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Chi può curare la medicina?

Una domanda volutamente provocatoria che intende far riflettere sulla modalità con cui avvengono le ricerche (pseudo) scientifiche. Una delle prime obiezioni che si rivolge a qualunque filone della medicina alternativa (..forse volevano dire complementare?) è legata alla difficoltà con cui è possibile fornire delle prove tangibili ogni qual volta si parla di trattamenti di idrocolonterapia o trattamenti di benmer terapia. La ricerca “innatuarale” con cui la medicina cosiddetta ufficiale cerca di mettere il bastone tra le ruote a discipline diffuse in tutto il Mondo, come l’iridologia o la fitoterapia, richiedendo costantemente delle “prove scientifiche” che ne dimotrino l’efficacia, sfocia quasi nel ridicolo.
Questo articolo ha lo scopo di far aprire gli occhi su quello che è un vero boicottaggio della scienza medica tradizionale nei confronti dei dottori e professionisti, con tanto di titoli ed esperienza a seguito, che credono in altri punti di vista.
In fondo, la possibilità di poter contare su un altro sguardo sulla realtà, dovrebbe avvantagiare la soluzione di un problema, anziché ostacolarla. Allora è meglio fare chiarezza e comprendere forse le cause reali che si celano dietro la brutta reputazione dell’olistica e delle terapie mediche alternative.

Aggrapparsi alle certezze della scienza

L’atteggiamento tipico del paziente medio è quello di credere a tutto quello che si trova sotto il mantello protettivo della “prova scientifica inconfutabile”, ripetendo in maniera meccanica assiomi come: “gli scienziati hanno detto che…” …”sulla Repubblica la dottoressa Saggetti ha smentito che…”.
Come reagirebbero queste stesse persone se scoprissero che la maggior parte degli esperimenti legati alla medicina ufficiale non fossero ripetibili?
Che cosa accadremme se il più grande assioma della scienza medica, si gretolasse come un castello di sabbia esposto ai venti di maestrale?
Se è proprio la paura di cambiare prospettiva a bloccare gli entusiasmi verso gli studi di iridologia e la ricerca verso dei rimedi naturali, senza neanche chiedersi a cosa servono i fiori di bach, cosa succederebbe se scoprissimo che la medicina scientifica si basasse se non proprio su una bugia, ma su una verità soltanto parziale.
The Economist sostiene che…

A questo punto la utilizziamo noi questa espressione, visto che a svolgere questo interessantissimo studio sulla veridicità della medicina sono stati i blasonati giornalisti inglesi de “the Economist”. Stando a quanto emerge dal loro studio, tenetevi forti alla sedia,
oltre la metà degli esperimenti nel campo della biotecnologia è impossibile da ripetere
Il giornale “Nature” conferma questa tesi, affermando come i ricercatori di Amgen abbiano confessato di riuscire a replicare solo 6 di oltre 50 studi oncologici.

Verità scientifiche o bugie ufficiali?

bugie-medicinaImmaginate la portata di un’affermazione di questo tipo? Cosa accadrebbe a livello dell’immaginario collettivo se si usasse la stessa insistenza con cui vengono richieste delle riconferme scientifiche post trattamento idrocolon, per informare il Mondo di come degli studi sui tumori, definiti, di importanza scientifica, non potessero essere ripetuti?

Possiamo immaginare quali conseguenze potrebbe avere, sul pubblico dei consumatori, sapere come importantantissime case farmaceutiche, leader della vendita di medicine a livello planetario, non riuscissero a garantire l’affidabilità dei loro studi?
Sappiamo con certezza, come negli ultimi 15 anni, quasi 100000 pazienti abbiano dovuto “ripetere” dei test campione, perchè avevano dati dei risultati assolutamente sballati.
Senza cambiare troppo l’angolo di vista, valutiamo quante morti inutili di ranocchie e di topolini caratterizzano ricerche cosmetiche di dubbia autenticità, i cui risultati si rivelano in gran parte frutto della casualità.

Problema qualitativo
Appellarsi all’effetto placebo, quando si parla di Bemer terapia o di idrocolonterapia intestinale non ha senso quando i dottori che predicano tanto bene, dimostrano di razzolare molto male e di essere accecati da una sete di potere e forse da una trave nell’occhio che non permette loro di essere giudici imparziali. Le lobby della medicina uffiale sono molto potenti e il prestigio che ne può derivare fa gola a tantissimi soggetti.
E’ per questo che sempre più studenti si inscrivono alle facoltà di Medicina ed è per questa ragione che molti di loro tendono ad avere una certa sudditanza psicologica nei confronti degli informatori scientifici, per un ritorno professionale ed economico.
Accade così che i risultati straordinari che può dare una ricerca scientifica sono il trampolino di lancio maggiore per chi vuole far carriera in campo medico. Spiegava molto bene questo processo anche la trasmissione “Presa Diretta”, nella puntata dedicata al divieto di coltivare OGM in Italia. In questo modo, di fronte ad un numero di dottori sempre maggiore, è più difficile farsi notare e la via più facile da percorrere resta quella della “pubblicazione forzosa”.
In sostanza, anche se la maggior parte degli studi della medicina ufficiale non possono essere ripetuti e quindi considerati “validi” in termini oggettivi, medici di ogni parte del mondo, partecipano a questo gioco deplorevole, pur di guadagnare popolarità in ambito medico.
Tutto questo a scapito dei pazienti che cercano la verità e delle cure naturali con le quali curarsi.
Un processo che merita di essere interrotto, prima di causare ulteriore disinformazione tra le persone. La speranza è che la medicina “alternativa” (..a cosa..alle bugie?) recuperi terreno rispetto quella tradizionale e possa dimostrare i benefici dei trattamenti della pulizia del colon o legati al miglioramento della microcircolazione, senza essere più vittima di pregiudizi.

iridologia-dieta

La dieta dell’occhio

 


Andare a farsi analizzare le macchie oculari e ritrovarsi dopo 3 mesi più magri di 5 chili vi sembra impossibile? Forse lo è solo se non ci si è mai interessati al lavoro di un medico iridologo e a tutto quello che può controllare attraverso un “occhio-lettura”. Uno dei vantaggi più importanti quando ci sottoponiamo ad una visita dell’iride è legata agli straordinari consigli che possiamo ricevere sull’alimentazione. Proprio come avviene nel rapporto naturopatia dieta, così anche l’iridologia può rivelarsi uno strumento eccellente per avere una dieta personalizzata.

Iridologo, dieta e consigli alimentari

Quando si parla di dieta dell’occhio quindi, non bisogna pensare ad un sistema un po’ sadico con cui si permette al paziente di “mangiare solo con gli occhi” dei cibi, mostrandogli delle foto ed impedendogli di ingerirli fisicamente…
Alludiamo invece alla possibilità di utilizzare l’iridologia per perdere peso, in virtù del fatto che una corretta mappatura oculare può anticipare la presenza di un’intossicazione in arrivo o segnalare un livello di intolleranza certo determinati cibi o componenti nutritivi.

Iridologia per dimagrire

Il lavoro di un dottore iridologo diventa molto più simile a quello di un nutrizionista che a quello di un oculista, come molte persone ancora pensano. Dimenticatevi l’idea di avere a che fare con tabelle e lettere dell’alfabelo.
Mettete da parte Snellen se volete diventare più snelle!

Attraverso questa specie di lente di ingrandimento, capace di ingigantire l’immagine di pupille, iride e sclera di oltre 50 volte, si potrà visionare lo stato di salute generale di un individuo. Questo significa che il controllo dell’iride, realizzato osservandone forma, densità e trama potrà aiutare ad interpretare dei “sintomi invisibili” sull’alimentazione scorretta che seguiamo, spesso senza esserne consapevoli. L’iridoscopio è uno strumento che va breccia nei nostri occchi, ma che può leggere l’intera anima di un paziente.

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, posso essere pure un libro aperto sul nostro sistema immunitario.
Gli elementi che ci permettano di vedere il Mondo cambiano colore a seconda del cibo che mangiamo. Non parliamo di fenomeni rapidi, ma si tratta ugualmente di trasformazioni nell’iride evidenti che possono descrivere putrefazioni in corso nell’organismo o in via di sviluppo. I cambiamenti nella forma del collaretto irideo, a seconda del posizionamento sulla mappa iridologia ideata da Jensen, possono spiegare la presenza di un herpes o rappresentare la prova di intossicazioni da carboidrati, ad esempio.

Seguire i consigli di dieta di un iridologo può dare risultati certamente più efficaci, in termini di perdita di peso, rispetto quelli associati ad un regime alimentare solo vegetariano o “a zona”.

La pagliuzza nell’occhio altrui

Comprendere l’iridologo cosa fa significa riuscire a capire quanto possa essere d’aiuto per dimagrire. Sono tantissime le persone che non danno la giusta importanza a cosa mangiare e a quali cibi facciano male. Un controllo iridologico può dire molto più di quanto riusciamo ad ammettere a noi stessi. E’ come se alcuni segreti alimentari restassero celati al nostro cervello e diventassero una questione privata tra cute e salute degli organi interni.

Accade così che ci ammaliamo senza sapere la causa. Notiamo degli sfoghi cutanei, senza metterli quasi mai in relazione con la qualità delle pietanze da noi assunte. Puntare quella lucetta nell’iride e fotografare l’occhio equivale a fare una radiografia alimentare assai completa. Quello che un cambiamento delle iridi, potrà essere causato da qualcosa che reputiamo “sano”, ma che magari, nel nostro organismo, si rivela assolutamente dannoso.

Nel campo nutrizionale non esistono assiomi assoluti. Cibi che fanno bene in alcuni individui, sono negativi per la dieta di altri. La disciplina dell’iridologia è ricca di esempi e testimonianze di pazienti che hanno perso “pancetta” e ritrovato un’energia inaspettata, solo dopo aver allontanato dalla tavola della cucina dei cibi a loro ostili. Quelli che sono i consigli sulla dieta da seguire, espressi da parte di un’iridologa competente, si rivelano specifici per il soggetto su cui si è effettuato il test dell’iride e non possono essere generalizzati ad altri pazienti.

Succede così che due fratelli possono sottoporsi alla stessa mappatura completa dell’iride e ricevere consigli alimentari decisamente differenti. L’individuo A dovrà ad esempio rinunciare ai latticini, ma potrà mangiare la pasta, il secondo fratello invece potrà assumere regolarmente formaggi e derivati del latte, ma non potrà permettersi di nutrirsi con piatti a base di carboidrati e farine di grano.

Si potrà scoprire come una disbiosi dell’intestino, scaturita dalla continuità con cui introduciamo “cibi tossici” nel nostro organismo, potrà indebolire le difese immunitarie e colpire la flora intestinale a tal punto da esporci a rischi di malattie metaboliche o persino autoimmuni.
Non meravigliamoci mai di come l’irideologia possa consigliare la migliore dieta per sentirsi in forma.

Fidarsi della dieta di un iridologo

Anche se vengono spesso dipinti come tipi bizzarri e un po’ fuori dalle righe, naturopati e iridologi meritano lo stesso rispetto professionale che spetta a dietologi e dottori. Si tratta di gente con lauree spesso in farmacia e medicina, che si sono avvicinate al mondo della scienza olistica per completare la propria formazione ed avere uno sguardo più completo sul Mondo.

Un dottore che sa leggere negli occhi di un paziente, di sicuro sa leggere anche nel suo cuore. Vi sorprenderete di conoscere quante informazioni, spesso anche molto personali o intime, può dedurre un medico iridologo..guardandovi negli occhi. Proprio come il poeti sono soliti comporre frasi sugli occhi verdi o sugli occhi azzurri, anche gli iridologi possono “leggere” quello che sta scritto sull’iride destra, a cui corrisponde la salute del fegato o sulla zona iridea sinistra, che può dare tantissime informazioni sullo stato cardiaco.

Sottoporsi a un test dell’iride presso in centro Heliantus, confidando nella qualità della dottoressa Racanelli significa ricevere delle diete gratuite e suggerimenti per dimagrire velocemente, semplicemente eliminando dal nostro regime proteico i cibi che più ci fanno male. La sensazione provata da un uomo o donna nel seguire iridologia e diete è legata al un alleggerimento globale del corpo umano, tanto a livello fisico, quanto sul piano mentale. I pazienti che hanno seguito l’alimentazione corretta emersa dai riscontri iridologici testimoniano una percezione di liberazione, che consente di svegliarsi più vitali e affrontare la giornata con forza e vigore.

Mangiare quello che fa meglio al nostro organismo garantisce di vivere il dopo cena nella migliore condizione per il nostro intestino che, alleggerito di un lavoro extra, precedentemente legato alla sintesi di cibi tossici, godrà di una salute maggiore. Una dieta gratis, come quella che puoi ottenere tramite una seduta d’iredeologia ti aiuterà certamente a dormire in maniera più appagante e a fare sogni intestinali più tranquilli.

Tutto quello che servirà è quindi “ascoltare” quello che comunicano i colori dell’iride e guardare quanti benefici possono generare da un’astinenza da cibi cattivi. Non occorre mangiare delle barrette dimagranti per ritrovare il peso forma, ma semplicemente rinunciare a condannare l’apparato digestivo ai “lavori forzati a vita”, connessi con il mangiare pasti che continuano ad intorricare le nostre cell

ule. Gli effetti positivi di una dieta iridologica possono essere persino superiori a quelli delle diete tanto amate da chi pratica palestra o bodybuilding.

Non si tratta solo di coincidenze, di conseguenze legate all’effetto placebo o di una persona che “ha azzeccato parecchie cose”, con poteri quasi magici. Fidarsi di un’iridologa significa riuscire riflettere meglio sull’intero apparato digestivo e sulle ripercussioni che hanno i cibi anche sulla sfera emotiva, come ci insegna il dottor Loreto Bizzarri.

Un rimedio naturale

La salute che deriva da un check up iridologico permette di guarire anche da acciacchi come tosse o
altre disbiosi legate alla presenza di batteri nocivi nell’intestino, a volte favorita, oltre che da cibi nocivi, anche da

  • antinfiammatori e altre medicine usate in maniera continuativa,
  • tensioni emotive o situazioni stressanti,
  • inquinamento dell’ambiente che ci circonda e conseguenza introduzione di eccessive quantità di CO2 negli alveoli polmonari.

Seguire periodicamente dei controlli alle iridi può mantenere più desto un paziente, affinchè capisca sulla sua stessa pelle come sta intossicando l’organismo. La lettura analitica delle mappe iridologiche può creare consapevolezza nel soggetto e quindi renderlo più attento a cosa ingerire durante pranzo e cena.
Come si accennava prima, la tipica situazione che precede un’esplosione dell’intolleranza alimentare  è legata ad un abuso di qualche componente durante i pasti. Può capitare quindi che i nostri ritmi lavorativi ci impongano spesso dei pranzi fugaci, spesso caratterizzati da poca varietà e qualità nutrizionale.

Anche se noi sembriamo non farci caso, il nostro organismo se accorge benissimo ed in un arco di tempo variabile ci comunica questo suo dissenso attraverso eruzioni sulla cute, herpes, febbre o malattie vere e proprie. Non c’è un unico cibo che può far male, ma una tendenza generare a perseverare nell’errore.
L’osservazione delle caratteristiche dell’iride può dimostrare ad esempio la scarsa idratazione di un corpo e l’incapacità dei reni di allontanare dal corpo le tossine alimentari, attraverso l’urina.

Bere molta acqua è fondamentale per mantenere un’iride sana, conseguenza di uno stato di salute invidiabile. Quando si raccomanda nelle diete di mangiare molta frutta e verdure è implicitamente consigliato di bere tanta acqua, di cui questi cibi sono ricchi.

Consigli per colazione, pranzo, cena

Pur non esistendo indicazioni universali, in quanto l’iridologia tende a suggerire “diete su misura”, possiamo indicare delle buone pratiche a tavola che aiuterebbero naturalmente a vivere il momento del cibo, più consapevolmete.
Di mattina abbandonate il caffè. Un eccitante in meno darà di certo giovamento alla vostra dieta. Una tisana naturale, meglio se composta da foglie, potrà sostituire tranquillamente la caffeina e limitare il nervosismo a lavoro. Accompagnarla a colazione con una banana permetterà di donare all’organismo il giusto apporto di magnesio, attraverso la nostra dieta. Vedrete che nel tempo, alla prossima visita, l’iride ci ringrazierà, attraverso l’agoniata regolarità.

Non lesinare l’apporto di frutta e verdura, oltre che miniere d’acqua e sali minerali, servono per riportare un corpo verso l’equilibrio, senza mai renderlo pesante.
A pranzo limitate i pasti a base di maccheroni e spaghetti. La pasta e il pane apportano una maggiore percentuale di glicemia nel sangue, riducendo le risorse energetiche degli individui. Quando siete fuori al ristorante meglio allora puntare su qualche piatto a base di mare, magari senza troppo olio e salsette e magari, cucinato mediante vapore.

A cena sarà meglio consumare ricche insalate composte da carciofi, mela gialla e valeriana o preferire legumi come lenticchie, perchè in grado di dare il giusto apporto di ferro e quindi perfette per ridurre gradualmente dalla nostra dieta iridologica la carne rossa.

Vuoi provare anche tu i benefici di una visita iridologica ?

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Perchè i finlandesi non invecchiano

 

La ricerca dell’elisir di lunga vita ha caratterizzato gran parte della storia dell’uomo. L’ambizione di rallentare i processi di invecchiamento e consentire un’esistenza più duratura sono argomenti che hanno costantemente solleticato la curiosità umana. E’ così che quando leggiamo delle notizie su popolazioni particolarmente longeve, come nel caso di alcune aree della Sardegna o dell’Islanda, rimaniamo colpiti e torniamo a interrogarci su quali sono i fattori in grado di condizionare la durata della nostra vita.

Come restare “forever young”

Sono 3 gli elementi che condizionano l’invecchiamento delle cellule nell’uomo, tutti strettamente connessi con il vivere sano.
Per prima cosa il cibo. L’alimentazione di stagione, il cosiddetto cibo a chilometro zero, la scelta di colture biologiche, sono tutti aspetti determinanti nella creazione di una vera e propria dieta anti età. Come secondo fattore è impossibile non valutare la qualità dell’aria che si respira. La possibilità di offrire ai nostri polmoni dell’ossigeno privo di elementi inquinanti o veri e propri veleni, può allungare in maniera significativa la vita di una persona. Vivere lontani da poli industriali accorcia la strada verso la “quasi immortalità”, ma la centralità delle logiche capitalistiche ci porta ad essere sempre più dipendenti dalla vita urbana e dalle fabbriche che ne favoriscono i commerci.
Il terzo fattore essenziale, necessario per ambire a vivere quanto un finlandese è lo sport. Un corpo allenato e anche ben ossigenato non può che trarre benefici dal movimento fisico. Mens sana in corpore sano dovrebbe diventare molto più che uno simpatico slogan da campagna elettorale.

Essere giovani come ad Helsinky

Uno studio condotto dall’Università di Turku per spiegare il perchè la popolazione della Finlandia e in particolar modo quella di Helsinki, diventasse vecchia molto più in ritardo, rispetto al resto d’Europa, ha messo in luce altri aspetti che avrebbero potuto influenzare il mantenimento di un corpo più giovane. Questa ricerca ha subito messo in relazione l’esistenza di un importantissima struttura di Bemer Terapia nella capitale della Finlandia con una propensione maggiore da parte degli abitanti di Helisinki alla cura della persona, attraverso degli strumenti capaci di rallentare l’invecchiamento delle cellule e arrestare i processi di ossidazione.
Oltre ad una grande qualità nella cicatrizzazione, ideale per velocizzare i tempi di guarigione da un trauma, il trattamento Bemer ha mostrato proprietà eccezionali nei processi di rigenerazione cellulare. La fortuna degli abitanti di Helsinki non è certamente quella di vivere in un clima particolarmente favorevole. Sappiamo bene infatti come abbia un inverno quasi più freddo di quello di San Pietroburgo. Lo sanno bene i turisti che si dirigono a Dicembre per visitare la città finlandese che spesso, nonostante la grande organizzazione di questo stato si ritrova con un aereoporto bloccato e tantissime persone in attesa, disperate perchè non possono raggiungere i luoghi di interesse, come nel caso del prestigioso National Museum.
Il merito di chi abita ad Helsinki è quello di ritenere che la metodologia Bemer funziona bene, non solo per favorire dinamiche di guarigione, ma anche per impedire alle cellule di invecchiare velocemente, riducendo anche i rischi di formazione di polipi e tumori.

Mantenere un sangue allenato

Il segreto per mantenere un corpo attivo è quello di irrorare meglio il sistema sanguigno. Sappiamo tutti i benefici di sottoporsi a sbalzi termici importanti per periodi di tempo molto ristretti. E’ noto come anche il famoso calciatore Cristiano Ronaldo si sottoponga a cicli di crioterapia, immergendosi a fine di ogni partita in una vasca in cui la presenza di ghiaccio, mantiene una temperatura di circa -150° C. Altri sportivi che hanno giocato in Liga avevano compreso come l’ossigenazione del corpo potesse migliorare le loro performance e “allungargli la carriera”, come nel caso del madrilista Raul che dormiva in una camera ipobarica.
Non è un caso se tantissimi campioni dello sport si sottopongano a terapia Bemer che caratterizzano questo trattamento, mediante microcircolazione. Mantenere le cellule pulite, aiuta il corpo umano a respirare meglio, eliminare gli agenti nocivi e in quindi vivere più a lungo.
I finlandesi hanno tanta fiducia in questa cura, al punto da seguirla anche per combattere la tipica carenza di sonno legata alla stagione del sole. Come ben sappiamo, i Paesi scandinavi vivono giornate caratterizzate da giorni in cui è sempre notte e giornate estive in cui è sempre giorno. Basti pensare come ad Helsinki ci siano circa 20 ore di luce nell’intero arco temporale di Dicembre. Il contrario avviene in estate, con giornate in cui per conciliare il sonno, non sono sufficienti le mascherine per dormire, mancando quasi completamente lo scuro della notte. Questa condizione un po’ anomala, condiziona negativamente la qualità del sonno dei finlandesi i cui organismi rispondono con uno stress più intenso. Anche per questa ragione i cittadini di Helsinki trovano giovamento nella cura Bemer, recuperando la tranquillità necessaria per sognare più sereni e sentirsi più riposati. La possibilità che le cellule ematiche recuperino la motilità perduta è una garanzia maggiore per restare giovani e migliorare l’umore. Sappiamo bene come il meteo della Finlandia non aiuti le persone a sprizzare di gioia da tutti i pori e come la stimolazione elettromagnetica stimoli il flusso sanguigno dei microvasi, aumentando il benessere anche emotivo dei pazienti che si sottopongono al trattamento Bemer.
Crescere vuol dire logorare sempre più lo stato cellulare, sempre meno abile nel sostenere le reazioni metaboliche. Una cura funzionale come questa permette un miglioramento assoluto del processo di pompaggio di sangue nel corpo e quindi un recupero dell’attività di organi e tessuti anche quando l’età avanza.
Nella speranza che gli europei diventino un po’ più finlandesi e attenti alla loro salute, auguriamo buona microcircolazione sanguigna a tutti.

lecce-barocca

Idrocolonterapia barocca


Ormai sono oltre 10 anni che la bellezza del Salento ha cambiato il suo status di tesoro nascosto della Puglia a meta turistica di tanti italiani, in grado di rispondere anche alla richiesta proveniente dalle centinaia di migliaia di turisti stranieri che popolano le sue coste ed i bellissimi centri barocchi. L’attrazione verso un mare incantevole e la possibilità di contare su di un meteo particolarmente favorevole, spinge tantissimi giovani e anziani a visitare Lecce durante l’intero arco dell’anno. Quello che era inizialmente un turismo prettamente estivo si è quindi trasformato in una meta frequentata anche quando il sole è meno forte, dando ancora più più piacere a passeggiare tra le bellezze dell’arte barocca della città salentina. Sempre più persone hanno fatto di Lecce la loro prima casa, basti pensare al celebre attore Gerard Depardieu che dopo varie dichiarazioni d’amore nei confronti della città pugliese, ha finalmente acquistato casa nel centro storico leccese, dove trascorre gran parte dell’anno, quando è lontano dai set cinematografici.
Allo stesso tempo però, oltre all’aumento delle strutture ricettive, per poter gestire un’ondata turistica di tale portata, è importante riuscire ad offrire servizi e infrastrutture all’altezza di questo flusso. Il benessere di una città non si può valutare soltanto dalle bellezze naturalistiche e culturali, ma può essere raggiunto soltanto quando esistono ospedali efficienti e mezzi di trasporto puntuali.
Se da un lato istituti ospedalieri come il Vito Fazi sono stati molto potenziati e quindi messi all’altezza del blasone della città di Sant’Oronzo, dall’altro esistono settori della medicina lasciati un po’ scoperti. Il caso dell’assenza di un centro di idrocolonterapia a Lecce è emblematico, visto che non è possibile sottoporsi a lavaggi del colon in ospedale e nemmeno presso strutture per il benessere del corpo.
Un’assenza che diventa ancora più pesante se si pensa alla mancanza di un aereoporto a Lecce, fatto che obbliga i turisti a spostarsi da Brindisi o dall’aereoporto Karol Wojtyla di Bari per poter fare visita alla città dallo stile barocco per antonomasia. Una distanza non certo proibitiva, ma che rende il soggiorno a Lecce meno appetibile, rispetto ad altre mete del sud come Napoli, ad esempio. Non diamo quindi la colpa alla squadra di calcio, se Lecce si ritrova ancora nella lega pro dal punto di vista delle strutture adibite alla pratica delle cosiddette “medicine alternative”

Idrocolonterapia a Lecce

Sono tantissimi i pazienti leccesi che giungono presso il Centro Heliantus per guarire da una delle tante infezioni intestinali che un apparecchio di idrocolon può curare. La salute non conosce quindi distanze, soprattutto se si pensa al fatto che la statale “Adriatica”, in quel tratto, risulta molto scorrevole e in ottime condizioni. L’importanza di combattere gli avvelenamenti che investono il nostro intestino, a causa di cibi e di una vita caratterizzata da abusi di ogni sorta, dovrebbe spingere chi ha a cuore la propria salute, a sottoporsi a sedute di idrocoloterapia. Lecce quindi non è come Lecco essendo priva di centri per il benessere fisico in cui è possibile effettuare lavaggi del colon e scongiurare il perdurare di disturbi debilitanti anche per il nostro umore, come alitosi, puzza dei piedi e dermatosi. Basta raggiungere la consapevolezza che “la morte risiede nell’intestino”, come dicevano gli antichi e con “occhio critico”, potremmo aggiungere, parafrasando una frase dell’esperta di mappe oculari Racanelli: “…e si può osservare attraverso l’iride”.
Sono molti i pazienti che da Lecce si dirigono verso Bari, in Corso Alcide De Gaspari, verso il centro di pulizia intestinale gestito dallo staff Heliantus, intenzionati a ripulire il colon da tutte le scorie e quindi dalle tossine, responsabili di tanto soffrire.

Come raggiungere il centro di idrocolon da Lecce

Se si ha intenzione di raggiungere la sede di Bari in auto sarà sufficiente imboccare la statale 16 in direzione Bari ed prendere l’uscita 12 “Carrassi – Carbonara”. Al primo semaforo girerete a destra e al secondo girerete a sinistra. State percorrendo una traversa di Corso A. De Gaspari. Qui al numero 13, sulla sinistra, troverete il Centro. Molto semplice e anche comodo, tenendo presente che, vista la posizione strategica della sede sulla mappa di Bari, consente di arrivare in 2 minuti dalla tangenziale, evitando il classico traffico stradale che caratterizza le vie più centrali del capoluogo pugliese, soprattutto in prima mattinata.
Partendo invece dalla stazione ferroviaria di Lecce, arriverete nella città barese in circa un’ora e mezzo, in caso di treno regionale i tempi potrebbero anche allungarsi. Una volta usciti dal treno, seguire le scale che portano verso Piazza Aldo Moro, dove è presente un ampio parco bus e taxi. Se volete spendere meno potrete optare per il mezzo pubblico per antonomasia: l’autobus urbano. Il costo del biglietto orario è di 1 euro. Il mezzo di trasporto risulta molto comodo, visto che vi lascerà dopo 10 minuti di corsa circa, all’altezza di stazione di benzina “Esso”. Di qui imboccherete agevolmente la traversa in cui ha sede il Centro Heliantus, proseguendo a piedi, per soli 4 minuti.

I vantaggi della cura
La cucina di Lecce è molto buona, ma anche molto pesante. Impariamo a discernere il gusto da quello che fa bene e risulta vantaggioso per il nostro corpo. Il cavallino e “li turcinieddhri” possono pure piacere moltissimo al nostro palato, ma sono dannosi per il nostro intestino, il quale, a causa della nostra golosità, accumulerà un gran numero di scarti alimentari lungo le pareti del colon. Un vero e proprio vestito di feci, indossato dal nostro intestino. Un abito pesante, per un’abitudine alimentare pessima, a cui, attraverso l’idrocolon terapia possiamo mettere un argine. Il lavaggio intestinale a cui si sottoporranno gli amici salentini costituirà un’ottima cura per problemi di stitichezza e crampi addominali, ma anche per altri disturbi  che, erroneamente, crediamo non dipendere dall’apparato intestinale. Eppure è proprio qui che risiede il nostro “secondo cervello” ed è importante prendere coscienza delle dinamiche che caratterizzano l’asse intestino-cervello, onde avere un giudizio più pertinente del concetto di cura e salute e scoprire i vantaggi legati ad una maggiore attenzione sul regime alimentare.

Anisakis e terapia del colon

L’abitudine a mangiare pesce crudo è tipica della cucina pugliese. A Bari, come a Lecce, abbondano i piatti in cui trionfano quelli a base di pesce azzurro mangiati senza sottoporli a cottura. Sono proprio i pesci appartenenti a questa famiglia, come sgombri, sugarelli, alici e sardine, gli animali marini con cui l’uomo potrebbe essere affetto più facilmente da infezione da anisakis. Rispettare il ciclo del freddo e abbattere il pesce è l’unico modo per evitare un’infezione da vermi. Tante volte purtroppo l’incoscienza o le tradizioni sono più forti della scienza e dell’amore per sé stessi e ci si ammala. Sono molti i leccesi che sono riusciti a pulire i canali intestinali in appena 7 sedute di idrocolonterapia e che, dopo aver osservato che cosa era presente nel tubo digestivo, tra residui fecali e materiale organico composto da disgustosi vermicelli, c’è da scommettere che faranno molta più attenzione alla loro dieta quotidiana.
Un trattamento di questa natura è in grado di disintossicare l’organismo in tempi rapidi e senza controindicazioni, riuscendo ad eliminare quelle scorie che, trattenendosi tra i tessuti del colon per troppo tempo (anche anni!!!), avvelenano il corpo e lo fanno ammalare.
Quello che può generare una condizione di questo tipo non è solo legato al terribile odore delle feci prodotte, ma determina un peggioramento globale della salute, a cominciare dal sentirsi più stanchi e meno dinamici. Noi crediamo di invecchiare, ma in realtà quello che stiamo facendo è riempire di fatica il nostro intestino, fatto che renderebbe anziano, anche un ragazzo di 16 anni.
Togliere in maniera definitiva le feci stagnanti e le tossiche che queste producono, significa ritornare a godersi le spiagge di Otranto o gli scogli di Castro, senza il timore di dover scappare in bagno o soffrire di mal di pancia e flatulenza mentre si è in compagnia degli amici sotto l’ombra della pineta di Torre Castiglione.
Inutile quindi improvvisarsi dottori specializzati in malattie gastriche e cercare di risolvere i propri mali da soli. Il lavaggio del colon a casa non è come lavare i pantaloni! Non è cosa semplice ed occorre uno staff preparato che solo un centro per il benessere interno del corpo può garantire. E se molti amici pensano che clisteri e enteroclisma siano la stessa cosa di una pulizia intestinale con idrocolon, hanno un’idea abbastanza barocca della medicina. Inoltre, bisognerebbe poi stare attenti a chi promuove lavaggi di questo tipo attraverso coupon o sistemi di commercio come groupon, proponendo prezzi molto economici, ma servizi discutibili.
Non è un caso se Lecce è priva di strutture per praticare idrocolonterapia in maniera professionale, fatto che spinge sempre più leccesi verso il Centro Heliantus della dottoressa Racanelli che, allo stesso prezzo del trattamento, eseguirà una mappatura iridologica, una lettura della sclera e darà una vera e propria dieta da seguire. Tutti servizi che difficilmente potreste avere acquistando dei coupon di questo tipo.
Il consiglio è quindi quello di seguire dove vi porta la salute, perchè gli effetti secondari di questa cura sono tanti, a cominciare dal miglioramento dell’umore e dalla sensazione generale di entusiasmo e vivacità, oltre ad altri benefici ottenuti in termini di lucentezza della pelle e tonicità. Pulire il corpo è la migliore dieta per mantenere i tessuti giovani.
Chiedetelo alle tante pazienti salentine che mostrano orgogliose un corpo più elastico e con meno cellulite, tra i lidi di San Foca, continuandoci ad inviare email di ringraziamento, anche a distanza di anni.

asse-intestino-cervello

La linea rossa intestino-cervello

Proprio così, sembrerà strano a dirsi, eppure disponiamo di un canale digestivo di svariati metri, in grado di influenzare il comportamento degli altri organi vicini e anche comunicare per vie preferenziali eventuali disturbi o novità all’apparato celebrale. E’ come se esistesse una succursale del cervello anche nel tubo digerente, in cui milioni di neuroni sono pronti a rispondere ai svariati stimoli e sollecitazioni che avvengono all’esterno del corpo umano.

Proprio come avveniva con la nota “red telephone”, che caratterizzava il rapporto USA – URSS durante la guerra fredda, anche il sistema di comunicazione messo in atto dal corpo umano, regola l’intera struttura “mondiale” dell’organismo, condizionando anche i rapporti con ognuno degli elementi che ne fanno parte.
Questa visione della macchina umana, come di un dispositivo governato da 2 cervelli, in grado di influenzarsi reciprocamente e a loro volta legati a tutti gli altri organi, si sposa perfettamente con il pensiero olistico.

L’asse celebrale nord-sud spiega come l’uomo sia qualcosa di ben più complesso di quello a cui fa riferimento spesso la medicina quando si relaziona al corpo umano, trattandolo come la semplice somma di organi separati tra loro. Bisogna uscire da questo dogma e aprire le frontiere della guarigione ammettendo una volta per tutte come le capacità comunicative tra gli organi interni ed esterni del nostro organismo.

Il cervello dell’intestino

Dietro un concetto così semplice come “il cibo ci rende felici” si nasconde il segreto per affrontare meglio dei disturbi apparentemente estranei dallo stato di funzionamento dell’intestino. Quando avvertiamo quello stato di soddisfazione, legato all’assunzione di alimenti ci rendiamo conto di come il legame tra apparato intestinale e la sfera emozionale, regolata dal cervello, emerge con grande evidenza.

Introdurre cibo nel corpo non serve soltanto a contrastare la fame, ma produce benefici diretti anche sullo stato d’animo del soggetto. La rinomata “consolazione da cibo”, tanto cara alle donne, soprattutto quando mangiano dolci e cioccolata, è l’espressione più semplice, di relazioni molto complesse attivate dai neurotrasmettitori di intestino e cervello.
Anche nel trattamento di disturbi molto comuni, come nel caso della cura del colon irritabile, la qualità e la condizione dei batteri intestinali determina la risposta dell’individuo vittima di situazioni stressanti.

D’altro canto è noto a tutti i neuropsichiatri come un episodio stressante generi andrenalina e noradrenalina e vi sia un collegamento diretto con l’attività della flora intestinale. Non  è un caso se si parla di “irritabilità del colon” e di colite nervosa, sintetizzando con questa terminologia i complicati scambi di informazioni tra i 2 cervelli. Secondo questa prospettiva che la medicina ufficiale sembra ricordare soltanto quando le fa più comodo, batteri, sistema nervoso e complesso immunitario reagiscono tra loro e rispondono allo stress e concorrono al manifestarsi di infiammazioni all’intestino.

La forza del cervello intestinale

Numerosi studi sul sistema immunitario hanno dimostrato come metabolismo e digestione sono soltanto alcuni dei compiti dell’intestino che è inoltre capace di instaurare un legame diretto con l’apparato celebrale al punto da comunicargli, per vie privilegiate, eventuali pericoli arrecati da virus e batteri. L’esempio più classico di questa sua abilità è data dal riuscire ad accorgersi quando una pietanza è avariata, avvisando il “primo cervello” del rischio in cui potrebbe incorrere. I segnali neurologici di far scattare difese come “cacca sciolta” e reflussi gastrici partono quindi dal basso, dal “secondo cervello”, a testimonianza del peso che assume questo elemento nei processi di difesa e quindi nel raggiungimento del benessere fisico.

Il compito che assume l’asse che lega intestino al cervello diventa quindi centrale sul piano nutrizionale. L’importanza di ingerire piatti sani e seguire una dieta equilibrata emerge in tutta la sua evidenza quando si analizza la natura stessa di determinati neurotrasmettitori che operano a livello celebrale. Analisi molto particolareggiate, effettuate su soggetti affetti da colon irritabile, hanno spiegato come queste molecole neurotrasmettitori fossero derivati da amminoacidi essenziali, frutto della lavorazione delle proteine e quindi intrinsecamente connesse con quello che mangiamo.

Ecco spiegata la ragione del perchè la nostra alimentazione possa influire sul grado di irritabilità delle pareti intestinali e provocare sintomi tipici da colite, come bruciori addominari e crampi.
Questa stretta associazione cibo-disturbo-massa celebrale può spiegare tutti i problemi dell’uomo,  intesi anche come patologie associate alla sfera mentale, come nel caso della depressione, ad esempio. Un meccanismo che il nostro organismo conosce benissimo da centinaia di migliaia di anni, ma su cui la scienza medica si interroga soltanto da qualche decennio.

Quando percepiamo una situazione inaspettata nel nostro corpo avviene una riduzione della captazione di triptofano e pertanto la sintesi cerebrale di serotonina viene meno. La conseguenza più palese di questa paura che stiamo vivendo è il manifestarsi di tensioni emozionali, che percepiamo come agitazione. Quando diminuisce il triptofano vi è una captazione della tirosina della dopamina e della noradrenalina. Quello che accade quindi, grazie alla perfetta comunicazione tra tessuti intestinali e cerebro ha dello straordinario e dimostra la perfezione della macchina umana e l’equilibrio che ne regola i processi. Se ci troviamo di fronte ad un rischio, la produzione delle sostanze sopra indicate, ci aiutano ad essere più attenti e quindi più preparati ad affrontare quella condizione inaspettata.

Questa dinamica arzigogolata spiega pure le ragioni del perchè le donne sono più soggette a depressione o al tipico nervosismo da ciclo mestruale. Accade che il corpo umano femminile, prima che si pre il flusso mestruale, riduce la produzione di triptofano e serotonina, onde scongiurare un traumatico attacco di anticorpi nei confronti di un possibile bebè. Gli sforzi richiesti a livello intestinale nella donna sono maggiori di quelli a cui è soggetto l’uomo. Il numero di triptofani nella donna saranno costantemente in disequilibrio ed è per questo motivo che le donne sono più soggette ad ammalarsi di colite spastica o a soffrire di problemi depressivi, rispetto agli individui di sesso maschile.
Reputiamo la condizione di salute dell’intestino responsabile di numerose patologie, come: sclerosi, autismo ed epilessia. Comprendiamo bene come trattamenti di idrocolonterapia per via orale o lavaggi intestinali completi possano ripulire il tubo digestivo di tutte quelle “cattive informazioni” create da virus e batteri nocivi, colpevoli, in ultima analisi, delle principali patologie gastriche e celebrali che conosciamo.

La pulizia naturale del colon, quando avviene in centri specializzati e praticata da dottori di comprovata esperienza, equivale in ultima analisi ad una sorta di “pulizia del secondo cervello”. Una ragione in più per avvicinarsi a questo rimedio naturale senza pregiudizi e con la consapevolezza di dare una possibilità di guarigione in più al nostro organismo. Naturalmente, sedute di idrocolon dovranno essere accompagnate dalla volontà di seguire un regime alimentare migliore, in cui non ci sarà spasso per abusi o scelte di cui ci si pente solo sulla barella di un’ospedale.

La considerazione per cui l’emergere di disturbi non sia dovuto all’ingresso di nuovi agenti patogeni, ma al disequilibrio della linea intestino intelletto e alla conseguente incapacità di difenderci dai loro attacchi. In sostanza, se manteniamo un equilibrio attraverso diete alimentari o aiutiamo il corpo a liberarsi grazie a terapie di idrocolon possiamo meglio preservare quei processi autoriparativi. Sono forse loro l’aspetto più entusiasmante di quella macchina perfetta che è l’uomo, ma che la nostra sciagurata superficialità cerca di distruggere con comportamenti irresponsabili e pratiche alimentari sbagliate.

Analisi delle intolleranze alimentari

L’importanza delle analisi delle intolleranze alimentari

Sempre più persone sviluppano reazioni allergiche a seguito dell’assunzione di determinati cibi. Pensare che circa la metà della popolazione italiana mostra delle forme di intolleranza più o meno accentuate nei confronti del lattosio e che i casi d’intolleranza al nichel sono in costante crescita, dà l’idea dell’importanza che possono avere i test per intolleranze alimentari sulla salute delle persone.

Non occorre essere ricoverati in ospedale per uno schock emofiliaco per capire che è arrivato il momento di sottoporsi ad esami specifici e controllare lo stato degli anticorpi presenti nel nostro sangue.
Una reazione d’intolleranza è un meccanismo subdolo che può colpire chiunque in qualsiasi momento della nostra vita. Il fatto che sino al giorno prima quel dato nutriente facesse parte della nostra dieta quotidiana, non si rivela un dato sufficiente per stabilire che non saremo manifesteremo mai una reazione allergica a quel dato alimento.

La poca tolleranza del nostro organismo, dopo l’ingestione di un dato elemento, può essere molto dura da avvertire, perchè potrebbe mettersi in evidenza solo nel lungo periodo. Quella che in un primo momento può essere una lieve sensazione di pesantezza, nel giro di un mese potrebbe esplodere in un disturbo clamorosamente grave e doloroso. 

Allergico o intollerante?

Parte della distinzione riguarderà proprio la tempistica con cui si palesa questo “malessere”. Nel caso di allergia, la nostra cute potrebbe riempirsi di foruncoli, anche appena aver finito il immesso nella bocca il cibo incriminato. Potrebbe accompagnare il paziente per tutta la sua esistenza, costringendolo ad un’attenzione spasmodica volta a non ingerire mai gli allergeni.

Si tratta di una risposta del sistema immunitario agli agenti esterni, riconosciuti come pericolosi per l’equilibrio vitale, e per questa ragione aggrediti dalle nostre difese, che reagiscono attraverso la produzione di anticorpi. E’ proprio dallo scontro tra questi anticorpi e gli allergeni contenuti nella pietanza assunta che si genera istamina e quindi la reazione allergica. Nel caso di intolleranza da alimenti il processo potrebbe essere molto più lento e potrebbe persino arrestarsi, momentaneamente, quando l’alimento non viene inserito più nel nostro regime alimentare.

Potrebbe però ripresentarsi e ipoteticamente anche in forma più scatenante, quando viene nuovamente mangiato. A differenza di chi ha un’allergia, i pazienti intolleranti potrebbero introdurre dosi ridotte di quel nutriente, tranne se caso di soggetti celiaci o con serie difficoltà nell’assunzione orale di prodotti contenenti solfito.

Andare in farmacia e far un test non basta

Anche se vengono venduti moltissimi test per le intolleranze da cibi, sotto forma di farmaci da banco, la scarsa tolleranza a specifici alimenti, necessita di prove che solo i laboratori specialistici possono garantire. Anche se non vi sono controindicazioni particolari nel sottoporsi a questi esami, i maggiori rischi sono legati ai rischi di sottoporsi a questi test fai da te.

La possibilità di seguire autonomamente dei protocolli alimentari sbagliati possono generare conseguenze anche peggiori sulla salute intestinale dei pazienti. Rivolgersi a strutture dove poter fare test intolleranze alimentari è fondamentale per non incorrere in brutte sorprese. Escludere degli elementi nutritivi, sotto forma di alcuni piatti, per un certo periodo significa doverli sostituire con altri alimenti di fronte ai quali non mostriamo intolleranze. Fare questo significa avere le conoscenze nutrizionali per non generare scompensi a livello dell’organismo.

Non si tratta di un’operazione banale, perchè non possiamo permetterci di favorire l’origine di carenze nutritive di alcun genere. Soprattutto nei casi di pazienti con allergia alimentare molto marcata, ricorrere a test acquistati online e condotti senza la consulenza di una figura medica esperta, potrebbe risultare rischioso dal punto di vista della salute. Condurre test da soli, nel migliore dei casi, può portare a sottovalutare un problema o al contrario a creare inutili allarmismi, rischiando di rovinare l’umore nostro e la serenità delle persone che ci circondano.

I vantaggi di un esame così accurato

Sottoporsi a test d’intolleranza presso un laboratorio d’analisi vuol dire fare un vero check up della propria condizione di salute. Attraverso la corretta procedura applicativa si potranno ricevere informazioni utilissime per la prevenzione e cura di patologie, apparentemente slegate dall’alimentazione.

Eppure la dieta è la prima forma di tutela che abbiamo nei confronti del nostro corpo ed è da qui che dovremmo partire per curare disturbi o creare solidi presupposti per non dare origini a pericolosi stati d’irritazione gastrointestinale.
Sottoponendosi a prove allergologiche è possibile curare disfunzioni nel metabolismo e quindi combattere forme di obesità. Questi test riescono a risolvere non solo problemi associati a gastriti o alle vie renali, ma anche patologie cutanee o cefalee, spesso connesse a stati di tensione emotiva irrisolti.

Il test delle intolleranze alimentari è doloroso?

Mai. In nessun caso. Ad ogni caso si suggerisce un approccio chinesiologico per aver un quadro più definito di quello che gli alimenti spesso non dicono attraverso la pelle e quindi reazioni cutanee come sfoghi o rossori, ma che comunicano ugualmente al nostro cervello. Gli esami per intolleranze alimentari su base chinesiologica spiegano benissimo la concezione olistica del corpo macchina e di come l’apparato celebrale possa decodificare anche a livello inconscio ciò che percepisce come dannoso e riesce a comunicarcelo visivamente attraverso una maggiore debolezza muscolare. Il cibo è energia, ma soltanto quando fa parte di una dieta sana, altrimenti può trasformarsi, paradossalmente in fonte di debolezza.

Si consiglia a chiunque voglia recuperare la piena capacità del proprio corpo e muscoli di realizzare questo test, anche perchè ha un costo molto contenuto e permette di spiegare molto sui nostri bisogni di cibo. Ricordandoci sempre che un cibo “buono” non è solo quello considerato tale dalle nostre papille gustative, frutto di retaggi culturali, improntati sull’alimentazione animale, ma quello che restituisce maggiore energia di vita.

La possibilità di accompagnare ad una visita di allergologia, basata sulla chinesiologia, anche la lettura della mappa dell’iride ed eventualmente della sclera dell’occhio, fornirà ulteriori spunti d’analisi per iniziare una cura rivoluzionaria votata alla trasformazione della bocca da strumento di masticazione a risorsa per sorridere.

Dieta gruppo sanguigno

Piramidi alimentare e gruppi sanguigni

Quando il signor James D’adamo parlava di un legame tra nutrizione e sangue venne preso quasi per folle. Eppure della reticenza di determinati antigeni nell’accettare sangue di un altro ceppo sanguigno ne è consapevole anche la medicina ufficiale. 
Con il passare dei decenni e una maggiore apertura verso conoscenze olistiche le diete dei gruppi sanguigni sono state sempre più seguite e apprezzate. Svariate ricerche hanno spiegato come da diversa risposta dei pazienti con patologie identiche, di fronte all’assunzione dello stesso cibo, potesse dipendere soltanto da differenti caratteristiche del sangue. 

Le differenze con le altre diete

Si tratta di un regime alimentare molto aperto, che non parla di drastiche esclusioni dalla tavola, ma di cibi da preferire e alimenti da evitare. Ovvio che, a seconda del fatto che il paziente abbia gruppo sanguigno 0, ad esmpio AB, non potrà abusare nel consumo di cibi specifici, salvo essere consapevole delle conseguenze negative che ne possono generare. 
Eppure, a dirla tutta, esisterebbero dei pasti visti abbastanza di cattivo occhio dai seguaci del dottor D’Adamo, come l’iridologa Rosa Angela Racanelli. Parliamo di cibi come latticini e cereali, tristi protagonisti di malti disturbi digestivi e malattie autoimmuni. 
Alla stregua di quello che avviene quando si necessita di una trasfusione, la dieta basata sulla conoscenza delle classi sanguigne di appartenenza, spiega l’incompatibilità tra alcune pietanze e determinati gruppi. Non si parlerà mai di una valenza totalmente negativa della carne o di un apporto nutritivo sempre benefico da parte dei vegetali, ma di casi specifici, analizzati in base ai globuli rossi, antigeni e anticorpi.

Quando un cibo non piace al sangue

Da quello che sostengono i seguaci di questo tipo di dieta, una patologia è sempre il risultato una intolleranza alimentare che, trascurata nel tempo, potrebbe essere la causa di numerosi malanni anche gravi, principalmente connessi con l’apparato gastrico e la digestione.
Esisterebbe infatti una lista di alimenti ben precisa, a seconda del proprio ceppo sanguigno di origine, frutto di un patrimonio genetico che rivela moltissimo sulle nostre origini. Ci sono quindi cibi che fanno bene, cibi che neutri, ma anche cibi negativi. Trattasi di valori non univoci, ma in relazione del tipo di sangue che circola nelle nostre vene.

Le sostanze nutritive potrebbero quindi rigettare alcune cellule di alcuni gruppi sanguigni, in modo molto simile a quello che accade quando si sbaglia una trasfusione e l’organismo desidera espellere quel tipo di sangue. Di conseguenza è facile trovare un collegamento tra “cibi sanguigni” e dieta. Non si parla di bistecca al sangue ovviamente, ma di cibi coerenti con il nostro DNA. Appare abbastanza evidente come il nostro apparato digestivo tenda a preferire ed assorbire meglio, gli stessi cibi che hanno mangiato i nostri antenati, con medesimo gruppo sanguigno.
Tutto dipenderebbe dalle “lectine” contenute negli alimenti e delle loro proprietà quando circolano nel sistema sanguigno. Ogni volta che mangiamo un cibo che ha lectine non apprezzate dal nostro sangue, queste vanno a depositarsi verso un organo come reni o pancreas, ad esempio e per reazione, cominciano ad agglutinare globuli rossi in quella data zona, che ora presenziano.
Molte di queste tipologie di lectine sono giudicate “estranee” dall’organismo privo di quegli anticorpi in grado di attaccare quello specifico antigene. E’ il caso del cibi a base lattosio che hanno serie difficoltà ad essere tollerati da un paziente con gruppo sanguigno A, proprio perchè trattasi di alimenti caratterizzati da lectine simili all’antigene di tipo B.
Alcune lectine sono responsabili dell’eliminazione di globuli dal sangue, sia rossi che bianchi, e quindi capaci di creare un disequilibrio che si tramuta presto in disfunzione e malattia. 
La possibilità che si “appiccichino” sulle mucose intestinali e irritare quella zona può essere la causa di tantissimi problemi metabolici, ma anche nervosi, considerato il nesso molto forte tra qualità emotiva di un individuo e salute intestinale. 
Impossibile quindi affermare con rigore che il frumento faccia bene o il latte vaccino faccia male, senza aver preso in esame il sangue del soggetto analizzato.
Conoscendo la migliore dieta per il gruppo sanguigno A o quella per la classe zero positivo o altre ancora, si potrà stabilire quale sia la dieta più idonea da seguire.
Anche se occorrerebbe l’aiuto di un esperto dietista, in grado di definire con precisione il regime alimentare da seguire, è vero che qualche suggerimento di massima, a seconda del sangue “ancestrale” che ci scorre sotto la pelle, si può dare:

Gruppo a:
predilige vegetali, frutta e cereali. Ceppo antico, appartenente ad agricoltori primitivi, ma comunque successivi all’epoca del nomadismo.

Gruppo b:

tolleranza al latte e uova. Deriva dai popoli nomadi, perenni viaggiatori in cerca di cibo.

Gruppo ab:
attribuibile all’uomo moderno, in grado di mangiare qualunque cosa. Una sintesi perfetta tra i primi due gruppi sanguigni.

Denigratori di questo metodo
Come in tutti i settori, anche quello delle diete dei gruppi sanguigni riceve delle critiche. Sono tanti gli articoli sul web che parlano di vere e proprie bufale, soprattutto quando si parla di diete per bimbii autistici. 
Sarebbe bello che la gente si informasse prima di lanciarsi in affermazioni di questo tipo, che sembrano, ancora una volta, orchestrate ad hoc, dalla stessa “setta di pseudo dietologi”, finanziati dalle lobby degli integratori alimentari. Senza voler entrare nel merito però, vorremmo rassicurare il pubblico sul fatto che, seguendo regimi nutritivi particolari, possano sorgere dei problemi alimentari. Anche in questo campo, così anche quando si segue una sana dieta mediterranea, bisognerebbe usare criterio. Questo implica la necessità di farsi seguire da parte di esperti di nutrizione e non intraprendere mai avventure solitarie alla ricerca del cibo perfetto. Solo chi ha studiato le piramidi alimentari per anni può sapere come sostituire un cibo con lectine ostili, con altri meglio accettati dal proprio sangue, senza mai dover affrontare pericolose carenze nutritive.

 

Prospetto riassuntivo per capire che cosa mangiare o non mangiare a seconda del proprio gruppo.

 

 

Sangue Gruppo AB

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno AB dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Ad esclusione di agnello, capretto, coniglio, tacchino, fagiano, montone, struzzo, è bene evitare qualsiasi tipo di carni
PRODOTTI ITTICI Acciughe, aringa, anguilla, aragosta, branzino, molluschi (calamari, seppie, polpo, cozze, vongole ecc..), gamberi, granchio, halibut, ostriche, passera dell’Atlantico, passera pianuzza, ricciola, salmone affumicato, spigola
LATTE E DERIVATI Brie, burro, camembert, caseina, gelato, gorgonzola, latte vaccino, panna, parmigiano, provolone, emmental, pecorino, svizzero
SEMI E FRUTTA SECCA Girasole, sesamo (tahin), nocciole, papavero, zucca
OLII E GRASSI Derivati da: arachidi, burro, cartamo, cocco, girasole, margarina, mais, nocciole, palma sesamo, zucca
LEGUMI Ceci, fagioli (zoki, spagna, lima, mung, neri, dall’occhio), fave, anacardi, pistacchi
CEREALI Mais, grano saraceno, kamut, sorgo, tapioca, frumento
VEGETALI Aloe, barbabietola, olive, peperoni, ravanelli, rabarbaro
FRUTTA Arance, avocado, banane, cachi, fichi d’India, melograno, mango, noce di coco, mandarino, melone bianco, melone cantalupo
SPEZIE & COMPANY Aceto, anice, pepe, ketchup, salamoia, malto d’orzo, sciroppo di riso, sciroppo d’acero, miele, zucchero
BEVANDE Liquori, bibite (cola, diet ecc), birra dei cereali sconsigliati, tè nero, rabarbaro, liquori distillati

Sangue Gruppo A

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno A dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Ad esclusione di pollo, piccione, struzzo, faraona, tacchino, è bene evitare tutti i tipi di carni
PRODOTTI ITTICI Acciughe, anguilla, aragosta, branzino, calamari, pesce gatto, cernia, conchiglie, cozze, gamberi, granchi, halibut, molluschi bivalve (cozze, vongole, ostriche ecc.), nasello, orata, persico dorato, polpo, salmone affumicato e di allevamento, sarago, seppia, sogliola, trota di allevamento, storione
LATTE E DERIVATI Ad esclusione di ghee, yogurt, stracchino, mozzarella, latte di capra e ricotta fresc, è bene evitare gli altri tipi di formaggi, latte e latticini
SEMI E FRUTTA SECCA Anacardi, pistacchi, semi di papavero, semi di girasole
OLII E GRASSI Derivati da: arachide, burro, cocco, cotone, mais, margarina, palma, fegato di merluzzo
LEGUMI Ceci, fagioli (alato, dall’occhio, borlotti, lima)
CEREALI Tutti i prodotti che contengono frumento (anche il germe), mais
VEGETALI Cavolo cappuccio bianco verde e rosso, crauti, melanzane, tutti i tipi di patate, peperoni, pomidori, rabarbaro, olive, funghi champignon bianchi
FRUTTA Arance, banane, mango, noce di cocco, papaya, melone bianco, mandarini, melone cantalupo
SPEZIE & COMPANY Aceto di tutti i tipi, maionese, salamoia, capperi, pepe, ketchup, peperoncino di tutti i tipi, zucchero
BEVANDE Birra dei cereali sconsigliati, acqua di soda e di seltzer, tè nero, rabarbaro, cola, liquori distillati

Sangue Gruppo B

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno B dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Anatra, cavallo, maiale, cinghiale, cuore di manzo, oca, pollo, quaglia, faraona, tortora, piccione
PRODOTTI ITTICI Acciughe, aringa, anguilla, aragosta, branzino, cozze, gamberi, granchi, lumache, ostriche, spigola, polpo, rane, ricciola, salmone affumicato e da allevamento, seppia, trota, vongole
LATTE E DERIVATI Caseina, gelato, gorgonzola, mascarpone, camember, emmental, svizzero, pecorino, provolone, parmigiano
SEMI E FRUTTA SECCA Anacardi, pistacchi, arachidi, nocciola, pinoli, girasole, sesamo, semi di zucca
OLII E GRASSI Derivati da: arachidi, borraggine, cartamo, cocco, geme di grano, girasole, margarina, mais, sesamo, zucca, soia
LEGUMI Arachidi, ceci, soia, fagioli (neri, pinto, dall’occhio, azuki), lenticchie
CEREALI Frumento, mais, grano saraceno, segale, kamut, tapioca
VEGETALI Aloe, carciofi, olive, pomidori, rabarbaro, ravanelli, topinambur, zucca, patata
FRUTTA Avocado, cachi, fichi d’India, melograno, noce di cocco, banana, melone bianco e cantalupo
SPEZIE & COMPANY Anice, cannella, capperi, sasa di soia, maionese, ketchup, tamari, umeboshi, malto d’orzo, pepe, salamoia, senape mostarda, fruttosio, zucchero
BEVANDE Aloe, liquori distillati, bibite (cola, diet ecc.), acqua seltzer, birra dei cereali sconsigliati, tiglio, latte di mandorla, succo di barbabietola, caffè, tè nero

Sangue Gruppo 0

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno 0 dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Maiale, cinghiale e loro derivati (prosciutti, salumi), cuore di manzo, quaglia, tortora
PRODOTTI ITTICI Aringhe sotto sale, caviale di storione, pesce gatto, polpo, salmone affumicato e di allevamento, conchiglie, palombo, trota di allevamento, acciuga, calamari, granchio, cozze
LATTE E DERIVATI Ad esclusione di ghee, burro e pecorino, formaggi di capra freschi, feta, mozzarella, è bene evitare gli altri tipi di formaggi, latte e latticini
SEMI E FRUTTA SECCA Arance, mandarini, avocado, kiwi, melone cantalupo, melone bianco, more selvatiche, noce di cocco, fragole, albicocca, datteri, mela
OLII E GRASSI Derivati da: arachide, germe di grano, girasole, mais, margarina, pala, soia, olio di borragine, fegato di merluzzo
LEGUMI Lenticchie, arachidi, fagioli (dall’occhio, borlotti, pinto), soia, ceci, fave
CEREALI Frumento, mais, orzo, sorgo, avena, farro, segale, grano saraceno, tapioca
VEGETALI Alfalfa (erba medica, anche in germogli), aloe, cavolini di bruxelles, cavolo cappuccio bianco verde e rosso, cetriolo, funghi champignon bianchi, olive nere, patate, rafano, porro, cavolfiore bianco, cavolfiore verde, melanzana, olive verdi
FRUTTA Arance, mandarini, avocado, kiwi, melone cantalupo, melone bianco, more selvatiche, noce di cocco, fragole, albicocca, datteri, mela
SPEZIE & COMPANY Aceto, capperi, noce moscata, pepe bianco e nero, ketchup, senape, fruttosio, miso, zucchero, cannella miele, tamari, vaniglia
BEVANDE Caffè, tè nero, liquori, rabarbaro, iperico, aloe, cola, birra dei cereali sconsigliati, vino bianco, liquori distillati, latte di mandorla, latte di soia
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