Effetti biologici e conseguenze dei campi elettromagnetici in casa

Siamo circondati da campi elettromagnetici a causa della moltitudine di elettrodomestici accesi che utilizziamo in casa. Anche se non sappiamo ancora di preciso quali siano gli effetti di questa continua esposizione passiva a cui sottoponiamo il nostro corpo, è bene prendere consapevolezza e imparare a difenderci dai danni provocati dalla corrente elettrica e in maniera ancora più importante, dagli elettrodomestici.

Noi siamo elettricità vivente

E’ giusto ricordare come nell’uomo, a livello naturale, avvengano costantemente degli scambi elettrici, legati alle reazioni fisiche che coinvolgono gli atomi e in particolar modo gli elettroni. Il sistema nervoso va considerato alla stregua di una centrale elettrica, ma anche in tutte le altre aree del corpo umano si segnalano scambi di impulsi elettrici, come accade ad esempio per le funzioni cerebrali e quelle che regolano la corretta digestione dei cibi di cui ci nutriamo.

campi elettrici in casa

L’esempio più concreto e visibile di quanta corrente transita nell’organismo è riscontrabile mediante elettrocardiogramma che di fatto rappresenta una scansione degli impulsi elettrici generati dal cuore.
Possiamo ben comprendere come i campi elettrici prodotti dall’esterno, interagiscano costantemente con gli uomini, così come su qualunque altro corpo con cariche attive. Se poi questi corpi sono “conduttori di corrente” trasmetteranno questa energia verso la Terra.
Contrariamente a quello che si pensa, i campi sono attivi anche quando gli apparecchi elettrici sono spenti, perchè è ugualmente presente una tensione elettrica.

Gli scienziati, così come l’organizzazione mondiale della Sanità concordano nell’affermare che i campi elettrici a bassa frequenza, come ad esempio i microonde che abbiamo in casa o i nostri router, favoriscono l’attivazione di correnti nel nostro corpo. Se questi imput elettrici sono alti, potrebbero verificarsi anche degli effetti sui nervi e di tipo muscolare.

Si precisa però che le l’intensità di questi campi di elettricità sono generalmente bassi e che le radiofrequenze generate dai prodotti che abbiamo in casa non deve provocare apprensione eccessiva.
La conseguenza più immediata dei campi elettrici a bassa frequenza è un aumento delle temperature, ma comunque si tratta di piccole variazioni, assolutamente tollerabili dall’uomo perchè ne venga minacciata regolare quotidianità.

Anche se le ricerche su questo fenomeno non hanno mai considerato la possibilità di danni permanenti sulla salute dell’uomo, è giusto sapere come difendersi dagli effetti potenzialmente negativi della tecnologia domestica e allo stress che possono generare.
La normativa europea impone dei vincoli piuttosto stretti, obbligando le aziende che producono cellulari, così come altri prodotti di elettronica, a rispettare dei parametri di massima emissione, in modo tale da salvaguardare chi li utilizza. Allo stesso tempo, anche chi assume lavoratori è tenuta al rispetto del DL 81/2008, che riguarda appunto l’esposizione e i rischi di esposizione a campi elettromagnetici.

pericoli sulla salute delle frequenze elettromagnetiche

Effetti biologici, ma non sanitari

Per completezza di informazione si ricorda come le conseguenze di questa esposizione hi-tech abbiamo un risvolto più biologico che sanitario sulla qualità della vita di chi abita l’appartamento. Per spiegare meglio la differenza, si può affermare che anche la visione di un film può generare effetti biologici sulle persone, ma per difenderci è sufficiente cambiare canale, nella consapevolezza però che le immagini che abbiamo visto non possano essere mai la causa di una febbre e quindi produrre un effetto sanitario.

Allo stesso tempo però se gli effetti biologici sono continui nel tempo, come possono essere quelli delle antenne wifi che abbiamo in casa, accese 24 h su 24, non opponendo alcun tipo di contrasto, si potrebbe ipotizzare che questi possano divenire una minaccia per l’organismo, modificandone il funzionamento in maniera graduale, ma inarrestabile.

Questo potrebbe significare che i campi elettrici di bassa frequenza possano mutare le biofrequenze nell’uomo, influenzando in parte il suo grado di benessere. I principali indiziati quando si parla di inquinamento elettrico all’interno delle case sono naturalmente i nostri smartphone, che lasciamo sempre accesi, anche quando dormiamo, lasciando attive, in molti casi, anche le funzioni GPS e di collegamento internet.

I sintomi più diffusi

Le ricerche del CEM sui campi elettromagnetici hanno raccolto una moltitudine di dati interessanti su quelli che sono stati raggruppati come i segnali più evidenti riscontrati dai soggetti sottoposti per lunghi periodi a basse frequenze.
Tra i disturbi più frequenti legati all’elettrosmog si segnala:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • inappetenza;
  • carenza di libido;
  • minore vitalità;
  • peggioramento nell’umore;

Si sottolinea come questi studi non attribuiscano agli elettrodomestici e agli altri prodotti hi-tech che adoperiamo ogni giorno la responsabilità unica di questi effetti, ma affermano essere la probabile concausa di cause ambientali o stress di altra natura.

Sfatiamo invece un mito, diventato attraverso il web una vera e propria fake news, ovvero quella secondo cui le radiofrequenze elettromagnetiche possano essere la ragione di aborti spontanei o di gravidanze a rischio.
Per quanto riguarda il male del secolo invece la situazione è in parte differente. Non si allude tanto all’incidenza del cancro in generale, quanto ad un percepibile aumento dei casi di leucemia nei bambini particolarmente esposti a basse elettrofrequenze.