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La dieta anticancro di Veronesi e il digiuno

 

 

Se il prestigioso oncologo Umberto Veronesi, all’età di 90 anni, continua ad avere una lucidità tale da continuare a portare avanti i suoi studi sul digiuno e sull’alimentazione, quale migliore conferma dovremmo avere per spiegare gli effetti positivi legati all’astinenza da cibo?

Il dottor Veronesi infatti, ex ministro della Sanità, durante il secondo Governo Amato, è un fermo sostenitore di come una giusta dieta sia la soluzione per mantenersi giovani e in perfetta forma fisica, anche quando la società ci considera anziani. Nel centro tumori, Veronesi continua un lavoro di ricerca e di sperimentazione di diete anticancro, ottenendo fantastici risultati, attraverso la pratica di digiuno terapeutico.

Veronesi e il digiuno

Era stato proprio lui una delle prime illustri personalità a rispondere positivamente all’invito di digiunare, lanciato da Papa Francesco, per protestare contro la guerra in Siria e la conseguente fame che avrebbe afflitto milioni di bambini siriani, a seguito di questo conflitto, voluto dall’Occidente. Un monito importante, un gesto anche più che simbolico, che era stato in poco tempo “imitato” da personaggi dello spettacolo e altri leader politici come i presidenti dell’america latina Maduro e Morales.

L’astinenza alimentare come gesto estremo di pace a sottolineare ancora una volta il legame tra quello che mangiamo e sopravvivenza.
Il dottor Umberto Veronesi ha un amore sconfinato per la vita. Lo dimostra il fatto di avere 7 figli e di avere dedicato una vita a scrivere libri e tenere conferenze in tutto il Mondo per promuovere il vegetarianesimo e i benefici di una dieta intermittente, caratterizzata da terapia del digiuno.

Il segreto della giovinezza

Secondo l’oncologo milanese, direttore scientifico dell’istituto europeo di oncologia, oltre a comprendere come l’apporto calorico e la scelta dei piatti sulla nostra tavola possa influire sulla qualità della nostra salute, un aspetto ancora più importante è la volontà di sentirsi giovani.
Non si tratta di una questione anagrafica, né tanto meno, di un modo di vestire, quello a cui allude Umberto Veronesi è che mantenere un cervello attivo, un approccio curioso alla vita può essere altrettanto utile di non mangiare carne, come modo effettivo per rallentare l’invecchiamento cellulare e “mantenersi giovani”.

Non si tratta quindi di una mera questione di perdere peso e dimagrire e la distanza con cui il dottore tratta ogni dieta super fast o i trattamenti alimentari non supportati dalla giusta conoscenza sul piano nutrizionale di quello che si assume e quello a cui si rinuncia, lascia ben comprendere come la dieta Veronesi sia qualcosa di molto più profondo. Continuare a farsi delle domande, cercare di risolvere problemi pratici, stimolare la fantasia e la creatività attraverso la lettura di libri, sono alcuni dei metodi più pratici per continuare ad avere un celebro giovane e un fisico attivo, ben ossigenato.

Diventare anziani, non vuol dire essere arrivati alla fine, ma solo essere il un punto del percoso. E se lo sostiene un’eccellenza in campo medico, che continua ad arricchire il mondo della Sanità con importantissime scoperte e preziosi contributi, c’è da fidarsi. Stando poi alle tappe professionali che hanno segnato l’esistenza di questo dottore italiano si capisce bene, come il fattore età, sia un elemento del tutto trascurabile. Egli sostiene che occorra “digiunare dagli stereotipi” e sperimentare sempre nuove vie. Solo questa strada diventa percorribile se si intende ottenere scoperte significative. Veronesi ha fondato il Centro Europeo di Oncologia a 65 anni e la fondazione per il progresso scientifico all’età di 78 anni ed ora, ad oltre 90 anni d’età, non sembra ancora aver appagato la sua “fame di conoscenza”.

Digiuno per dimagrire dall’apatia

Il prof Veronesi insegna che non è lo stress in sé ad indebolire l’organismo, ma il continuare a svolgere mansioni senza interesse personale. Dare amore e riceverlo è fondamentale per mantenersi attivi e propositivi e continuare ad essere d’aiuto agli altri, anche quando si è considerati dei “vecchi”. L’anziano non può essere considerato un peso se partecipa al bene comune e per fare questo, dovrà in primis impegnarsi in attività che si ha il piacere di svolgere.

Per questa ragione le persone che hanno eseguito lavori noiosi, più che duri, per tutta la vita e non vedono l’ora di andare in pensione e “rilassarsi”, se non riescono a riempire quel tempo delle giornate, con una passione che mantenga loro vivi e la loro testa “giovane”, andranno necessariamente incontro all’invecchiamento inarrestabile delle cellule e probabili malanni fisici.

La dieta anticancro parte da un’alimentazione vegetariana

Super convinto di come digiunare un giorno a settimana faccia bene e che l’astinenza da cibi solidi per 24 ore possa essere svolta praticamente da tutti, senza particolari attenzioni mediche, il dottore considera il digiuno terapico come un esercizio di meditazione. La ferrea convinzione degli effetti negativi della carne sulla nostra salute è in realtà legata all’affetto e alla stima che ha verso questi esseri viventi.

Sin da piccino ha avuto la fortuna di vivere una condizione in cui conigli, galline, vitelli e pecore, oltre che gatti e cani, erano parte della famiglia. L’amore verso queste creature ha alimentato in lui una formazione vegetariana, sin dai primissimi anni di vita. Con il tempo poi, l’approfondimento di certi studi scientifici sul cancro, gli hanno permesso di scoprire come le proteine alimentari, soprattutto in alcuni individui, caratterizzati da gruppi sanguigni del ceppo AB, possono rivelarsi dei fattori di rischio, in grado di accelerare processi tumorali.

Sono proprio le carni rosse e l’alcool gli elementi che influirebbero maggiormente sulle patologie tumurali, soprattutto quando si parla di cancro al colon, come del resto è emerso nella puntata di Report intitolata “Il genoma vien mangiando”. L’emerito professore parla di percentuali sconcertanti che dovrebbero far riflettere tutti gli amanti della “fiorentina” e degli hot dog. Secondo i suoi studi, i soggetti che assumono carne, hanno in media il 30% di possibilità in più di contrarre angiomi ai polmoni, alla prostata e quelli alla mammella.

Una disinformazione che arricchisce le multinazionali

La schiettezza con cui Veronesi offre delle spiegazioni sul perchè i medici non parlino diffusamente dei rischi legati al consumo di carni animali è una conferma della bellezza di questo professionista, anche dal punto di vista umano, fatto che spiegherebbe la stima che ha la dottoressa Racanelli nei confronti dell’oncologo Veronesi.

Il dottore parla del legame strettissimo tra industrie alimentari e aziende farmaceutiche, sostenendo che i loro guadagni risultino di gran lunga superiori a quelli generati dall’estrazione e commercializzazione del petrolio. Ancora una volta emerge con prepotenza il dubbio su chi può curare la medicina, risolvendo una volta per tutte il dilemma tra verità scientifica e bugia ufficiale..

Facile capire come nessun medico si senta libero di esprimere un giudizio negativo sul mangiare carne e dichiarare ufficialmente i benefici del digiuno per dimagrire, se questo potrebbe comportare la perdita del posto di lavoro. Troppe riviste scientifiche sono direttamente finanziate dai colossi del cibo e le fusioni come Byern e Monsanto dovrebbero essere viste sempre più con occhio critico dall’opinione pubblica che chiede verità e salute sul tavole e intestino. L’omertà medica è peggiore nemica per i nostri cervelli e per il nostro benessere.

digiuno-disintossicante

Il digiuno disintossicante


Un interessantissimo studio, portato avanti dalla Scuola di Medicina di Yale è pronto a tirare acqua al mulino di tutti coloro che affermavano che il digiuno avesse delle proprietà anti infiammatorie. L’apporto scientifico offerto dal gruppo di ricercatori statunitensi che hanno partecipato al progetto è qualcosa di magnifico, in grado di confermare, su base empirica, tutto quelle che di buono sostiene da sempre la dottoressa Racanelli sul digiuno terapeutico. Non ingerire cibi solidi nell’intestino quindi, per periodi limitati, mediante una specie di digiuno intermittente quindi, fa bene. Scopriamo assieme il perchè.

Come reagisce il corpo umano quando “manca” il cibo

Non ci stancheremo mai di ripetere come l’organismo sia un sistema assolutamente perfetto, capace di autoregolarsi e gestire un’infinità di processi contemporaneamente. Le conclusioni a cui sono giunti questi scienziati americani non fanno che confermare questa caratteristica, al punto da sostenere che, durante un’astinenza alimentare, il corpo umano produce una sostanza che favorirebbe l’arresto parziale di alcuni processi, da parte del sistema immunitario, e quindi delle infiammazioni in corso.

Da questa interessantissima ricerca si evince come la produzione di BHB, ovvero del β-idrossibutirrato, contrasti l’azione delll’NLRP3, e quindi limiti i processi infiammatori in svariati disturbi, anche di carattere autoimmune (come diabete di tipo 2 e sclerosi).

Quali fattori favoriscono lo sviluppo del BHB?

  • In primis il digiuno somministrato. E’ per questa ragione che trattamenti come la dieta Longo possono risultare delle armi vincenti, anche nella cura di malattie degenerative molto gravi, spesso considerate croniche e particolarmente difficili da guarire.
  • La produzione e lo sviluppo nell’organismo del metabolita BHB è associato ad una pratica intensiva di attività sportiva, integrata da un’alimentazione priva di pane e proteine animali.
  • Capacità di rilassamento e limitare fonti di tensioni emotive.

Ancora una volta, emerge con grande evidenza, la convinzione di come togliere dal proprio regime alimentare carne e pesce (soprattutto carne rossa e prodotti ittici grassi come salmone e tonno) possa generare benefici eccezionali sulla salute dell’uomo.
Il β-idrossibutirrato è quindi più concentrato in soggetti e pazienti vegetariani, rispetto che nei corpi di persone poco dinamiche e piuttosto pigre. La maggiore concentrazione di questi metaboliti nell’organismo potrà quindi aumentare le possibilità di disinfiammarsi in maniera naturale.

Una sorta di medicina fai da te, realizzata ad hoc dal nostro stesso organismo che, favorito dall’inizio di una dieta privativa e di un vero e proprio digiuno alimentare, permetterebbe di incrementare notevolmente la percentuale di BHB nel sistema circolatorio.

La conferma dai test sugli animali

Per scoprire se davvero un regime di astinenza da cibo potesse avere conseguenze talmente positive sulla riduzione dei processi infiammatori nell’organismo, sono stati eseguiti degli esperimenti sugli animali. Le controprove e i risultati raggiunti hanno confermato tutti i vantaggi del digiuno per ridurre i processi degenerativi delle cellule. Gli animali diagnosticati malati a cui è stata interrotta la nutrizione solida per un arco di tempo circoscritto hanno visto un incremento del tasso di  β-idrossibutirrato nel sistema circolatorio.

Terapia del digiuno e dieta

digiuno-beneficiSe già una dieta controllata, basata sull’ereditarietà espressa dal nostro gruppo sanguigno, può portare conseguenze estremamente positive sulla nostra qualità di vita, è finalmente confermato come un digiuno somministrato, eseguito da uno staff esperto in nutrizionismo e dietetica applicata, può risolvere o migliorare l’approccio delle terapie nei confronti di moltissime malattie infiammatorie.

Più che concentrarsi sulla smania di perdere peso per avere una silhouette invidiabile, ci auguriamo che un numero sempre crescente di persone e di lettori capisca l’importanza di ridurre il cibo dalle nostre tavole. Al di là infatti di ogni sacrosanto discorso sugli sprechi alimentari, seguire digiuni controllati è il miglior modo per prevenire malanni e condizioni pericolose o persino risolvere guai più seri che, nessun medicinale sarà mai in grado di fare.

Come piace ricordare spesso qui al Centro Heliantus:
“Togliere qualcosa dallo stomaco significa dare qualcosa in più a cuore e cervello”.

Il consiglio è quello di praticare qualche giornata disintossicante a base di liquidi, ma di non farlo  assolutamente mai da soli, ma solo sotto controllo medico o di un centro specializzato, altrimenti le controindicazioni rischierebbero di essere più numerose dei benefici prodotti dall’azione di togliere pasti alla nostra dieta tradizionale.

Egregi professori come il dottor Andreas Michalsen o Veronesi con la dieta anticancro, hanno insegnato e dimostrato tutto il bene di questa pratica medica, ma pensare di seguire un programma disintossicante per più di 3 giorni da soli è pura follia. Per guarire serve, oltre una buona dose di volontà e sacrificio, anche la giusta lucidità per poter realizzare scelte terapiche sempre ponderate.

Per leggere l’articolo completo sui vantaggi della digiuno terapia sui processi di intossicazione, apparso sul quotidiano scientifico “Nature Medicine” si consiglia di cliccare questo link
http://www.nature.com/nm/journal/v21/n3/full/nm.3804.html

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Dimagrire con l’oligoterapia catalitica

Come è stato dimostrato, gli oligoelementi sono necessari per attivare l’azione degli enzimi nel nostro organismo. L’oligoterapia catalitica permette quindi di mantenere le reazioni biochimiche necessarie per il benessere di un individuo. La carenza di oligo elementi può quindi creare scompensi e mancanze che a lungo andare possono causare disagi o persino malattie. Garantendo il giusto apporto di questi sali minerali e metalli si potrà compensare un eventuale deficit nel metabolismo e quindi ottimizzare l’assunzione dei cibi, sino a perdere peso e grassi in eccesso.

 


Oligominerali contro i chili di troppo

Si parla di ametallosi in riferimento ad una condizione disfunzionale tale da innescare carenze metaboliche importanti che, tra le varie conseguenze possono generare una propensione maggiore all’accumulo di lipidi e strati adiposi, specialmente nella fascia addominale.
L’utilizzo appropriato dell’oligoterapia permette di riequilibrare l’attività digestiva e migliorare le modalità di processare i cibi e quindi assimilarli meglio. In questo senso, l’offerta della tipologia corretta di oligoelementi ad un organismo in crisi, affetto anche da problemi connessi con l’azione neurovegetativa, può aiutare pazienti che hanno accumulato peso a perdere i chili di troppo. Non si tratta quindi di diete estremamente dure, che potrebbero causare scompensi anche emotivi ad un paziente non abituato a rinunce alimentari o più in generale a sforzi di volontà. Anche perchè, qualora questi regimi alimentari super pubblicizzati riuscissero a far perdere i kili in eccesso, molto spesso non vi è un adeguato apporto di nutrienti, soprattutto per quel che riguarda vitamine e sali minerali. La conseguenza di tutto ciò è che spesso un soggetto si trova sì un po’ più magro, ma anche più debole, diventando un facile bersaglio per le malattie.
In questo senso, la scelta dei giusti elementi, fatta da un dottore esperto di oligoterapia nutrizionale, può rivelarsi il rimedio naturale vincente per risolvere problemi di sovrappeso. L’unicità di questo metodo di cura non potrà certo escludere una regolare attività fisica e la scelta di una dieta sana, basata su cibi freschi e di stagione, ma certamente concederà un’opportunità in più a coloro i quali, dopo aver arginato i rischi di intolleranze alimentari legati a predisposizione genetica, non riescono a dimagrire.
Diversi studi hanno evidenziato come l’oligoterapia possa davvero velocizzare il metabolismo di un corpo e quindi correggere la tendenza ad ingrassare. Quella che noi spesso definiamo “tendenza ad ingrassare” potrebbe invece nascondere una carenza di associazioni di oligominerali, come il legame Zinco-Nichel-Cobalto o il Manganese-Cobalto.

Oligoterapia dimagrante

Si tratta di una medicina naturale grazie alla quale è semplice ottenere risultati importanti, senza perdere il buon umore. Troppo spesso assistiamo a soggetti obesi scoraggiati a causa di 3 settimane di corsa forsennata che non hanno portato ai risultati sperati. Bruciare i grassi in eccesso nell’organismo, senza perdere la massa muscolare non è facile, ma con la giusta lucidità mentale ed uno stato d’animo adeguato, si possono ottenere successi importanti nella nostra crociata verso la pancia piatta. Oltre a garantire il giusto quantitativo di fibre vegetali e continuare a fare lunghe passeggiate, limitando la nostra dipendenza da automobile, è possibile aiutarsi attraverso una dieta a base di oligominerali.
Modificare le nostre scelte alimentari è importantissimo, ma non sempre rimedi come la quercia marina o l’ananas riescono a fare miracoli, permettendoci di passare da una taglia 52 a una taglia 40 senza ricorrere ad impegnativi e dispendiosi interventi chirurgici. Molto spesso, soltanto i digiuni controllati, come quelli spiegati bene nella puntata di Report “Il genoma vien mangiando” consentono una completa pulizia delle pareti intestinali ed un rapido dimagrimento. Un po’ come accade con l’idrocoloterapia, considerata spesso come dieta dei Vip, in relazione al fatto che, il lavaggio intestinale tramite “regime calorico ridotto”, potrebbe aiutare molti pazienti  in soprappeso a guarire e coronare il sogno di essere magri.
Anche la microcircolazione mediante Bemer Terapia può aiutare a contrastare gli inestetismi da cellulite e mantenere una pelle giovane, ma potrebbe non bastare.

I nomi dei sali della salute

La  combinazione di sali più famosa per ridurre la circonferenza della vita è certamente quella composta da zinco, nichel e cobalto. Saranno loro i tuoi alleati per uscire dal tunnel calorico che ti ha reso così triste e insoddisfatto quando sali sulla bilancia del bagno. Oltre a rinforzare le difese immunitarie dell’organismo, l’oligoterapia catalitica ha proprietà dimagranti, grazie all’azione benefica dei suoi componenti. Per comprendere il nesso basterà pensare al collegamento che ha il diventare robusti con disfunzioni che possono riguardare organi o processi metabolici.
Lo iodio ad esempio ha un legame molto stretto con la tiroide e di conseguenza può avere un ruolo importante sull’attività metabolica. Una tiroide in cattiva salute può essere la causa di obesità. Al contrario, aiutarla attraverso la somministrazione di iodio può regolare meglio il peso corporeo ed adeguarlo a nostro modo di mangiare. Tipico di soggetti afflitti da ipotiroidismo è l’aumento di peso indipendentemente dalla quantità di cibo assunto.
Anche lo zolfo e selenio si rivelano un prezioso alleato dell’oligoterapia finalizzata al dimagrimento. La proprietà di questi elementi sono connesse con il funzionamento del fegato. Quando vengono a mancare, il meccanismo di filtrazione, garantito dal sistema epatico, può risentirne e provocare un accumulo di tossine. Succede che l’organismo appaia troppo impegnato ad arginare le infiammazioni per “interessarsi” alla sintesi del cibo nell’intestino. La conseguenza diretta di questa difficoltà è la tendenza ad accumulare chili e diventare grassi.
Altro oligoelemento anti cellulite è il potassio. Ideale per migliorare l’idratazione dei tessuti, risulta un rimedio naturale efficacie per chi soffre di sbalzi ormonali e si rende conto delle conseguenze di questo deficit quando sale sulla bilancia per pesarsi. Le donne rappresentano la categoria più soggetta a carenze di questo tipo, soprattutto in fase di ovulazione o di menopausa.
All’interno di questa lista di oligo minerali in grado di influenzare l’accumulo di grassi non può certo mancare lo zinco che ha il merito, tra l’altro, di aiutare il sistema endocrino, favorendo un senso di sazietà. Questa virtù trasforma lo zinco in un valido alleato nelle diete. Non a caso, come dicevamo, uno dei complessi più famosi in oligoterapia, annoverato come sistema per dimagrire, è il ricorso al legame zinco-nichel-cobalto come metodo per ridurre la percezione della fame. Questa combinazione benefica è impiegata, di conseguenza, anche per arginare fenomeni di “fame nervosa”, che caratterizza molte persone nella nostra società che, a causa di una qualche mancanza, spiluccano cibo in continuazione, durante l’intero arco temporale di una giornata. Il dosaggio dovrà avvenire 3 volte al giorno e anticipare di 30 minuti i pasti principali, per una durata complessiva di 60 giorni. Si precisa come questo complesso di oligoelementi andrà assunto sotto la lingua e sarà utilissimo per combattere un difficile adattamento delle ghiandole endocrine agli stimoli di natura ipofisaria, con grandi ripercussioni sullo stato del metabolismo glucidico.
Anche il Magnesio e il Litio agiscono sul sistema nervoso ed è proprio la loro mancanza che potrebbe innescare nell’individuo il desiderio impellente di cibo e quindi aumentare il rischio di diventare obesi. Infine, uno dei legami più famosi in Oligoterapia, l’unione manganese e cobalto viene usato, oltre che per problematiche della circolazione e gambe gonfie e pesanti, anche per regolare i problemi neurovegetativi, alla base di moltissimi disturbi legati all’appesantimento del corpo.

Privarsi della possibilità di guarire da obesità e disfunzioni alimentari con una dieta oligoterapica sarebbe sciocco.
L’importante è però farlo con coscienza e farsi seguire da professionisti come la dottoressa Racanelli che ha speso decine di anni allo studio delle combinazioni più adeguate, a seconda della natura del problema nutrizionale del paziente.

E’ possibile contattare l’esperta di oligoterapia, attraverso il Centro Heliantus, telefonando lo 080 5019934 e utilizzando l’apposito modulo di contatto

CONTATTA LA DOTTORESSA

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Il lavaggio intestinale e la dieta Longo


Spero che la maggior parte di voi abbia già visto la bellissima puntata “Sazi da morire”, trasmessa domenica 6 Marzo, all’interno della trasmissione tv “Presa Diretta”. Un titolo così d’impatto non poteva che preludere ad un servizio eccezionale in cui si è parlato di alimentazione sana e dei benefici dei sistemi di cura alternativi, come l’idrocolonterapia. Il consiglio è quello di vedere il filmato tutto d’un fiato, magari prima di aver mangiato, così da poter decidere meglio con cosa nutrire il nostro corpo e smetterla di lamentarci se facciamo di tutto per intossicarlo.


Gli insegnamenti di Valter Longo

lavaggio-intestinaleIl suggerimento resta quello di informarsi sul lavoro svolto dal Dottor Andreas Michalsen che riesce risolvere i problemi legati a colon putrefatti, disturbi digestivi, ma anche artrosi e malattie degenerative come l’Alzheimer, semplicemente attraverso consigli alimentari e un digiuno di 5 giorni.

Il trattamento del digiuno, così come il lavaggio di colon e retto vanno fatti ovviamente sotto il controllo di un medico e in nessun caso mai potranno essere “improvvisati”, attraverso il fai da te, o banalissime informazioni sul web. Eppure i risultati ci sono e portano ancora una volta a confermare come i sistemi usati dalla medicina “non ufficiale” possono essere integrati con quelli della medicina ufficiale.

Sul dibattito se sia più efficacie la medicina tradizionale rispetto quella alternativa non vogliamo soffermarci in questo articolo, che invece vuole essere un omaggio al dottor Valter Longo e a chi come lui, come nel caso della dottoressa iridologa Racanelli, crede che punti di vista differenti, possano contribuire alla guarigione da moltissime malattie.
Non deve stupire quindi se il prestigioso medico italiano, direttore della Università della Salute di Los Angeles, crede nell’importanza di introdurre cibi sani, come tè verde e minestroni di origine rigorosamente vegetale, per garantire una pulizia intestinale.

L’assunto che intraprendere una dieta del digiuno di questo tipo, per 5 giorni ogni mese, possa portare a risultati importanti in termini di riduzione del tasso di colesterolo nel sangue, primo indiziato per moltissime malattie cardio vascolari. Non deve quindi meravigliare l’insistenza con cui la dottoressa Racanelli insiste sull’importanza di ridurre l’apporto di proteine animali nel sistema circolatorio e si prodica nel consigliare l’idrocolonterapia come lavaggio intestinale naturale e rimedio a tantissimi malesseri.

Nel libro “E la vita continua..” si è evidenziato fin troppo bene quello che accade a livello di colon quando si persegue una dieta errata, continuando a introdurre nel tubo digestivo alimenti apparentemente buoni, ma assolutamente negativi per la nostra salute. Se quello che vediamo con gli occhi ci sembra squisito e appetitoso, questo non emerge certo quando si analizzano i colon dei pazienti che accusano problemi d’intestino.

Che cosa bolle nel colon?

Eppure tessuti intestinali talmente malmessi non sono affatto una rarità, soprattutto nei Paesi indrustrializzati, come negli Stati Uniti, ma anche in Italia, dove fast food e cibo di scarsa qualità hanno ammalato centinaia di milioni di persone in tutto il Mondo.
Secondo voi i bambini obesi di “Sazi da morire” in che stato avevano il loro intestino?

L’illusione che la maggior parte di noi abbia dei colon sani è pura utopia. Ogni giorno decidiamo a tavola che cosa vogliamo del nostro futuro.
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Forchetta in mano di fronte a un piatto, decidiamo ogni giorno se volere una felicità momentanea, che termina sul palato, o un benessere completo, fatto di una dieta disintossicante e sostanze che apportano benefici e garantiscono una condizione di salute migliore.
L’Italia e tutti i paesi Europei costieri hanno dimenticato di aver inventato qualcosa di meraviglioso, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, che risponde al nome di “dieta mediterranea”.

Aumentare la cultura dei lavaggi intestinali può dare una chance in più al proprio colon, da cui ripartire, iniziando un percorso alimentare che ci rimetta sulla retta via del retto.
Non può essere solo una coincidenza il fatto che tantissimi malati di Alzheimer, incontrati nella carriera medica della dottoressa Racanelli fossero stitici. La prova che il diametro delle feci di un individuo sia inversamente proporzionale all’età, testimonia come l’accumulo di sostanze nocive nelle tubature intestinali, creino strozzature pericolose, fonte di stitichezza e altri disturbi legati all’evacuazione.

Anche il dottor Longo alludeva, nel corso del servizio firmato da Lisa Liotti, per Presadiretta, al fatto che moltissime malattie considerate di origine “mentale” potessero in realtà avere collegamenti ancora più marcati con quello che accade più in basso, nel l’apparato gastrointestinale. Quando si parla di asse intestino-cervello si allude alla stressa relazione che unisce queste 2 aree considerate solitamente distinte.

Rimuovere le muffe dall’intestino

Se vogliamo recuperare le funzioni principali del nostro organismo e rimuovere le impurtità dal corpo, sottoporci all’irrigazione del corpo non basta, ma può essere un ottimo inizio. I lavaggi di questo tipo potrebbero rappresentare il segnale di una maggiore consapevolezza ed essere un rimedio naturale contro la proliferazione di muffe e funghi trasportate dalle feci e destinate ad accumularsi tra le anse delle pareti gastriche per sempre.

La necessità di rimuoverle, mediante lavaggio dell’intestino, diventa essenziale. Questa operazione però dovrà essere accompagnata da una dieta sana, fatta di scelte alimentari precise, volta all’eliminazione di tutte quelle sostanze tossiche che stanno causando putrefazione e malattia.

Il colon, come sappiamo bene, non è dritto. Essendo lungo 8 metri possiede svariate pieghe e rientranze. Immaginiamo alle conseguenze che questa anatomia può avere circa l’accumulo di residui digestivi e la concentrazione di scarti alimentari nel nostro corpo.
Semplicemente agghiacciante.

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Se cerchi maggiori informazioni sulla pulizia intestinale e i benefici legati alla dieta Longo chiama lo 0805019934

Cosa accade se mangiamo qualcosa di brutto?

Se questo succede saltuariamente, il nostro organismo è in grado di espellerlo senza problemi. Qualche piccola “infrazione alimentare” in linea di massima è concessa, soprattutto se il corpo appartiene ad un soggetto che pratica regolarmente sport. Tutto quello che assumiamo di sbagliato per lunghi periodi, soprattutto quando iniziamo questo regime alimentare “tossico” nell’infanzia, tenderà ad accumularsi nel canale digerente e si comporterà come un vero veleno.

Nell’intestino di un soggetto adulto potrebbero accumularsi oltre 5 chilogrammi di tessuti in putrefazione, sintomi di “trasgressioni alimentari” perpetruate negli anni e divenute le principali responsabili del nostro stare male.
Quello che è possibile trovare in un colon di un paziente che ha bisogno di una profonda disintossicazione intestinale abituato a mangiare male è davvero disgustoso.

La cosa peggiore è pensare che tutte queste persone non sapevano nemmeno di quanto male si stessero facendo, continuando a seguire un programma alimentare infelice, fatto di patatine fritte e cola cola.
A proposito sull’abuso di bibite gassate la trasmissione di Rai 3 è stata molto chiara, attribuendo moltissime colpe dell’obesità dei figli alla leggerezza con cui i genitori offrono lattine ad altissima percentuale di zucchero, trascurando gli effetti che può avere l’accumulo di glucosio nelle arterie.

Mangiare: leggere le istruzioni, prima dell’uso.

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La dieta dell’occhio

 


Andare a farsi analizzare le macchie oculari e ritrovarsi dopo 3 mesi più magri di 5 chili vi sembra impossibile? Forse lo è solo se non ci si è mai interessati al lavoro di un medico iridologo e a tutto quello che può controllare attraverso un “occhio-lettura”. Uno dei vantaggi più importanti quando ci sottoponiamo ad una visita dell’iride è legata agli straordinari consigli che possiamo ricevere sull’alimentazione. Proprio come avviene nel rapporto naturopatia dieta, così anche l’iridologia può rivelarsi uno strumento eccellente per avere una dieta personalizzata.

Iridologo, dieta e consigli alimentari

Quando si parla di dieta dell’occhio quindi, non bisogna pensare ad un sistema un po’ sadico con cui si permette al paziente di “mangiare solo con gli occhi” dei cibi, mostrandogli delle foto ed impedendogli di ingerirli fisicamente…
Alludiamo invece alla possibilità di utilizzare l’iridologia per perdere peso, in virtù del fatto che una corretta mappatura oculare può anticipare la presenza di un’intossicazione in arrivo o segnalare un livello di intolleranza certo determinati cibi o componenti nutritivi.

Iridologia per dimagrire

Il lavoro di un dottore iridologo diventa molto più simile a quello di un nutrizionista che a quello di un oculista, come molte persone ancora pensano. Dimenticatevi l’idea di avere a che fare con tabelle e lettere dell’alfabelo.
Mettete da parte Snellen se volete diventare più snelle!

Attraverso questa specie di lente di ingrandimento, capace di ingigantire l’immagine di pupille, iride e sclera di oltre 50 volte, si potrà visionare lo stato di salute generale di un individuo. Questo significa che il controllo dell’iride, realizzato osservandone forma, densità e trama potrà aiutare ad interpretare dei “sintomi invisibili” sull’alimentazione scorretta che seguiamo, spesso senza esserne consapevoli. L’iridoscopio è uno strumento che va breccia nei nostri occchi, ma che può leggere l’intera anima di un paziente.

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, posso essere pure un libro aperto sul nostro sistema immunitario.
Gli elementi che ci permettano di vedere il Mondo cambiano colore a seconda del cibo che mangiamo. Non parliamo di fenomeni rapidi, ma si tratta ugualmente di trasformazioni nell’iride evidenti che possono descrivere putrefazioni in corso nell’organismo o in via di sviluppo. I cambiamenti nella forma del collaretto irideo, a seconda del posizionamento sulla mappa iridologia ideata da Jensen, possono spiegare la presenza di un herpes o rappresentare la prova di intossicazioni da carboidrati, ad esempio.

Seguire i consigli di dieta di un iridologo può dare risultati certamente più efficaci, in termini di perdita di peso, rispetto quelli associati ad un regime alimentare solo vegetariano o “a zona”.

La pagliuzza nell’occhio altrui

Comprendere l’iridologo cosa fa significa riuscire a capire quanto possa essere d’aiuto per dimagrire. Sono tantissime le persone che non danno la giusta importanza a cosa mangiare e a quali cibi facciano male. Un controllo iridologico può dire molto più di quanto riusciamo ad ammettere a noi stessi. E’ come se alcuni segreti alimentari restassero celati al nostro cervello e diventassero una questione privata tra cute e salute degli organi interni.

Accade così che ci ammaliamo senza sapere la causa. Notiamo degli sfoghi cutanei, senza metterli quasi mai in relazione con la qualità delle pietanze da noi assunte. Puntare quella lucetta nell’iride e fotografare l’occhio equivale a fare una radiografia alimentare assai completa. Quello che un cambiamento delle iridi, potrà essere causato da qualcosa che reputiamo “sano”, ma che magari, nel nostro organismo, si rivela assolutamente dannoso.

Nel campo nutrizionale non esistono assiomi assoluti. Cibi che fanno bene in alcuni individui, sono negativi per la dieta di altri. La disciplina dell’iridologia è ricca di esempi e testimonianze di pazienti che hanno perso “pancetta” e ritrovato un’energia inaspettata, solo dopo aver allontanato dalla tavola della cucina dei cibi a loro ostili. Quelli che sono i consigli sulla dieta da seguire, espressi da parte di un’iridologa competente, si rivelano specifici per il soggetto su cui si è effettuato il test dell’iride e non possono essere generalizzati ad altri pazienti.

Succede così che due fratelli possono sottoporsi alla stessa mappatura completa dell’iride e ricevere consigli alimentari decisamente differenti. L’individuo A dovrà ad esempio rinunciare ai latticini, ma potrà mangiare la pasta, il secondo fratello invece potrà assumere regolarmente formaggi e derivati del latte, ma non potrà permettersi di nutrirsi con piatti a base di carboidrati e farine di grano.

Si potrà scoprire come una disbiosi dell’intestino, scaturita dalla continuità con cui introduciamo “cibi tossici” nel nostro organismo, potrà indebolire le difese immunitarie e colpire la flora intestinale a tal punto da esporci a rischi di malattie metaboliche o persino autoimmuni.
Non meravigliamoci mai di come l’irideologia possa consigliare la migliore dieta per sentirsi in forma.

Fidarsi della dieta di un iridologo

Anche se vengono spesso dipinti come tipi bizzarri e un po’ fuori dalle righe, naturopati e iridologi meritano lo stesso rispetto professionale che spetta a dietologi e dottori. Si tratta di gente con lauree spesso in farmacia e medicina, che si sono avvicinate al mondo della scienza olistica per completare la propria formazione ed avere uno sguardo più completo sul Mondo.

Un dottore che sa leggere negli occhi di un paziente, di sicuro sa leggere anche nel suo cuore. Vi sorprenderete di conoscere quante informazioni, spesso anche molto personali o intime, può dedurre un medico iridologo..guardandovi negli occhi. Proprio come il poeti sono soliti comporre frasi sugli occhi verdi o sugli occhi azzurri, anche gli iridologi possono “leggere” quello che sta scritto sull’iride destra, a cui corrisponde la salute del fegato o sulla zona iridea sinistra, che può dare tantissime informazioni sullo stato cardiaco.

Sottoporsi a un test dell’iride presso in centro Heliantus, confidando nella qualità della dottoressa Racanelli significa ricevere delle diete gratuite e suggerimenti per dimagrire velocemente, semplicemente eliminando dal nostro regime proteico i cibi che più ci fanno male. La sensazione provata da un uomo o donna nel seguire iridologia e diete è legata al un alleggerimento globale del corpo umano, tanto a livello fisico, quanto sul piano mentale. I pazienti che hanno seguito l’alimentazione corretta emersa dai riscontri iridologici testimoniano una percezione di liberazione, che consente di svegliarsi più vitali e affrontare la giornata con forza e vigore.

Mangiare quello che fa meglio al nostro organismo garantisce di vivere il dopo cena nella migliore condizione per il nostro intestino che, alleggerito di un lavoro extra, precedentemente legato alla sintesi di cibi tossici, godrà di una salute maggiore. Una dieta gratis, come quella che puoi ottenere tramite una seduta d’iredeologia ti aiuterà certamente a dormire in maniera più appagante e a fare sogni intestinali più tranquilli.

Tutto quello che servirà è quindi “ascoltare” quello che comunicano i colori dell’iride e guardare quanti benefici possono generare da un’astinenza da cibi cattivi. Non occorre mangiare delle barrette dimagranti per ritrovare il peso forma, ma semplicemente rinunciare a condannare l’apparato digestivo ai “lavori forzati a vita”, connessi con il mangiare pasti che continuano ad intorricare le nostre cell

ule. Gli effetti positivi di una dieta iridologica possono essere persino superiori a quelli delle diete tanto amate da chi pratica palestra o bodybuilding.

Non si tratta solo di coincidenze, di conseguenze legate all’effetto placebo o di una persona che “ha azzeccato parecchie cose”, con poteri quasi magici. Fidarsi di un’iridologa significa riuscire riflettere meglio sull’intero apparato digestivo e sulle ripercussioni che hanno i cibi anche sulla sfera emotiva, come ci insegna il dottor Loreto Bizzarri.

Un rimedio naturale

La salute che deriva da un check up iridologico permette di guarire anche da acciacchi come tosse o
altre disbiosi legate alla presenza di batteri nocivi nell’intestino, a volte favorita, oltre che da cibi nocivi, anche da

  • antinfiammatori e altre medicine usate in maniera continuativa,
  • tensioni emotive o situazioni stressanti,
  • inquinamento dell’ambiente che ci circonda e conseguenza introduzione di eccessive quantità di CO2 negli alveoli polmonari.

Seguire periodicamente dei controlli alle iridi può mantenere più desto un paziente, affinchè capisca sulla sua stessa pelle come sta intossicando l’organismo. La lettura analitica delle mappe iridologiche può creare consapevolezza nel soggetto e quindi renderlo più attento a cosa ingerire durante pranzo e cena.
Come si accennava prima, la tipica situazione che precede un’esplosione dell’intolleranza alimentare  è legata ad un abuso di qualche componente durante i pasti. Può capitare quindi che i nostri ritmi lavorativi ci impongano spesso dei pranzi fugaci, spesso caratterizzati da poca varietà e qualità nutrizionale.

Anche se noi sembriamo non farci caso, il nostro organismo se accorge benissimo ed in un arco di tempo variabile ci comunica questo suo dissenso attraverso eruzioni sulla cute, herpes, febbre o malattie vere e proprie. Non c’è un unico cibo che può far male, ma una tendenza generare a perseverare nell’errore.
L’osservazione delle caratteristiche dell’iride può dimostrare ad esempio la scarsa idratazione di un corpo e l’incapacità dei reni di allontanare dal corpo le tossine alimentari, attraverso l’urina.

Bere molta acqua è fondamentale per mantenere un’iride sana, conseguenza di uno stato di salute invidiabile. Quando si raccomanda nelle diete di mangiare molta frutta e verdure è implicitamente consigliato di bere tanta acqua, di cui questi cibi sono ricchi.

Consigli per colazione, pranzo, cena

Pur non esistendo indicazioni universali, in quanto l’iridologia tende a suggerire “diete su misura”, possiamo indicare delle buone pratiche a tavola che aiuterebbero naturalmente a vivere il momento del cibo, più consapevolmete.
Di mattina abbandonate il caffè. Un eccitante in meno darà di certo giovamento alla vostra dieta. Una tisana naturale, meglio se composta da foglie, potrà sostituire tranquillamente la caffeina e limitare il nervosismo a lavoro. Accompagnarla a colazione con una banana permetterà di donare all’organismo il giusto apporto di magnesio, attraverso la nostra dieta. Vedrete che nel tempo, alla prossima visita, l’iride ci ringrazierà, attraverso l’agoniata regolarità.

Non lesinare l’apporto di frutta e verdura, oltre che miniere d’acqua e sali minerali, servono per riportare un corpo verso l’equilibrio, senza mai renderlo pesante.
A pranzo limitate i pasti a base di maccheroni e spaghetti. La pasta e il pane apportano una maggiore percentuale di glicemia nel sangue, riducendo le risorse energetiche degli individui. Quando siete fuori al ristorante meglio allora puntare su qualche piatto a base di mare, magari senza troppo olio e salsette e magari, cucinato mediante vapore.

A cena sarà meglio consumare ricche insalate composte da carciofi, mela gialla e valeriana o preferire legumi come lenticchie, perchè in grado di dare il giusto apporto di ferro e quindi perfette per ridurre gradualmente dalla nostra dieta iridologica la carne rossa.

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lecce-barocca

Idrocolonterapia barocca


Ormai sono oltre 10 anni che la bellezza del Salento ha cambiato il suo status di tesoro nascosto della Puglia a meta turistica di tanti italiani, in grado di rispondere anche alla richiesta proveniente dalle centinaia di migliaia di turisti stranieri che popolano le sue coste ed i bellissimi centri barocchi. L’attrazione verso un mare incantevole e la possibilità di contare su di un meteo particolarmente favorevole, spinge tantissimi giovani e anziani a visitare Lecce durante l’intero arco dell’anno. Quello che era inizialmente un turismo prettamente estivo si è quindi trasformato in una meta frequentata anche quando il sole è meno forte, dando ancora più più piacere a passeggiare tra le bellezze dell’arte barocca della città salentina. Sempre più persone hanno fatto di Lecce la loro prima casa, basti pensare al celebre attore Gerard Depardieu che dopo varie dichiarazioni d’amore nei confronti della città pugliese, ha finalmente acquistato casa nel centro storico leccese, dove trascorre gran parte dell’anno, quando è lontano dai set cinematografici.
Allo stesso tempo però, oltre all’aumento delle strutture ricettive, per poter gestire un’ondata turistica di tale portata, è importante riuscire ad offrire servizi e infrastrutture all’altezza di questo flusso. Il benessere di una città non si può valutare soltanto dalle bellezze naturalistiche e culturali, ma può essere raggiunto soltanto quando esistono ospedali efficienti e mezzi di trasporto puntuali.
Se da un lato istituti ospedalieri come il Vito Fazi sono stati molto potenziati e quindi messi all’altezza del blasone della città di Sant’Oronzo, dall’altro esistono settori della medicina lasciati un po’ scoperti. Il caso dell’assenza di un centro di idrocolonterapia a Lecce è emblematico, visto che non è possibile sottoporsi a lavaggi del colon in ospedale e nemmeno presso strutture per il benessere del corpo.
Un’assenza che diventa ancora più pesante se si pensa alla mancanza di un aereoporto a Lecce, fatto che obbliga i turisti a spostarsi da Brindisi o dall’aereoporto Karol Wojtyla di Bari per poter fare visita alla città dallo stile barocco per antonomasia. Una distanza non certo proibitiva, ma che rende il soggiorno a Lecce meno appetibile, rispetto ad altre mete del sud come Napoli, ad esempio. Non diamo quindi la colpa alla squadra di calcio, se Lecce si ritrova ancora nella lega pro dal punto di vista delle strutture adibite alla pratica delle cosiddette “medicine alternative”

Idrocolonterapia a Lecce

Sono tantissimi i pazienti leccesi che giungono presso il Centro Heliantus per guarire da una delle tante infezioni intestinali che un apparecchio di idrocolon può curare. La salute non conosce quindi distanze, soprattutto se si pensa al fatto che la statale “Adriatica”, in quel tratto, risulta molto scorrevole e in ottime condizioni. L’importanza di combattere gli avvelenamenti che investono il nostro intestino, a causa di cibi e di una vita caratterizzata da abusi di ogni sorta, dovrebbe spingere chi ha a cuore la propria salute, a sottoporsi a sedute di idrocoloterapia. Lecce quindi non è come Lecco essendo priva di centri per il benessere fisico in cui è possibile effettuare lavaggi del colon e scongiurare il perdurare di disturbi debilitanti anche per il nostro umore, come alitosi, puzza dei piedi e dermatosi. Basta raggiungere la consapevolezza che “la morte risiede nell’intestino”, come dicevano gli antichi e con “occhio critico”, potremmo aggiungere, parafrasando una frase dell’esperta di mappe oculari Racanelli: “…e si può osservare attraverso l’iride”.
Sono molti i pazienti che da Lecce si dirigono verso Bari, in Corso Alcide De Gaspari, verso il centro di pulizia intestinale gestito dallo staff Heliantus, intenzionati a ripulire il colon da tutte le scorie e quindi dalle tossine, responsabili di tanto soffrire.

Come raggiungere il centro di idrocolon da Lecce

Se si ha intenzione di raggiungere la sede di Bari in auto sarà sufficiente imboccare la statale 16 in direzione Bari ed prendere l’uscita 12 “Carrassi – Carbonara”. Al primo semaforo girerete a destra e al secondo girerete a sinistra. State percorrendo una traversa di Corso A. De Gaspari. Qui al numero 13, sulla sinistra, troverete il Centro. Molto semplice e anche comodo, tenendo presente che, vista la posizione strategica della sede sulla mappa di Bari, consente di arrivare in 2 minuti dalla tangenziale, evitando il classico traffico stradale che caratterizza le vie più centrali del capoluogo pugliese, soprattutto in prima mattinata.
Partendo invece dalla stazione ferroviaria di Lecce, arriverete nella città barese in circa un’ora e mezzo, in caso di treno regionale i tempi potrebbero anche allungarsi. Una volta usciti dal treno, seguire le scale che portano verso Piazza Aldo Moro, dove è presente un ampio parco bus e taxi. Se volete spendere meno potrete optare per il mezzo pubblico per antonomasia: l’autobus urbano. Il costo del biglietto orario è di 1 euro. Il mezzo di trasporto risulta molto comodo, visto che vi lascerà dopo 10 minuti di corsa circa, all’altezza di stazione di benzina “Esso”. Di qui imboccherete agevolmente la traversa in cui ha sede il Centro Heliantus, proseguendo a piedi, per soli 4 minuti.

I vantaggi della cura
La cucina di Lecce è molto buona, ma anche molto pesante. Impariamo a discernere il gusto da quello che fa bene e risulta vantaggioso per il nostro corpo. Il cavallino e “li turcinieddhri” possono pure piacere moltissimo al nostro palato, ma sono dannosi per il nostro intestino, il quale, a causa della nostra golosità, accumulerà un gran numero di scarti alimentari lungo le pareti del colon. Un vero e proprio vestito di feci, indossato dal nostro intestino. Un abito pesante, per un’abitudine alimentare pessima, a cui, attraverso l’idrocolon terapia possiamo mettere un argine. Il lavaggio intestinale a cui si sottoporranno gli amici salentini costituirà un’ottima cura per problemi di stitichezza e crampi addominali, ma anche per altri disturbi  che, erroneamente, crediamo non dipendere dall’apparato intestinale. Eppure è proprio qui che risiede il nostro “secondo cervello” ed è importante prendere coscienza delle dinamiche che caratterizzano l’asse intestino-cervello, onde avere un giudizio più pertinente del concetto di cura e salute e scoprire i vantaggi legati ad una maggiore attenzione sul regime alimentare.

Anisakis e terapia del colon

L’abitudine a mangiare pesce crudo è tipica della cucina pugliese. A Bari, come a Lecce, abbondano i piatti in cui trionfano quelli a base di pesce azzurro mangiati senza sottoporli a cottura. Sono proprio i pesci appartenenti a questa famiglia, come sgombri, sugarelli, alici e sardine, gli animali marini con cui l’uomo potrebbe essere affetto più facilmente da infezione da anisakis. Rispettare il ciclo del freddo e abbattere il pesce è l’unico modo per evitare un’infezione da vermi. Tante volte purtroppo l’incoscienza o le tradizioni sono più forti della scienza e dell’amore per sé stessi e ci si ammala. Sono molti i leccesi che sono riusciti a pulire i canali intestinali in appena 7 sedute di idrocolonterapia e che, dopo aver osservato che cosa era presente nel tubo digestivo, tra residui fecali e materiale organico composto da disgustosi vermicelli, c’è da scommettere che faranno molta più attenzione alla loro dieta quotidiana.
Un trattamento di questa natura è in grado di disintossicare l’organismo in tempi rapidi e senza controindicazioni, riuscendo ad eliminare quelle scorie che, trattenendosi tra i tessuti del colon per troppo tempo (anche anni!!!), avvelenano il corpo e lo fanno ammalare.
Quello che può generare una condizione di questo tipo non è solo legato al terribile odore delle feci prodotte, ma determina un peggioramento globale della salute, a cominciare dal sentirsi più stanchi e meno dinamici. Noi crediamo di invecchiare, ma in realtà quello che stiamo facendo è riempire di fatica il nostro intestino, fatto che renderebbe anziano, anche un ragazzo di 16 anni.
Togliere in maniera definitiva le feci stagnanti e le tossiche che queste producono, significa ritornare a godersi le spiagge di Otranto o gli scogli di Castro, senza il timore di dover scappare in bagno o soffrire di mal di pancia e flatulenza mentre si è in compagnia degli amici sotto l’ombra della pineta di Torre Castiglione.
Inutile quindi improvvisarsi dottori specializzati in malattie gastriche e cercare di risolvere i propri mali da soli. Il lavaggio del colon a casa non è come lavare i pantaloni! Non è cosa semplice ed occorre uno staff preparato che solo un centro per il benessere interno del corpo può garantire. E se molti amici pensano che clisteri e enteroclisma siano la stessa cosa di una pulizia intestinale con idrocolon, hanno un’idea abbastanza barocca della medicina. Inoltre, bisognerebbe poi stare attenti a chi promuove lavaggi di questo tipo attraverso coupon o sistemi di commercio come groupon, proponendo prezzi molto economici, ma servizi discutibili.
Non è un caso se Lecce è priva di strutture per praticare idrocolonterapia in maniera professionale, fatto che spinge sempre più leccesi verso il Centro Heliantus della dottoressa Racanelli che, allo stesso prezzo del trattamento, eseguirà una mappatura iridologica, una lettura della sclera e darà una vera e propria dieta da seguire. Tutti servizi che difficilmente potreste avere acquistando dei coupon di questo tipo.
Il consiglio è quindi quello di seguire dove vi porta la salute, perchè gli effetti secondari di questa cura sono tanti, a cominciare dal miglioramento dell’umore e dalla sensazione generale di entusiasmo e vivacità, oltre ad altri benefici ottenuti in termini di lucentezza della pelle e tonicità. Pulire il corpo è la migliore dieta per mantenere i tessuti giovani.
Chiedetelo alle tante pazienti salentine che mostrano orgogliose un corpo più elastico e con meno cellulite, tra i lidi di San Foca, continuandoci ad inviare email di ringraziamento, anche a distanza di anni.

Dieta gruppo sanguigno

Piramidi alimentare e gruppi sanguigni

Quando il signor James D’adamo parlava di un legame tra nutrizione e sangue venne preso quasi per folle. Eppure della reticenza di determinati antigeni nell’accettare sangue di un altro ceppo sanguigno ne è consapevole anche la medicina ufficiale. 
Con il passare dei decenni e una maggiore apertura verso conoscenze olistiche le diete dei gruppi sanguigni sono state sempre più seguite e apprezzate. Svariate ricerche hanno spiegato come da diversa risposta dei pazienti con patologie identiche, di fronte all’assunzione dello stesso cibo, potesse dipendere soltanto da differenti caratteristiche del sangue. 

Le differenze con le altre diete

Si tratta di un regime alimentare molto aperto, che non parla di drastiche esclusioni dalla tavola, ma di cibi da preferire e alimenti da evitare. Ovvio che, a seconda del fatto che il paziente abbia gruppo sanguigno 0, ad esmpio AB, non potrà abusare nel consumo di cibi specifici, salvo essere consapevole delle conseguenze negative che ne possono generare. 
Eppure, a dirla tutta, esisterebbero dei pasti visti abbastanza di cattivo occhio dai seguaci del dottor D’Adamo, come l’iridologa Rosa Angela Racanelli. Parliamo di cibi come latticini e cereali, tristi protagonisti di malti disturbi digestivi e malattie autoimmuni. 
Alla stregua di quello che avviene quando si necessita di una trasfusione, la dieta basata sulla conoscenza delle classi sanguigne di appartenenza, spiega l’incompatibilità tra alcune pietanze e determinati gruppi. Non si parlerà mai di una valenza totalmente negativa della carne o di un apporto nutritivo sempre benefico da parte dei vegetali, ma di casi specifici, analizzati in base ai globuli rossi, antigeni e anticorpi.

Quando un cibo non piace al sangue

Da quello che sostengono i seguaci di questo tipo di dieta, una patologia è sempre il risultato una intolleranza alimentare che, trascurata nel tempo, potrebbe essere la causa di numerosi malanni anche gravi, principalmente connessi con l’apparato gastrico e la digestione.
Esisterebbe infatti una lista di alimenti ben precisa, a seconda del proprio ceppo sanguigno di origine, frutto di un patrimonio genetico che rivela moltissimo sulle nostre origini. Ci sono quindi cibi che fanno bene, cibi che neutri, ma anche cibi negativi. Trattasi di valori non univoci, ma in relazione del tipo di sangue che circola nelle nostre vene.

Le sostanze nutritive potrebbero quindi rigettare alcune cellule di alcuni gruppi sanguigni, in modo molto simile a quello che accade quando si sbaglia una trasfusione e l’organismo desidera espellere quel tipo di sangue. Di conseguenza è facile trovare un collegamento tra “cibi sanguigni” e dieta. Non si parla di bistecca al sangue ovviamente, ma di cibi coerenti con il nostro DNA. Appare abbastanza evidente come il nostro apparato digestivo tenda a preferire ed assorbire meglio, gli stessi cibi che hanno mangiato i nostri antenati, con medesimo gruppo sanguigno.
Tutto dipenderebbe dalle “lectine” contenute negli alimenti e delle loro proprietà quando circolano nel sistema sanguigno. Ogni volta che mangiamo un cibo che ha lectine non apprezzate dal nostro sangue, queste vanno a depositarsi verso un organo come reni o pancreas, ad esempio e per reazione, cominciano ad agglutinare globuli rossi in quella data zona, che ora presenziano.
Molte di queste tipologie di lectine sono giudicate “estranee” dall’organismo privo di quegli anticorpi in grado di attaccare quello specifico antigene. E’ il caso del cibi a base lattosio che hanno serie difficoltà ad essere tollerati da un paziente con gruppo sanguigno A, proprio perchè trattasi di alimenti caratterizzati da lectine simili all’antigene di tipo B.
Alcune lectine sono responsabili dell’eliminazione di globuli dal sangue, sia rossi che bianchi, e quindi capaci di creare un disequilibrio che si tramuta presto in disfunzione e malattia. 
La possibilità che si “appiccichino” sulle mucose intestinali e irritare quella zona può essere la causa di tantissimi problemi metabolici, ma anche nervosi, considerato il nesso molto forte tra qualità emotiva di un individuo e salute intestinale. 
Impossibile quindi affermare con rigore che il frumento faccia bene o il latte vaccino faccia male, senza aver preso in esame il sangue del soggetto analizzato.
Conoscendo la migliore dieta per il gruppo sanguigno A o quella per la classe zero positivo o altre ancora, si potrà stabilire quale sia la dieta più idonea da seguire.
Anche se occorrerebbe l’aiuto di un esperto dietista, in grado di definire con precisione il regime alimentare da seguire, è vero che qualche suggerimento di massima, a seconda del sangue “ancestrale” che ci scorre sotto la pelle, si può dare:

Gruppo a:
predilige vegetali, frutta e cereali. Ceppo antico, appartenente ad agricoltori primitivi, ma comunque successivi all’epoca del nomadismo.

Gruppo b:

tolleranza al latte e uova. Deriva dai popoli nomadi, perenni viaggiatori in cerca di cibo.

Gruppo ab:
attribuibile all’uomo moderno, in grado di mangiare qualunque cosa. Una sintesi perfetta tra i primi due gruppi sanguigni.

Denigratori di questo metodo
Come in tutti i settori, anche quello delle diete dei gruppi sanguigni riceve delle critiche. Sono tanti gli articoli sul web che parlano di vere e proprie bufale, soprattutto quando si parla di diete per bimbii autistici. 
Sarebbe bello che la gente si informasse prima di lanciarsi in affermazioni di questo tipo, che sembrano, ancora una volta, orchestrate ad hoc, dalla stessa “setta di pseudo dietologi”, finanziati dalle lobby degli integratori alimentari. Senza voler entrare nel merito però, vorremmo rassicurare il pubblico sul fatto che, seguendo regimi nutritivi particolari, possano sorgere dei problemi alimentari. Anche in questo campo, così anche quando si segue una sana dieta mediterranea, bisognerebbe usare criterio. Questo implica la necessità di farsi seguire da parte di esperti di nutrizione e non intraprendere mai avventure solitarie alla ricerca del cibo perfetto. Solo chi ha studiato le piramidi alimentari per anni può sapere come sostituire un cibo con lectine ostili, con altri meglio accettati dal proprio sangue, senza mai dover affrontare pericolose carenze nutritive.

 

Prospetto riassuntivo per capire che cosa mangiare o non mangiare a seconda del proprio gruppo.

 

 

Sangue Gruppo AB

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno AB dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Ad esclusione di agnello, capretto, coniglio, tacchino, fagiano, montone, struzzo, è bene evitare qualsiasi tipo di carni
PRODOTTI ITTICI Acciughe, aringa, anguilla, aragosta, branzino, molluschi (calamari, seppie, polpo, cozze, vongole ecc..), gamberi, granchio, halibut, ostriche, passera dell’Atlantico, passera pianuzza, ricciola, salmone affumicato, spigola
LATTE E DERIVATI Brie, burro, camembert, caseina, gelato, gorgonzola, latte vaccino, panna, parmigiano, provolone, emmental, pecorino, svizzero
SEMI E FRUTTA SECCA Girasole, sesamo (tahin), nocciole, papavero, zucca
OLII E GRASSI Derivati da: arachidi, burro, cartamo, cocco, girasole, margarina, mais, nocciole, palma sesamo, zucca
LEGUMI Ceci, fagioli (zoki, spagna, lima, mung, neri, dall’occhio), fave, anacardi, pistacchi
CEREALI Mais, grano saraceno, kamut, sorgo, tapioca, frumento
VEGETALI Aloe, barbabietola, olive, peperoni, ravanelli, rabarbaro
FRUTTA Arance, avocado, banane, cachi, fichi d’India, melograno, mango, noce di coco, mandarino, melone bianco, melone cantalupo
SPEZIE & COMPANY Aceto, anice, pepe, ketchup, salamoia, malto d’orzo, sciroppo di riso, sciroppo d’acero, miele, zucchero
BEVANDE Liquori, bibite (cola, diet ecc), birra dei cereali sconsigliati, tè nero, rabarbaro, liquori distillati

Sangue Gruppo A

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno A dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Ad esclusione di pollo, piccione, struzzo, faraona, tacchino, è bene evitare tutti i tipi di carni
PRODOTTI ITTICI Acciughe, anguilla, aragosta, branzino, calamari, pesce gatto, cernia, conchiglie, cozze, gamberi, granchi, halibut, molluschi bivalve (cozze, vongole, ostriche ecc.), nasello, orata, persico dorato, polpo, salmone affumicato e di allevamento, sarago, seppia, sogliola, trota di allevamento, storione
LATTE E DERIVATI Ad esclusione di ghee, yogurt, stracchino, mozzarella, latte di capra e ricotta fresc, è bene evitare gli altri tipi di formaggi, latte e latticini
SEMI E FRUTTA SECCA Anacardi, pistacchi, semi di papavero, semi di girasole
OLII E GRASSI Derivati da: arachide, burro, cocco, cotone, mais, margarina, palma, fegato di merluzzo
LEGUMI Ceci, fagioli (alato, dall’occhio, borlotti, lima)
CEREALI Tutti i prodotti che contengono frumento (anche il germe), mais
VEGETALI Cavolo cappuccio bianco verde e rosso, crauti, melanzane, tutti i tipi di patate, peperoni, pomidori, rabarbaro, olive, funghi champignon bianchi
FRUTTA Arance, banane, mango, noce di cocco, papaya, melone bianco, mandarini, melone cantalupo
SPEZIE & COMPANY Aceto di tutti i tipi, maionese, salamoia, capperi, pepe, ketchup, peperoncino di tutti i tipi, zucchero
BEVANDE Birra dei cereali sconsigliati, acqua di soda e di seltzer, tè nero, rabarbaro, cola, liquori distillati

Sangue Gruppo B

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno B dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Anatra, cavallo, maiale, cinghiale, cuore di manzo, oca, pollo, quaglia, faraona, tortora, piccione
PRODOTTI ITTICI Acciughe, aringa, anguilla, aragosta, branzino, cozze, gamberi, granchi, lumache, ostriche, spigola, polpo, rane, ricciola, salmone affumicato e da allevamento, seppia, trota, vongole
LATTE E DERIVATI Caseina, gelato, gorgonzola, mascarpone, camember, emmental, svizzero, pecorino, provolone, parmigiano
SEMI E FRUTTA SECCA Anacardi, pistacchi, arachidi, nocciola, pinoli, girasole, sesamo, semi di zucca
OLII E GRASSI Derivati da: arachidi, borraggine, cartamo, cocco, geme di grano, girasole, margarina, mais, sesamo, zucca, soia
LEGUMI Arachidi, ceci, soia, fagioli (neri, pinto, dall’occhio, azuki), lenticchie
CEREALI Frumento, mais, grano saraceno, segale, kamut, tapioca
VEGETALI Aloe, carciofi, olive, pomidori, rabarbaro, ravanelli, topinambur, zucca, patata
FRUTTA Avocado, cachi, fichi d’India, melograno, noce di cocco, banana, melone bianco e cantalupo
SPEZIE & COMPANY Anice, cannella, capperi, sasa di soia, maionese, ketchup, tamari, umeboshi, malto d’orzo, pepe, salamoia, senape mostarda, fruttosio, zucchero
BEVANDE Aloe, liquori distillati, bibite (cola, diet ecc.), acqua seltzer, birra dei cereali sconsigliati, tiglio, latte di mandorla, succo di barbabietola, caffè, tè nero

Sangue Gruppo 0

(per i non-secretori anche gli alimenti in corsivo e grassetto risultano da evitale)

Ecco la lista dei piatti a cui chi appartiene al gruppo sanguigno 0 dovrebbe stare attento

CLASSE DI PRODOTTO ALIMENTARE CIBI DA EVITARE
CARNE Maiale, cinghiale e loro derivati (prosciutti, salumi), cuore di manzo, quaglia, tortora
PRODOTTI ITTICI Aringhe sotto sale, caviale di storione, pesce gatto, polpo, salmone affumicato e di allevamento, conchiglie, palombo, trota di allevamento, acciuga, calamari, granchio, cozze
LATTE E DERIVATI Ad esclusione di ghee, burro e pecorino, formaggi di capra freschi, feta, mozzarella, è bene evitare gli altri tipi di formaggi, latte e latticini
SEMI E FRUTTA SECCA Arance, mandarini, avocado, kiwi, melone cantalupo, melone bianco, more selvatiche, noce di cocco, fragole, albicocca, datteri, mela
OLII E GRASSI Derivati da: arachide, germe di grano, girasole, mais, margarina, pala, soia, olio di borragine, fegato di merluzzo
LEGUMI Lenticchie, arachidi, fagioli (dall’occhio, borlotti, pinto), soia, ceci, fave
CEREALI Frumento, mais, orzo, sorgo, avena, farro, segale, grano saraceno, tapioca
VEGETALI Alfalfa (erba medica, anche in germogli), aloe, cavolini di bruxelles, cavolo cappuccio bianco verde e rosso, cetriolo, funghi champignon bianchi, olive nere, patate, rafano, porro, cavolfiore bianco, cavolfiore verde, melanzana, olive verdi
FRUTTA Arance, mandarini, avocado, kiwi, melone cantalupo, melone bianco, more selvatiche, noce di cocco, fragole, albicocca, datteri, mela
SPEZIE & COMPANY Aceto, capperi, noce moscata, pepe bianco e nero, ketchup, senape, fruttosio, miso, zucchero, cannella miele, tamari, vaniglia
BEVANDE Caffè, tè nero, liquori, rabarbaro, iperico, aloe, cola, birra dei cereali sconsigliati, vino bianco, liquori distillati, latte di mandorla, latte di soia
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