dove l’alimentazione risulta scarsa e spesso caratterizzata da scarse norme igieniche. Circa 1 persona su 5 è afflitta da questa tipologia di lombrico ma, prendendo come riferimento il continente africano, infestazioni intestinali come questa, diventano ancora più frequenti.

La modalità di trasmissione più comune di questi nematodi, nei paesi occidentali, è legata alla presenza di animaletti domestici non ancora sverminati.
Non è raro che, giocando con piccoli gatti non ancora sottoposti a sverminazione, dei bambini possano essere contagiati da ascaridi.
Il tempo di incubazione del parassita intestinale ascarislumbricoides è molto lungo.
Un uomo potrebbe ammalarsi a causa di vermi ostinati, in grado di sopravvivere sul pelo di un gatto o di un cane, anche per 3 anni.
Pensare che non possa avvenire il “passaggio” dei vermi da un animale domestico a un essere umano è assolutamente sbagliato, ma è anche esagerato preoccuparsi qualora l’amico a quattro zampe o il pelosissimo persiano che avete in casa siano stati già portati dal veterinario per sverminarli.

In Africa l’infestazione parassitaria da ascaridi è una delle principali cause di mortalità infantile.
Il decesso avviene a causa di larve in grado di perforare la parete dell’intestino, raggiungendo altri organi vitali o generando emorragie interne, difficili da arginare.
Tra i sintomi ricorrenti nei pazienti colpiti da questa infezione ritroviamo:

  • forte impulso al conato,
  • sensazione di fastidio generalizzato e inappetenza,
  • spasmi nell’addome

In alcuni soggetti si noterebbero dei sintomi secondari come surriscaldamento corporeo e stanchezza cronica.

Vermi intestinali ossiuri

Si tratta dei parassiti infantili più noti, molto diffusi anche tra i piccoli bimbi italiani. Vero terrore di ogni mamma, la possibilità che il proprio figlio subisca un’infestazione parassitaria da ossiuri è abbastanza elevata.
Dal punto di vista dell’aspetto si presentano come vermi intestinali di dimensioni assai ridotte, ma non così tanto da non essere riconoscibili ad uno sguardo attento. Il colore dominante di questi vermetti che si annidano nel colon è il bianco, ma la caratteristica principale dei questi organismi che popolano la zona interna dell’intestino è l’aspetto esteriore.

A guardarli attentamente sono molto simili a fili di lana bianchi e se particolarmente formati è possibile osservarli anche sottopelle, consentendo una diagnosi piuttosto rapida, da parte del pediatra.
La possibilità di vederli camminare sotto l’epidermide rende questo parassita molto difficile da affrontare sul piano emotivo, soprattutto quando la vittima è un bambino piccolo.
La causa principale che spiega perchè vengono questi vermi è l’alimentazione.
Non ci stancheremo mai di spiegare come mangiare “cibo appiccicoso”, difficile da digerire, come nel caso delle carni animali, aumenti le probabilità che scorie alimentari si depositino lungo le pareti del colon, senza che possano essere evacuate attraverso il retto.

Metodi di prevenzione

idrocolonterapiaLa funzione preventiva del lavaggio intestinale permetterebbe la rimozione di questi scarti di cibo che, incrostati nell’intestino, diventerebbero il nutrimento principale perchè i vermi ossiuri possano alimentarsi e quindi crescere a scapito dell’organismo ospitante.

Allo stesso tempo, l’idrocolonterapia si dimostra un rimedio assolutamente valido e una terapia naturale ed efficacie per debellare questa fastidiosa presenza parassitaria.
La pulizia attraverso il colon è il modo migliore per contrastare ad esempio il sintomo principe di questa infermità, ovvero il prurito nell’ano.
Soltanto una terapia in cui l’acqua viene introdotta a pressione attraverso la zona rettale può liberarci da quell’orribile sensazione di prurito insopportabile all’altezza del sedere che, nel caso delle signorine, può manifestarsi come una voglia inarrestabile di grattarsi la vagina.
Questi sintomi, tipici di una colonizzazione parassitaria da ossiuri, dovrebbero essere combattuti quanto prima, considerata la facilità con cui può avvenire la trasmissione, anche tra le persone adulte.
Sarà sufficiente respirare, toccare accidentalmente le uova di questi vermi ossiuri, per contrarre la malattia. Se si considera che le larve possono trasportare le uova sino alle zone intime e quindi depositarle sulle mutandine, immaginiamo come possa verificarsi facilmente una situazione potenzialmente contagiosa.

Quanto più è piccolo l’ambiente in cui si vive, quanto più la temperatura domestica sarà elevata, maggiori saranno le possibilità che il virus si diffonda, alimentando focolai estremamente pericolosi per i bambini.
Uno dei segnali più diffusi che caratterizzano l’ossiuri infantile è la pipì a letto, in bimbi che avevano già superato questa fase dell’infanzia. I genitori con figli afflitti da questi parassiti sono soliti lamentare una grande difficoltà nell’addormentarsi, a causa dei continui lamenti notturni dei pargoletti che appaiono costantemente agitati.
Rassicurarli serve a poco quando le larve sono nel pieno della loro forza ed è facile che altri segnali collaterali come la tendenza alla collera e un mix tra bruciore e perenne surriscaldamento segnino le giornate dei piccini malati.

La prevenzione di questo parassita andrebbe svolta costantemente da una mamma che si considera saggia e reputa di avere amore per la propria creatura. Tra le operazioni di routine, che andrebbero svolte indipendentemente dalla certezza che in casa ci sia l’ossiuri, ricordiamo:

  • l’igienizzazione ad altissime temperature, anche a 65° in lavatrice, di tutti gli oggetti e vestiti che entrano in contatto con il figlio;
  • permettere di giocare a terra, soltanto se si avrà la cura di far togliere sistematicamente le scarpe a tutte le persone che faranno ingresso nella casa. Questa usanza, tipicamente giapponese, dovrebbe contagiare anche le culture più occidentali;
  • applicare numerosi risciacqui ed eventuale permanenza in soluzione acquosa contenente bicarbonato di sodio, a tutta la frutta e la verdura che si intende consumare cruda;
  • Acquistare soltanto carne rossa di qualità biologica certificata, limitandone il consumo a solo 1 volta al mese.

Per sapere se si hanno questi vermi intestinali si effettua il test dello scotch. Si tratta di un metodo molto rapido per determinare, tramite applicazione di un nastro adesivo sulla pelle del soggetto, se si è stati colpiti da questa epidemia parassitaria o no. Il test di Graham, altro modo per indicare questo metodo di controllo, si effettua di mattina presto, prima di andare in bagno o di mangiare. Le larve di ossiuri sono solite migrare di notte sino all’ano, luogo in cui depongono e ragione del perchè si prova così tanto prurito prima di andare a letto. Per effettuare questo test bisogna dotarsi di guanti, vista la semplicità di diffusione del virus e la natura appiccicosa delle uova.
Il kit per effettuare la prova di Graham contiene, oltre allo scotch trasparente, anche un vetrino e un bastoncino che serviranno per raccogliere un campione.

Cause batteriche e precauzioni da seguire

Esistono svariate cause che possono favorire il prolificarsi dei vermi nell’intestino. Bisognerà scoprire in tempo quali sono le ragioni del perchè di questa invasione, prima che tali parassiti possano creare squilibri nel nostro organismo.

Tra i motivi principali di un attacco parassitario vi è la una mancata attenzione alle norme igieniche che dovrebbero essere eseguite quando si mangia. Essere certi della qualità dell’acqua e assicurarsi che sia potabile risulta indispensabile quando occorre lavare le verdure, soprattutto quando non dobbiamo cuocerle.
Anche lavarsi le mani di frequente eviterà che dei germi, provenienti da luoghi più sporchi, che abbiamo visitato in giornata, possano introdursi nel nostro corpo. Buona norma è pulirsele sempre prima e dopo aver mangiato, utilizzando uno specifico sapone antibatterico.

La brutta abitudine di mangiarci le unghie può essere un’altra modalità con cui i vermetti riescono ad entrare nel corpo ed è per questo che dovremmo tagliarle spesso per limitare le possibilità di contagio batterico.
E’ la stessa ragione per cui chi lavora in una salumeria o comunque maneggia il cibo dovrebbe avvolgere i capelli all’interno di una retina e indossare costantemente dei guanti.

In bagno dovremmo essere più attenti, visto che il passaggio di microbi infettivi potrebbe venire dal nostro amico, parente o partner. La buona abitudine a mantenere distinti gli asciugamani, avendo la premura di separare quello che utilizziamo per il bidet da tutti gli altri teli presenti in casa.
E’ per questo che nei bagni di servizio degli autogrill o dei locali commerciali si predilige l’uso di asciugamani elettrici a fotocellula, molto più igienici perchè non necessitano di un contatto per essere azionati.
Ogni qual volta un asciugamano in tessuto cadrà accidentalmente per terra sarà opportuno metterlo in lavatrice e sottoporlo ad un lavaggio a 50°, con detersivo a cui avremo aggiunto polvere antifungina.
Anche dopo aver avuto un rapporto sessuale non dovremo “abbassare la guardia”, soprattutto in caso di rapporto anale.

Le infezioni virali, come le contaminazioni da parte dei batteri sono assai più frequenti quando si limitano le possibilità che l’escherichia coli limiti la nostra vita sociale. Questo virus è molto frequente contrarlo anche quando si utilizza un water non perfettamente pulito.
Il sedimentare di residui fecali lungo le pareti del gabinetto può aumentare il rischio che vermi di questo tipo possano insinuare il nostro intestino. Per scongiurare questa situazione si consiglia di utilizzare sempre l’amuchina per pulire l’anello del wc e quindi di posizionare uno strato di carta igienica sul fondo della tazza. Spesso è da qui che provengono e hanno origini violente infezioni.

Questa operazione eviterà che gli schizzi di urina o dell’acqua del gabinetto, a seguito di un’evacuazione solida, possano ritornare verso l’alto e colpire gli organi sessuali.
Sono le ragazze le più esposte a questo tipo di rischi, guarda caso la categoria di persone in cui le infezioni vaginali e i vermi intestinali sono più frequenti.

Vermi e cibo

Resta però l’alimentazione in canale attraverso il quale è più facile andare incontro a questo tipo di rischi.
Non ci stancheremo mai di ammonire dal mangiare il pesce crudo, soprattutto quando si sceglie di mangiarlo in un sushi “all you can eat”. L’importanza dell’abbattitore alimentare nelle cucine dei ristoranti è fondamentale affinchè il verme dell’anisakis non ci metta ko, causando diarree abbondanti, persistenti e debilitanti.
I vermi intestinali che provengono da pesce crudo sono molto difficili da combattere.

E’ per questo motivo che sarebbe sempre preferibile la scelta di cucinare i prodotti ittici, anziché consumarli senza cuocerli o marinati.
L’acido del limone è un potente disinfettante, in grado di agire sulle proteine del pesce. Affermare che il limone cuoce il pesce sarebbe però una falsità, visto che per essere sicuri dai rischi parassitari bisognerà sempre utilizzare il fornello o il forno in cucina e non limirarsi alla “marinatura”

La migliore dieta antiparassitaria

pianta di rosmarino in autunnoAnche se molti continueranno a sostenere che i vermi non sono pericolosi e il più delle volte vanno via da soli, onde evitare episodi di recidività e pericolose ricadute, sarebbe meglio curarsi nel minor tempo possibile.
Esistono degli ingredienti che hanno la proprietà di attaccare i parassiti e aiutare l’organismo ad eliminarli naturalmente.
Tra gli alimenti suggeriti, quando si intende debellare i vermi interinali senza l’uso di farmaci, andrebbero annoverati:

 

 

  • aglio,
  • semi di anice,
  • olio extra vergine d’oliva,
  • rosmarino,
  • semi di papaya,
  • genziana,
  • cipolla,

Se dovessimo invece pensare ad una bevanda che può aiutare l’intestino a cacciare questi vermetti o a limitare i danni da essi prodotti, non possiamo non ricordare le proprietà drenanti e depurative del succo di pompelmo.
A tutte le persone che si sentono gonfie e vorrebbero iniziare una dieta contenitiva, suggeriamo di bere 2 bicchieri di succo derivato dal pompelmo.

Sarà importante in questo caso non utilizzare l’estrattore con questo frutto esotico, in quanto si rischierebbe di eliminare completamente le fibre che rappresentano uno tra i componenti più importanti di questo alimento.
Ad ogni modo, pur volendo suggerire qualche rimedio casalingo per mettere fine a questo problema, suggeriamo più che altro di prendere coscienza su quanto il cibo possa influire sul nostro stato di salute e sui vantaggi effettivi di un lavaggio intestinale.

Soltanto una pulizia attraverso il colon potrà uccidere questi vermi e parassiti, ricreando le basi per “educare l’intestino” in maniera appropriata.

1 rimedio contro i vermi intestinali:
Tagliare 6 cipolle rosse e riporle all’interno di un recipiente. Assicurarsi che siano completamente ricoperte dall’acqua e farle riposare per un giorno e mezzo. Consumare questa bevanda rigorosamente a stomaco vuoto, la mattina presto. Sarà sufficiente berne una tazza al giorno per un’intera settimana per osservare dei miglioramenti

 

2° rimedio naturale

Mettere ad asciugare al sole 7 semi di melograno. Qualora si abitasse in una città con poche giornate di sole si potrà ottenere lo stesso risultato riponendo le semenze nel forno, avendo cura di mantenere la temperatura del fuoco piuttosto bassa, sino a tostarle.
A questo punto dovrete sminuzzare i semi sino ad ottenere una polvere e successivamente riversare il tutto in un succo d’ananas, rigorosamente senza aggiungere zucchero. Questa bevanda andrà quindi consumata 4 volte al giorno, lontana dai pasti e per circa 10 giorni.

Terza soluzione per combattere i vermi e i parassiti dell’intestino

Versare un cucchiaino di corteccia essiccata di frangula in una tazza di acqua e far bollire per 3 minuti. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare la soluzione per almeno 15 minuti. Filtrare il tutto e somministrare 1 tazza poco prima di andare a dormire.

I vantaggi della colonscopia virtuale rispetto quella classica


Si tratta di uno strumento molto utile per fornire informazioni sullo stato di salute del colon. Si basa sulla produzione di una scansione in 3d dell’apparato intestinale, del tutto simile a quello che si avrebbe sottoponendosi ad una colonscopia classica. In questo caso però, attraverso l’ausilio di un software per l’elaborazione d’immagini, non sarà necessario alcun sondino endoscopico.
Anche se l’opinione distorta di alcune persone continua a reputare questa metodologia virtuale un’alternativa alla colonscopia convenzionale, sfatiamo subito questo convincimento, visto che il sistema computerizzato può essere considerato complementare e persino più efficacie di quello tradizionale, per delle ragioni che spiegheremo più avanti.

Quanto dura

La durata di questo esame non invasivo è inferiore ai 30 minuti, ovvero un periodo di tempo decisamente inferiore a quello necessario per una tomografia computerizzata, detta comunemente TC o TAC. Il medico che realizza la TAC virtuale riuscirà ad ottenere delle immagini in real time sulla condizione delle pareti intestinali, garantendo un’analisi più puntuale e veloce, senza per questo risultare meno completa.
Sotto alcuni punti di vista, la qualità della colon scopia virtuale con tomografia assiale tramite computer è anche superiore rispetto a quella raggiungibile con un tradizionale esame endoscopico, che preveda l’introduzione rettale di una sonda. Un’altra buona notizia quindi: non è un esame lungo.

Vantaggi rispetto al metodo non virtuale

Quando il tubo flessibile viene introdotto per via anale, qualora l’operatore non fosse preparato e delicato, tale operazione potrebbe risultare molto dolorosa. La paura che i pazienti hanno per questo tipo di controllo del colon è giustificata da esperienze pregresse di persone, spesso riportate sui forum di medicina, traumatizzate a causa di una sonda che sembrava, ad ogni curva del tubo digerente, di dover perforare la pelle. Chi l’ha fatta si è sempre trovato bene e chi aveva già sperimentato la metodologia “più fisica”, convenzionale, sostiene il linea di massima, di essersi trovato meglio.
Ad ogni modo, si assicura che l’endoscopio nell’orifizio anale non è poi così difficile da sopportare se si assume un sedativo o se ci si affida ad un centro specializzato di comprovata esperienza.
Inoltre, altro vantaggio a favore della metodologia virtuale è quello di ovviare a degli ostacoli di natura fisica che spesso impediscono alla sonda di esplorare adeguatamente tutti gli spazi del colon.
Qualunque disturbo o infiammazione apparità evidente sul monitor di un computer, grazie ad una sonda superficiale in grado di raggiungere ogni cavità rettale, senza causare dolori o imprecisione d’analisi.

Chi si dovrebbe sottoporsi all’investigazione virtuale del colon

Tutte le persone che hanno compiuto il 55 esimo anno di età, con maggiore attenzione per tutti quei soggetti che posseggono in famiglia dei casi di carcinoma intestinale o che hanno già mostrato in passato la presenza di polipi nell’intestino. Questa categoria di individui, stando alle statistiche, avrebbe circa il 30% di possibilità in più di manifestare un tumore colon-rettale e, di conseguenza, avrebbe maggiori possibilità di curarlo, qualora si sottoponesse ad un diagnostico nel minor tempo possibile. In queste specifiche condizioni, di alta incidenza tumorale a livello famigliare, il ministero della salute consiglia di sottoporsi a questi controlli una volta ogni 5 anni.

Effetti collaterali

Non vi è nessun problema nel sottoporsi ad un’indagine endoscopica virtuale, salvo il timore infondato, spesso rivelatosi nei pazienti, che si tratti di un controllo che fa male e le cui radiazioni possono essere molto dannose per l’organismo, oltre che per la flora batterica. Si tratta semplicemente una delle tante fandonie che girando su internet, visto che l’unico effetto negativo lo si ha soltanto nel caso in cui a sottoporsi ad una colonscopia virtuale fosse una donna gravida. Sappiamo bene come i raggi X di una Tac possono indebolire il feto nella pancia, in piena fase di formazione. Questo discorso, di conseguenza, vale anche per gli effetti controindicati della colonscopia di tipo virtuale nel caso di donne incinta, a cui sconsigliamo vivamente di scegliere questo strumento di diagnosi. Tutti gli altri tipi di pubblico tollerano invece benissimo questa pratica e sono tantissime le esperienze di cura, svolte tramite un software capace di guardare accuratamente quello che accade all’interno del colon, senza la necessità di introdurre nel corpo alcuna telecamera, più o meno invasiva.

Unica accortezza: la preparazione all’esame

colonscopia-e-diarreaPerchè uno studio virtuale del colon possa essere svolto in maniera impeccabile e le immagini di quello che accade dentro il tubo rettale risultino nitidamente sul monitor collegato con il personal computer, bisognerà “ripulire il colon” di tutte le scorie alimentari che inficerebbero i risultati del test endoscopico.
Per ottenere una colonscopia efficacie, sia nel caso di quella tradizionale che in caso di quella virtuale, i professionisti di questo settore medico suggeriscono di seguire una dieta purificatrice, in fase di preparazione. Per ripulire il colon e consentire una veduta più chiara attraverso pc, converrebbe seguire un regime alimentare genuino ed evitare alcuni cibi, decisamente negativi per “vedere” quello che accade tra le pareti intestinali.
Dovendo “arrivare immacolati”, sotto il profilo gastrico, incominceremo a fare attenzione a quello che immetteremo nel corpo, a cominciare da 3 giorni, prima della data dell’appuntamento.
Tra le pietanze da non mangiare, segnaliamo: caffè, frutta secca, pasti con farina integrale, cavoli e broccoli e burro.
Alcuni endocrinologi sono soliti consigliare il digiuno assoluto, a partire da 6 ore prima dell’orario della visita. Bisognerà arrivare nel centro specializzato in colonscopia virtuale ben 3 ore prima, in modo tale da bere la soluzione di acqua, a cui verrà aggiunta la giusta dose di Gastrofrafin, necessario per liberare completamente il colon. Quello che avviene lo si può immaginare, visto che l’unico effetto realmente collaterale di questa pratica è proprio quello di vivere atroci scariche di diarrea, necessarie per ripulire l’area gastrica.
Eppure non si tratta dell’unico metodo per lavare intestino, visto che sottoporsi ad una visita d’idrocoloterapia sarebbe decisamente più utile ed eviterebbe questa spiacevole sensazione legata ad una dissenteria non controllata. Pulire l’intestino con la una valida colon terapia potrebbe rappresentare una soluzione più “sostenibile” per prepararsi adeguatamente ad una visita di colonscopia.

Costo

Il prezzo di una visita presso un centro specialistico è di circa 250 euro. Si ricorda però che la passa la mutua e che quindi il costo del servizio risulta più basso, perchè defalcabile dalle spese mediche e quindi recuperabile dalle tasse. Questo tipo di convenzioni permettono di risparmiare un bel po’ di soldini a fine anno, proprio come accade anche con il lavaggio intestinale presso un centro autorizzato che, anche se non prevede un ticket ospedaliero, può essere calcolato dai liberi professionisti, come spese di carattere medico. Sapere quanto costa dipenderà quindi dalle convenzioni regionali vigenti e dal proprio reddito d’appartenenza.

Dove si fa può fare una colonscopia virtule?
Di sicuro in tutte le più grandi città italiane avremo dei centri specializzati, con personale qualificato, di buona preparazione, in grado di rendere attendibili i risultati di un’analisi diagnostica. Seguire le indicazioni dei dottori che operano in queste strutture sarà essenziale per risolvere e affrontare nel giusto modo il disturbo dell’intestino che vorremmo curare. A tutti gli utenti che ci chiedono dove farla in Puglia, assicuriamo che è possibile certamente eseguirla a Bari, come in tutti i capoluoghi di Regione, come Torino, Milano, Roma e tutti gli altri a seguire. Non abbiate paura di non poter sottoporvi ad una colon scopia virtuale, perchè si tratta di qualcosa di abbastanza diffuso, perchè universalmente riconosciuto come un metodo valido. Tra le strutture ospedaliere più blasonate d’Italia, ricordiamo quella dell’Evangelico di Genova.

Che cosa cura?

Questa attività medica non ha lo scopo di curare, bensì quello di diagnosticare dei mali, dai quali si potrà successivamente guarire, soltanto seguendo dei metodi terapici veri e propri, come diete personalizzate, lavaggi di idrocolon e tanto altro ancora. Non ci stancheremo mai di ripetere come un aspetto fondamentale della nostra esistenza dovrebbe essere quello della prevenzione della malattia. Questo fine dovrebbe essere il risultato di un’alimentazione sana, ricca di verdure e povera di grassi di origine animali e frittura, in cui cercheremo di limitare il più possibile il consumo di bevande contenenti alcool. A contorno di questo equilibrio a tavola, dovremmo impegnarci in una quotidiana attività di sport all’aperto.
Ritornando sul tema dell’articolo, per maggiore completezza sull’argomento, sottolineiamo come la colonscopia si rivela estremamente utile per verificare l’effettiva presenza di specifici problemi dell’apparato intestinale come:

  • diverticoli
  • morbo di chron
  • emorroidi

Specifichiamo come tra le conseguenze indirette di sottoporsi a questo test endoscopico virtuale vi sarebbe quello di dimagrire. Riuscire ad identificare in anticipo lo sviluppo di malattie intestinali consente di risolvere pericolose situazioni di intolleranze alimentari, causa spesso dell’accumulo di chili di troppo nell’organismo.